PARAGRAFO 4

LE DICHIARAZIONI
DI FRANCESCO MARINO MANNOIA

Altri importanti elementi di accusa contro il sen. ANDREOTTI il Pubblico Ministero si propone di acquisire in questo dibattimento mediante l’esame di Francesco MARINO MANNOIA con particolare riferimento alle dichiarazioni rese nell’interrogatorio del 3 aprile 1993, avvenuto presso l'U.S. Attorney's Office del Distretto Meridionale di New York, alla presenza - oltre che dei magistrati italiani e dei difensori del collaborante - dell'Assistant U.S. Attorney Patrick FITZGERALD. In quanto reso nell’ambito di commissione rogatoria internazionale, il verbale di interrogatorio è già stato inserito tra gli atti del fascicolo del dibattimento. La deposizione di MARINO MANNOIA verterà sui seguenti temi di prova: Attraverso le sue dichiarazioni - e con riferimento al tema probatorio generale riguardante i cugini SALVO - l’Accusa si propone di dimostrare : Sul tema del coinvolgimento di Cosa Nostra nel sequestro MORO, Il Pubblico Ministero si propone di dimostrare, anche mediante l’esame del predetto collaboratore di giustizia, degli ufficiali di Polizia Giudiziaria che hanno esperito le indagini di riscontro, dei testi indicati alle pagine 21-23 della lista depositata, dei documenti che saranno indicati nel prosieguo:

Sullo stesso tema, il Pubblico Ministero, si propone di dimostrare mediante l’esame di Tommaso BUSCETTA: Sempre sullo stesso tema, il Pubblico Ministero si prone di dimostrare, mediante l’esame del teste Giuseppe MESSINA: In connessione con lo stesso tema il Pubblico Ministero si propone di dimostrare mediante l’esame dei testi indicati alla pagina 27 della lista depositata, del teste Paolo UBERTI ( n.208 a pag. 37 della lista ), dei testi n. 68,69,70 , degli ufficiali della DIA ( p.64 e Domenico Farinacci) che hanno effetuato indagini sui viaggi aerei: Nella prospettiva accusatoria la ricostruzione in sede dibattimentale di questa vicenda è finalizzatta ad acquisire un riscontro "ex ante" a quanto diranno i collaboranti sul contesto dei rapporti tra Cosa Nostra ed il mondo politico non soltanto siciliano ma anche nazionale. Ed infatti, la richiesta formulata da alcuni esponenti politici a Cosa Nostra, direttamente o tramite i cugini SALVO, volta ad intervenire per tentare di liberare l'on. MORO - considerata l'enorme incidenza del sequestro dello statista sulla situazione politico-istituzionale del Paese - risulterà indicativa del livello di interscambio tra Cosa Nostra e settori del mondo politico. Alla luce di tale chiave di lettura retrospettiva, e degli altri elementi sin qui evidenziati, si comprenderà vieppiù perché l'organizzazione ritenesse di poter fare pieno affidamento sulla disponibilità dei suoi referenti politici agli interventi necessari per garantire i propri interessi, e - fra questi - anche ad interventi volti a condizionare l'esito del maxi-processo. E si capirà perché il mancato rispetto di tali promesse sia stato interpretato da Cosa Nostra come una inammissibile violazione del patto di scambio esistente da molti anni.


Sul tema dell’origine dei rapporti tra Cosa Nostra ed il mondo politico - nei quali sarebbe stato successivamente coinvolto ANDREOTTI - il Pubblico Ministero si propone di dimostrare attraverso le dichiarazioni di MARINO MANNOIA e i testi di riscontro: Per quanto riguarda il tema della successiva evoluzione dei rapporti tra ANDREOTTI e Cosa Nostra,il Pubblico Ministero, anche mediante le dichiarazioni di MARINO MANNOIA, si propone di dimostrare:
(1) Sul punto, v. già l’edi ordinanza-sentenza, emessa dal G.I. di Palermo il 17.7.1987, nel proc. pen. n° 112/87 R.G.U.I., vol. 2° pagg. 396 e segg., di cui si chiederà l’acquisizione.