.Case editrici 54
Centri sociali 116
Dal Punk al Rap
percorsi di indipendenza 195
Etichette 311
I centri sociali alla volta del secolo 108
Introduzione 1
Librerie 164
LUOGHI 107
MEDIA 2
MUSE 186
RADIO 74
Reti 89
Riviste 21
TEATRO 203
Teatro e radicalit. 187
VIDEO 253
Vita, morte e miracoli dell'underground 3

i.INTRODUZIONE

La valanga che soffoc i movimenti degli anni settanta, oltre a travolgere chi aveva pi o meno tentato una trasformazione radicale dell'esistente, accompagn alla tomba l'underground culturale del paese. Forse sarebbe morto ugualmente d'implosione, o forse il vero underground era gi spirato insieme ai Figli dei fiori, ma certamente un mondo che produceva sapere alternativo, talvolta dirompente e spesso geniale, fu smantellato pezzo a pezzo. Da un anno all'altro il panorama italiano, prima fecondo di iniziative e ricco degli stimoli pi disparati, cominci a mostrare una deprimente distesa fatta di riviste chiuse, archivi sequestrati o a fare i vermi, centri del proletariato giovanile dismessi per mancanza di frequentatori, radio spente, reti di distribuzione editoriali e musicali frantumate, compagnie teatrali e band senza sale prove, scrittori, registi, fotografi e proletari giovanili ingabbiati, ammazzati da piombo, alcool ed eroina, travestiti da guru di qualche setta del cazzo. 
Qualcuno, pi scafato, decise di incravattarsi all'estabilishment che aveva tanto combattuto, visto che il gioco si faceva peso e servivano bravi pubblicitari, giornalisti, illustratori, consulenti, gestori di bar; altri rimasero fedeli alla linea diventando una voce nel deserto che ripeteva sempre le medesime cose. Un sistema complesso di produzioni alternative, di relazioni tra migliaia di soggetti  vivi e pensanti, politici, artisti, intellettuali organici e non, improvvisamente non ebbe pi luoghi dove esprimersi, vie di comunicazione privilegiate dove circolare, animi sensibili per consumarlo o metterlo in discussione.
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Un ipotetico viaggiatore del tempo che avesse fatto un salto dal 1976 al 1979 avrebbe di certo pensato di aver regolato male i comandi: il processo di necrosi dell'ecosistema alternativo era infatti avvenuto con la velocit del fulmine, grazie alle forze pi variopinte, non sempre strutturalmente nemiche, che avevano gareggiato in destrezza per levarselo dai piedi (citiamo ristrutturazioni produttive, scelte tattiche suicide, eroina, repressione pura, governissimi, conversioni, sogni infranti ed entropia: chi ha letto un paio di giornali in vita sua dovrebbe comunque essersene gi fatto un'idea). In ogni caso, morto il suo ambiente naturale, scomparsi i mille sentieri verso un modello di vita da contrapporre a quello dominante, l'underground avvizz come una rosa nel forno a microonde, tra le lacrime di chi ancora aveva occhi per piangere; rimase solamente qualche residuo da sventolare come bandiera a uso nostalgici o da vendere avvolto in carta d'argento come bene di consumo intelligentemente riciclato.
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Gli anni settanta, con buona pace di chi non se ne  accorto, sono passati per da un bel pezzo e, a dispetto di ogni fosca previsione, la stagione si presenta di nuovo ben nutrita di luoghi e produzioni culturali alternative. Radio (come si diceva) libere sono state aperte, le vecchie, coraggiose, sopravvissute moltiplicano gli ascolti, case editrici non allineate sfornano libri a raffica, autoproduzioni musicali lanciano tonnellate di dischi e gruppi, centri sociali aprono ovunque, a prescindere da sindaci imbecilli o prefetti forcaioli. Un patrimonio di culture e stili cui possiamo attingere, alcuni mutuati dal passato altri novelli, ricominciano a colorare il panorama allontanando il periodo pi buio degli anni di merda. Con tutto ci, per, l'underground si  guardato bene dal resuscitare. Non esiste alcun tessuto sotterraneo che intrecci i suoi fili di seta tra settori differenti, non esiste un immaginario complessivo ancorch sfaccettato, non esiste un modello compiuto in grado di contrapporsi a quello dominante: esistono tentativi, frammenti, piccoli esodi. Certo, i richiami ai grandi classici, al metodo, alla passata et dell'Oro esistono: non tutto  stato cancellato e, se non bastassero i pochi sopravvissuti con le facolt intatte, vi sarebbero molti delle nuove generazioni con il gusto, almeno, per la lettura. Ma non esiste un sottosistema culturale tale da poterci far intravvedere una via per l'assalto al cielo; nemmeno la via sbagliata. 
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 Non stiamo dando la colpa ai nuovi gruppi alternativi o antagonisti, quasi che sia tutta una questione di soggettivit e non di condizioni strutturali. Cresciuti nello squallido panorama del riflusso, senza il generoso apporto di rivoluzioni culturali d'importazione o di aggiornati sistemi teorici di riferimento, i giovani e meno giovani paladini delle controculture hanno dovuto cavalcare i marosi del passaggio all'epoca postfordista, piuttosto differente da quella in cui si muovevano i loro predecessori. Un' epoca in cui si  raggiunta la sussunzione reale del buon Carletto, coincidenza totale tra tempo di vita e tempo di lavoro, e l'epicentro si  spostato dalla produzione di oggetti alla messa in opera della comunicazione, generando una rete globale che conosce la stessa mancanza di confini del mercato dopo la caduta dei muri: un immenso calderone dove elementi differenti si compenetrano, linguaggi si mescolano e codici si interscambiano. 
Anche le topografie cittadine si sono nel contempo ridisegnate, frammentando i luoghi di lavoro sino a renderli coincidenti al singolo, chiudendo fabbriche e piazze, smantellando i quartieri popolari e mescolando (per quanto mai abbastanza) le razze. Soli, senza speranze programmatiche e approdi sicuri, i nostri eroi hanno dovuto sperimentare nuove strategie di sopravvivenza che, per quanto acute, non potevano riportare indietro le lancette di una societ-mondo definitivamente trasformata.
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Muovendosi a tentoni hanno cos cominciato a raccogliere briciole sparse di saperi, aprendo spazi nelle citt prima come resistenza, poi come fattore di identit. Hanno ripreso a fare musica, teatro, fotografia, cinema e politica con abbastanza fiuto per muoversi nelle maglie del capitale a rete, ma non abbastanza, spesso, per evitare di bruciarsi dopo i proverbiali cinque minuti di notoriet. Hanno imparato a giocare sulla visibilit, sull'apertura, sfruttando al massimo i media messi loro a disposizione, spalancando le porte per concedere a chiunque di viaggiare nelle proprie case senza, in molti casi, dover pagare alcun prezzo che non fosse quello di un biglietto, permettendo di sperimentare senza aderire, di conoscere senza condividere. Si  data la stura ai fenomi di "consumo" controculturale, si sono rese possibili le identit intermedie, il viaggiare sulla borderline tra la strada e le nuove tecnologie. 
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Sopra e sottosuolo hanno smesso, cos, di essere i due volti della classica medaglia per diventare punti del medesimo continuum, e gli elementi alternativi hanno cominciato a diffondersi fluttuando nella rete sociale  cercando di resistere ai processi di "messa a frutto", di non deformarsi nella tensione concorrenziale tra ufficiale e alternativo, dove i tradizionali percorsi di sussunzione lasciano il posto a contaminazioni e contiguit. La sfera culturale  ormai una galassia che senza sosta si contrae ed espande, ruotando di segno i simboli e incrociando le parallele: i locali pi trendy si agghindano da centri sociali di lusso, stesse star e quasi stesso pubblico; le major della carta stampata rubano tematiche alle case editrici di movimento che, nel contempo, espongono i propri libri sugli stessi scaffali con le ricette di Suor Paola e vengono discussi in televisione tra un prosciutto Rovagnati e un bombardamento in diretta dal Libano; i rave vengono organizzati dai gestori delle discoteche romagnole come dai gruppi meno istituzionali, e tutti, alla fine, si strafanno le stesse droghe; a Hollywood si riciclano i film trash di Hong Kong; William Burroughs pubblicizza le scarpe da ginnastica; sui pacchetti di dati di Internet viaggiano fianco a fianco i commerciali di Bill Gates e i comunicati ufficiali del Subcomandante Marcos. Vi auguro di vivere in tempi interessanti, recitava una antica maledizione cinese: qualcuno deve averla presa in parola. 
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Anche se cani e porci galleggiamo tutti nello stesso pentolone, non significa per che tutti si produca lo stesso brodo, come i pi superficiali vati del postmoderno tendono ad affermare. I circuiti sono diventati IL CIRCUITO, ma scegliere anche solo parzialmente un ambito fa una certa differenza. Occupare un centro sociale non  lo stesso che aprire un bar sui Navigli di Milano, come fare il presentatore del Biscione non  lo stesso che gestire da una radio di movimento. Se i linguaggi possono essere talvolta simili, punti di vista e desideri sono differenti e il conflitto, ancorch simbolico o spostato nella sfera comunicativa (in fondo  quella strategica)  rimasto il motore del cambiamento e dell'innovazione. Chi cerca di porsi "contro", "fuori", "altrove", ha ancora su di s la responsabilit di smuovere chi scivola sulla piattezza della normalit quotidiana a difesa dell'immutabilit dei tempi. Che poi ci riesca, o che produca qualcosa di interessante,  un altro paio di maniche.
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A questo punto siamo arrivati a definire i soggetti che interessano la ricerca di questo libro: i creatori, propugnatori, difensori, di una produzione controculturale che non riesce pi a costituirsi come sistema autonomo e separato, ma  costretta a giocarsi in pieno sole in un contesto sociale completamente nuovo, schegge di percorsi alternativi che definiamo, per opposizione al passato, OVERGROUND. E' un termine brutto come solo i neologismi inglesi sanno fare e gode di una pessima fama grazie alle incaute dichiarazioni dell'editore Castelvecchi noto, oltre che per il suo passato da sbirro (era nella Benemerita pi o meno nello stesso periodo in cui chi scrive era in libert vigilata, guarda un po' i casi della vita), anche per il suo scarso tatto, ma  un termine valido come un altro se lo si prende come un mero espediente esemplificativo, una etichetta per indicare qualcosa che, pur viaggiando nel medesimo flusso informativo, non  esattamente dello stesso segno di ci che gli sta intorno. 
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Il fatto che siano cambiati i paradigmi, come noi affermiamo, e che esista una visibilit di fatto delle culture altre che definiamo Overground, non significa necessariamente che siano cambiati i modi della produzione controculturale, ma significa, a nostro avviso, che ne  cambiata l'efficacia. Se la rete  immensa  significa che abbiamo pi spazio per far circolare quello che noi siamo e che, soprattutto, la rete stessa  "affamata" di noi.  affamata di contenuti,  affamata di progetti che sappiano distaccarsi dal suolo e viaggiare almeno a un millimetro di  altezza.  affamata di colori, di suoni, odori e corpi.  affamata di quanto di intelligente si produce al di fuori dei percorsi dell'abitudine, perch l'espansione della rete richiede innovazione continua, e l'innovazione parte solo ed esclusivamente dalle scintille non omologate al pensiero unico, sia quello dello stato o quello del partito. E nel viaggio tra la produzione di una idea alle grandi fauci del capitale, le scintille che si propagano tra le maglie della tela possono compiere miracoli.
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Con questo, non stiamo affermando che sia terminata la marginalit, tutt'altro. Affermiamo che dalla marginalit si pu uscire, soprattutto convincendosi che questa era ha nuovi modi di comunicare che si possono apprendere e usare. Prima di tutto connettendosi, connettendo le migliaia di realt che solo nel nostro paese producono accenni di mondi e utopie, creando reti comunicative che sfruttino tutti i mezzi reali e virtuali costruiti dai padroni del vapore.Poi imparando che la contaminazione, il mescolare il proprio essere, il proprio sangue, il proprio respiro con quello altrui  solo fonte di ricchezza. Che lo spendido isolamento non  un pregio, che l'immutabilit  una fregatura, che si possono conservare le proprie identit solo mettendole continuamente in discussione prima che lo faccia il verociraptor del capitale per noi. 
In questo libro abbiamo censito circa 500 pezzi di questo mosaico che sono le controculture oggi in Italia: per noi  stato un inizio di questo. 



Avvertenze per la lettura. 

Abbiamo voluto tracciare una mappa che permetta a chi non ne sa nulla, o a chi sa tutto ma in modo frammentato, di orientarsi al meglio tra le isole e gli arcipelaghi delle controculture. Per questo abbiamo prima di tutto fatto un lavoro di raccolta di dati, reso un po' pi facile dall'aver viaggiato e vissuto - e di vivere ancora - all'interno di queste terre, concretizzandolo in un indirizzario di luoghi, gruppi e produzioni che dovrebbe essere la base minima di partenza. 
Insieme a ci abbiamo scelto alcuni esperti timonieri che ci permettessero di distinguere i vari approdi: alcuni ci hanno aiutato a compilare le liste e a raccogliere linformazioni; troverete i loro nomi  nei ringraziamenti all'inizio dei vari capitoli, oltre che scolpiti nel nostro cuore. 
Altri li abbiamo scelti come veri e propri ciceroni, e le interviste che abbiamo fatto loro apriranno le singole sezioni. Abbiamo cercato sempre e comunque di mantenerci a livello di guida agile, anche quando interi libri avrebbero dovuto essere dedicati alle singole voci privilegiando, nei rari casi quando ci sono arrivate in tempo utile, le schede autodescrittive dei soggetti presi in esame. In quanto a questo, va detto che ingenuamente avevamo sperato in molte pi schede autodescrittive, ma salvo per licapitoli Teatro e Video, praticamente l'arrivo di materiale  stato nullo. Ci siamo dovuti arrangiare attraverso interviste personali e telefoniche e , in qualche caso, abbiamo pescato anche dalle reti telematiche dove speriamo presto circolino pezzi di questo libro, che ricordiamo essere no copyright. In tutti i casi, il testo virgolettato deve quindi ritenersi tratto da documenti autografi degli interessati o  sbobinatura di interviste. Il resto sono nostre riscostruzioni e ce ne prendiamo ogni responsabilit, ovviamente, in caso di errore, cos come il curatore si prende la responsabilit di introduzioni  non firmate dai collaboratori del volume, che sono stati Cristina de Michele per i Media, Davide Baccarini per i Luoghi e Melina Miele per le Muse. 
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Facciamo immediatamente le nostre scuse a chi non si ritrover su queste pagine, e saranno molti, o a chi si vedr citato in modo incompleto o errato, a causa di nostre distrazioni o incapacit. A parziale e preventiva ammenda, abbiamo inserito nel volume una scheda che tutti protranno compilare per vedersi resa giustizia nella prossima edizione.
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La prima sezione, per dar conto delle trasformazioni comunicative che riteniamo centrali,  dedicato ai MEDIA, ovvero Case editrici, Riviste, Radio e Reti. Il compito di aprirlo  stato dato a Primo Moroni, libraio e teorico dei movimenti, che nella sua intervista ci traccer una breve storia della nascita, sviluppo e morte dell'underground in Italia, sviluppando in modo molto pi  esauriente alcune tematiche toccate in questa introduzione. 
Nel secondo parleremo invece dei LUOGHI dell'overground, raggruppando con questo termine affatto generico centri sociali e librerie Aprir la sezione una chiacchierata Daniele Farina, portavoce del Centro Sociale pi conosciuto d'Italia, il Leoncavallo di Milano, che ci illustrer quelli che a suo parere sono le sfide cui si trovano di fronte i centri autogestiti alla volta del secolo. 
Il terzo capitolo, MUSE  dedicata dedicato alle forme di produzione artistica pi diffusa negli ambienti non istituzionali; schede e indirizzi, quindi, di Compagnie teatrali, Produzioni video e cinematografiche, ed Etichette musicali e Agenzie. Considerando le notevoli differenze tra le varie scene e la complessit della materia, questo capitolo sar l'unico con due interviste: una a Gigi Gherzi, regista teatrale, e una a Gabriele Bramante della Wide Records. 

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Questo libro non sarebbe esistito senza gli UB 40 che ci hanno tenuto svegli nelle lunghe notti al computer. A loro, e hai film di John Woo che ci hanno scaricato i nervi, il nostro ringraziamento. 



di Cristina De Michele
e S.D.



Questa sezione ha visto la luce grazie alla collaborazione della libreria Grafton 9 (Bologna), della libreria delle donne (Milano), di Mauro della libreria Utopia (Milano), della rivista Punto Zip, della Rete ECN e, in particolare della preziosa collaborazione di Primo Moroni della libreria Calusca (Milano).



Cristina De Michele, laureata in Scienze Politiche,  redattrice di Radio Onda D'Urto e collabora con la rivista Noi Donne. 


intervista con Primo Moroni, della libreria Calusca di Milano

La storia dell'underground mi sembra un po' lunga. Da dove vogliamo incominciare? 
Cominciamo dai Beat. Sono un fenomeno dei tardi Anni Quaranta e dei primi Anni Cinquanta. Anche se quando sono arrivati in Italia erano forse pi degli hippy, i beat sono un movimento di intellettuali molto sofisticati, con un universo culturale molto sofisticato e una musica molto sofisticata: il Bee- Bop. Sono contrari a tutta la corrente letteraria realista, la grande passione dei comunisti italiani nel dopoguerra: Hemingway, Faulkner, Steinbeck, e vivono la socialdemocrazia, che raggiunge allora il suo apice storico, come una mistificazione. In quel periodo in America vige il maccartismo, negazione tout-court del concetto di democrazia, e i beat arrivano alla conclusione che tutti gli artisti realisti, che hanno collaborato con Roosevelt e fatto la battaglia antifascista durante la Seconda guerra mondiale, siano anche dei collaboratori del capitale e che ci  venga dimostrato proprio dalla commissione McCarty. 
Una parte di questi artisti, infatti, che pure erano stati amici dei comunisti, vanno a delare davanti ai giudici i loro stessi fratelli e compagni di strada. Come Elia Kazan, per esempio, giustificato da Steinbeck che pontificava sui pericoli "reali" dello stalinismo e tanti altri. I beat allora, di fronte a questa grande mistificazione, vanno a cercare i "trasgressivi" della democrazia, trovando dei grandi "padri nobili" in Whitman e nei contemporanei che se ne erano andati: Burroughs e Miller. Non a caso Miller, quando ritorna negli Stati Uniti nel 1947, scrive "L'incubo ad aria condizionata"; non si mette a teorizzare sulla  grandezza del lavoro o la necessit di combattere per rafforzare il sindacato.
I beat, quindi, sono dei grandi intellettuali e producono grandi letterati come Kerouak, Ginsbergh, che colpiscono l'immaginario di una generazione e propongono una vita diversa da quella del capitalismo, anche se solo sul versante culturale.
 Che cosa esiste in Italia, in quel periodo? 
Nulla, se non l'ideologia della ricostruzione e, di fatto, il consociativismo, che non  un'invenzione degli Anni settanta, come i pi credono. Esiste un patto di ferro per il quale la D.C. legittima il partito comunista invece di fare il maccartismo all'italiana e in cambio ottiene il consenso a una ricostruzione dell'Italia distrutta dal fascismo in cui ci siano anche gli americani, gli accordi internazionali, la Nato. I patti segreti, anche, e il Partito comunista pu avere un po' di spazio solo se non si pone in modo conflittuale. L'Italia degli Anni cinquanta  silenziosa, lavoratrice, con pochi soldi, in cui tutti sono nelle fabbriche disciplinati, e dove tutta la cultura  tendenzialmente, progressivamente, di sinistra.
Quando si crea un terreno favorevole allo sviluppo di culture underground?
Solo alla fine del decennio grazie a tre o quattro imput differenti. Qualcosa cambia grazie alla musica, che per i giovani ha maggiore importanza della letteratura e, che arriva dall'estero con gruppi come"Billy Holliday and his Comets". Anche se nessuno li capiva, perch nessuno parlava inglese, segnano una mutazione nella percezione del corpo. Nascono i primi locali, soprattutto a Roma, dove si balla il Boogie Boogie, il bee bop, ma sono cose per delle minoranze. Qualcosa si muove dopo l'invasione dell'Ungheria nel '56, perch alcuni intellettuali comunisti cominciano ad avere atroci dubbi, Qualcosa, anche, quando i cattolici delle Acli cominciano a pensare che gli operai sono trattati troppo male, e protestano davanti ai cancelli della fabbrica chiedendo umanit e dignit quando i lavoratori comunisti sono messi alla Fiat-confino. Qualcosa si muove e nascono i primi luoghi artistici che cominciano una "timida" contestazione dell'ideologia ufficiale culturale e artistica, attaccando i pittori del regime cattocomunista come Guttuso. Sono locali  sullo stile di quelli che a Milano sorgevano attorno a Brera o alla zona medievale di corso Magenta frequentati da gente come Bj, che aveva fondato il "movimento nucleare, e Manzoni , con la sua merda d'artista, che si battono contro l'ideologia del realismo socialista, sostanzialmente zdanoviano. Una ideologia che ritiene impossibile, per gli operai, capire qualcosa di diverso dal figurativo e che considerava lo stesso Picasso, che aveva vinto il Premio Stalin per "Guernica", come uno un po' sospetto. Figuriamoci se quella di Pollock, tanto per citare, non era arte degenerata...
I primi segnali che qualcosa si muove, in sostanza, arrivano dal mondo dell'arte, e la contestazione trova il suo bersaglio principale nella rivista del PCI "Il contemporaneo", delegata da dare la linea sulla sfera della cultura e ne elegge i simboli ufficiali: Vasco Pratolini , il romanziere per eccellenza, la letteratura della Resistenza,  la letteratura per eccellenza, e cos via, sempre seguendo questi canoni. Ovviamente, su questa rivista, quando Antonioni gira "Il grido", in cui si vede un operaio della bassa ferrarese che si suicida per amore, si grida allo scandalo, e Visconti, che gira in quel periodo "Le notti bianche", viene accusato di essere un marcio nobile decadente. 
Tutti questi artisti "ribelli" non sono underground, ma creano il terreno per la rottura con l'ufficialit. 
E per quanto riguarda il mondo dell'editoria?
Anche gli editori colgono che c' un cambiamento in atto e nasce la grande esperienza di rottura con l'ufficialit delle edizioni "Avanti", con Morandi e Bosio, che fonderanno poi l'Istituto de Martino, che vanno alla ricerca delle culture differenti, cercando i sensori dell'opposizione al regime culturale dominante, appartengano alla sfera cattolica o a quella comunista, investigando tra i giovani e le comunit operaie e contadine. L'editrice "Lerici "produce una rivista di grafica innovativa che si chiama "Marca 3", sofisticatissima. Esce "Teatro Nuovo", una pubblicazione fatta da teatranti che contesta  l'ufficialit, e predica l'engagement fuori dalle linee dei partiti. 
Ci sono i "Quaderni Piacentini", i "Quaderni Rossi "e tanti altri segnali  di rottura e, in questi ultimi due casi, si rompe anche con la mediazione delle case editrici troppo legate alle linee del partito come l'Einaudi, che non stampava Trotski perch il partito non voleva. Lo stamper invece la "Sugar", insieme a Beckett, Burroughs, Reich. La Sugar  una casa editrice fondata da un giovane borghese milanese, perch sono prima di tutto i ricchi a decidere che l'atmosfera  asfissiante, che mettono in discussione se stessi e la loro appartenenza. 
Infatti, Pirelli apre il centro XXXXXXXBressanonXXXXX a Bologna con l'obiettivo  studiare i popoli del Terzo mondo, come si diceva allora, coinvolgendo intellettuali di prima grandezza come Sergio Spazzali, per intenderci;  il grande capitalista Adriano Olivetti d vita a un movimento culturale di rinnovamento del sistema aziendale, creando la vera utopia del capitalismo dal volto umano,  introducendo criteri di comunit e dando uno scossone a tutto il sistema produttivo nazionale. Fonda anche una casa editrice straordinaria, "Comunit", che diffonde per la prima volta testi di sociologia, scienza da sempre vista come il fumo negli occhi dai comunisti che la consideravano (in parte anche adesso) sospetta e assumer Franco Fortini e Sergio Bologna. 
Anche Alberto Mondadori rompe con la famiglia e crea "Il saggiatore", poi nasce la Feltrinelli... Sono tutti in aperto dissenso con le grandi case editrici, Einaudi in testa, e con le organizzazioni della cultura ufficiale. 
Il terreno  pronto, dunque, ma ancora l'underground non esiste...
Si  creata una stretta filigrana grazie a questi capitalisti che, per le pi varie ragioni, non sopportano o non vogliono pi che si mantenga il clima culturale stagnante nel paese e su di essa vanno a innestarsi le grandi rivolte dei paesi pi avanzati. La televisione  un formidabile riproduttore di comportmenti, uno strumento assolutamente nuovo, poco visto dai giovani perch noioso, ma che comincia a mostrare come si vestono gli inglesi, le immagini di Berkley, una botta tremenda per l'Italietta dei principe di galles e delle scarpe di camoscio. Nei licei si cominciano a vedere dei comportamenti differenti, molto estetici, tanto che anni dopo si parler di rivolta dello stile. Arrivano i Teddy Boys, di fatto dei soggetti di periferia incazzati, che durano sei mesi ma rimangono terreno di studio per anni. Cambiano le sale da ballo, una delle grandi forme di occupazione del tempo libero, si diffondono le Cave, che da noi prendevano lo stesso nome dei locali underground parigini, ma senza avere attorno lo stesso humus culturale. Sono cantine non per questioni estetiche quanto per motivi economici: costano meno.  
La musica, per,  stata immediatamente sussunta dall'industria discografica e non si pu parlare propriamente di underground, in questo caso...
Di queste cose non importava niente a nessuno, allora. Quella era una generazione che quando i Beatles sono stati trasmessi in televisione ha celebrato l'avvenimento come una vittoria. Ed  comprensibile: I Nomadi, l'Equipe 84, i Rokes dovevano combattere contro la classica melodia italiana alla "Vola Colomba" o "Le campane di San Giusto", e questo portava acqua al loro mulino. Celentano, Mina, Modugno, che pure erano molto amati dai giovani negli Anni Cinquanta, cominciavano intanto gi a venir sorpassati nei gusti da Patty Pravo, che era diventata un simbolo, Caterina Caselli. Sono piccole minoranze quelle che raccolgono le nuove istanze, all'inizio, ma i costumi vengono in breve modificati completamente. Nascono decine e decine di locali  che sono completamente differenti da quelli precedenti. Si chiamano Tricheco, Piper, e sono quei locali che fanno i "complessi" musicali. Muore la sala da ballo, muore completamente il teatro di rivista. Era stata una delle grandi passioni collettive giovanili degli Anni cinquanta e sparisce in un arco brevissimo di tempo: dal '58 al '62. Muoiono anche quei locali d'avanguardia che per primi avevano fatto il jazz e il boogie-boogie. Collassa, in sostanza, un intero sistema di gestione del tempo libero che aveva dominato il periodo precedente, viene sostituito completamente, anche dal punto di vista commerciale.
Quale  stato l'elemento scatenante?
La modifica del sistema produttivo, il passaggio, in ritardo sul resto dell'Occidente, dall'operaio specializzato a quello alla catena di montaggio. La DC va in crisi, perch cambia il panorama della composizione di classe all'interno del Paese e si tenta un governo di destra, quello Tambroni. Qui si scatena la rivolta collettiva e appaiono i mitici "ragazzi dalle magliette a strisce" che rappresentano un tipo di comunista completamente differente da quello ereditato dal dopoguerra. Comincia ad apparire un inghippo strano, diventa visibile la generazione della rivolta esistenziale, che si oppone al principio di autorit in tutti gli ambiti sociali. I giovani si rivoltano alla famiglia, i militanti ai segretari di partito, i cattolici al Vescovo. Si evidenza l'insopportabilit dello stato di cose presenti, conferma di una modifica avvenuta nella composizione del capitale.
Da una parte quindi, la modifica dei comportamenti collettivi, dall'altra le nuove istanze politiche. Le strade partono vicine ma tendono a separarsi sempre pi...
La rivolta politica italiana, quella dei Quaderni Rossi o dei Quaderni Piacentini,  sempre stata una cosa piuttosto raffinata ed elitaria che guardava a questi comportamenti collettivi con un malcelato senso di superiorit, ma la vera rottura si ebbe subito dopo il Sessantotto. Nel Sessantotto, due strade che in qualche modo sono insieme, si dividono. Da una parte il movimento controculturale, underground, gli hippies, che ha molte rivistine proprie sparse per l'Italia e alcune case editrici come l'Arcana, la Savelli, che pure  trotzkista, ma nasce sui movimenti collettivi, la Lerici, la Sugar, poi Mazzotta, Musolini, e tante altre. Dall'altra parte i gruppi. Con la verticalizzazione della politica successiva al Sessantotto le due strade si cominciano a separare lentamente. Come funziona il circuito editoriale underground? 
 molto consistente, con decine e decine di riviste. Mondo Beat  la capostipite. Nasce nel 1965 ed  un sensore formidabile fatto dal primo gruppo dal basso, controculturale o sottoculturale come si preferisce, che produce un proprio foglio totalmente autogestito, con propri mezzi  a basso costo: ciclostile, matrici e inserti di disegni. Quando Mondo Beat muore, nasce il movimento Onda Verde e tutta una serie di rivistine (Urlo Beat, Grido Beat, Voce Beat ecc.), ma solo quando si arriva a "Re Nudo", che nasce tardi, nel 1971, si ha una rivista con un progetto altrettanto complesso che raccoglie le parti pi radicali dell'underground: quella beat e quella situazionista. Ha una sede, in via Maroncelli a Milano, parecchi redattori, e adopera un sistema di stampa insolito per il caso italiano, ereditato dai modelli anglosassoni: si stampa in offset mischiando i colori a mano, ottenendo pagine dalle tinte sempre diverse. E' un giornale che fa uno sforzo enorme per creare il circuito, perch il circuito  il movimento: in ogni numero sono minuziosamente elencati le osterie, i bar, i luoghi da frequentare, i libri da leggere, i film da vedere. Raggiunge tirature elevate: 20/25.000 copie e va in edicola, mentre l"Arcana fa da sostegno per i libri con un continuo scambio di materiale. Dalla collaborazione tra Arcana e Re Nudo nasce quel libro di culto che  "Ma l'amor mio non muore", ed  sequestrato subito per tutti i reati possibili della Terra: da vilipendio alla religione a istigazione a delinquere. L sopra si insegnava a fare le molotov, non era certo un libro pacifista, ma si insegnava anche come scopare bene, come farsi una canna e cos via. Non ha copyright, altra novit assoluta per l'Italia, e sotto la scritta no-copyright riporta la frase "vogliamo vedere chi si arrischier a farlo"... Molto importante  anche l'editrice Stampa Alternativa, che stampa, appunto, tutto ci che  alternativo, trasgressivo e in qualche modo fricchettone e underground: dal manuale per la coltivazione della marijuana, al manuale contro la famiglia, a "Toccarsi  bello"; tutto ci che d sostanza spettacolare alla cultura underground. La definizione giusta  controcultura.    Il circuito  servito da due distribuzioni : l'International Alternative Press e la Isac, entrambe di Milano che diffondono indifferentemente le riviste degli omosessuali, come quelle del Fuori, e le riviste underground. L'area underground, comunque, non  unitaria, vi sono polemiche e scazzi interni abbastanza consistenti. Avviene addirittura un colpo di mano dei Situazionisti, che fanno un numero di Re Nudo pirata, conquistando la redazione per un breve periodo. Parallelo al circuito underground vi  quello operaista e, tutt'intorno, la sterminata quantit di iniziative che vengono sussunte dagli editori: mezzo catalogo della Savelli viene prodotto dal basso, da questo incrocio tra politica e underground, mentre la parte "colta" si riversa su Musolini editore, o su Feltrinelli dove va appunto il marxismo critico operaista, che rimane, a mio modo di vedere, l'espressione pi colta della rivoluzione ideologica italiana. Anche nel circuito politico, ogni gruppo ha la sua rivista, che spesso si riduce a essere una rivista superspecializzata per un circuito di superspecializzati. La forza delle organizzazioni, comunque, era riuscita a creare anche tre quotidiani, Lotta Continua, il manifesto, il Quotidiano dei Lavoratori. Anche Ottobre, che durer poco, per. Gli operaisti, intanto, puntano programmaticamente ad avere l'egemonia nelle case editrici. Ci riescono con Feltrinelli, ma raramente con Einaudi, perch Einaudi  il Partito. 
Chi sono gli intellettuali di punta che tentano questa operazione di penetrazione nell'editoria? 
Senz'altro Toni Negri e il gruppo di Potere Operaio. Potere Operaio gi faceva libri, ma erano opuscoli militanti, al contrario di Lotta Continua che aveva una propria casa editrice, per cui pensano che sia il caso di usare il veicolo dell'editore borghese e pigliarsi degli spazi per le proprie collane. E cos nascono gli Opuscoli Marxisti, i Materiali Marxisti e la Collana Storica. I nomi pi noti sono Bologna, Negri, Rovatti, Carpignano, Ferrari Bravo, e fanno decine e decine di titoli. 
Quando termina questa fase? 
Nel '76, l'anno in cui succedono moltissime cose, tutte quante assieme. E' un anno determinante, il pi importante in assoluto dal 1960 in avanti. I gruppi verticali sono ormai arrivati alla fine della loro storia: Lotta Continua, Avanguardia Operaia, Servire il Popolo, e liberano le energie enormi di migliaia e migliaia di militanti che si ritrovano senza organizzazione, gente che ha fatto quattro o cinque anni di militanza dura nelle organizzazioni, nel lavoro di quartiere, di fabbrica.  L'Autonomia, che nasce nel 1975, comincia ad avere una sua consistenza, con tante componenti assai ricche e diversificate, e ragiona su queste energie liberate, su questi militanti da recuperare a una azione rivoluzionaria. 
Il ciclo della fabbrica appare finito, come pi avanti dir correttamente una parte dell'Autonomia, e quindi le avanguardie operaie devono fare delle scelte; il Patito Comunista si appresta a una scelta strategica, drammatica, che avr un'incidenza terribile sulla storia d'Italia ; il capitale, intanto, ristruttura. 
Nascono i centri sociali, nascono i circoli del proletariato giovanile e c' un panorama internazionale completamente modificato. Nascono le radio libere e, nel caso milanese, la pi famosa sar senz'altro Radio Popolare, che nasce come Radio Milano Centrale raccogliendo ampiamente le voci di movimento. Radio Popolare diventa straordinariamente celebre con la cronaca degli scontri del dicembre 76 dei circoli del proletariato giovanile. La fa Biagio Longo, durante un'intera nottata, cabina dopo cabina, visto che non c'erano ancora i telefonini, oppure facendosi ospitare dalle case private. Finisce per rimanere incastrato in via Carducci in un garage, pregando il proprietario di fargli telefonare. Gli scontri durano fino alle cinque del mattino e Longo fa la telecronaca in diretta, minuto per minuto, cosa mai avvenuta prima per una manifestazione, raccontando di feriti, gente bruciata... Molto drammatico. 
In questo clima, dall'area dell'underground e da Re Nudo, sortisce una stranissima invenzione: bisogna ricomporre il quadro separato tra rivolta esistenziale quotidiana, cio la controcultura, e la rivolta politica, cio i gruppi. Viene fuori, allora, Parco Lambro 1976, viene fuori questo tentativo di ricomposizione che, come noto, non funzioner. Non funzioner perch riguardava quelle persone che avevano avuto la storia che ho brevemente tracciato, molto complessa, mentre il proletariato giovanile che arriva a Parco Lambro  giovanissimo e non gliene frega un cazzo. A Milano, il movimento del '77 finir nel '76, quindi, a differenza di altre parti del paese Italia come Bologna e Roma. 
Chi riesce a capire i mutamenti che sono in atto?
Chi faceva il teorico allora, gente come Torrealta, Bifo Berardi o quelli della cooperativa di Lotta Continua Il pane e le rose, pensa che una stagione si sia consumata, che il capitale stia mutando pelle e che occorre abbandonare il terreno della politica-politica. Capisce che esiste la crisi della militanza ed  un fenomeno che va molto al di l della fine dei gruppi verticali e arriva dentro il consumarsi delle esperienze collettive, dove i militanti hanno la percezione che le segreterie siano ormai solo gruppi di potere. Questi teorici del movimento del 77, tentano di lanciare un ponte dalle loro riviste tra l'emergente giovanissima composizione di classe che nasce soprattutto nei grandi hinterland metropolitani, e la raffinata esperienza politica della parte pi intelligente dell'operaismo della stagione precedente. Lanciano un messaggio che apparentemente  ingenuo e spontaneo, ma in realt  coltissimo perch dietro riviste come A/traverso, che era nata due anni prima dal gruppo che si riuniva a Bologna attorno a Bifo Berardi, c' una lunghissima riflessione sulla fine del valore d'uso e la teoria del soggetto. A/Traverso  battuto a macchina, con titoli composti da lettere ritagliate dai giornali e poi fotocopiato, tant' che il primo numero della rivista, per un errore, riporta la data del 1972 e ancora ci sono collezionisti che cercano le annate fantasma dal 72 al 75...  A/traverso, che tira pochissime copia del primo numero, va a ruba, perch ha correttamente interpretato un mutamento reale ed  una via di mezzo tra una rivista politica e una rivista underground, una fusione delle esperienze della rivolta esistenziale, della controcultura, del modello politico. 
Dal punto di vista editoriale, la crisi della militanza porta con s anche il problema delle distribuzione. Prima la facevano le organizzazioni la distribuzione delle riviste, poi, quando le organizzazioni vanno in crisi...
La distribuzione avveniva per anche attraverso luoghi come le librerie. Come era nata la rete che univa le librerie di sinistra?
C'era stato un dibattito, nel 1975, che aveva portato all'apertura della libreria Calusca di Milano e la Calusca era diventata un modello di riferimento. Arrivavano a visitarla un po' da tutta Italia, soprattutto, all'inizio, quelli fuori dai gruppi: gli  anarchici, i situazionisti, qualcuno di Lotta Continua, pi tardi gli autonomi. Gli operai non ci mettevano neanche piede e il Movimento Studentesco credeva che fosse stata aperta da un gruppo di provocatori pagati dai servizi: ci sono voluti due o tre anni per chiarirsi... Pi tardi apre la Calusca 3 a Padova, poi i Comunardi a Torino, il Sole Rosso a Firenze, il Picchio a Bologna, la Saggi pipa a Bari, il Punto Rosso a Diamante, l'Incontro e la Calusca 2 a Milano, la Calusca 4 a Terni, l'Uscita e Io e gli altri a Roma. Poi aprono anche molti centri di documentazione, che in realt sono un misto tra centro di documentazione e libreria, a Pavia, Como, Borgomanero... A questo punto, capiamo che  necessario creare uno strumento di collegamento tra questi luoghi che chiamavamo "strutture di servizio intermedie al Movimento", strutture di diffusione stampa e propaganda che non facevano differenziazioni in base alle organizzazioni. Facciamo un convegno alla Palazzina Liberty di Milano, nel 1976, e alcuni librai democratici, che in senso stretto nulla c'entravano con il Movimento, aderiscono. Qui nasce la "Punti Rossi", un circuito di distribuzione e diffusione al servizio della cultura rivoluzionaria e alternativa. Avevamo capito che il nodo strategico per sopravvivere sarebbe stato quello della distribuzione e ne mettemmo insieme una. Punti Rossi raccoglie in breve quasi duecento testate di riviste e quaranta case editrici, sessantacinque librerie collegate tra di loro, una quarantina di centri documentazione, dodici magazzini di distribuzione, fondandosi come una struttura complessa organizzata nel modo meno autoritario possibile. Ci sono tutti, all'interno: Rosso, gli anarchici, i situazionisti, gli emmeelle, i lottarmatisti. L'idea di Punti Rossi non era solo quella di formare un circuito parallelo, ma conquistare spazio nelle grandi librerie, con una posizione paritetica rispetto ad altri prodotti editoriali. Oggi, se arriva il prodotto di una piccola casa editrice lo trovi nella stanzetta dietro e in una libreria da cinquecento metri quadri, se non hai esposizione non esisti, anche perch, visto che esistono degli incroci di contiguit tra giornalisti, critici ed editori, la grande casa viene sempre recensita sui quotidiani e quella piccola no. Allora, per, eravamo riusciti a creare forme di pressione sulla grande editoria, che vedeva in te la fonte dell'innovazione e, di conseguenza, anche sulle grandi catene librarie.
Si viene a creare, cos, una rete complessiva per la distribuzione dei materiali cartacei alternativi, antagonisti e controculturali in genere. Avviene lo stesso per la musica?
Della musica non ci occupavamo gran che. Un po' perch ritenevamo fasullo che nei movimenti politici, superata la fase degli anni Sessanta, avesse questa rilevanza. I concerti servivano per il finanziamento ed erano molto frequentati, ma non importava quasi nulla a nessuno della musica, se si eccettuano delle minoranze assolute. Se si esclude la Cramps, che era una etichetta sperimentale milanese, fondata da Gianni Sassi con i suoi  e che scopre l'ira di dio (Battiato, Finardi, gli Area vengono tutti da l), o i dischi del Sole dell'Istituto de Martino, con tutta la ricerca sui canti politici, di lotta e popolari, non c'era nulla di interessante che si muovesse. Ogni tanto si sparavano delle scomuniche nei confronti di qualcuno, De Gregori, per esempio, perch magari non aveva finanziato le organizzazioni. Oppure si facevano delle critiche durissime nei confronti di chi continuava nella corrente della riflessione esistenziale come Lucio Battisti: Di lui tanto si  detto fino a far sorgere la leggenda che si trattasse di un fascista. Ci sbagliavamo, per, sull'importanza della musica, perch prende ad avere una enorme rilevanza nel 76 /77 quando emerge la generazione dei pi giovani, quella dei circoli, che rispetto alla musica aveva tutt'altro atteggiamento, con gran sconcerrto dei politici. Quando il Movimento Studentesco organizza la festa al Parco Ravizza di Milano, infatti, arrivavano migliaia di giovani con gli Yu Kung, Pierangelo Bertoli, gli Inti Illimani... I ragazzi dei circoli e dei centri sociali cominciano anche ad assaltare i concerti commerciali. Sono battaglie terribili con molotov e scontri di ogni tipo, che lasciano ancora pi perplesse le organizzazioni che si chiedono come mai occorra rompersi l'anima con cose di quel genere. I politici capiscono, per, che devono studiare questi ragazzi che vengono quasi tutti dalla periferia. Sono i Gatti Selvaggi di Quarto Oggiaro a Milano, o quelli delle borgate romane o della barriera torinese, che vogliono a tutti i costi entrare gratis e contestare il divismo delle varie star. Stampa Alternativa, che rimaneva parallela a Re Nudo e che continuava a fare dibattito intorno alle questioni della cultura musicale, seguiva molto queste vicende.
Il '76, quindi,  un anno formidabile, tutto sembra catalizzarsi nello stesso momento. Ma la momento di apice, quando segue il momento di declino della cultura underground?
Tra il 76 e il 77 vi  l'esplosione della cultura underground. Nascono circoli, gruppi e almeno 300 testate nel giro di un anno. La pi grande diffusione di cultura autogestita che si abbia mai avuta in questo paese, un fenomeno di media che in inglese si definisce prosumer, dove produttori e consumatori sono il medesimo soggetto. Questa fioritura  tanto rapida quanto rapida  la sua sparizione, e la sua morte  segnata dal festival di Parco Lambro '76 dove chiude anche Re Nudo. La maggior parte dei suoi componenti se ne va e prende una deriva mistico filosofica orientaleggiante. Entro il 1980 chiudono tre quarti del circuito dei Punti Rossi e i circoli del proletariato giovanile che non erano gi morti gi nel 1977.
Quali sono state le cause dii questa repentina scomparsa?
Come abbiamo detto e ripetuto tante volte, da una parte l'eroina e dall'altro la lotta armata. In mezzo quello che poi  stato chiamato il "ritorno al privato", ma io preferisco definirla come una controcultura parallela che viene privatizzata nelle case e nelle soggettivit. L'alimentazione alternativa, il corpo, lo yoga, lo zen, i tarocchi, l' I King, diventano tutti elementi sostitutivi della precedente appartenenza. Contemporaneamente vanno in pezzi migliaia di coppie sotto l'offensiva radicale femminista, le donnne acquistano un vasto spazio nel circuito della comunicazione fatto di sedi, di centri, di librerie, che durer molto di pi di quello degli uomini, anche perch agisce su piani differenti e subisce meno la repressione. 
Ricapitolando sono in atto tre tendenze: quella femminista, che va avanti nella sua vicenda, quella della controcultura "privata" tutta salute, esoterismo e mistica, e la lotta armata. Questo panorama si mantiene inalterato fino a quando? 
Fino all'arrivo del punk, pi o meno. Nasce prima con due o tre rivistine gi nel '78 il Sigaro d'Italia, Pogo e Attak, se ricordo bene, che sono assolutamente eccentriche in rapporto all'underground precedente. Danno un'enorme importanza alla musica e hanno altri modelli di comportamento. Nei primi anni ottanta le fanzine sono gi moltiplicate in modo esponenziale: in Calusca, a un certo punto, avevamo archiviato oltre 650 titoli. Al di l delle riviste, comunque, il punk aveva una sua presenza molto significativa, certo numericamente superiore a quella, per esempio, delle minoranze di Mondo Beat a met degli Anni sessanta che, pure, erano un sensore formidabile di quello che stava avvenendo in tutta Italia. Il punk  stato l'unico sensore degli anni ottanta, tutto quello che  arrivato dopo  stato effimero e non ha lasciato nulla dietro di s. Quando le velocit di trasformazione dell'avversario sono cos rapide, anche le controculture nascono e muoiono con altrettanta rapidit e non riescono a sedimentare. Il punk  stata l'ultima controcultura che abbiamo conosciuto e con le sue varianti, che pi o meno comunicavano e sono giunte sino al'85, ha avuto un'importanza determinante nella terza generazione dei centri sociali. Ha portato innovazione nella cultura, nella musica, nell'immaginario. 
I centri sociali e gli altri luoghi delle controculture come funzionano all'inizio degli Anni ottanta?
Non funzionano, perch non ce ne sono quasi pi. Il Leoncavallo di Milano si  salvato pi o meno nel silenzio, c' il centro sociale di via Correggio, che  molto forte e raccoglie l'anima libertaria, qualche luogo piccolino di resistenza. Nel complesso c' silenzio, un grande silenzio e quello che rimane del Movimento parla solo di repressione e di come difendersene.  qui che entrano in gioco le controculture alternative metropolitane come quella punk, perch sono state loro a vivificare i centro sociali legati ai vecchi concetti di luoghi della politica. E' cominciata negli anni Ottanta la  tradizione del centro sociale aperto tutte le sere. Prima erano luoghi di aggregazione politica, aperti per le assemblee, le riunioni e, qualche volta, le feste di autofinanziamento.L'innovazione portata dal punk e dintorni   stata quella di una ricerca forte di attivit culturali e musicali e di intrattenimento diverso, che ha modificato la fisionomia dei centri sociali, li ha complessificati aggiungendo agli obiettivi politici questa componente che forse rischia oggi, a mio modo di vedere, di diventare predominante in rapporto all'altra. 
Il panorama attuale  ricco. Se abbiamo lasciato gli anni ottanta come un deserto, ritroviamo una fine millennio ricca di piccole case editrci autoprodotte, di centri sociali autogestiti, di radio libere, reti telematiche... 
Vero, ma non hanno niente a che fare con ci che io considero underground o controcultura. La controcultura, termine che continuo a preferire a underground,  una rete di produzione controculturale che  il sensore rovesciato dei paradigmi dominanti: esiste una fase del capitale e tu sei dialetticamente in conflitto-negazione-conflitto-negazione con essa. Sia che tu sia underground, sia che tu sia politico, rispetto ai processi del capitale sei tanto pi efficace quanto pi sei speculare al paradigma dominante. E non lo fa per un patto o una adesione ideologica, ma per un comportamento collettivo pratico, uno stile di vita. Se l'ideologia del lavoro  l'asse portante che fa funzionare lo sviluppo democratico, l'underground produce il rifiuto del lavoro, se l'asse portante  la delega al concetto verticale di  autorit - la segreteria di partito, l'organizzazione, il Parlamento - la controcultura produce l'opposto e tento l'organizzazione orizzontale della soggettivit. L'underground ha a che fare con la rivolta del vissuto quotidiano e con la liberazione di s come principio fondante per la liberazione di tutti. Aggiornare tutto ci all'oggi  molto difficile, ed esistono solo frammenti che sono, per, solamente l'analisi. L'inizio dell'analisi del piano dell'avversario, del dispiegarsi della professionalit capitalistica nella sua nuova fase. Non c' ancora un elemento di proposta che possa essere un sensore controculturale, quindi genericamente riferito all'underground, e forse non ci sar mai pi, cos come manca un progetto politico come poteva essere quello dei Quaderni Rossi. Nessuno ha il progetto, e credo che la crisi dei centri sociali, nonostante il loro indubbio successo, dipenda anche da questo. Io non credo che adesso esista l'underground. In qualche modo, ci che si doveva consumare si  consumato con il punk, quando si  rovesciato il paradigma dominante prima con il rifiuto della mediatizzazione negli Anni Ottanta e poi scendendo direttamente nel campo dell'avversario con l'uso sociale delle tecnologie. 
Si  saltati a pi pari, con le controculture, nel postfordismo. Tutto il resto che  venuto fuori, fossero riviste politiche, di riflessione di filosofia politica classica come Derive Approdi, Altre Ragioni, Millepiani o RIff Raff, parlano tutte a un circuito molto ristretto. Non esiste la rivista underground, la rivista della rivolta. 
Eppure le riviste che tu hai citato, come le case editrici di movimento, propongono modelli e stili di vita che non sono quelli dominanti...
Sono l'espressione dell'altra faccia della politica, la politica di ricerca e quella dei movimenti. L'underground  altro,  un sensore destinato ad apparire, a creare una certa innovazione e a sparire. Magari l'innovazione sedimenta e rimane per sempre, come la poesia di Allen Ginsberg, come rimarr un certo modo di concepire la sessualit , una certa musica, un certo cinema. La politica lotta per il cambiamento radicale del mondo, si tratti di politica istituzionale o di politica extrasistemica. L'underground degli anni sessanta voleva uscire dal capitale, a differenza del movimento politico che voleva trasformarlo.
Nonostante sia amumentata, a mio modo di vedere la produzione  povera, salvo quando ripercorre le tracce del passato con grande dignit: come la Nautilus, la Biblioteca Franco Serrantini, Luca Rossi e altri. Credo che la cultura alternativa, oggi, possieda un forte elemento di resistenza e conservazione dell'identit, dignitoso quanto si vuole ma poco innovativo. Non si riesce a produrre niente che sia lo specchio di un sentire comune attuale, o di un comportamento collettivo che viene reso visibile tramite creativit. Si rappresenta la memoria, un frammento della storia politica e culturale di questo Paese. Il grande buco delle culture alternative in Italia, poi,  quello della mancanza di reti. Di distribuzioni realmente interne al movimento  rimasta solo la Diest, che  un'eredit Punti Rossi, e che distribuisce senza muoversi da Torino. Altri si distribuiscono in proprio, come la casa editrice Calusca nel Veneto, o la biblioteca Franco Serrantini. Altri ancora hanno cercato di fare un balzo qualitativo andando in edicola o affidandosi a distribuzioni professionali. Ci sono anche delle esperienze nuove, come le distribuzioni delle etichette autoprodotte o delle nuove case editrici giovani, che hanno i propri canali, dalla corrispondenza a Internet, ma niente che sia una rete vera. In un'epoca in cui tutto dovrebbe essere rete, perch il capitale  rete, la produzione "altra" non lo .. E non ha accesso alle reti del capitale. 
Negli Anni settanta, capire che cosa era la distribuzione rispetto alla produzione di cultura,  stato un nodo che ha occupato tre convegni e centinaia di persone; poi non ne ha pi parlato nessuno con competenza. Acquisire la competenza dei processi capitalistici significava rovesciarli a proprio vantaggio. Dovevi sapere con esattezza qual era il nodo del mercato che impediva di far circolare le idee, pur avendone il potenziale. Questo significava che una parte delle energie era destinata a una struttura che organizzava sul territorio la tua egemonia culturale e politica. Oggi come oggi, questo non esiste pi.
Anche la rete delle librerie che era stata costruita, oggi  andata in pezzi completamente. L'offensiva capitalistica nelsettore   insostenibile e difficile da rovesciare. Se Feltrinelli apre trenta librerie da cinquecento metri quadri sparse per l'Italia, significa che quantomeno trenta librerie di tipo artigianale chiudono.
Non vedi nulla all'orizzonte che possa far presagire un cambiamento di clima, la nascita di un nuovo underground politico e culturale?
Dal punto di vista politico esistono sicuramente dei buoni teorici che hanno incominciato a elaborare una lettura del postfordismo, ed  l'analisi pi interessante che sia stata fatta in questo paese negli ultimi anni. Ma siamo ancora sul piano dell'analisi. Poi, con tutti i limiti, esistono sicuramente centinaia di luoghi in Italia che tentano di produrre comportamenti e cultura alternativa: centri sociali, case occupate, centri documentazione e via discorrendo. Non sono a rete, per, e le reti che si danno ora sono legate pi che altro all'organizzazione di concerti e alla produzione di reddito. Staremo a vedere. 



Il panorama delle riviste che si presenta agli occhi di chi cerca appare vario ed estremamente frammentato. In passato era chiaro dove finiva l'editoria delle istituzioni e cominciava quella dei movimenti, ma la sistematica distruzione dei gruppi di lavoro che proponevano pubblicazioni "altre", operata alla fine degli anni 70 e per tutti gli anni 80, impedisce oggi di definire ambiti netti in cui suddividere l''offerta di periodici diversi.
Nella lunga corsa fra le segnalazioni si potr quindi trovare un po'  di tutto, dalla letteratura all'ecologia, dagli anarchici agli operaisti, dalla pratica delle situazioni all'antipsichiatria ed altro ancora; impostazioni diverse le distinguono, da quella ludica alla filosofica, dall' attualit alla politica, ma volutamente non sono state prese in considerazione riviste di "organizzazione".
L'idea  quella di uno sguardo d'insieme alla costellazione delle riviste che si caratterizzano per l'indipendenza della loro proposta: un po'  come spulciare l'espositore di una libreria. Vicino a pubblicazioni storiche, quelle che muovono i primi passi nel difficile mercato della parola.
La situazione del mercato editoriale, come  noto, mette le redazioni delle riviste in estrema difficolt anche a fronte di proposte di interesse e spessore culturale e politico. Equilibri cosi' fragili a volte si spezzano costringendo a periodicit lunghe o a periodi di assenza. 
Ogni scheda contiene indicazioni sui diversi modi di mettersi in contatto con la testata, la segnalazione del direttore/a responsabile, con l'avvertenza che in diversi casi  solo una figura che offre la sua qualifica di giornalista professionista per consentire l'uscita del giornale. La segnalazione del nominativo del direttore responsabile  infatti un obbligo di legge, non a torto, indicato da alcuni come limitativo della libert di comunicazione. Ad ogni segnalazione segue breve, a volte brevissima, nota a descrizione della testata: dove questa non appare  perch si  ritenuto che la rivista stessa si definisse compiutamente per titolo e sottotitolo, ci non toglie pregio alla pubblicazione e ci si augura stimoli la curiosit del lettore.
Una sezione staccata  stata dedicata alle riviste di donne come omaggio alla visibilit di una proposta di genere. 
C.D.M.

A
Rivista anarchica
Editrice A
Cp17120, 20170 Milano
Tel/fax 02/2896627
Distribuzione in libreria e nelle edicole delle principali stazioni ferroviarie
Direttore: Fausta Bizzozzero
Mensile
Prezzo: 5000
Strumento pratico e organo di divulgazione verso l'esterno del movimento anarchico, contiene un po'  tutto dagli appuntamenti ai fatti contingenti, dalla riflessione al dibattito.  in circolazione dal 1971.

AAM Terra Nuova
CP 199 Borgo San Lorenzo Firenze
Tel/fax 055/ 8456116
Tel 055/8495063
Mensile
Prezzo: 6000
Una delle prime riviste non istituzionali che a partire dagli anni '70 inizia a trattare tematiche ecologiche. Progressivamente estende le aree di interesse all'alimentazione, alle medicine altenative e propone una riflessione complessiva sulla qualit della vita.

Abuso
C.so Indipendenza 14/a
20100 Milano
Tel 02/6473426
Direttore responsabile: Toy Racchetti
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**Periodico di controinformazione sulla droga e l'emarginazione. Da qualche tempo non si vede in giro, ma non  requisito per affermarne l'estinzione.
A'coma
Rivista internazionale di studi nordamericani
Redazione presso il 
Dipartimento di anglistica
Universit degli studi di Roma "La Sapienza"
Via Carlo Fea 2 00161 Roma
Tel 06/49917265 fax 06/44249216
Direttore: Bruno Piazzesi
Quadrimestrale
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A'coma (a'h - ko - ma),  un pueblo del Nuovo Messico fondato nel VII secolo,  il luogo abitato pi antico degli Stati Uniti.  chiamata anche Sky City, citt del cielo, collocata com su una mesa alta cento metri sulla pianura circostante, quando gli spgnoli l'avvistarono, credettero che fosse d'oro. La rivista attraversa a tutto campo la cultura americana, dalla letteratura alla politica, al cinema ed alla poesia. Varia e completa, offre interessanti spunti di riflessione.

Altre Ragioni
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Direttore responsabile: Rossella Rossini
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Fondata da storici ed economisti che provengono da riviste quali 1 maggio, Sapere, SE Scienza Esperienza, Quaderni piacentini, si colloca in uno spazio di collaborazioni europee. Discute i temi della trasformazione del lavoro e della crisi della democrazia.

Altrispazi 
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E-mail: altri.spazi@vttv.dada.it
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"Si occupa di critica dello spettacolo, analisi delle trasformazioni delle strutture produttive, fuoriuscita dalla societ del lavoro,nuova morfologia sociale della citta', modi di liberazione della vita quotidiana, storia del movimento situazionista. Si rivolge soprattutto a chi avverte la contraddizione tra la percezione di poter padroneggiare il proprio destino e la costrizione alla nevrosi consumista offrendo un luogo di interprestazione teorica ed uno strumento di iniziative concrete (campagne di boicottaggio merci, detournamento della pubblicita', etc)"

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Nasce nel 82 con una proposta culturale diretta ai gay, e solo quattro anni fa estende l'area di intervento anche alle lesbiche. Si occup di attualit e cultura proponendo interviste a personaggi gay dichiarati, ma anche ad esponenti del mondo dell' arte e dello spettacolo e della politica su i temi dell'omossesualita'.
Contine rubriche che informano sulle attivit dei circoli omossesuali in Italia. 

Il Bollettino
Casella postale 17030 - Milano
Nato nell'81 come organo del Coordinamento Nazionale dei Comitati Contro la Repressione, interviene su tematiche quali carcere, giustizia penale, e "liberazione dei detenuti politici", pubblica lettere degli stessi e svolge azioni di sostegno.Ha come riferimento il Centro di Documentazione Filo Rosso, Corso Garibaldi 89/b, Milano.

Cane Nero
Supplemento ad Anarchismo
Via della libert 114, 95129 Catania
Foglio di informazione, anch'esso rappresenta le istanze di un'area anarchica insurrezionale, esce a periodi ed  di difficile reperimento.

Carmilla/Mircalla
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CP 59 40554 Budrio, Bologna
Supplemento a "Progetto Memoria" organo dell'Archivio Storico della nuova Sinistra "Marco Pezzi", Strada Maggiore 34, 40125 Bologna tel 051/229318
Direttore responsabile:Valerio Evangelisti
Semestrale
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Fondata da Valerio Evangelisti, saggista e unico autore di fantascienza che in Italia, per Urania, vende pi degli stranieri (suo  il ciclo di Emerich l'inquisitore), riprende la tradizione abbandonata dagli anni Settanta di critica a sinistra di fantascienza e fantastico, mescolando saggi e racconti. Dopo un'inzio con una veste grafica dimessa, esce oggi molto pi curata e interessante. Imperdibile per gli appassionati del genere. 

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La redazione conosce tutti i lettori per nome, sa che faccia hanno, cosa fanno e se sono simpatici o meno, per riceverla ci si pu mettere in lista e tentare di essere conosciuti. Cliostraat si occupa anche di piercing urbano applicandone alle facciate ed agli angoli delle case.

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Dispone di tre redazioni:
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La nuova serie inizia nel gennaio/giugno '95 con la numerazione che riparte da uno e segna anche il passaggio all'editrice DFS, ma la sua storia affonda le radici negli anni '70 come espressione del Centro Comunista Ricerche sull' Autonomia Proletaria (CCRAP) organismo a carattere comunista libertario successivamente confluito nell'area del sindacalismo autogestionario. Particolare attenzione  rivolta al settore dei lavoratori dei servizi pubblici.

Comunismo libertario
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Borgo Cappuccini 9, 57100 Livorno
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Mensile
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Osservatorio politico, analisi, materiali internazionali, storia. Esiste da 10 anni ed  la rivista pi rappresentativa del filone politico anarco comunista, nato nell secondo dopoguerra. 

La Contraddizione
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Direttore responsabile: Pio Baldelli
Bimestrale
Prezzo: 7.000
Giunto al numero 54,  un rigoroso strumento di lavoro politico marxista e leninista ed interviene a tutto campo sull'analisi delle trasformazioni contemporanee, politiche e culturali, sulla riflessione relativa agli strumenti di analisi teorica della tradizione marxista.

Decoder 
Rivista internazionale Underground
Via Balbo 10, 20136 Milano
Tel 02/58317306
http://www.iol.it/magazine/decoder
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Semestrale 
Prezzo: 8.000
*Arrivata al numero 11 vanta numerosi record:  stata la rivista controculturale pi venduta in Italia e la prima a divulgare le tematiche del cyberpunk e rapportarle alla cultura italiana. Fondata 12 anni fa da un gruppo che aveva militato nell'esperienza punk milanese, tratta di argomenti che vanno dalle nuove tecnologie, alle droghe, all'arte e l'immaginario di fine millennio. Lo stesso cirtuito ha dato vita alla coperativa editoriale Shake.

Il De Martino
Per la conoscenza critica e la presenza alternativa del mondo popolare e proletario
Bollettino dell'Istituto Ernesto De Martino
Vicolo 
Sesto Fiorentino (Firenze)
Supplemento a: I giorni cantati
Direttore responsabile: Franco Coggia
Prezzo: 10.000
 L'organo dell'Istituto Ernesto De Martino, il pi importante archivio italiano, ed uno dei pi importanti del mondo, delle fonti orali. Fondato da Gianni Bosio (uno dei padri della "nuova sinistra"), ha editato i Dischi del Sole ed una quantit innumerevole di ricerche sugli universi culturali del mondo contadino ed operaio. Per lunghi anni a Milano, una risorsa che  si  trasferita altrove per la volgare insipienza delle varie amministrazioni della citta'.

Derive e Approdi
Editore Labirinto
Riviera di Chiaia 124, 80122 Napoli
Direttore responsabile: Antonello Grassi
Trimestrale
Prezzo:8000
**Nasce nel 1992, con l'idea che " possibile pensare che un lungo periodo di distruzione delle intelligenze collettive cominci a volgere al termine e che nelle metropoli stia emergendo una nuova percezione del presente" l'unica rivista contenitore assemblea italiana dell'area post operaista dei movimenti sociali.

Fili rossi
di storia del movimento operaio
c/o Videoteca Ciuto Brandini
Via Gianodella Bella 22, 50124 Firenze
Edizioni ETS editrice
Direttore responsabile: Domenico Corradini
Quadrimestrale
Prezzo:1000
Esiste da quattro anni ed interviene su problematiche legate al mondo del lavoro e dell'analisi della struttura di classe con "l'obiettivo di identificare le eredit ideologiche che ancora ostacolano la definizione di un orientamento politico realistico ed indipendente del proletariato".

Fogli di informazione
Documenti e ricerche per l'elaborazione di pratiche alternative in campo psichiatrico ed istituzionale
Edizioni Centro di Documentazione di Pistoia
Via degli Orafi 29, 51100 Pistoia
Direttore: Agostino Pirella, Paolo Tranchina
Mensile 
Prezzo: 10.000
Nato come laboratorio di documentazione intorno all'esperienza dell'ospedale psichiatrico di Arezzo, prosegue quel lavoro allargando il campo a molti altri argomenti connessi al tema principale. Pubblica in parallelo la collana libraria Fogli di informazione.

Fogli di ORISS
Luoghi e lingue di confine tra antropologia e psicologia, medicina e psichiatria
A cura dell' ORganizzazione Interdisciplinare Sviluppo e Salute
Cp 5, I - 56030 Casciana Alta, Pisa

Futuro anteriore
Politica, sociologia,filosofia, psicoanalisi
c/o C.Caby Via Bodoni 6 00153 Roma
A Milano c/o Gabriele Ballarino Viale Mare Jonio 3, 20148 Mi
Supplemento a Klinamen
Direttore: Giorgio Riolo
Direttore edizione francese: Jean -Marie Vincent
Quadrimestrale
Prezzo: 17.000
Edizione italiana di un'equivalente testata francese pubblicata dalle edizioni L'Harmattan, ad essa collaborano molti intellettuali italiani esuli in Francia. 
Singolare fusione fra l'intellettualit extra sistemica dei due paesi. 

Guerra e pace 
Via Festa del perdono, 20122 Milano
Tel 02/58315437
Fax 02/58302611
mensile 
prezzo
Rivista di politica internazionale a cura del Comitato Golfo. Si occupa di analizzare cause e ragioni dei conflitti nel mondo, li segnala con puntualit e precisione offrendo schede di approfondimento sulle situazioni economiche e sociali dei paesi in conflitto, individuandone i responsabili politici e le ingerenze dei paesi esteri. 

Iter
Pubblicato dall'Ass. Cult. Mimesis
Via Torricelli 9, 20136 Milano
Direttore: Bruna Pedrazzoli
 in realt l'house organ del consorzio AASTER di Milano, societ di ricerca nella sfera del sociale. Viene citata sia perchcollaborano alla testata molti intellettuali e ricercatori di frequente invitati nei Centri Sociali, sia per il tipo di materiali che produce (immigrazione, leghismo/ trasfromazioni produttive del nord est, etc.) strumenti di lavoro ed informazione del movimento antagonista.

Invarianti
Per descrivere le trasformazioni
Via Emanuele Filiberto 271
00185 Roma
Direttore responsabile: Massimiliano Gasperini
Prezzo: 5000
Esiste da 8 anni, ma dal n.22 ha elaborato una nuova serie. Intreccia il dibattito di tipo teorico alla ricerca di una nuova stagione di contatti con tutti i centri di autorganizzazione antagonisti al sistema della comunicazione eterogestita.

Letteratura Underground
Pubblicazione saltuaria di racconti brevi
Via Kramer 9, Milano
Tel 02/8376207, 784188 Fax 02/784188
Email Lett.Und.@iol.it
Supplemento a Liberation Time
Direttore responsabile: Majid Valcarenghi
Reperibile a Milano, Roma, Bologna, Torino, Pavia, Padova nel circuito centri sociali, librerie di movimento, universitarie e Feltrinelli.
Rivista a caccia di autori di racconti brevi. "L'ambizione della rivista: al di l della semplice rifrazione dell'immaginario collettivo, dell'intrattenimento e del godimento estetico, quella di coagulare autori ed idee, alla ricerca di nuove prospettive di lotta sociale innanzitutto, e poi nel tentativo di definire quale pu essere il posto della letteratura in un qualsiasi processo di rottura." 

Luther Blissett
Rivista mondiale di guerra psichica
Contatti c/o APB Sig Guglielmi cp 744 
40100 Bologna
Email navo243@iperbole.Bologna.it
Direttore responsabile: Claudio Buttazzo
Periodicit trimestruale
Prezzo 4000
Di area neo - situ. Luther Blissett non rappresenta nessuno. un nome collettivo che ha per obiettivo la messa in crisi delle appartenenze identitarie, la produzione di sabotaggi comunicativi capaci di creare panico mediatico. Rivista liberamente piratabile.

Maelstrom
A cura dell'Accademia dei testardi
Cp 7445, 16167 Genova Nervi
Prezzo: 15.000
I redattori provengono dall' esperienza della pratica delle situazioni, sono legati cio alla storia dell'internazionale situazionista 

Marka
Via Sant'Emidio Rosso 9, Ascoli Piceno
Quod libet, edizioni di tempi provinciali
Direttore: Claudio Pizzingrilli
Prezzo:10.000
Preziosa rivista di ricerca culturale, che ha come animatore principale Giorgio Agamben. Poco diffusa, ma di straordinario valore culturale. De segnalare il n. 28 della rivista intitolato La felicit di tutti, sulle vicende di Deleuze e Debord, ed il numero 30 La vita degli uomini infami sulle vicende di Robert Valzer con inediti di Michael Focault. 

Marxismo oggi
Rivista di cultura e politica
Edito a cura dell'Associazione culturale marxista
Via Spallanzani 6, 20129, Milano
Direttore: Libero Traversa
Quadrimestrale
Prezzo: 20.000

Microsmegma
c/o Paolo Rossi, Via Lorenzo Liberti 8, Bologna
Tel 051/530041
Fax 051/266320
Email navo243@ iperbole.bologna.it
Distribuzione Grafton 9, Bologna
Prezzo: 3000
Rivista di tendenza neo - situ, riprodotta in fotocopia.

Millepiani
Via Alzaia Naviglio Pavese 34
20143 Milano 
tel 02/89403935
Edizioni Mimesis
Direzione della collana Tiziana Villani. 
Prezzo: 22.000
**Filosofia, societa', intertesti poetici. Originale formula editoriale che unisce al rigore della ricerca sui grandi pensatori contemporanei (Deleuze, Guattari, Focault, Virno, Ballard...) la necessit di conquistarsi spazi in libreria elaborando di volta in volta copertine di carattere monografico deidcate all'autore principale.

I Molti
Foglio a ritmo variabile di stampa
Via Canzoni da Corte 5, 20123 Milano
piccola rivista di poesia e letteratura, viene inviata per corrispondenza facendone richiesta, si pu sottoscrivere per uno pi fogli, ed esattamente di un foglio, qualche volta due, si compone la rivista. Di piccolo formato, un quarto di un normale foglio, stampata benissimo, preziosa, riservata e rara.

Operai contro
Gironale per la critica, la lotta, l'organizzazione degli operai contro lo sfuttamento
Via Falck 44, 20099 Sesto San Giovanni, Milano
Direttore: Alfredo Simone]
Prezzo:3000
Esiste da 15 anni ed affonda le proprie radici nella lotta della centralit operaia in particolare per ci che riguarda le grandi fabbriche. Interamente scritto e diretto da operai.

Per il sessantotto
Bollettino di ricerche, memorie, bibliografia e edocumentazione su avvenimenti, culture, pratiche alternative e ideologie attorno al 68.
Supplemento al Notiziario del Centro di documentazione di Pistoia
Via degli Orafi 29, 51100 Pistoia
Direttore responsabile: Oscar Mazzoleni, Giuseppe Muraca
Mensile
Prezzo: 5.000

Plusvalore
Studie teoria di analisi economica
Redazione c/o CESEP
Via Tadino 33
20124 Milano
Direttore responsabile: Gabriella Russo
Prezzo 16.000
Periodico scientifico del Centro Studi di Economia Politica (CESEP), animato da Paolo Giussani,,uno dei pi rigorosi economisti italiani. Laboratorio di studi economici di rigoroso riferimento marxista.

Progetto memoria
Organo dell'archivio storico della Nuova Sinistra Marco Pezzi
Strada Maggiore 34, 40125 Bologna
Direttore: Valerio Evangelisti
Semestrale
Pubblica documenti originali e riflessioni sui movimenti sociali e politici dal dopoguerra ad oggi. L'Archivio Marco Pezzi lavora nel tentativo di costruire una rete di collaborazione tra archivi storici della nuova sinistra (Centro di documentazione il '68 - Firenze, Centro di documentazione di Lucca, Centro di documentazione Calusca Padova e Milano, etc)

Rapporti Sociali
Rivista di dibattito per il comunismo
Coop. La Goccia a.r.l.
Via Bruschetti 11, 20125 Milano
Tel 02/6701806
Direttore Responsabile: Giuseppe Maj
Prezzo:5000
Rivista di teoria ed intervento marxista leninista. Nata nei primi anni '80 si affiancava in un primo tempo ai Comitati Contro la Repressione per continuare poi autonomamaente. Intrecciata con l'attivit dei Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo (CARC) che a sua volta dispone di un suo foglio dal titolo Resistenza . Anche in edizione francese e tedesca. Ha come riferimento il Centro di Documentazione Filorosso, Corso Garibaldi 89/b, Milano.

Rivista storica dell'anarchismo
Bibilioteca Franco Serantini
Largo Concetto Marchesi, 56124 Pisa
Tel/fax 050/570995
Direttore: Giorgio Sacchetti
Semestrale
Prezzo: 30.000
E un progetto nuovo che non ha pi di un paio d'anni e va a coprire uno spazio fino ad oggi scoperto: restituire con documenti originali una dimensione storica all'anarchismo, come il ruolo degli anarchici nella resistenza, un progetto di informazione e memoria. La rivista si suddivide in saggi, recensioni, schede bibliografiche, notiziario, e segnala archivi, bibiloteche e centri di documentazione anarchici italiani ed esteri.

Senzapatria
Luogo di comunicazione antimilitarista e antiautoritaria
C/o Centro Sociale La scintilla, Via Attiraglio 66, 41100 Modena
Direttore: Piero Tognoli
Mensile 
Prezzo: 3.000
"Senzapatria  un giornale in movimento: non  organo o espressione di nessun gruppo o area politica definita, ma solo delle persone che vi scrivono. la redazione non necessariamente condivide quanto contenuto negli articoli, la cui responsabilita', pertanto  di chi firma."

Storie
Idee, idiozie, idiomi
Via Suor Celestina Donati 13/e Roma
tel/fax 06/6148777
Direttore responsabile: 
Bimestrale
Prezzo: 10.000
" Rivista, orgogliosamente indipendente, di cultura e politica che intende indagare sul curioso delle cose e delle persone approfondendo fenomeni senza scadere in seriosit e compiacimenti d'appendice. Negli ultimi due anni ha lanciato "L'ora di scrivere", un servizio di assistenza per nuovi scrittori che garantisce la pubblicazione degli scritti pi interessanti o quantomeno una recensione."

Terre del fuoco
c/o Meridiana Via Gandusio 10 40128 Bologna
Tel/fax 051/250013
Semestrale
Prezzo: 13.000
Dedicata a problemi dello sfruttamento del nord sul sud del mondo. Promuove il commercio equo e solidale, offre analisi sui mercati delle materi prime alimentari, sugli accordi internazionali che li regolamentano, sui sistemi di sfruttamento che li regolano. Elabora materiali ed informazioni di quanti si occupano del commercio equo e solidale, fra i collaboratori diversi docenti universitari. Schedee note abbondanti e precise.
Umanit Nova
Settimanale anarchico
c/o G.C.A. Pinelli, Via Roma 48, 87019 Spezzano Albanese, Cosenza
0981/950684
Editrice coop.Umanit Nova - Milano
Direttore: Sergio Costa
Prezzo: 2.000
Fondato nel 1920 da Malatesta diviene nel 1945 l'organo della Federazione Anarchica Italiana, aderisce all'internazionale delle federazioni anarchiche ed informa settimanalmente su ci che accade nell'area anarchica. 

I Viaggi di Erodoto
Edizioni scolastiche Bruno Mondadori
Via Archimede 23, 20129 Milano
Direttore: Alberto De Bernardi
Quadrimestrale 
Prezzo: 20.000
Pur essendo pubblicata da un grosso editore nel settore scolastico, annovera tra i propri collaboratori molti storici ed intellettuali vicini ai movimenti sociali.

Virus
Via Archimede 96, 20129 Milano
Tel/fax02/7383014
Redazione: Via Perugino 20 Milano Tel/fax 02/5510103
Edito dall'Associazione Culturale Virus
Direttore responsabile: Francesca Alfano Miglietti
Distribuita nelle librerie e nelle edicole
Trimestrale
Prezzo: 10.000
"Indica tramite la voce dei protagonisti tutto ci che sta mutandoin arti visive, musica, cinema, moda, design, teatro e nei linguaggi di confine, diventando un appuntamento con gli eventi che stanno modificando i nostri immaginari, i nostri corpi le nostre iperrealta'." 
Grafica seducente dai colori metallici, scritta in piu'lingue.

Vis  Vis 
Quaderni per l'autonomia di classe
Via Avesella 5/a , Bologna
Tel/fax 051/260556
Direttore responsabile: Rosario Piccolo
Prezzo: 16.000
.Quattro numeri dal 93 ad oggi con lo spessore di un volume di studio pi che di una rivista. Da segnalare la pubblicazione a puntate di Reading Capital Politically dell'economista americano Harry Cleaver.
"Il nostro grandissimo sforzo  quello di cercare di comprendere e promuovere, per quanto possibile la circolazione delle lotte tra diversi soggetti sociali, tra i lavoratori industriali italiani e le comunit indigene messicane, tra il movimento degli ecologisti nord europei ed i movimenti contro FMI e Banca Mondiale ed il loro operato nell'Africa sub sahariana. Il nostro sforzo sara'diretto a contribuire all'individuazione dei pi o meno sotterranei percorsi della ri/composizione di classe, trasversali all'asse centrale della valorizzazione."

Voce Operaia
Giornale dei lavoratori comunisti 
Associazione Voce Operaia
Via Pignattara 13, Foligno
Direttore: Moreno Pasquinelli
Mensile 
Prezzo: 2300

Volonta'
Laboratorio di ricerche anarchiche
Via Rovetta 27, 20127 Milano
Tel/fax 02/2846923
Cp 10667, 20100 Milano
Rivista teorica per eccellenza, concepita in realt come libro poich ogni nuero  monotematico. Spazia attraverso i temi dell'esitente, dalla psichiatria all'urbanistica, agli stupefacenti. Fondata nel '45 da Maria Luisa Berneri, fino ad una decina di anni fa strumento pratico di divulgazione poi la trasformazione in rivista di approfondimento.

Riviste di donne

Bollettina del CLI
Collegamento fra le lesbiche italiane
CLI, Via San Francesco di Sales 1/a Roma
Tel 06/6864201 (il martedi' dalle 19)
Diffusione per abbonamento
Prezzo: 4000
Bollettina diretta da Giovanna Olivieri, esce regolarmente da 12 anni, e riporta le posizioni delle separatiste doc.Documenti, notizie, libri, traduzioni da riviste straniere, informazioni di movimento all'interno di un panorama internazionale, lettere.

DWF
Donna, women, femme
Via Fienaroli 32, 00153 Roma
Tel/fax 06/5880577
Trimestrale 
Prezzo: 16000
Esce fin dagli anni 70 come rivista interdisciplinare di cultura delle donne, ha mantenuto queste caratteristiche nel tempo conservando sempre una grande libert di giudizio.

Il foglio del paese delle donne
Via della Lungara 19 - Roma
Tel 06/7004664 fax 06/7004644
Http://www.isinet.it/PdD
Settimale
Prezzo 1500
Direttora: Marina Pivetta
Rivsta settimanale formato quotidiano nasce nell'85 come supplemento a Paese Sera nell'87, da cui il nome e nell'87 si sgancia per diventare testata autonoma. Dalle quattro alle otto pagine di informazione su quello che fanno e dicono le donne sull'imprenditoria, il sindacato, l'associazionismo, la scuola, la cultura e la politica. Per una informazione in positivo e non di denuncia. Viene distribuito prevelentemente attraverso l'abbonamento, ma si trova anche in libreira e biblioteca.
Due anni fa un gruppo di lavoro della rivista si stacca per dare vita alla DW press, agenzia di informazione quotidiana sul mondo delle donne.

Info@perla
Http://www Gpnet.it/neon/infoperla
Via Monte Cengio 26, 35138 Padova
Tel/fax 049/8717534
Email: mcripur@pop.g.pnet.it
Supplemento a Madreperla
Edizioni Calusca Padova
Direttora: Beatrice Andreose
Mensile 
Prezzo: 5000
"Fondata nel 93,  una delle pi recenti riviste del panorama femminista. Vanta la scelta di aver avviato fin dall'inizio una riflessione sul nesso donne e tecnologie. Il percorso  originale per l'accento postosull'intreccio tra pensiero femminista (Braidotti, Haraway) e l'impatto sociale delle nuove forme di comunicazione. Il primo tentativo omogeneo edito su carta di capire cosa bolle in internet, cosa si muove on line fra le donne italiane."


Lapis 
Percorsi della riflessione femminile
c/o Lea Melandri, Via Bellezza 2, 20132 Milano
Tel 02/58305152
Edizioni La tartaruga
Direttora: Lea Melandri
Trimestrale
Prezzo: 12000
Fondata nell'87, si propone di "aprire uno spazio di scrittura in cui delineare percorsi attraverso cui le donne hanno cominciato a muoversi in modo pi autonomo", accoglie le voci pi diverse e propone variet di linguaggi sui temi dell'identita', dell'emancipazione, del corpo, del maschile/femminile, del contesto storico socale. Rubriche su lettura, cinema e pittura. Ogni numero  illustrato da un' artista diversa.

Leggere donna
Via Ticchioni 38/1 Ferrara
Tel/fax 0532/53186
Direttora: Luciana Tufani
Bimestrale
Prezzo:7000
Puntuale e storica rivista di informazione culturale propone principalmente recensioni di libri, ma estende il campo anche al cinema, al teatro ed alle riviste.
Ogni due anni edita i lavori delle vignettiste che partecipano alla biennale dell'umorismo; di recente ha attivato una casa editrice che pubblica solo testi di donne.

Manifesta
Via Posillipo 308 80123 Napoli
Tel 081/5750649
Direttora: Lina Mangiacapre
Periodicit Variabile
Animato dalla regista underground Lidia Mangiacapre, prende avvio negli anni 70 dal gruppo le Nemesiache, rivista di movimento che ha il merito di essere la prima ad occuparsi di cinema femminile. Propone articoli, interviste, osservazioni sulla produzione filmica delle donne.

Miopia
Scienze umane applicate al quotidiano e ruoli sessuali
Associazione Culturale Gaspara Stampa
36021 Barbarano Vicentino
Tel/fax 0444/886330
Direttore(ai fini della legge sulla stampa): Gastone Redetti
Trimestrale 
Prezzo 5000
La rivista  gestita dall'Associazione Culturale le cui finalit sono in stretta sintonia con le caratteristiche della rivista. Obiettivo promuovere lo studio e la divulgazione delle scienze umane applicate alla vita quotidiana, con particolare riferimento ai ruoli sessuali ed al lavoro di cura. Psicologia, antropologia culturale, socilogia, filosofia, studio comparato delle religioni edelle mitologie, teorie psicanalitiche e linguistiche, women's studies e pensiero della differenza sessuale nelle sue varie formulazioni.

Noidonne
Cooperativa Libera Stampa
Via Trinit dei Pellegrini 12 00186 Roma
Direttrice: Bia Sarasini
Mensile
Prezzo: 6000
Distribuito in edicola e in libreria
Ha festeggiato nel 95 i suoi primi 50 anni, inizialmente organo dell'UDI, diviene poi rivista autonoma, propone informazione, attualita, cultura e politica sul mondo delle donne, ma non solo. Interviene a tutto campo dalla protituzione alle trasformazioni del lavoro, dall' informatica e reti alla transessualita', non manca uno sguardo verso l'estero.

Sottosopra
c/o Libreria delle donne, Via Dogana 2, 20123 Milano
Tel 02/874213 fax 02/863824
A carattere totalmente aperiodico fin dalla sua nascita agli inizi degli anni 70. Il primo numero raccoglieva scritti spontanei ed i lavori dei gruppi di autoscoscienza. Oggi gestito dalle donne che fanno riferimento alla libreria di Via Dogana a Milano, propone sintesi di dibattiti anche lunghi veicolandoli all'interno del movimento. L'ultimo numero: Sottosopra rosso  dedicato alla fine del patriarcato.

Towanda
Appunti, spunti e spuntini lesbici
c/o Ass.Cult.Towanda Via Imbonati 30 20159 Milano
Tel 02/69008868 fax 02/55210359
Bimestrale
Prezzo 5000
L'unico giornale lesbico tra il serio ed il frivolo, lavora soprattutto sull' attualit e propone tutto ci che riguarda il movimento lesbico a carattere politico e non, ed anche recensioni di libri e traduzioni di materiale straniero.

Tuttestorie
Racconti, letture, trame di donne
c/o La Luna Via Alessio di Giovanni 14, 90144 Palermo
Direttrice: Maria Rosa Cutrufelli
Semestrale
Prezzo 
Nuova serie aprile 96. Dedicato alla letteratura

Via Dogana
rivista di politica
Via Dogana 2, 20123 Milano
Tel 02/874213 fax 02/863824
Direttora: Bibi Tomasi
Bimestrale
Prezzo: 8000
Edito dalla libreria delle donne di Via Dogana sviluppa le tematiche proprie dello storico gruppo di lavoro cui appartiene Luisa Muraro. Si tratta della valorizzazione della differenza sessuale e della critica al discorso sulla parit e le pari opportunita'; della valorizzazione delle relazioni fra donne ambito della politica "prima" pittosto che delle istituzioni luoghi della politica "seconda".
Via Dogana pubblica ogni quattro mesi quaderni monotematici: si va da una pubblicazione a disegni di una disegnatrice che ha partecipato alla conferenza delle donne buddiste ad un lavoro di Luisa Muraro dal titolo Lingua e verita', al ritratto di Marylin.

Fumetti underground

Parlare di periodicit nel campo dei fumetti "underground"  cosa veramante ardua. Si tratta piuttosto di numeri unici, pubblicazioni di autori stranieri, collane o raccolte di interesse. I motivi dell'aperiodicita'sono diversi: il mercato di questi fumetti non  l' edicola ed i disegnatori non si sentono ne vogliono sentirsi vincolati alle produzioni di serie a periodicit serrata. Parallelamente esiste per il fumetto la volont di creare un circuito di distribuzione proprio, le mostre, gli happening del fumetto underground, lo scambio di materiali con situazioni simili, la vendita a catalogo, la distribuzione a mano diventano cosi' momenti e luoghi importanti per la circolazione di questi lavori. Le librerie specializzate e quelle di movimento restamo comunque luoghi dove la ricerca pu avere succcesso.

Brian the brain
di Miguel Angel Martin
Topolin edizioni, Via Spaventa 19, 20141 Milano, 02/8463946
Bianco e nero, 35 pagine spillate, copertina a colori
Prezzo: 4500
"Dall'autore di Psycho Pathia Sexualis, arriva Brian the brain, un comic book senza sesso ne violenza.  la storia di Brian, un bambino nato senza calotta cranica a causa di sperimentazioni genetiche nel grembio della madre. Il segno  semplice e chiaro con un contenuto che ha la violenza di un pugno nello stomaco".

Che
di Alberto e Enrique Breccia, Hector Oesterheld
Topolin edizioni, Via Spaventa 19, 20141 Milano 02/8463946
Un'opera introvabile per anni fu disegnata e scritta in Argentina nel 1968. In una intervista Alberto Breccia diceva: "La realt politica di allora  riscontrabile nell'opera. Chi produce sotto dittatura riflette per forza quella situazione. L'editore del libro fu ucciso, Lo sceneggiatore, Hector Oesterheld, fu ucciso. Io fui minacciato telefonicamente, due case del mio quartiere saltarono in aria. Mi chiamarono e mi dissero: la prossima e la tua. In questa situazione ho distrutto tutte le copie del libro, tranne una che ho sotterrato, solo sette anni pi tardi la recuperai e la diedi ad un editore spagnolo". 

Comicland comix
Serie di 4 numeri
Comic land
Via Giulio della Torre 7 19125 La Spezia
Tel/fax 0187/511924
 La serie di fumetti prodotta, tutta in bianco e nero, formato 17 x 24, comincia nel 94 con Bad trip comix, una raccolta antologica di fumetti fatti per varie case editrici con alcuni inediti; nello stesso anno segue Double dose, un contrasto dualistico tra due stili underground: quello isterico psichedelico anni 60 di Matteo Guarnaccia e quello derivato dal punk fine anni 70 di Bad trip. 
Bad mutants  una collettiva di immagini sul tema "cattivi mutanti" uscita nel marzo del 95 ed infine Psycho, un intero fumetto autoconclusivo del professor Bad tip, "sconvolgente". 
La produzione di Comic Land va dai fumetti alle t-shirt, dalle serigrafie alle trading cards, ma il gruppo di lavoro funziona anche come distributore di libri e riviste anche per corrispondenza.

Delirio
Delirio House, Via Canova 37
36073 Cornedo Vicenza
Tel 0445/951358
Prezzo: 5000
"Come tutte le malattie mentali che si rispettino, delirio,  pronto ad esplodere quando meno lo si aspetta, ad intaccare la tranquillita'e del quotidiano.
Pubblicazione non a scopo di lucro prodotta dall'Associazione Culturale Ottomat Arcinova, contenitore di diversita', tentativo di non disperdere individualit non contemplate da "chi di dovere".

Interzona
Necron Autoproduzioni e Distribuzioni
c/o Tomasuolo cp 203 10100 Torino
Tel 011/885121
email necron@m.box.vol.it
Internet: http://www. Vol.it/necron/
Supplemento ad Anarchismo
No copyright
Quadrimestrale (Ottobre, Gennaio, Maggio)
Bianco e nero, 64 pagine, copertina a colori
Prezzo: 4.000
"Nasce nel '93 con l'intenzione ben precisa di essere una rivista autoprodotta di fumetti che non concedesse nulla alle logiche di mercato, ed essere di qualit sia nei contenuti che nel "contenitore". Le scelte hanno sempre cercato di seguire due indicazioni di massima: un particolare interesse dal punto di vista grafico o fumettistico, e contenuti ritenuti interessanti dal punto di vista politico e sociale. Nel tentativo di proporre nuovi stili per l'editoria fumettistica oggi fossilizzata su luoghi comuni e tematiche commerciali".
Non  solo uno spazio a disposizione di autori esordienti, ma un piccolo punto di riferimento anche per autori pi inseriti in dinamiche commerciali che qui possono riscoprire liberta espressiva e nei contenuti.
Per il '97 il passaggio dal bianco e nero al colore "per continuare a giocare sempre meglio con gli gnomi dell'underground".

Hitler=SS
di Vullemin e Gourio'
Topolin edizioni, Via Spaventa 19, 20141 Milano 02/8463946
Secondo l'editore libro di connotazione antinazista, i tedeschi appaiono come subnormali schizofrenici responsabili della morte di milioni di persone. Un comic duro e chiaro, fatto con intelligenza e volgarita'. Comic underground con i classici tratti sporchi, a volte spinti fino al grottesco pi repulsivo ed irrispettoso.
Una grande presa in giro alla morale che ognuno di noi ha saputo costruirsi, una sfida di lettura al pi liberale dei lettori

K@z
Rivista di fumetti faticosi
contatti: 051/239833 - 051/262644
qwerg@mbox.vol.it
http://www.dsnet.it/qwerg/k@z
Distribuzione librerie di movimento fiere 
Bianco e nero, 64 pagine, copertina a colori
Prezzo: 4000
"Non se ne pu pi di 'underground" e "alternativo" omogeneizzati, per la famiglia per i "giovani", a senso unico, prefabbricati per il piacere (consumo?) di massa. Non se ne pu pi dei fumetti che trattano il lettore come un acquirente e pure cerebroleso.  necessario lasciar moltiplicare liberamente i punti di vista, le letture, le opinioni. K@z si inserisce in un panorama saturo di modelli supereroistici e positivo-reazionari non proponendo UN modello, ma molteplicie d ego-decentrici. K@z  un fumetto bello, brutto, non  un fumetto. Molte cose sono da affinare, ci proveremo col tempo e l'esperienza."

Psycho Pathia Sexualis
Il fumetto pi violento e ripugnante mai disegnato
di Miguel Angel Martin
Topolin edizioni, Via Spaventa 19, 20141 Milano 02/8463946
Fumetto che non ha mai visto la luce in Italia perchnel 95 il tribunale di Cremona, ricevute le copie di rito per il controllo di legge sequestra la pubblicazione con le accuse di oscenita', immagini raccapriccianti, istigazione al delitto, suicidio e pedofilia. Basato su fatti di cronaca mostra violenze su bambini, prostitute sui maniaci stessi e sui loro apparati sessuali, con dovizia di particolari ed una linea essenziale, in bianco e nero che mette ancora pi in evidenza il loro orrore. Nessuno ha preso in considerazione per un attimo il disgusto che si prova nel leggere storie realmente accadute. Rigorosamente incelofanato e vietato ai minori di 18 anni attende la sentenza del tribunale.

Pulp Comix
Urban psychotrips
c/o 06/4462852
Edizioni Costa e Nolan 
Alessandro distribuzioni 
Due colori, 24 pagine, copertina a colori
Periodicit variabile
Prezzo: 3000
" una zona autonoma della scrittura, per immagini, uno spazio occupato.  un esperimento di: "autoproduzione visibile": solo autori indipendenti, per portare allo scoperto la vasta produzione underground italiana, ma non solo. 
Non una rivsta contenitore, ma una rivista processo, in mutazione come ogni spazio urbano, un taglio sui luoghi della metropoli ad alta densit narrativa. Tutti i luoghi della citt possono mutare stato di conoscenza, possono essere continuamente modificati con armi elementari, rudimentali, un'occupazione  una mutazione ed ogni mutamento un'arma. Pulp comix: storie marginali dello spazio vuoto della metropoli, uno spazio centrale per la formazione di ecossistemi narrativi estremamente definiti, uno spazio denso di storie.

Schizzo
Edito da Centro Fumetto "Andrea Pazienza"
Via Speciano 2, 26100 Cremona
Tel 0372/22207
Fax 0372/407300
Direttore: Nevio Piva
Semestrale
Prezzo: 7000
Nasce nell'86 da una collaborazione Arcicomics e Comune di Cremona - progetto giovani, ha fra i suoi obiettivi la valorizzazione dei giovani autori, la critica indipendente e la valorizzazione del fumetto come linguaggio. Alterna a numeri di soli fumetti Schizzo/immagini, numeri di sola critica Schizzo/idee. Oggi alla sua terza serie invita tutti i disegnatori, giovani e meno giovani, famosi e sconosciuti a collaborare attivamente alle prossime uscite.






Se guida fosse stata scritta solo pochi anni fa probabilmente almeno un terzo degli editori qui segnalati non sarebbero stati presenti. Buon segno per l'editoria di base, chesembra avere un nuovo rilancio, nononstante le grandi difficolt legate soprattutto al circuito della distribuzione. Molti degli editori presenti, inoltre, operano in centri minori a testimonianza di un fermento di intelligenze non limitato ai grandi centri urbani e, per questo, di ancor pi grande valore.
Un'offerta editoriale che si caratterizza per il segno della proposta, il rigore del progetto, lo sforzo costante nel produrre libri a costi contenuti, la pubblicazione di autori o testi censurati dai circuiti ufficali, ma anche di ristampe di classici destinati altrimenti all'oblio.
Sono editori purtoppo spesso invisibili nelle grandi librerie, consegnati ad un prezioso pubblico di lettori non distratti. 
Da segnalare le sinergie che a volte si creano tra luoghi di produzione e circuiti privilegiati di distribuzione, cosi' una libreria (e nel capitolo a esse dedicate della sezione "Luoghi "questo apparir ancora pi evidente) o un centro di documentazione diventano editori, producendo e distribuendo allo stesso tempo materiale proprio e altrui. 
Le schede, oltre a segnalare i vari recapiti, riportano una breve nota che cerca di tratteggiare, a volte solo citandof una o pi pubblicazioni, le caratteristiche dell'editore in oggetto, con l'avvertenza che tutti si distinguono per una grande libert di scelta dei materiali da produrre.
C.D.M.

AAA 
Via Latisana 6, Bertiolo Udine
tel 0432/917233
Interviene su tematiche anche modernissime come le pratiche antagoniste nell'era telematica, ha sul tema pubblicato una importante raccolta di scritti del gruppo Strano Network di Firenze. 

Accademia dei testardi
Cp 7445, 16167 Genova Nervi
Nasce in realt a Carrara per poi trasferirsi a Genova. Edita la rivista Maelstrom. ha pubblicato una scelta radicale di documenti del maggio francese dal titolo "Benvenga maggio e il gonfalon selvaggio".  un' autentica situazione che deriva i propri saperi e pratiche dalla grande vicenda dell'internazionale situazionista.

Acquaviva
Cp ap,29 - 70021 Acquaviva delle fonti
Pubblica libri formato 10/16. pubblica principalmente materiale letterario ed in particolare testi di Majakovskij, di Garcia Lorca e J.P. Sartre, con traduzioni assai curate e veste grafica accattivante.

L' "Affranchi"
Cp 53 - Ch 6872 Salorino - Canton Ticino Svizzera
Raffinata casa editrice che si colloca nell'area letteraria artistica libertaria.
Ha pubblicato fra gli altri alcune opere di Oskar Panizza, formidabile letterato ed autore teatrale, autore del "Concilio d'amore" opera celeste ambientata in paradiso fra un dio catarroso ed una madonna rompiscatole.

Aginform
Via Tormarancia115, 00147 Roma
Tel/fax 06/5181048
Md1309@mclink.it
Http://www. mclink.it/com/fpasti
Pubblica opuscoli con una forte caratterizzazione di impegno politico e con particolare riguardo alla situazione internazionale, ha pubblicato testi sui crimini del regime turco, sulla strategia nella Nato nella guerra in Jugoslavia e sulle lotte di liberazione nella Corea del Sud. Spesso intreccia i suoi lavori con la Fondazione Nino Pasti, per la pace e l'indipendenza dei popoli.

Anarchismo
A cura della Underground s.r.l.
Via della libert 114, 95129 Catania
Fondata da Alfredo Bonanno, filosofo, teorico, editore ed altro. Edita anche l'omonima rivista Anarchismo. Dispone di molti titoli in catalogo ed ha tra gli altri editato l'opera completa di Bakunin ad un prezzo fortemente politico.

L'Antistato
Idee in liberta'
Associazione l'Antistato
Corso Palermo 46, 10152 Torino
Tel 011/857850
"Inizia la sua attivit nel dopoguerra. Il suo catalogo annovera classici quali Malatesta, Kropotkin, Armand; testi storici sulla rivoluzione spagnola, su quella russa e sulle origini del pensiero libertario negli Stati Uniti; la biografia a fumetti di Enrico Malatesta; le memorie di Umberto Tommasini; un volume a pi manisulla libert oltre ad altri testi forse oggi un po'  datati. Sebbene oggi non vi sia una attivit regolare, l'attuale collettivo redazionale  seriamente impegnato nel tentativo di ridare fiato all'iniziativa".

Arkiviu Bibrioteka "T.Serra"
Associazione Culurale "Andalas de libbertadi"
Via M. Melas 24, 09040 Guasilia (Cagliari)
Tel 070/986915
Si caratterizza in particolare per la collana I refrattari, che propone fatti e personaggi spesso censurati dal movimento anachico e rivoluzionario in generale. Pubblica loro scritti e riflessioni e testi sulle loro vicende.

Babilonia
Via Ebro 11, 20141 Milano
Tel 02/5696468
Pubblica sia saggi che romanzi sulle tematiche gay/lesbiche, ha inaugurato di recente una collana di romanzi erotici. Da segnalare La guida ai diritti di gay e lesbiche dell'avvocato Ezio Menzione ed un saggio sulla filmografia gay/lesbica in cassetta con un lungo escursus storico che parte dagli anni 30 fino ad arrivare alle ultime uscite.

La Battaglia
Piazza Meschita 20 90133 Palermo
Pubblica diverse collane, si segnala, nella collana Junk Book il libro "Pietre" del poeta palestinese Abu Manu dedicato "a tutti i prigionieri delle frontiere, degli stati, delle regioni, delle carceri, dell'odio diffuso dalla legge del profitto, del Capitalismo Genocida. "Pietre"  curato da Giovanni Senzani, attualmente ergastolano, prima criminologo e membro della direzione strategica delle BR.
Della stessa collana alcuni messaggi dal carcere di Mumia Abu Jamal.
Segnaliamo anche una collana di Quaderni che riprende in profondit le tematiche della questione meridionale e Pictures & Paroles a carattere letterario.
In cantire un'intera collana di testi diretta, curata dalla scelta dei testi al progetto grafico da detenuti politici.

BFS Edizioni
Largo Concetto Marchesi, 56124 Pisa
Cp 247, 56100 Pisa
Tel/fax 050/570995
Nasce in seno all'esperienza dell' omonima Biblioteca Franco Serantini (centro di documentazione, biblioteca) fondata nel 1979 con lo scopo di ricordare il giovane anarchicoassassinato dalla polizia nel maggio del '72, mentre si opponeva ad un comizio fascista. Si propone una riflessione ampia sul pensiero contemporaneo con particolare riferimento a quei soggetti che hanno avuto approcci sovversivi ed antiautoritari nell'elaborazione teorica e sulla storia dell'anarchismo e delle calssi subalterne. Per rispondere a queste premesse ha attivato diverse collane: Biblioteca del pensiero, Biblioteca di cultura storica, Collana rovesciare il Futuro, Biblioteca di storia dell'anarchismo, Collana Memoria ed opposizione, Collana Narrativa.

Calusca City Lights (gia'nella scheda di Primo)

Calusca 
Via Sanmicheli 3/2 35123 Padova
Tel 049/8757076 fax 049/8756776
Fondata nel 79,.espressione editoriale dell'autonomia veneta. Dispone di tre collane narrativa, poesia e saggistica, quest'ultima pi rilevante propone la collana in formato 18/12 che interviene sul dibattito sulle trasformazioni produttive con testi di Romano Alquati, Adelino Zanini, Jean Moulier Boutang. I saggi spaziano anche su altri temi dal testo La notte dei galdiatori, ommissioni e silenzi della Repubblica, all'importante lavoro di Francesco Miazzi, Viaggio nel Caos (con ipertesto) fino ad arrivare al Chiapas, all'Aids ed alla scienza.
Si caratterizza per la libert ed il rigore delle scelte.

Centro di documentazione di Pistoia
Via degli Orafi 29, 51100 Pistoia
Tel 0573/367144
Organismo di archivio e documentazione di valore storico, probabilmente il primo nato in Italia nel 1970, ha ininterottamente catalogato, archiviato e conservato la memoria dei movimenti a tutto campo. Particolare riguardo all'intervento nel settore della scuola. Ha nel corso della sua attivit pubblicato varie riviste di cui alcune dedicate all'ecologia, fogli di documentazione dell'esperienza dell'ospedale psichiatrico di Arezzo. Pubblica un notiziario su quanto esce nel campo dell' editoria autogestita e di base, con segnalazioni e schede esaurenti.

Colibri'
Edizioni Centro di Inziativa Luca Rossi
Via Ricotti 19 20158 Milano
Tel 02/3762352
Struttura nata come organismo di intervento sociale. Luca Rossi , 20 anni, muore a Milano nel febbraio 86 quando un poliziotto della digos. P.Policino, fuori servizio, interviene in una lite tra automobilisti partecipandovi attivamente. Quando i due fuggono in auto il poliziotto spara due colpi e uccide Luca che stava andando a prenedere la filovia.Il Centro si  nel tempo trasformato in un laboratori di ricerca culturale ed editoriale.
Dalla prima pubblicazione, 625 Libro bianco sulla Legge Reale, sugli omicidi delle forze di polizia in Italia, enorme lavoro di archivio e ricerca, ha proseguito un percorso molto originale ed a suo modo fuori dal "rumore".Autentici capi d'opera il progetto di pubblicazione delle opere complete di Giorgio Cesarano, di cui  uscito un primo volume; una rigorosa raccolta di scritti Danilo Montaldi ed una singolare e labirintica bibiliografia degli scritti di Amadeo Bordiga.

Crash 
Piazzetta Filippo De Boni 32032 Feltre
Tel 0338/328230
Edizioni collegate all'omonima libreria di Feltre a sua volta collegata al Centro Sociale Cayenna. Appare tendenzialmente incrociata con il circuito Luhter Blissett, ha pubblicato un interessante libretto relativo al dibattito intorno al reddito garantito.

Datanews
Via di S. Erasmo 15 00184 Roma
Tel 06/70450318
Caratterizzata dall'impegno politico, dispone di un vasto catalogo che spazia dalle indagini sulle trasformazioni produttive a testi di pi vasto respiro politico 

Dedalo
Viale Jacobini 5, 70123 Bari
Tel 080/5311400 fax 080/5311414
Omaggio ad una casa editrice democratica che pur non essendo espressione di una editoria di movimento ha una lunga storia di ricerca extrasistemica, esiste dal '64, ed anche se non si pu definire editrice autogestita resta una voce fuori dal coro nell'editoria democratica. Vasto il catalogo in parte esaurito.

E edizioni
Via S. Cilino 16 34126 Trieste
Tel 040/566821 fax 040/566819
Casa editrice legata al alboratorio di filosofia contemporanea di Trieste ed la centro studi e ricerche per la salute mentale del Friuli Venezia Giulia. Fondata nell'87, lavora in direzione della deistiuzionalizzazione psichiatrica all'interno del movimento fondato da Franco Basaglia.

Eleuthera 
A edizioni sezione Eleuthera
Via Rovetta 27 20127 Milano
Tel 02/26143950 fax 02/2846923
Nasce dalla modifica dell'esperienza della casa editrice antistato. Ha un catalogo assai vasto di matrice rigorosamente libertaria, con un sfera di intervento che va dalla pedagogia antiautoriataria alla fantascienza libertaria, dall'antipsichiatria alla critica dei nuovi paradigmi tecnologici, dalla poesia all'urbaniesimo, a tutto campo insomma.

Emotion/Tracce Edizioni 
Via de Sanctis 65 Piombino Livorno
Tel 0565/43624 fax 0565/43621
Nasce in un territorio fortemente segnato da lotte oparaie durissime con una lunga tradizione di sindacalismo rivoluzionario. L'editore ha un programma rigoroso anche se con uscite non regolari, pubblica anche la rivista Tracce. Spazia con le proprie pubblicazioni dal cinema, alla letteratura alla poltica ed alle lotte operaie.

Erre emme 
Coop editoriale
Via Flaubert 43 00168 Roma
Tel/fax 06/6272603
Ha una particolare aattenzione a tutto ci che riguarda l'attivit e la vita del comandante Che Guevara. Si incrocia frequentemente con l'attivit dei movimenti essendo disponibile a rapportarsi editorialmente agli stessi, in questa direzione ha pubblicato Voglia Di Gridare, libro e video, atti del processo per lo sgombero del Centro Sociale Leoncavallo, con una analisi sul ruolo della magistratura nella repressione dei centri sociali.

Farenheit 451
Campo dei Fiori 44 00186 Roma
Tel/fax 06/6875930
**`Casa editrice che prende il nome dal film di Francois Truffaut, si caratterizza per alcune scelte di ricerca letteraria e poetica come tradurre e pubblicare le poesie ed i canti degli Incas Quechua. Pubblica testi di Nazim Hikmet e Paul Nizan, con una fortissima attenzione alle letterature altre, del indigeni. Ha in programmazione una importantissima opera di Jos Carlos Mariategui. Ha una piccola collana dal nome i Taschinabili. 

La Fiaccola
c/o Elisabetta Medda, Via Nicotera 9, 96017 Noto (Siracusa)
 Nasce a Ragusa grazie all'impegno di Franco Leggio, proletario siciliano che di per s  un pezzo di storia del pensiero e della pratica libertaria del nostro paese. Longeva casa editrice anarchica , stampa decine di opuscoli a prezzo bassisimo. Le collane hanno sempre mantenuto un duplice carattere si a negli opuscoli che nei libri: anarchico nel senso teorico, storico e dell'analisi contemporanea e libertario inteso come ponte con i settori politico culturali limitrofi; in questo secondo campo un posto a s hanno avuto l'ateismo e l'anticlericalismo.Le collane Anteo e Rivolta sono di fatto considerate dagli appassionati deil cult book.

L' Igea 
Enterprise services s.r.l.
Via Gradisca 19, 95127 Catania 
Tel 095/383758 fax 095/373521
Ha pubblicato testi elaboarti dal Centro Giuseppe Impastato, in particolare il libro di Umberto Santino fondatore del centro stesso, Libro di Giona. 

Gallino Ignazio Maria Edizioni
Via Anfiteatro 9, 20121 Milano
Fondata dall'oramai mitico Ignazio, promotore negli anni 60/70 della IAP (International Alternative Press) un organo autogestito di distribuzione di riviste e materiali del circuito underground nazionale ed internazionale; fondatore anche del SIMA primo organismo italiano di intervento sul problenma della diffusione delle droghe (1968) il cui slogan era "Fuck the no drugs, free our brothers".

Galzerano Editore
84040 Casalvelino Scalo, Salerno
Tel/fax 0974/62028
Fondata nel '75 da un giovane anarchico ventiduenne, la casa editrice ripropose il libro di Virgilia D' Andrea "Tormento" edito a Parigi nel '29. Oltre a tematiche anarchiche, libertarie e del movimento operaio rivoluzionario italiano e straniero, Giuseppe Galzerano ospita nelle sue collane anche libri di storia sociale, sull'emigrazione, l'antifascismo, sulle rivolte contadine, sulla cultura popolare e subalterna.


Grafton 9
Via Paradiso 3 40122 Bologna
Tel/fax 051/266320
Casa editrice che prende il nome dall'omonima libreria di Bologna e viceversa. Il nome  l'indirizzo di Marx a Londra. Pubblica la rivista Luther Blissett e diversi materiali anche con supporto diverso dal libro (compact disc, video). Fra le utime pubblicazioni: SISSC,Bibliografia italiana su allucinogeni e cannabis, edizione commentata; Valerio Romitelli, La politica inesistente. Scritti tra una repubblica e l'altra 1983-1995; Gianluca Balsebre, Della critica radicale. Bibliografia ragionata dell'internazionale situazionista; AAVV. Per una sfera pubblica non stataleautogoverno comunitario e cooperazione sociale.



Gratis Edizioni
Firenze c.p. 2259
Una delle tante branche dell'area della casa editrice Anarchismo, legata alla pratica dell'anarchismo insurrezionale.

Kaos
Viale Abruzzi 58 20100 Milano
Tel 02/29523063 /29524822
Esite da molti anni, ha una forte disponibilit verso i movimenti. Ha pubblicato importanti testi sia del femminismo americano che sulla situazione internazionale ed i detenuti politici. Programmazione editoriale sospesa tra la memoria dei movimenti e l'analisi della situazione attuale. Nelle librerie appare soprattutto per libri inchiesta su personaggi quali Berlusconi e Cito.

Kontagio
Infoshop Forte Prenestino
Via F. Delpino snc
Tel/fax 21807855
Espressione editoriale dell'infoshop del Centro Sociale Forte Prenestino. Ha pubblicato alcuni testi di racconti di autori fuori dal circuito ufficiale. Prende parte al GRA, Grande Raccordo Autoproduzioni.

Manifestolibri
Via Tommacelli 146 00186 Roma
Tel 06/68300335 fax 06/6873873
Espressione editoriale dell'omonimo quotidiano che allarga la propria proposta su tematiche dell'attuale dibattito politico nazionale ed internazionale.

Manes Editori.
Piazza 4 giornate 64, 80128 Napoli
Pubblica la collana la Citt del sole, testi classici come Marx, Freud, Einstain per contrastare una tendenza alla scomparsa dai cataloghi ufficiali. Pubblica anche la collana Laboratorio politico che propone oltre al dibattito teorico contemporaneo, classici del marxismo. Apparentemente senza mercato ha visto andare esaurite le sue edizioni.

Manni Piero Edizioni 
Via Braccio Marcello 36, 73100 Lecce
Tel 0832/315929
Editore che lavora da molti anni nel Salento in collegamento con le aree intellettuali e di ricerca del resto d'Italia. Caratterizzato da un forte rigore nella ricerca letteraria sperimentale ed innovativa e propone anche testi di saggistica legati alle stesse tematiche.


Maquis
Cp16177 20160 Milano
Tel 02/6470659 fax 02/33603593
Nome che deriva dalle formazioni partigiane francesi durante la resistenza. Un vero e proprio pezzo di storia della controinformazione vicina ai movimenti degli anni 60 e 70, fondata da Filippo Gaj, personaggio leggendario che ha attraversato la storia della controinformazione. Dispone di un formidabile archivio di immagini e testi sulla storia delle lotte del proletariato dalla rivoluzione francese ad oggi cosi' come un apparato informativo sull'azione dei corpi separati, dei servizi segreti. Ha prodotto mostre fortografiche di rilievo sull'Iran, sulla Palestina e le strategie della Nato, veri e propri racconti didattici in profondita'. Ha fatto una rivista frequentemente andata in edicola dal nome Maquis. L'ultima opera che ci ha lasciato prima di morire si intitola Il secolo corto, che parafrasa in maniera ironica il testo Il secolo breve di Eric Hosbawm, mostro sacro della storiografia contemporanea.

Mimesis
Via Alzaia Naviglio Pavese 20143 Milano
Tel 02/89403935
Saggi e narrazioni di estetica e filosofia. Ha lo scopo, secondo i suoi fondatori, di contribuire a diffondere nella cultura italiana contemporanea opere e saperi talvolta ritenuti liminari, ma che risultano tuttavia estremamente significativi. L'approccio filosofico  sempre modulato in sintonia con i risultati delle altre scienze umane, nel confronto con quanto avviene nella societ e nelle arti. Attualmente la produzione Mimesis si articola nelle collane Mimesis, i cabiri, meledoro, millepiani, Iter, Itinerari filosofici.

Nautilus 
Cp 1311 Torino
Dicono di se'. "Di per s ci concetti che animano la nostra iniziativa sono del tutto assimilabili a quelli di liberta', rivolta, sedizione, fermento, autogestione; idee e pratiche che continuiamo a considerare tra le poche cose che possono metterci in grado di essere padroni di noi stessi. Chi in Nautilus agisce  convinto che a nulla direalmente significativo, per lo sviluppo pieno e libero della persona, approdanoquanti vendono la propria creativit al mercato della cultura, si inebriano per il loro inserimento nel gran serraglio degli artisti o nel pi ordinario ambito librario, discografico, distributivo. Non c credono e si sforzano di non inserivisi. Ed  anche per questo che son irriducibilmente contrari ad ogni genere di copyright. Ognuno con le proprie inclinazioni ed interessi, icomponenti di Nautilus editano libri, dischi, producini video, curano una distribuzione e collaborano con quanti hanno una visione simile alla loro.
della Nave Edizioni

Neero
Torino c/o Tomasuolo c.p. 203 10100
011/885121
produzione editoriale dell'area Nautilus

Odra dek
Via delle Canapiglie 112 00169 Roma
Fax 06/2382215
Ha pubblicato testi abbastanza rari sulle vicende legate alla resistenza romana, da segnalare la pubblicazione delle memorie di Salvatore Capogrossi, Storia di antagonismo e resistenza, protagonista delle bande partigiane dei castelli romani 

dell'Ortica edizioni
Piazza Porta mascarella 7 40126 Bologna 
Tel/fax 051/247491
Pubblica materiale di ricerca sulle avanguardie artistiche.

Il papiro 
Via Monte Sabotino 40, Sesto San Giovanni, Milano
Tel 02/2403072
Legata all'omonima libreria e centro di documentazione. Pubblica testi di solidariet internazionalista con particolare riguardo a Cuba ed ai paesi del Centro America.

Pellicani 
Via Piediulco 1/a 00199 Roma
Tel 06/8845595 fax 06/8559626
Ha realizzato alcune uscite editoriali nel campo di periodici, con Balena bianca e successivamnete la rivista Invarianti. Ad oggi ha un catalogo che spazia dalla foilosofia alla letteratura, alla politica.

Petrilli editore
Via Casella 14, L'Aquila
Delizioso il libro L'altra met della selva, le donne raccontano ed il testo sulla guerra nella Ex Jugoslavia. Collabora con il Centro Sociale Autogestito Cortocicuito di Roma.

Punto rosso 
Milano via Morigi 8 
02/8900204 8750045
Circolo culturale, animato da Giorgio Riolo, pubblica principalmente i materiali dei dibattiti e dei seminiari che organizza.

Fondazione Guido Pedroli
Cp 1004, 6501 Bellinzona
Guido Pedroli, filosofo studioso di fenomenologia nel corso degli anni 60 si  interessato al conflitto capitale lavoro in particolare nella Svizzera Italiana ed ai suoi collegamenti con le lotte italiane. la fondazione pubblica quaderni di ricerca storica sul movimento operaio nella Svizzera Italiana, organizza dibattiti trasformati in libri,tra i pi rilevanti: La svizzera, verso un deserto industriale pubblicato in collaborazione con la Nodo libri di Como 


415 Edizioni
Via Verzuolo 45, 10139 Torino
Casa editrice fondata da Riccardo d'Este, recentemente scomparso, ha pubblicato vari testi. Si  interessata in particolare del problema eroina con i testi Quel ramo dell'ago di Narco, ed Intorno al drago uscito precedentemente.
Nelle sue intenzioni proseguire nell'analisi delle istituzioni totali. Propone una riflessione della critica radicale intrecciata, nella sua storia, con la pratica delle situazioni.

Quod Libet Edizioni
Vicolo Ulissi 4 Macerata
0733/231922
Ha publicato testi ben ritradotti di Melville, Valzer,ed anche di Antonio Delfini poeta italiano del dopoguerra ingiustamente trascurato, e di Silvio D'arzo, scrittore non poco trascurato dall'editoria ufficiale. Pregevole la veste grafica, curate le edizioni e le traduzioni.

Sensibili alle foglie

Senzapatria
C/o C.S. La Scintilla, Via Attiraglio 66, 41100 Modena
Produce pubblicazioni antiautoritarie ed antimilitariste, ha condotto una lunga battagli a partire dagli anni 70 in difesa dell'anarchico Bertoli. 

Shake Edizioni
Viale Bligny 42 Milano
02/58317306
Cooperativa editoriale nata intorno all'esperienza della rivista Decoder, pubblica saggi e romanzi cyberpunk e post-cyber, di pensiero radicale, letteratura underground e di analisi di aspetti del postfordismo, soprattutto riguardo alle questioni del copyright e della trasformazione del lavoro. Ultiimamente ha rinnovato l'aspetto grafico delle collane, tra le quali si distinguono i "Piratini", sorta di brevi saggi a basso costo. Produce regolarmente una Videozine e gestisce Decoder BBS. 

Sicilia Punto L
c/o Giuseppe Gurrieri, 
Vico Leonardo Imposa 4, 97100 Ragusa
Edizioni che nascono nell'80 con l'intenzione di aprire un fronte politico culturale siciliano - meridionale, producendo e pubblicando testi dall'orizzonte specifico, al fine di dotare l'anarchismo di una politica, meridionalista, etnica, nazionalitaria e per scoprire, stimolare ed offrire ad un pubblico pi vasto quello che  stato ed  il contributo degli anarchici alla ricercateorica, storica e culturale avente come riferimento la Sicilia.

Spray Edizioni
Via Conegliano 5 - Milano
tel 02/26140104
Cooperativa nata nell'89, ha svolto fino ad oggi servizi diversi. La decisione di fare libri non nasce da crisi esistenziali o calcolo economico,  una scelta precisa.Nel corpo delle 1500 denunce, suddivise in 40 procedimenti penali che colpiscono il Centro Sociale Leoncavallo ed il movimento milanese, ve ne sono alcune particolari: tutte le faticose strutture destinate a produrre reddito, esternamente all'esperienza dei centri sociali, sono gravate da vari provvedimenti giudiziari, la Spray  fra queste. Una procedura inaccettabile che confonde in maniera lucida e preordinata l'identit politica dei soggetti ed i luoghi nei quali lavorano. Libri quindi perchsia esplicito il disegno repressivo che colpisce queste realta'.
La Spray ha realizzato El Sup, inediti del comandante Marcos (libro con ipertesto), i cui proventi vanno alla lotta zapatista; Cannabis Trattata di Maurizio Torti, contributo alla battaglia antiproibizionista ed infine Il sapere delle lotte, saggi sulla composizione di classe con inteventi di Bologna, Cartosio e Fumagalli.

Stampa Alternativa
Cp 741 00100 Roma Centro
Fax 06/3253228
Millelire "Editrice fondata da Marcello Baraghini nel 1992, deriva il nome dal prezzo di vendita dei tascabili con cui ha rivoluzionato il mercato editoriale" questa la definizione dell'enciclopedia universale Grazanti che contine un serie di errori, Stampa Alternativa esiste in realt dai lontani anni 70 ed  stata in quegli anni strumento di controinformazione, mitico il manuale di coltivazione della marjuana ed il manuale contro la famiglia. Protagonista delle battaglie antiautoritarie di quegli anni, la recente invenzione delle Millelire le ha conferito una certa celebrita'

Strategia della lumaca
Coop Asec 
Clivio Rutario 60 00152 Roma
Tel 06/5813355 fax 06/5809218
Editore che prende il nome dall'omonimo film, prezioso film sulla lotta per la casa in america latina. Intervien sulla situazione internazionale, ha pubblicato fra le altre cose una raccolta di poesi salvadoregne e dun importante e raro testo di Colette Braeckman, Ruanda storia di un genocidio e un'antologia di scritti sul pensiero unico dei nuovi padroni del mondo.

Tartaruga
Via Filippo Turati 38, Milano
Tel 02/6555036 fax 02/653007
Nasce nel 75 e da allora pubblica solo scritti di donne, ha diverse collane di narrativa e saggistica. Pi recente la proposta di libri tascabili. I Temi di intervento vanno dai rapporti uomo donna alla scrittura femminile attraversando a tutto campo le tematiche di genere.

Velleit alternative
Centro di comunicazione e documentazione Senza pazienza
Via sant'Anselmo 13 10100 Torino
Tel 011/6695024
Edtrice legata al centro di Documentazione Senza Pazienza di Torino lavora anche in collaborazione con il C.S. Murazzi, grande rigore nella ricerca, collaborazioni costanti con Romano Alquati, seriosa, operaista e torinese.
Ha pubblicato l'opuscolo 10 settembre 94 a Milano, con cassetta audio, ottimo esempio di documentazione sulle lotte dei movimenti

Vulcano
Via delle Rose 32, 20121 Bergamo
Tel 035/253294 Fax 035/258066
Piccolissma, ha il pregio di pubblicare in Italia tutti i materiali relativi alla Escuela moderna di Francisco Ferrer, uno dei grandi pedagoghi antiautoritari di questo secolo. Ha pubblicato la storia della vita del bandito anarchico Sante Pollastri, detto Pollastro. Amico del campione di ciclismo Girardengo, Pollastro,negli anni '30, realizzava abili rapine in biciletta.

Zero in Condotta
Viale Monza 255, 20126 Milano
Tel/fax 02/2551994
Sorta in seno alla Federazione Anarchica Italiana, come possibile strumento in grado di riuscire ad impreimere nuovo slancio al dibattito politico interno ed esterno alla Federazione. Di recente  pertito il progetto ZIC attraverso cinque collane o filoni con l'intento di precisarne indirizzi politico - culturali: attualita', Pensiero e memoria, cultura, vademecum/prontuario/ economia.



Le radio libere sono state, a partire dall'anno 1976, un esperimento eccezionale di comunicazione sociale e di informazione che niente aveva a che fare con il penoso uso dei media di stato cui era abituato il pubblico dei teleutenti di allora. Per chi ha vissuto quegli anni, la scoperta dei cantautori maledetti, l'ascolto delle dirette dall'interno dei cortei pi caldi, i dibattiti accesi, i microfoni aperti, le occupazioni delle redazioni da parte di questo o quell'altro gruppo (per non parlare delle irruzioni poliziesche in diretta) non possono che rimanere nella memoria, con il sapore di una stagione irripetibile che scivola verso il mito. Da allora sono passati vent'anni, ma dopo un periodo di buio e scarsit di proposte, di oscuramenti e serrande abbassate, le emittenti autogestite stanno vivendo, ora, un periodo d'oro, una stagione di rilancio e ridefinizione. Certo, coprono una percentuale assai limitata di ascolti, complici la cronica mancanza di quattrini che le rende meno "potenti" rispetto ai network, con redazioni giornalistiche meno professionali e senza mezzi per le corrispondenze estere (fattori, questi, che hanno spinto molti ad associarsi, per l'informazione, al network pigliatutto di Radio Popolare), ma le piccole sorelle dell'etere rappresentano un patrimonio insostituibile nella costruzione dell'immaginario e nella diffusione della cultura overground e delle sue iniziative. L'uscita di una rivista, lo sgombero di un centro sociale, l'annuncio di una rassegna di video o teatro indipendente, snobbati dai media ufficiali, si diffondono da queste emittenti arricchiti da una costante ricerca delle forme musicali meno commerciali e delle culture giovanili 
Quello che trovate di seguito  un elenco di radio libere, eterogeneree tra loro, ma accumunate dal tentativo di praticare percosi culturali propri e di essere frutto di un percorso autogestionale che le mantiene (in grado diverso, va detto) lontane da rapporti diretti con istituzioni, chiese, partiti o gruppi di potere. Non sono, quindi, tutte le radio private in Italia, e nemmeno tutte le radio private di "sinistra", ma una selezione, come sempre arbitraria, fatta in base alla nostra sensibilit e al parere dei numerosi addetti ai lavori che abbiamo consultato, sparsi per le varie citt interessate, che hanno considerato vari elementi tra i quali le "percentuali" di trasmissioni autogestite da elementi esterni alla redazione vera e propria. Consideratelo una sorta di palinsesto ideale per chi voglia sfiorare la voce taalvolta un po' gracchiante della comunicazione di base. Alcune delle schede che riportiamo sono basate su stralci di quanto messo disposizione dall'emittente romana Onda Rossa dopo il convegno sulla comunicazione antagonista da essa promosso. L'esiguit del numero dei soggetti considerati ci ha permesso di pubblicare anche qualche intervento un po' pi lungo del solito. 
Black Out, 
Torino, via S. Anselmo 13, 
011/6503422
Comprata nell'ottobre del 1992 per 70.000, l'emittente privata Radio 2000 Piemonte si trasforma, per mano di alcuni gruppi dell'area dell'autonomia torinese (Falso spettacolo, centro sociale Murazzi, coperativa Senza Frontiere) in una emittente antagonista che trasmette fino Cuneo. "Sin dall'inizio abbiamo voluto caratterizzarci per essere aperte a tutte le espressioni a sinistra delle istituzioni, senza una linea politica "stretta". La fama della radio decolla immediatamente, a cavallo degli incidenti al comizio di Cofferati, quando il camion con il sound sistem noleggiato per l'occasione viene cartcato dalla polizia, con distruzione delle apparecchiature, botte ai componenti dei gruppi che stavano suonando, gli Assalti Frontali e 99 Posse, e seguente colletta nel corteo che aveva permesso di coprire i danni. La radio ha proseguito nella sua attivit in modo lineare fino al '95 quando i contrasti tra le sue varie anime hanno portato a un periodo di "bassa attivit" e una seguente ripresa con la redazione completamente ridisegnata. Tra le tramissioni pi seguite il conenitore del pomeriggio di musica e informazione.
Citt 103, 
Bologna, via Masi 2 , 
051/346458 
"Radio citt spegne quest'anno le sue venti candeline. Un compleanno tanto pi significativo se consideriamo quanto folle potesse sembrare questa scommessa quando, nel lontano 1978, venne pensata ed azzardata.
Un'azienda che rispetto al tanto blasonato mercato appare proprio come un'eresia: come pu esistere e resistere una radio non commerciale, per di pi di sinistra, senza mecenati e/o padrini, nata per navigare in quell'ooposizione che, come  noto,  ricca di idee ma non di conti in banca? In questi anni sono caduti muri, sono tramontati imperi, non ritroviamo pi oggi un solo partito della sinistra (e non solo) italiana: la piccola Radio Citt 103  sopravvissuta a intemperie che ben altri non hanno retto. Sulle nostre frequenze sono viaggiate tutte le avventure e le disavventure di questi vent'ani della nostra storia. Peccato che le parole volino, perch se potessimo raccogliere tuto ci che  stato detto da speaker, ospiti, telefonate dal pubblico si potrebbe senz'altro fare una grande Treccani della sinistra extraparlamentare, dalla A alla Z, con le battaglie fatte e le sconfitte subite. Cos, nel nostro curriculum voci, annoveriamo testimonianze che vanno da Nelson Mandela allo squatter locale, da Rigoberta Mench al pacifista di Sarajevo. 
L'aspetto musicale/culturale ha contrassegnato profondamente le nostra emittente, da sempre impegnata a sdoganare nella citt musiche e sentimenti altrimenti confinati nel disinteresse. Oggi non siamo certamente pi quella radio "di movimento" capace di grandi emozioni o di grandi "svarioni". Oggi siamo molto pi organizzati, sia per quanto riguarda l'amministrazione che il palinsesto; comunque non possiamo fare a meno del sostegno continuo di chi ci ascolta: proprio non ce la facciamo a diventare "normali", pena il soccombere. E' per questo che per il nostro ventesimo compleanno, pi che un taglio del nastro, vuol essere un picchetto in pi per consolidare una radio al servizio dell'opposizione politica e culturale". 
Citt Aperta, 
Roma, via Casalbruciato 27, 
06/43589503 
88.9 - MHZ 
"Nasce nel 1978 con il nome di Radio proletaria e sin dall'inizio viene gestita da una cooperativa. Nei diversi cambiamenti di fase politica che ha affrontato nei suoi anni di attivit, il pi evidente  avvenuto tra il 1987 e il 1988. Essendosi esaurito il ruolo di semplice "radio di movimento", decidemmo di sviluppare un nuovo programma di interventosu tre punti:
1) Diventare strumento e punto di riferimento e di dibattito a sinistra; 
2) sottolineare il ruolo di radio calata nelle problematiche e contraddizioni metropolitane 
3)essere una radio impegnata nella battaglia per la libert di informazione. (...) 
Abbiamo dovuto ulteriormente riassestare il nostro intervento editoriale e politico alla luce degli ulteriori passaggi imposti a livello internazionale (il crollo dell' URSS e del muro di Berlino, e l'avvento di un nuovo ordine mondiale di tipo unipolare), e a livello nazionale (la definitiva trasformazione genetica, e non solo nominale, di quello che era stata la sinistra storica, l'avvento del maggioritario). La situazione ci imponeva e ci impone di ribadirci come voce di bisogni e aspirazioni popolari per i quali il mercato imperante continua a non concedere spazio, nonostante il tanto sbandierato cambiamento che si dice abbia trionfato in Italia, e che ha portato in realt a trionfare le due correnti del partito unico. (...) 
Essere conseguenti in questa direzione significa candidarsi ad essere la voce di settori sociali realmente maggioritari (lavoratori dipendenti in senso tradizionale, lavoratori costretti a nuove e inedite forme di sfruttamento, disoccupati, sottoccupati) che hanno interesse (consapevole o potenziale) a riconoscersi in un polo politico: di sinistra, alternativo, antagonista di trasformazione reale. Significa insomma essere di minoranza (per ora) ma non minoritaristi. 
(frammenti tratti dall'intervento al dibattito sulla radiofonia antagonista promosso da Radio Onda Rossa nel 1995).
 Citt Futura,
 Roma, via Buonarroti 51
06/491437/4469364 
MHZ 97.700
Fondata nel 1976 da un gruppo legato al movimento, sopratutto per volont di Renzo Rossellini, la sua collocazione "a sinistra" l'ha fatta divenire oggetto dell'attacco del gruppo di terroristi neri guidati da Fioravanti che, irrompendo negli studi durante una trasmissione femminista, gambizz i presenti e diede fuoco; fu l'attentato pi grave subito da un'emittente in quegli anni, almeno in Italia. Da allora, nonostante un periodo di crisi alla fine degli Anni ottanta, trasmette musica, informazione e cultura e, ultimamente, si  accordata con Radio Popolare per ripeterne i notiziari. Il bacino di utenza, secondo le rilevazioni,  di circa 60.000 persone su tutto il Lazio, di cui 1500 abbonati, forse conquistati dal grande spazio dedicato dall'emittente alla musica jazz e alle etichette indipendenti. 
Molti programmi sono autogestiti da gruppi dei centri sociali occupati come Ricomincio dal Faro, Forte Prenestino, Auro e Marco e, il gioved sera, il palinsesto prevede la trasmissione del circolo di cultura omosessuale Mario Mieli. 
K Centrale, 
Bologna, via Andrea Costa 169, 
051/6152723/
"Radio K Centrale  nata oltre 4 anni fa sull'iniziativa del Centro di comunicazione antagonista di Bologna e ci siamo cimentati su questa strada con la convinzione della dimensione strategica del terreno della comunicazione. L' idea forza era la costituzione di un circuito di radio antagoniste che collegassero i loro sforzi sul terreno della comunicazione a livello nazionale ed internazionale, legandosi alle radio e alle situazioni gi esistenti mettendole in fibrillazione tra di loro.
Nella dimensione locale, in assenza di forti movimenti, individuavamo lo sviluppo di forme di cooperazione politica e di piccole attivit commerciali, come la libreria e lo studio di fotocomposizione come un passaggio importante.
Fin da subito la Radio  divenuta, insieme ai centri sociali, un punto di raccolta di una vasta area giovanile con gusti e tensioni anche contrastanti, legata in parte all'emergere del fenomeno delle posse , che di Bologna ha fatto uno dei suoi crocevia. La nostra area sociale  soprattutto legata all' universit, ai centri e alle case occupate, anche se i rapporti con le forme dell'autorganizzazione del mondo del lavoro non sono saldissimi, vista la frammentazione dello stesso. Radio K si  fatta sempre attraversare dalle differenze ospitando programmi che, secondo noi, avevano una qualit sperimentale notevole e che hanno fatto della radio un mezzo abbastanza popolare in citt.
 (...)Bologna ha una lunga storia di radio legate al movimento e molte delle radio scomparse, da Radio Alice per passare a Radio Carolina e Radio Underdog, sono finite essenzialmente per gli stessi motivi che possono minare esperienze come la nostra: mancanza di soldi e di idee o per contrasti che ne bloccano la continuit e la coerenza comunicativa, ma soprattutto il senso generale.
(...) In questi anni siamo riusciti a vivere quasi completamente autofinanziandoci con concerti ed iniziative varie e per questo la Radio non  mai stata ricca, in una situazione di fortissima concorrenza come a Bologna. Il nostro teorico, ma estremamente pratico, bisogno di indipendenza si scontra con la realt di concentrazione del mercato radiotelevisivo dell' informazione binaria e con il tremendo ripiegamento identitario e conservatore della comunicazione della "sinistra".
(Dall'intervento di un redatore di Radio K al convegno di Radio Onda Rossa del 1995 sulla comunicazione antagonista).

Onda D'Urto,
Brescia, Via delle Grazie 23,
 030/3750043/3771921 
106.5 MHZ
"Il 18 dicembre 1995 Radio Onda d'urto ha compiuto dieci anni di trasmissioni. Era infatti il 1985, nel cuore degli opprimenti anni ottanta, gli anni della repressione feroce contro i movimenti e poi del "riflusso", dell'individualismo sfrenato e della rottura della solidariet - quando un gruppo di compagni e compagne provenienti dall'esperienza del movimento del '77 e dalle pi recenti lotte studentesche (il movimento dell' 85), dalle mobilitazioni antinucleari e dalle prime occupazioni di centri sociali, decide di dotarsi di uno strumento di comunicazione del/per il movimento. Senza precedenti esperienze o competenze radiofoniche si diede vita ad un palinsesto in permanente discussione e trasformazione, Un palinsesto dei programmi che dava la possibilit di amplificare le lotte sociali e la musica alternativa, ma con molti "buchi" e limiti sul piano della capacit di inchiesta e di fornire informazioni in tempo reale.
Intanto la nostra sfida alle leggi del profitto, che dominano anche l'etere, continuava vincente e chi pensava che una radio autogestita ed autofinanziata avesse vita breve dovette ricredersi. Con immani sforzi, sempre basandoci sull'autofinanziamento, miglioravamo l'emissione del segnale radio, rinnovando anche gli studi di trasmissione e ci arricchivamo di nuovi collaboratori.
 Arriviamo cos al 1992 quando sviluppiamo una riflessione sull'importanza di acquisire/praticare una capacit di comunicazione adeguata ai tempi e alla societ in cui viviamo. In questo ragionamento non prescindendo, ovviamente, dal nuovo scenario legislativo che aveva visto nel '90 l'approvazione della legge Mamm che, funzionalmente agli interessi Fininvest, sanciva il monopolio dell'informazione, rendeva difficile la vita alle piccole emittenti locali e praticamente impediva l'accesso all'etere a chi non disponeva di grandi capitali.
 Questa discussione ha dato il via a quel processo di ripensamento complessivo del modo "di fare la radio" che abbiamo chiamato "il salto di qualit" e che ha portato ad una profonda ridefinizione del palinsesto. L'obiettivo era quello di ricostruire la programmazione della radio per soddisfare l' esigenze di informazione e controinformazione ( anche su tutto quello che per i massmedia non fa notizia) ,di approfondimento politico e culturale, di socializzazione del dibattito sui e nei movimenti ed anche di inchiesta per favorire la comprensione e l'analisi critica della realt sociale. 
 Con un grande sforzo collettivo abbiamo allora costruito un palinsesto in cui si sono estese le ore in diretta (attualmente sono 18 ore quotidiane) e aumentati i momenti di informazione che anche qualitativamente sono stati ridefiniti. Inoltre si  dato maggior spazio ai servizi di approfondimento, alle trasmissioni di dibattito, alle interviste , ai programmi culturali riguardanti cinema, teatro, libri e a quelle espressioni di istanze sociali (Cobas, studenti ecc.) o di comunit etniche (trasmissioni in lingua araba, la voce Rom, di musica e cultura africana..., che hanno fatto acquistare alla radio un carattere di plurilinguismo etnico e culturale).
 Nel 1994 questo "salto di qualit" si  completato con l'accensione la frequenza radiofonica di Radio Onda d'Urto a Milano e la conseguente costituzione di una redazione locale. L'apertura delle frequenza milanese per la radio significa sia una notevole estensione del bacino d'utenza e di ricezione, sia la possibilit di avvalersi dei saperi e delle intelligenze collettive esistenti nella metropoli lombarda per l'arricchimento dei nostri programmi".
Onda D'Urto,
Milano Via Leoncavallo 14, 
02/ 2827494
MHZ 98.00
"Entra in funzione a Milano proseguendo in forma perfettamente legale e in collaborazione con la storica emittente bresciana, l'esperienza radiofonica iniziata nel 1992 con l'accensione di una radiosorgente illegale dai tetti del C.S. Leoncavallo: Radio Onda Diretta.
Il progetto di Onda D'urto Milano contempla la costruzione di una redazione milanese che, attraverso ponti di collegamento in andata e ritorno, condivide la programmazione bresciona su un pi ampio bacino d'utenze. Immaginiamo, infatti, una struttura che decentra piuttosto che accentrare i luoghi di produzione dell'informazione, un'idea che prevede la fondazione di molteplici redazioni che, in forma costante o temporanea trasmettono da luoghi diversi del territorio stralci di realt, lotte, istanze, musica e culture diverse. Un'idea che non incontra i favori della "Legge Mamm", pensata per accentrare piuttosto che decentrare e, infatti, sono serviti ben due anni per ottenere la desiderata autorizzazione per la diretta. 
Una radio non soggetta a vincoli di audience di per s  gi una risorsa; il desiderio  di di farne un laboratorio di sperimentazione del comunicare, una radio libera, provocatoria e mutante, che raccolga quanto nascosto nelle pieghe della metropoli e lo rilanci nell'etere". 
Onda Rossa,
Roma, via Dei Volsci,
 06/443616 
MHZ 87.900
 "Onda Rossa nasce nel maggio 1977 e da allora sono state numerose sono state le volte in cui il suo "parlare altro" ha convinto il potere della necessita` di tapparle la bocca.
Chiusure preventive, seppure temporanee, dei microfoni della radio in occasione di manifestazioni di piazza; comunicazioni giudiziarie emesse dalla magistratura nei confronti dell' allora direttore responsabile e del "proprietario" della radio, sollecitate insistentemente (e ottenute) dall'opera repressiva dell'allora PCI, hanno caratterizzato questo periodo nel quale ROR e` stata ascoltata e registrata 24 ore su 24 da una sorta di commissione permanente di ascolto poliziesco. Tale incessante opera di "tampinamento via etere" ha portato, nel quadro del gia` avviato (7 aprile 1979) "teorema Calogero" - secondo il quale l'Autonomia era la testa pensante delle Brigate Rosse - alla chiusura della radio. Il 22/1/80 svariati arresti di compagni, ritenuti redattori e non di ROR, avvengono alle prime luci dell'alba nelle abitazioni di questi ultimi o sul posto di lavoro a inizio turno o, ancora, all'ingresso dell'aula del tribunale abruzzese presso cui si stava svolgendo il processo all'atto di internazionalismo proletario a favore dei combattenti palestinesi compiuto dai compagni del collettivo policlinico, gia` arrestati nel novembre 1979.
 La traduzione dei giudici romani del "teorema Calogero", che imperversava in quel di Padova (e non solo), si sostanziava con il titolo a caratteri cubitali e con le foto dei compagni arrestati usciti nella prima pagina del quotidiano l'Unita`: "Chiusa l'ultima voce dell'Autonomia". .
La radio venne riaperta a "furor di popolo" nell'80, continuando a essere attentamente ascoltata dalla solita "commissione all' uopo prevista" preoccupata dell'informazione che ROR produceva allo scopo di far scattare nell'ascoltatore meccanismi di autoidentificazione che si sarebbero dovuti tradurre in comportamenti, in organizzazione antagonista allo stato presente di cose.
 D' altra parte, questo eterno dilemma tra essere semplice organo di informazione o strumento di piu` ampio respiro, sia informativo che organizzativo, ha resistito, pur con le necessarie approssimazioni, negli anni seguenti. Nel marasma generale dei rampanti anni '80, questo compito andava sicuramente ridefinito non senza contraddizioni interne ed esterne.
Di fronte alla dura realta` della quasi totale inesistenza dei movimenti, per tutto questo periodo ROR si e` sforzata, spesso riuscendovi, di conoscere e far conoscere situazioni nelle quali  soggetti direttamente interessati esprimevano la resistenza e l'antagonismo alla protervia del potere. Ne fa` fede il ruolo svolto dai compagni della radio in due degli avvenimenti piu` tristi e significativi di quel periodo: nell'autunno dell'80 ROR offre i microfoni e il sostegno alla lotta dei lavoratori FIAT di Torino attaccati frontalmente dalla prima imponente ristrutturazione tecnologica capitalistica in Italia. In seguito ROR collega e testimonia insieme gli interventi "sul campo" delle centinaia di compagni/e accorsi nel tragico dopo terremoto dell'Irpinia. Successivamente, il contributo dato dalla radio alla lotta degli sfruttati del mondo, come nel caso dei fratelli palestinesi, provoca la reazione criminale del 13 dicembre 1982 con la bomba sionista posta da "mani ignote" davanti alla sua sede. 
Un ulteriore attacco arriva nell'87. Il primo luglio, dalle ore 24.00 la minuscola frequenza di ROR viene sovrastate dalle decine di kilowatt di Radio Vaticana che occupa la frequenza dei 93.300 Mhz regalatagli dallo stato italiano in base a un truffaldino "piano delle frequenze di Ginevra" del 1984". (Dall'intervento al convegno di Radio Onda Rossa del 1995 sulla comunicazione antagonista).
Nel corso del 1996, dopo numerose campagne di sensibilizzazione, Radio Onda Rossa ha ottenuto finalmente dal Ministero delle Poste il permesso di trasmettere sull'attuale frequenza.

Radio Ciroma, 
Cosenza, via Sabotino 19, 
0984/28250
105,700 MHZ
"La frequenza di Ciroma  attiva dal 1991, coprendo la citt di Cosenza e la sua provincia, salvo per un intervallo di alcuni mesi di oscuramento dovuto a una supposta violazione della Legge Mamm. Le trasmissioni sono per riprese dopo una sentenza del Tar che ha dato ragione all'emittente. Il palinsesto  interamente autoprodotto con spazi riservati a trasmissioni autogestite dalle associazioni cittadine. Radio Ciroma  legata a doppio filo all'omonima associazione culturale che ha presentato una lista civica alle ultime elezioni comunali. Ciroma (aduntata di gente, vociare tra pi persone riunite)  una piccola, artigianale capanna che trasmette segnali di fumo a tutte le trib che non si rassegnano ad accettare passivamente codici, matrici, mode e stili di vita".
Sherwood, 
Padova, vicolo Pontecorvo 1/a, 
049/8752129/8753888
97.800 Mhz Padova e provincia, riviera del Brenta
93.350 Mhz Montebelluna, Treviso e provincia, Bassano, Venezia e provincia, S.Don -97.700 Mhz Mestre - 97.900 Mhz Venezia - 104.300 Mhz Bassa padovana, Rovigo, Ferrara - 100.250 Mhz Padova centro - 97.500 Mhz Belluno, Feltre - 93.450 Mhz Vittorio Veneto, Conegliano - 92.900 Mhz Destra del Piave - 102.000 Mhz - Val Feltrina
"Radio Sherwood inizia la sua attivit nel lontano 1975.
E' una delle prime sperimentazioni di radio libere a livello padovano, se non nazionale e nasce allora come radio deL movimento autonomo, legata alle esperienze dei movimenti di lotta che esistevano in citt. La storia della radio si intreccia perci anche con le generali vicende politiche di Padova e non solo. Tanto  vero che numerosi redattori, alla fine degli anni Settanta, vennero arrestati all'interno delle inchieste giudiziarie partite il 7 aprile 1979. Per tutti gli anni Ottanta, Radio Sherwood ha continuato a trasmettere con attenzione particolare a tutti i soggetti politici e culturali che in quegli anni si voleva far tacere, sia con la repressione che con la desertificazione sociale.
Questa capacit di esistere e rappresentare una voce non omologata  stata la ricchezza con cui Radio Sherwood ha attraversato gli anni Ottanta, fondando uno stile di lavoro basato su un'identit forte e una massima apertura a tutti quei soggetti che desideravano entrare in conttatto con essa e collaborare. All'inizio degli anni Novanta, l'emittente patavina si  consolidata ed allargata fino a coprire tutto il territorio regionale secondo il progetto di diventare la pi grande emittente informativa del nord est (attualmente fa pi di 26.000 ascolti), con la consapevolezza di poter essere uno snodo importante della comunicazione tra quei soggetti in rete che producono nuove forme del conflitto.
 Il palinsesto attuale di Radio Sherwood, frutto di continue sperimentazioni e cambiamenti, prevede a grandi linee l'esistenza di contenitori stabili, basati sulle differenti fasce d'ascolto. La redazione di Sherwood  composta da una ventina di persone divise per competenze, che per si intrecciano spesso e, a questo nucleo centrale, si affiancano vari collaboratori locali e conduttori musicali. Il rapporto con l'esterno  sempre stato un aspetto fondamentale, visto che Radio Sherwood ha da sempre realizzato iniziative musicali dal vivo. In tal senso, ogni anno si organizza il Festival, della durata di un mese, che rappresenta l'avvenimento estivo pi importante della citt di Padova.
Con l'ospitalit soprattutto nei centri sociali del Veneto, Radio Sherwood organizza numerosi concerti anche nel periodo invernale. Per il resto  bene ricordare che Radio Sherwood per ora vive di volontariato: nessuno  retribuito. Recentemente  partita anche una campagna di abbonamento che consiste nel reperire un notevole numero di abbonati disposti a versare, come contributo, 10 mila lire al mese, in modo da garantire mensilmente un'entrata sicura. ". 
(dalle pagine WWW della Radio)



Le comunit virutali che si formano sulle BBS (banche dati amatoriali che servono per lo scambio di messaggi e files) e su Internet, la Rete delle reti, sono uno dei fenomeni peculiari dell'era del silicio, formate come sono da soggetti unificati da scopi o gusti comuni e che, pur scambiandosi megabyte di informazioni, quasi mai hanno contatti fisici tra di loro. Questa virtualizzazione delle relazioni ha permesso fenomeni come le personalit mutliple di rete, il gioco degli alias, lo scambio di identit sessuale e, soprattuto, la posibilit per soggetti socialmente minoritari, di  trovarsi e scambiarsi sensazioni ed esperienze e di metterle a disposizione di altri, con la medesima potenza, o superiore, a quelle della maggioranza rumorosa. Non  tutto rose e fiori, comunque. Internet, che era partita come una rete assolutamente amatoriale e di studio, sta lentamente venendo colonizzata da imprese commerciali e servizi sullo stile dello shop virtuale, ma niente sta impedendo, per ora, il libero acceso degli utenti e la costruzione di siti "alternativi" e overground a disposizione di tutti. Anzi, proprio il 1996 ha segnato per l'italia, il momento dell'accesso per soggetti "altri", politici e culturali, costo l'abbattimento dei prezzi e una certa diffusione della tecnologia. Siamo convinti che nel '97 questa tendenza si intensificher. Nella marea di siti e banche dati dedicate alle chiacchiere pi o meno da bar, abbiamo scelto intanto alcuni dei luoghi del cyberspazio ove circolano elementi di controcultura, venga questa dai centri sociali o dai gruppi "sciolti" che operano nel campo della comunicazione sociale. Di ogni sito abbiamo indicato l'indirizzo internet, quando possibile l'E-Mail, e di ogni BBS i numeri modem principali. Le schede descrittive, salvo diversa indicazione, non sono altro che un sunto delle presentazione che i vari Sysop e Webmaster (i gestori dei sistemi) hanno fatto on -line per gli eventuali frequentatori.


Avana BBS, 
modem 06/2574110
"AvANa-bbs,  nodo della rete telematica Cybernet e la (auto)gestisce il gruppo iperpazzerellone Avvisi Ai Naviganti, di stanza per l'occasione a Forte Prenestino. Quando vi apparir il solenne veliero delle Nazionali-Esportazione senza filtro, emblema della libera navigazione nel cyberspazio e fuori, potrete. lasciare il vostro nome e cognome e senza troppe formalit verrete ammessi all'interno della rete, che per prima cosa vi dice chiaro e tondo: "No- Copyright", "Autogestione" e "Reddito Garantito". A questo punto siete dentro. Potete gi farvi un giro per le consuete aree files e messaggi della rete Cybernet con in pi qualche assaggio da rete ECN, P-Net ed Internet: News dai Centri Sociali, Universit, AIDS, Droghe e Antiproibizionismo, Realt Virtuale, Pubblicazioni di Decoder-Shake, Conferenza anarchica di Internet, ECN-News, ReSeAu - Rete Seminari Autogestiti, eccetera. Fin qui, fate conto, semplicemente il "servizio" offerto agli utenti. 
Ma nella stiva di Avvisi Ai Naviganti c' ben altro: una quantit di aree che non si limitano al ruolo di meri "contenitori" ma operano con il fine di stimolare la (auto)produzione di materiali testuali, ipertestuali, grafici, musicali, lungo linee di ricerca determinate, per rendere finalmente "produttivo" il proverbiale caos delle reti telematiche. AvANa Research Enterprise orchestra la ricerca teorico-politica su comunicazione, lavoro immateriale e mutazione antropologica. Il tutto naturalmente senza pagare una lira, perch comunicare  un vostro diritto fondamentale".
 
La Citt Invisibile 
www.citinv.it/benvenuti.html 
"La Citt Invisibile  una organizzazione, non a fini di lucro, creata dal lavoro volontario di tante persone, collegate tra loro per mezzo della rete telematica Internet, caratterizzata da tre elementi di fondo: 
contribuisce su Internet alla realizzazione di un progetto di trasformazione democratica e di modernizzazione della societ italiana, organizza e crea "sapere politico",  un laboratorio avanzato di democrazia telematica. 
Per seguire l'evoluzione di Internet e studiare proposte per garantire il suo sviluppo democratico stiamo conducendo una grande campagna per l'abolizione della "Tassazione Urbana a Tempo" che non ha alcun motivo economico di esistere, e che sta causando insopportabili ritardi allo sviluppo dell'utilizzo delle reti telematiche nel paese". 
Cybercore
www.Cybercore.it, Cybercore@iol.it
Helena Velena, la transgender pi conosciuta del nostro paese, ha gestito per anni Cybersex, una BBS e chatteria videotel dedicate al sesso. Adesso, smantellata la vecchia tecnologia, ha fatto il salto in Internet con un sito dedicato alla divulgazione di tematiche legate al transgenderismo, passing e tutto quello che  il composto puzzle del sesso estremo di fine millennio. L'home page offre una selezione di argomenti per cominciare a prendere conoscenza con la materia.
"Attenzione, la lettura di questa pagina, e l'accettazione dei concetti ivi espressi  a vostra totale responsabilit . Cos come il rischio, anzi la possibilit  di venire scomunicati.
Cybercore non si assume nessuna responsabilit , che  tutta di chi decide consciamente di farsi immergere nel bagno Karmico della conoscenza, in rete, di una sessualit nuova e stimolante che trasformi e manipoli il desiderio, le sensazioni e l'identit".


Decoder BBS, 
modem 02/29527597
"Per certi versi si tratta di un BBS normale. Stessa tecnologia povera, stesse modalit di accesso gratuito per l'utente, stesso impegno volontario del sysop e dei suoi collaboratori, stesso livello dei servizi erogati: messaggistica e scambio file. Gli elementi distintivi stanno nei contenuti, nelle inspirazioni e nelle regole che si  dato. Ci riteniamo degli sperimentatori con l'obbiettivo di creare un progetto comunicativo/informativo aperto, interattivo, decentrato, ritzomatico e orizzontale. 
Un modello di comunicazione aperto  contraddistinto da un elevato feed-back tra i partecipanti, da un'alta interazione reciproca senza preoccuparsi troppo che tutto avvenga in maniera chiara e senza interferenze.
In noi destano molti sospetti e dubbi chi auspica la creazione di filtri, di cancelli, di dighe che "orientino " i partecipanti alla comunicazione mediata dal computer e che li vorrebbero difendere dal caos informativo. Il sospetto diventa pesante soprattutto se teniamo conto che il piano informativo agisce sugli individui e spesso produce senso sociale, tanto da modificare comportamenti, mode, gusti, idee, posizioni politiche e immaginario.
Ogni riferimento a fatti reali e fortemente voluto...
Nel nostro modello invece tutti gli attori/soggetti dovrebbero poter interagire in ogni momento e senza limitazione di alcun tipo.
Pur riconoscendone i limiti, dei BBS abbiamo subito apprezzato da un lato la facilit con cui si pu mettere in piedi uno spazio di discussione pubblica, senza grossi investimenti e senza tante formalit o autorizzazioni, dall'altro l'opportunit di sperimentare che le discussioni, anche se aspre e contrastate, potevano essere naturalmente regolate attraverso l'interazione critica fra gli stessi partecipanti senza ricorrere all'ingombrante presenza di moderatori o di stringenti regolamenti.
Insomma, il BBS come ipotesi di spazio liberato. Il nostro progetto di "rete" pu simbolicamente essere fatto partire intorno alla fine degli anni Ottanta quando, innescato da un dibattito sulla comunicazione che aveva coinvolto i pi avanzati Centri Sociali sparsi in tutta Italia, si arriv alla creazione di una conferenza echo (l'area Cyberpunk) distribuita con la "complicit" di SysOp mentalmente aperti del circuito Fidonet.
Quell'area venne poi chiusa d'autorit da alcuni dei coordinatori pi "chiusi" adducendo pressioni e interferenze di provenienza poliziesco/giudiziaria, comunque mai esplicitate.
Questa esperienza ci dimostr quanto la libera comunicazione fosse incompatibile con reti di tipo chiuso e conseguentemente demmo vita ad un progetto in cui mettere in pratica un modello comunicativo anti-autoritario e fortemente decentrato. Nacque CyberNet. I riferimenti erano/sono molteplici: la cultura underground e libertaria, le suggestioni inspirate dalla fiction di Sterling e Gibson o le riflessioni dell'antologia di saggi politici della ShaKe sul cyberpunk. La sfida era, in un ottica "metropolitana avanzata", di privilegiare le tematiche legate alla sperimentazione comunicativa e all'impatto che le moderne tecnologie hanno nel sociale. Su questo fronte  fondamentale il dibattito incentrato sull'interrogativo "Il copyright sulle opere d'ingegno uccide l'innovazione?" innestato dall'antologia "No Copyright" della ShaKe Edizioni.
Ora, su questa miriade di luoghi di discussione che rendono vitale la frontiera elettronica italiana si stanno addensando minacciose nubi. Da un lato forti interessi commerciali dei soliti gruppi monopolistici, dall'altro confuse e liberticide iniziative di legge e non ultime le spettacolari e esemplarmente punitive azioni dell'autorit giudiziaria (Italian Crackdown), ci hanno fatto capire che in un modo o nell'altro le BBS amatoriali che tanto apprezziamo forse scompariranno o muteranno radicalmente. Non importa se sotto la spinta di una illiberale regolamentazione (fatta digerire a forza sotto forma di auto-regolamentazione) o se per un processo economico attivato dai grandi gruppi all'affannosa conquista del mercato svincolato da recenti o future privatizzazioni del settore telecomunicazioni.
E' chiaro quindi che da questa palude se ne esce solo abbandonando la logica dell' "emergenza informatica" e sposando quella del "garantismo elettronico". Se non si vuole ripercorrere le strade del disastro sociale imputabili a passate leggi come quella sulla droga, allora bisogna depenalizzare le leggi che normano la frontiera elettronica e distinguere i comportamenti trasgressivi dagli altri, sancire solennemente quali sono i diritti irrinunciabili del cittadino elettronico per arrivare a affermare che il diritto alla comunicazione elettronica  assunto a nuovo diritto di cittadinanza alle soglie del nuovo millennio".

ECN - European Counter Network
www.xs4all.nl/~tank/ecn/ 
Bologna modem 051-520986 
e-mail fam0393@iperbole.bologna.it - (e' possibile ricevere l'E-zine direttamente al proprio indirizzo E-mail facendone richiesta) 
Milano modem 02/2840243 2840244
Torino modem 011/6507540
Padova modem 049/8756776
Monselice modem 0429/783211
La European Counter Network  una rete no-profit dedicata innanzi tutto a promuovere dibattito politico e a fornire contro-informazione, nata nel 1989 da un progetto di rete informativa basata sull'uso della telematica (ma anche di fax e metodi pi tradizionali) per far comunicare costantemente fra loro le realt antagoniste in Italia e in Europa.
 I nodi E.C.N. (siti internet e BBS) hanno aree files e conferenze dedicate a temi sociali e politici quali Aids, tossicodipendenza, centri sociali e News. Il network costituisce oggi una figura centrale in Italia nella diffusione di informazione e comunicazione "altra" in collaborazione con i centri sociali autogestiti e le radio di movimento nell'ambito dell'area della sinistra autorganizzata.


ISOLE NELLA RETE 
http://www.ecn.org
Isole nella rete  una associazione culturale che ha aperto un sito su Internet l'estate del 1996 raccogliendo l'esperienza nata attorno alla rete ECN  e rilanciandolo nel mare magnum del Net.
"Lo scorso anno abbiamo avviato all'interno della Rete ECN un ampio e dettagliato ragionamento sull'espansione del medium telematico, fenomeno a cui abbiamo potuto assistere in presa diretta questa primavera, con l'apertura di piccole e grandi imprese di distribuzione degli accessi ad internet in tutta Italia.
La rapida espansione della rete Internet e la diffusione sempre piu' popolare dell'accesso a questo mezzo di comunicazione, avvenute in Italia a partire da allora e tutt'ora in corso, ha improvvisamente portato il nostro paese in un "territorio virtuale" che gia' conta nel mondo fra i 30 e i 40 milioni di utenti. Per chi in questi anni ha lavorato nel settore della comunicazione telematica e' stata subito evidente la necessita' di essere presenti in questo territorio globale.
A tal fine i diversi collettivi ECN gia' da tempo si sono attivati e alcuni di essi sono riusciti a trovare un proprio punto di visibilita' sulla rete, senza pero' poterne fornire alle altre realta' e senza poterne fare un uso "pubblico". Si tratta insomma di soluzioni parziali (ospitalita' trovata in questa o quella universita' ) e condizionate in termini di ampiezza dei contenuti o di risonanza dell'iniziativa. Si  perci presa la decisione di avviare un progetto collettivo, di dimensioni nazionali, che definisca un "luogo comune" di visibilita' su Internet. L'obiettivo e', in prima istanza, quello di costruire nuovi spazi di presenza e di visibilita', adeguati al tempo in cui viviamo, dove i luoghi della produzione, materiale e immateriale che sia, ma anche quelli della socialita', non sono piu' solo quelli fisici, dalla fabbrica al territorio metropolitano, ma sempre piu' spesso e massicciamente sono luoghi non materiali. 
Il nostro obiettivo non e' solo quello di "essere presenti", ma anche la produzione di comunicazione ed informazione, la costruzione di reti di relazioni tra persone e realta' che pongono quale scopo del loro agire la trasformazione radicale dello stato di cose presente. Un progetto di questo genere ha ragione di esistere solo se viene esteso al maggior numero di soggetti possibili. Questo significa un grosso lavoro di relazione con centri sociali e realta' antagoniste, ONG, al mondo delle autoproduzioni (musicali ed editoriali), gruppi di teatro, centri di documentazione, l'associazionismo, ed altri. Solo una rete ampia di soggetti e realta' puo' dare senso e rendere vivo questo progetto".

Luther Blisset
www.dsnet.it/qwerg/blissett/bliss0.htm
Su questo sito  possibile avere notizie delle iniziative che Luther Blisset combina in giro per l'italia, oltre a poter prelevare documenti di vario genere. 
"Attenzione! Sito Psicogeografico
Io sono Luther Blissett.
Nessuno possiede nomi.
L'individualit  l'ultimo e il pi pericoloso mito dell'occidente.
Il plagio  un furto e nella societ occidentale il furto  un atto politico
Luther Blissett non  un nome collettivo come riportano i giornalisti un multiplo singolo: i Luther Blissett non esistono, solo Luther Blissett esiste. 
Oggi possiamo infondere a noi stessi vitalit esplorando ogni possibilit di fuggire le identit convenzionali".
Malcolm X 
www.mclink.it/assoc/malcolm/menu.htm
"Sia il bbs che l'associazione cukturale telematica che abbiamo fondato si chiamano "Malcolm X" perch abbiamo voluto dedicare a questo straordinario personaggio storico il nostro impegno e la nostra continua lotta per i diritti umani e civili che troppe volte vengono negati alle classi socialmente pi emarginate. Il nostro progetto  certamente ambizioso: diffondere informazione e controinformazione, organizzare quindi dibattiti, conferenze, cineforum, e proporre azioni di lotta e di solidariet. L'associazione "Malcolm X"  contro ogni forma di fascismo che sia vecchio o un suo rigurgito. Riteniamo la telematica rivoluzionaria dal punto di vista "sociale" perch l'unico mezzo veramente democratico che permette all'utente di interagire, di poter ricevere informazioni e nello stesso tempo di poterle fornire. Per questo la difenderemo con tutte le nostre energie, contro le forze reazionarie che tendono sempre di pi a censurarla e controllarla".
Orlando/Rete telematica di Genere
Orlando.Women.It
 "Filosofia 
In seguito all' introduzione delle tecnologie telematiche e informatiche, le donne in particolare sembrano correre rischi di esclusione, rischi che sono diversi a seconda delle diverse classi di et e livelli culturali. Siamo quindi convinte che le nuove tecnologie della comunicazione meno che mai nel caso delle donne possano venire affidate in modo disinvolto a logiche di mercato, che trasformino la cittadina in pura consumatrice di servizi elettronici. Al contrario, esse debbono venire attivate come strumento di formazione personale e di sostegno alla crescita di nuovi soggetti collettivi. Pi ancora:  opportuno che la "gender salience", e l' insieme dei saperi e delle pratiche elaborate ed esperite dalle donne, informino di s la progettazione della trasformazione delle nostre citt e del nostro territorio attraverso la telematica cos come avviene a livello europeo. Finalit: il progetto ha le finalit generali di introdurre la gender salience a livello non solo dell' insieme delle informazioni e dei servizi che si intende offrire, ma al pi ambizioso livello del software e dell' hardware. Ci che si misura, infatti, a questo secondo livello  uno scarto grandissimo tra i progetti femminili e il segno maschile delle tecnologie e delle visioni dei "mondi" telematici e informatici che si vengono costruendo. E' chiaro che una o pi associazioni e reti femminili non possono incidere al livello del mercato in cui oggi si impongono le grandi produttrici di hardware e di linguaggi, ma esse possono farlo a livello del software offrendo, grazie a proprie socie e consulenti e alle collaborazioni e competenze femminili che gi gli enti locali hanno suggerito, interfaccia e maschere acconce a progetti / programmi segnati dalla differenza di genere. Inoltre esse possono contribuire con altri soggetti, per esempio con peculiari networks costruiti da ONG, imprese sociali, centri giovanili, ecc. a lavorare a un' ipotesi territoriale bolognese ed emiliana di "teledemocrazia" a livello europeo. Ma, al di l del piano tutt' altro che secondario delle `"visioni", restano le finalit pi immediata 1) di fornire un data base di genere quale  stato richiesto da numerose singole e aggregazioni femminili sul nostro territorio e dai tre enti locali per la programmazione di propri servizi e interventi rivolti alle donne; 2) di favorire 1' accesso a donne che dalle nuove tecnologie e frames siano escluse: si calcola, per esempio, che su 100 fruitori di Internet solo il 14% siano donne.
Obiettivi: si possono ricondurre a quattro gli obiettivi molteplici e complementari del progetto: a) costituire un sistema informativo di genere ricco dei flussi informativi e dei moduli che si riterr necessario costituire per rispondere alla domanda di informazione specifica a livello della societ e delle istituzioni sul territorio comunale, provinciale e regionale; sistema ampiamente intrecciato alle esperienze che altre donne vengono stabilendo a livello locale, nazionale e globale; b) formare "sistemiste di genere", donne in grado di muoversi ai livelli alti di qualificazione, cos come richiedono i piani predisposti dalla Unione Europea; c) offrire uno sportello telematico e uno spazio pubblico attrezzato a donne che ne vogliano usufruire per apprendere e/ o per informarsi; si fa notare che, grazie al Comune di Bologna, a tale scopo  gi in uso della Biblioteca / Centro delle donne il ServerDonne in via Galliera 8 e un bellissimo spazio fisico da attrezzare a Sala da The Internet presso il Palazzo dei Notai di Bologna; 
d) offrire consulenze informatiche e telematiche di genere".

Running FREE BBS 
modem 0141-34481
Oltre 100 aree di messaggi dei pi svariati argomenti chat, tecnica, politica, ma anche antiproibizionismo, aids, carcere.
Ma la ricchezza di Running FREE sta nei documenti: oltre a testi di ogni tipo, sono disponibili tutti i numeri di Computer Underground Digest, Phrack, EFFector Online, The Black Page e altre pubblicazioni alternative. 
"Running FREE si batte per una comunicazione libera e senza alcuna censura., non prevede nessuna forma di copyright sul materiale che entra ed esce dalla bbs, quindi l'utente si assume le totali responsabilit delle proprie azioni.
Per Running FREE l' hacking  una forma di comunicazione e non di distruzione. Running FREE non obbliga nessuno ad iscriversi alla bbs con il suo vero nome; al contrario incoraggia l'utilizzo di uno pseudonimo per evitare qualsiasi forma di schedatura digitale". 

TACTICAL MEDIA CREW
vivaldi.nexus.it/commerce/tmcrew/welcome.htm, tmcrew@mail.nexus.it
"Tactical Media Crew  un progetto che nasce primariamente dall'esigenza di far accedere diverse realt sociali di base, con un'attenzione particolare per quello che comunemente viene definito movimento antagonista, ad Internet. E comunque trasformare ed evolvere il sistema di informazione/comunicazione del quale il movimento fa uso da anni.
E' un progetto che pensiamo molti/e dovrebbero sentire proprio e che comunque a molti/e deve interessare.
I soggetti a cui rivolgiamo la nostra attenzione, a partire dalle nostre realt sono/siamo Centri Sociali, radio di movimento, collettivi femministi, cobas e tanti altri soggetti che decideranno di avvalersi delle potenzialit offerte da questo ulteriore mezzo di comunicazione. La realizzazione di ci ci da una possibilit di comunicazione/circolazione di idee, notizie dati, immagini, suoni... veramente significativa. 
Tactical Media Crew sta creando l'opportunit, realizzando questo sito su Internet, di essere visibili, ma soprattutto raggiungibili da pi parti del mondo. Realizzando cos una ulteriore possibilit di diffusione/reperimento dell'informazione per un pubblico/mondo, ma con la logica e il cuore del banchetto alle iniziative, dell'infoshop o della trasmissione in radio, "strutture" di cui siamo parte e sostenitori, ma che hanno evidenti limiti. La fotocopiatrice  stata un'invenzione fondamentale, copiare/riprodurre, ma non si auto-distribuisce e il nostro attuale circuito/bacino d'utenza riesce a coprire solo la nostra citt e con tempi lentissimi.
Come singole/i pensiamo sia evidente lo spirito che ci trasporta, non la brama di immagazzinare sempre pi informazione, bens la ricerca del senso.
Senso, risposte, comprensione/chiavi di lettura e comunicazione. Tutto ci potrebbe significare quali alternative sono possibili ma soprattutto, in uno stato di insoddisfazione manifesta e rabbia latente, capire quali tattiche utilizzare per trasformare noi stessi e noi stesse da improduttivi a produttivi - termini forse a noi non simpatici, ma indicativi dello stato attuale delle cose, dove per produrre si intende realizzare. Realizzare significa per ora (probabilmente) battersi ad armi pari col nemico: si scoprono sempre pi "punti fragili" nel capitalismo attuale o, quanto meno,  sempre pi facile carpirne parte della sua strutturazione... se veramente gran parte della forza del capitale oggi si esprime attraverso canali informatici/comunicativi, allora si pu dire che la sua fragilit  nell'informazione stessa". 
TERRORITMO 
maggiore.dsnet.it:80/qwerg/terroritmo/trrtm.html
"tekknoterrorindustrialdubpage! 
Terroritmo con suoni, parole, corpi, rumore, azioni... si oppone. 
La violenza di secoli di "civilizzazione" forzata, di pensiero lineare, logica illuministica, psicoanalisi e cristianesimo ci hanno strappato da dentro la carne con pseudo-dualismi il piacere ed il concetto stesso di arte, musica, corpo, sesso. 
Benvenuti al funerale della SOCIETA': vedova e assassino.
Terroritmo supports Kopyright Liberation Front !
Please STOP
No more information is needed. No more stupid HOTWIRED.
There`s enough Rossetto-like 
IDIOTS.
Please Stop
with this 
fuckin`digital positivism."
Grafton 9 
maggiore.dsnet.it:80/qwerg/grafton/ghome.htm
Attraverso queste pagine internet  possibile ordinare libri e riviste distribuite dalla casa editrice bolognese. 
Chaos 
www.arpnet.it/~chaos/
"L'Associazione culturale Chaos nasce a Torino nel 1993 per iniziativa di un gruppo di compagni di composizione piuttosto eterogenea per eta' ed esperienze politiche, tutte comunque rifacentesi al filone della sinistra radicale.
L'attivita' principale dell'Associazione e' la pubblicazione del bimestrale Chaos-quaderni di dibattito politico-culturale, alla quale si affianca la promozione di incontri e dibattiti sui temi trattati nella rivista stessa: fascismi vecchi e nuovi, politiche del lavoro ed economia, democrazia, nazionalismi, scienza, tecnologia e societ, autogestione-autorganizzazione, comunicazione, culture.
La rivista, distribuita nelle librerie delle principali citt italiane (o disponibile per abbonamento),  completamente autoprodotta ed autofinanziata; coerentemente con la critica alla mercificazione dei saperi  rigorosamente no-copyright". 
Strano Network
"Strano Network si inaugura il 22 aprile 1993 al CSA Ex-Emerson di Via Bardazzi a Firenze come indagine sui territori della comunicazione.
Attraverso il confronto e l'interazione di esperienze e ricerche effettuate in differenti aree dalla tecnologia alle problematiche sociali, dalle arti visive alla musica sperimentale, Strano Network si presenta con l'obiettivo di salvaguardare la reale possibilita', per tutti, di comunicare in maniera libera e democratica.
Da aprile a giugno 1993 sono state presentate tre reti telematiche: ECN, Cybernet e Agora'; contemporaneamente sono stati promossi dibattiti con interventi e riflessioni sui temi dell'arte attuale (arte diparte e network), sull'uso e l'abuso della comunicazione (copyright e hackeraggio sociale), concerti di musica elettronica, installazioni di realta' virtuale ed ipertesti, mostre a sfondo ironico sui mutamenti del costume occidentale, proiezione di video inediti.
Dopo lo sgombero del CSA Ex-Emerson (ora con nuova sede in Via N. da Tolentino) il gruppo Strano Network ha ripreso la sua attivita' a febbraio presentando una sua produzione di quattro ipertesti (editi dalla Wide Records di Pisa). Questi quattro ipertesti Testi caldi , Stragi di stato, Fluxus e Metanetwork, sono distribuiti nelle librerie nazionali cosi'come nei migliori spazi di distribuzione alternativi. 
Sono inoltre presenti nella bbs Virtual Town Tv e quindi resi disponibili liberamente a tutti attraverso la rete telmatica Cybernet. 
Chiunque volesse collaborare puo' lasciare i suoi contributi direttamente in Virtual Town Tv nelle aree curate dalla redazione, specificandone il contenuto nella descrizione del file".

Virtual Town TV 
055-485997, tozzi@mailserver.idg.fi.cnr.it
Nodo delle reti: CYBERNET , TOSCANET , P-NET , ONENET ITALIA (Firenze), FIDONET , PEACELINK. Immagini, suoni e video on-line. Multi-chat. Piu' di 300 conferenze messaggi. Museo e riviste virtuali. Happening on-line. Cyberpunk Zone, Centri Sociali.
"Virtual Town TV e' una vera e propria citta' con la biblioteca (libri elettronici, riviste interattive e liste materiali), il museo (arte collettiva, mostre virtuali, free art project), il palazzo della musica (musica collettiva, suoni digitali), la TV (special video, rassegne video, video musicali), etc., al cui interno si puo' consultare, o lasciare materiali digitali.
Esiste un palazzo dei network al cui interno si puo entrare in contato con le comunita' virtuali di altre reti telematiche.
Inoltre esiste una zona "Hacker Art" organizzata in livelli (livello 34, livello 35, livello 36, ..., stile Blade Runner) all'interno della quale chiunque puo' costruire il proprio palazzo e autogestirselo come meglio crede.
Nodo centrale di VTTV e' lo spazio redazionale gestito dal gruppo Strano Network. In questo spazio potrete trovare 3 aree conferenze (Diritto e comunicazione, Strano Mondo, Arte di Parte) curate dai redattori di VTTV, ovvero dal gruppo Strano Network e un'area (Happening chat) curata da due utenti di VTTV.
Tali conferenze contengono materiali che saranno aggiornati settimanalmente dalla redazione o dai vostri contributi.
Inoltre questi argomenti potranno essere discussi on-line con i redattori stessi agli orari descritti nel seguente palinsesto.
Aree redazione Strano Network su VTTV:
Diritto e Comunicazione, aspetti giuridici e politici dell'uso delle nuove tecnologie dell'informazione nello scenario di fine millennio, a cura di Ferry Byte, con la collaborazione di Tommaso Tozzi, El Pedro e Virtualcip (on-line mercoledi' dalle 18.30 alle 19.30), Arte di Parte, didattica arte e spettacolo, a cura di Luca Scarlini, Francesca Storai e Carla Maltinti (on-line giovedi' dalle 18.30 alle 19.30), Strano Network, politica, cultura ed economia, a cura di Stefano Sansavini (on-line venerdi' dalle 22 alle 23). 
Area Collaboratori:
Happening Chat, happening on-line di frittura, scrittura e parole in liberta', filosofia della strada, graffiti digitali, improvvisati o programmati, a cura di Clitoride Pazzo e Di Jo' (on-line lunedi' e venerdi' dalle 19.00 alle 20.00)
Chiunque voglia aprire uno spazio di collaborazione fissa e partecipazione al palinsesto di VTTV e' invitato a segnalarcelo!". 
Zip per l'autonomia in rete
http://www.agora.stm.it/R.Dequal/home.htm
"Il 1996  un anno cruciale nella definizione dell'assetto economico, tecnologico e sociale del cyberspazio.
La telematica  in questa fase terreno di scontro tra neoliberisti integralisti, conservatori libertari e quant'altro la nuova frontiera riuscita a portare nella piazza elettronica. 
In questo luogo si  in cerca di equilibrio (democratico?) tra individui che rivendicano libert di espressione e multinazionali che tentano di affermarsi in un sistema che  allo stesso tempo luogo di produzione di infomerci, e di ridefinizione della forza lavoro, impresa virtuale e tempo libero allo stato puro.Nel cyberspazio si incontrano anche coloro che credono nella libert di esprimere e agire i propri rapporti sociali cogliendo questa occasione di fine millennio per rimettere in discussione i canoni di questa nostra malata cultura occidentale.
Internet non  solo un luogo privilegiato dell'immaginario ma un mercato sociale, una impresa distribuita e un paradosso del capitalismo. Internet  un luogo nel quale viene spacciata per libert assoluta la condizione di libero accesso e di parola mentre vengono rapidamente riprodotti rapporti di sudditanza (culturale se non di mezzi) attraverso il sistema della visibilit garantita, della minaccia dell'oblio.
A ci concorre tutto il sistema dei media, dai pi tradizionali e arretrati a quelli sperimentali. Siamo di fronte ad un organismo complesso, un sistema infobiologico in costante mutazione alla quale concorrono tutti gli elementi di metropoli globale di cui Internet rappresenta la scommessa spettacolare pi alta e l'ultimo luogo di scontro. 
Autonomia in rete, reti autonome e rete delle autonomie, questo  il contesto nel quale ci muoviamo (ben sapendo che la rete non  soltanto Internet e che gli spazi politici non sono solo virtuali) per diffondere sapere e agire collettivo".



di Davide Baccarini e
S.D.
;Questa sezione sarebbe stata impossibile senza il prezioso aiuto di Orco del Brankaleone, Massimo di Catania, Rosario di Napoli, Bobo,di Brindisi Mariella e Wilma di Radio Sherwood, Mauro dell'Utopia, la Diest, Roberto "Eta Beta" Dequal e Luca di Torino, "Cyber Joker" di Bologna, Ciccio di Cosenza, Anna Clemente, la rete telematica ECN.
Davide Baccarini  un giovane militante del Centro Sociale Leoncavallo.

;intervista con Daniele Farina, portavoce del centro sociale Leoncavallo di Milano.

Il centro sociale  un oggetto un po' strano in questa Italia di fine millennio e subisce ogni sorta di definizione mediatica. Prova a raccontarci la tua, visto che fai parte di questo mondo.
Io sono tra quelli che da sempre sostengono che i centri sociali sono veri e propri organismi viventi, comunit di uomini e di donne, non "comunit virtuali", come titolava un non dimenticato libro-video di qualche tempo fa1, ma comunit reali che contengono al loro interno alterit e vicende differenti. Sono organismi che evolvono, anche, e quelli che possiedono una storia pi lunga sono stati attraversati dalle generazioni che hanno vissuto la storia di questo paese. Ogni passaggio di generazione ha significato un cambiamento, perch  ovvio che chi ha occupato negli anni settanta faceva parte di un movimento sociale diverso da quello che attualmente d vita a questi spazi. 
Quali sono le differenze principali tra i centri di allora e quelli di oggi?
Beh,  cambiata la societ intera. La societ basata sulla fabbrica produceva le sue forme di egemonia ideologica che si trasferivano nei territori, e i soggetti che ruppero quell'egemonia - parlo in special modo dei movimenti della seconda met degli Anni settanta, che pur avevano un alto grado di autocoscienza - scontavano ancora quell'egemonia. 
Chi occup il Leoncavallo nel '75, per esempio, era ancora legato a doppio filo con la concettualit, i riti, i tempi delle generazioni operaie che li avevano preceduti: la rottura si doveva ancora consumare, la trasformazione si doveva ancora completare. Penso che solo con la fine degli anni '80 si sia gradualmente consolidata la consapevolezza che una fase dello sviluppo storico e sociale fosse terminata, e che i nuovi soggetti dei centri sociali fossero radicalmente diversi anche dai loro fratelli maggiori, e non solo dai genitori. 
Come  avvenuto questo passaggio?
Il passaggio  stato fortemente traumatico, con l'annullamento della precedente generazione politica e la crescita, graduale e faticosissima, di quella seguente. Mi sto riferendo al grande processo di tabula rasa, la grande piallata repressiva dell'inizio degli Anni ottanta che costrinse chi rimaneva, soprattutto i pi giovani, a pensare e programmare un intervento politico-sociale in luoghi azzerati dal punto di vista identitario, senza pressoch averne l'esperienza. Per anni, da allora, si  vissuto in una situazione di pura resistenza e di semi-invisibilit.
Quando  avvenuta la fuoriuscita dall'invisibilit?
 stato un processo graduale, ma se mi riferisco all'esperienza che mi appartiene di pi, quella milanese, il primo segnale forte  si  avuto quando il Leoncavallo ha subito il tentativo di sgombero nel 1989. Chi era all'interno del centro decise, con un briciolo di incoscienza, di mettersi in gioco e attuare una resistenza attiva, con gran sgomento non solo di chi aveva dato l'ordine di sgombero e di eseguirlo, ma dell'opinione pubblica nazionale. Ci mettemmo in gioco nella convinzione di non rappresentare soltanto noi stessi, ma il sentire di una gran parte della nostra generazione. I quotidiani, il giorno dopo, aprirono tutti con il Leoncavallo in prima pagina e per la prima volta da molti anni si usc dalla cronaca locale ponendo a tutti il problema di queste realt invisibili. Vuoi il periodo, vuoi quello che era successo, decine di centri sociali vennero occupati quell'anno e si cominci a ragionare di coordinamenti degli spazi autogestiti. Non fummo noi la causa di tutto, ma in parte funzionammo come catalizzatori. 
L'apparire in piena luce, comunque, non signific aver vita facile e, anche oggi sgomberi e denuncie sono all'ordine del giorno. Credi che tutto sia come allora?
No, credo che il conflitto sia avanzato: questi anni hanno spostato la lotta dal diritto a esistere alla necessita di costruirci come organismi socialmente fondati, usando questo termine un po' improprio.  l'unico modo per ottenere un patto sociale che incorpori gli spazi autogestiti come forma di rappresentanza politica o di organizzazione politica degli interessi. Non esiste un patto del genere ,perch sta all'interno di quella che chiamiamo la "nuova carta dei diritti dei lavoratori postfordisti", che ancora ha da essere scritta. 
Chi frequenta i centri sociali, oggi?
L'inchiesta che abbiamo fatto in collaborazione con l'AASTER ,2e che  una sorta di evoluzione dell'inchiesta operaia pur con tutte le differenze del merito, ha messo in evidenza alcuni aspetti della composizione di classe dei frequentatori che ci ha illuminato, dandoci il riscontro di alcune intuizioni. I dati hanno rivelato che i centri sociali, considerati i luoghi del tempo perso e della marginalit, sono frequentati da un soggetto altamente innervato nel tessuto produttivo, nel reticolo del terziario, professioni vecchie e nuove comprese, come nei settori pi tradizionali. I tassi di disoccupazione sono vicini a quelli della Lombardia. Questo per quanto riguarda il nord, per il sud  ovvio che i centri sociali abbiano un altro tipo di composizione, sicuramente pi legata a quella che qualcuno chiama la marginalit e che, invece,  la normale condizione di vita di intere regioni del Paese. 
Lo scambio comunicativo tra realt cos differenti e lontane come un centro sociale di Milano e uno di Catania funziona attraverso reti stabilmente organizzate o  lasciato al caso?
No, avviene generalmente intorno ad alcuni "punti di accumulazione". Questi punti di accumulazione sono le iniziative particolarmente rilevanti che sono poste in essere quando i centri sociali vengono pressurizzati dall'esterno.  una sorta di shock esogeno, dovuto a un agguato fascista a un compagno, uno sgombero, un attentato o qualunque cosa, che produce visibilit, reazione e aggregazione. Naturalmente, il fatto che ci si riesca a coordinare solo in queste occasione  un segno palese di immaturit e di debolezza. 
Il processo che tu descrivi, per, non accade sempre, ma solo quando viene toccato un soggetto ad alta visibilit mediatica, come il Leoncavallo, altrimenti la reazione rimane a livello locale...
Forse questo appare leggendo i quotidiani, ma in realt avviene il contrario: i punti di accumulazione sono stati fino a oggi variamente distribuiti sul territorio nazionale. Basti pensare al corteo tarantino del settembre '95 contro gli sgomberi voluti da Cito: hanno aderito realt di tutta Italia che si sono recate in massa in una citt del profondo Sud, affrontando viaggi talvolta infernali. O alla vicenda bergamasca della primavera del '96, con lo sgombero violento dell'ex Mab: il corteo ha richiamato centri sociali da ogni regione e ha lasciato un segno anche in quell'area del paese dove  egemonica la cultura della destra. 
Le energie esistono, dunque. Come si pu giungere, allora, all'uscita dalla occasionalit, costruendo rapporti stabili sul territorio che funzionino in permanenza come nel caso tarantino e bergamasco?
Dopo la vittoria del Centrosinistra bisogna rendersi conto che la fase che aveva contraddistinto e segnato gli ultimi anni delle nostre attivit, la fase che avevamo chiamato dell'opposizione sociale e che ha dato vita a centinaia di iniziative compresa la manifestazione nazionale a Milano il 10 settembre del 19943,  terminata. Occorre aprire ,adesso, una sfida di carattere progettuale con questa destra/sinistra, modernista, poco populista, pi scientifica e, apparentemente, pi moderata. Purtroppo, i ceti politici dei centri sociali, che ne sono in qualche modo la ricchezza, faticano a comprendere che a questi luoghi, oggi, compete una rappresentanza degli interessi che non pu essere organizzata sullo stile dei Cobas o di altre forme di organizzazione, preziose nel mondo del lavoro ma totalmente inadeguate al di fuori. Alla frammentazione avvenuta deve corrispondere un meccanismo ricompositivo che non pu essere sintetico e che deve emergere dal confronto tra i diversi corpi della composizione di classe., cui compete, ognuno, una proposta differente. Ci che cerco di comunicare quando vado in giro per l'Italia  il nonsense di battersi per mettere al primo posto la riduzione dell'orario di lavoro, piuttosto che i lavori socialmente utili o il reddito di cittadinanza, come fossero elementi in contrasto tra loro. In realt competono, almeno parzialmente, a soggetti diversi, ed  giusto che questi soggetti li facciano propri e li agiscano, ma  altrettanto corretto che questi soggetti abbiano ognuno la capacit di comprendere gli elementi di fondatezza della proposta dell'altro. Non a caso parliamo di nuova carta dei diritti dei lavoratori:  il luogo dove i differenti interessi di queste diverse parti della composizione di classe possono trovare una sintesi. 
Ma credi che abbia senso proporre lotte che competono al mondo del lavoro a luoghi come i centri?
I centri sono luogo di intersezione di molti sottoinsiemi, ognuno con i suoi obiettivi e le sue forme specifiche di organizzazione: categoriali, legate alle nuove professionalit, culturali, giovanili, ludiche.  normale, quindi, che insieme al resto, anche le lotte sulle condizioni lavorative si diano, come una delle tante innervature dell'insieme. 
Esiste comunque una grande separatezza tra i pochi che gestiscono l'insieme e che sono interessati a porsi sul piano del conflitto politico e i molti che lo frequentano...  
Che cosa c' di strano? Forse che nei luoghi tradizionali del lavoro, salvo alcune fabbriche degli Anni settanta, l'adesione al sindacato significava per la maggioranza avere coscienza dei propri diritti? Cos  per i centri sociali: non tutti hanno coscienza di cosa significhino realmente. Comunque, vi sono notevoli problematiche legate alla gestione che esisteranno finch non si avr il coraggio di mettere in discussione alcuni nodi fondamentali. Occorre sciogliere i nodi inerenti al reddito e alle funzioni retribuite, al rapporto tra organizzazione politica e soggetto sociale, e sono tematiche che stanno gi facendo discutere molto. Se non muteranno le forme organizzative all'interno del centro sociale ponendosi nell'ottica di una trasformazione progettuale, i problemi permarrano e andranno, anzi, a intensificarsi. 
 vero che nei centri sociali esistono dibattiti in merito, ma non tutti stanno giungendo alle stesse conclusioni. Non credi che questo possa provocare delle fratture in futuro?
Delle fratture esistono gi, per quanto non siano formalizzate. Esistono militanti legati ai percorsi degli anni settanta che, trovandosi di fronte questi nuovi aggregati, hanno cercato e ancora cercano di organizzarli secondo le concettualit precedenti o provenienti da altre vicende e, pi in generale, i centri, come dicevamo, sono gestiti da piccole comunit politiche che possiedono ognuna i propri punti di riferimento, la propria meccanica organizzativa. Non sempre vi  un riconoscimento reciproco. 
Le differenze sono venute alla luce soprattutto intorno alle vicende del convegno organizzato nell'estate 1996 ad Arezzo: 4 che idea ti sei fatto della vicenda?
Innanzitutto che il problema fu posto nei termini sbagliati. Fu sbagliato cercare di fare entrare a tutti costi i centri nella definizione di impresa sociale, tant'  vero che il libretto che poi abbiamo voluto fare si chiamava ironicamente "Centri sociali: che impresa!":5 ritenevamo il concetto una vera cazzata. Noi del Leoncavallo siamo gi un'impresa, o meglio una intrapresa, di carattere sociale; lo siamo da anni e rispondiamo a tutte le caratteristiche che qualsiasi vocabolario della lingua italiana voglia dare al termine di impresa, ma non abbiamo nulla dell'impresa privata e nulla dell'impresa no-profit cui ci si vuole accumunare. La definizione di impresa no-profit si riferisce a una organizzazione che non pu, con il suo agire, influenzare le campagne elettorali, mentre  ovvio che qualsiasi centro sociale lo fa, o tenta di farlo, se vuole sopravvivere. 
La linea della nostra chiacchierata sembra che non riesca ad allontanarsi dalle tematiche squisitamente politiche; eppure, i centri sociali sono anche altro, luoghi di produzione di culture alternative. Che differenza esiste con l'underground degli anni settanta?
Prima di tutto salta agli occhi che il peso e la rilevanza dell'underground ha in quegli anni non ha nulla a che vedere con la produzione oggi di culture alternative, con tutto quello che il termine pu significare. Secondariamente, i centri sociali sono talmente eterogenei, provengono da tali e tanti percorsi culturali differenti, che  difficile dare una valutazione d'insieme. Per me, comunque, c' poca produzione di cultura, di qualunque natura, anche perch la produzione culturale necessita di spazio, tempo e denaro, che generalmente non si ha. Qualcosa si produce, certo, ma in misura infinitamente minore di quello che si potrebbe fare. C', in compenso, una grande capacit di proporre culture che dentro la societ  esistono ma vengono occultate e che possono diventare visibili quando il centro ha la capacit di coagulare frammenti diversi del reticolo sociale, quando riesce a contaminarsi con altre culture. Non sempre la contaminazione riesce, a volte entri in contatto con soggetti che sviluppano delle interazioni molto interessanti e creative come  successo a noi durante il Leonkart6, e a volte succede il contrario, come con il rapper nero americano che ci  capitato la scorsa settimana: non voleva parlare con le donne e si  creata una certa situazione di tensione... 
La contaminazione avviene nei due sensi, per, perch dai centri sociali sembrano uscire stili e codici che vengono immediatamente ripresi. Per esempio esistono luoghi, locali, bar, sale da concerto, che ultimamente nelle grandi citt hanno preso il look da centro sociale un po' di lusso.
Questa  la dimostrazione che abbiamo vinto. Un modello culturale, un modello di organizzazione di autodifesa dai pescecani della musica, del tempo libero e della birra, ha vinto a tal punto da divenire un fattore di modernizzazione del mercato, costretto a confrontarsi sulle forme organizzative dei centri sociali. Per arrivare a questo punto abbiamo dovuto noi stessi accettare le sfida che il mercato ci presentava negli anni ottanta, e sopportare continue persecuzioni giudiziarie, come le denuncie per la mancanza di agibilit, per non aver pagato la Siae, per questo e per quello. In ogni caso, ogni vittoria sposta solo in avanti il problema e ci propone una nuova sfida progettuale. 



I centri sociali sono decisamente la parte pi overground della realt alternative. Mutuando lo splendido termine delle controculture gay, possiamo affermare che hanno fatto "outing" da un pezzo, uscendo dall'invisibilit e diventando soggetti di cui amministrazioni locali e politiche generali devono, obtorto collo, tenere conto.  una condizione conquistata con un lento percorso a partire dagli Anni ottanta, attraverso iniziative politiche e la creazione di momenti di socialit e cultura che attirano quotidianamente decine di migliaia di persone, per lo pi giovani, a violare la legge, penetrando in spazi occupati, assistendo a concerti senza Siae, bevendo birre vendute senza licenza, usando droghe leggere. Non esistendo alcun movimento di massa che legittimi le azioni illegali e si ponga come contropotere,  evidente come questo sia un risultato eccezionale, costruito soprattuto su micronflittualit locali e l'eccellente testardaggine di chi si rifiuta di lasciar perdere di fronte a un quotidiano fatto di sgomberi, problemi idrici ed elettrici, problemi con malavite e spacciatori vari, mancanza cronica di quattrini, comitati di quartiere con il coltello tra i denti. Scorrendo le pagine locali di varie parti d'Italia, non si pu non accorgersi di come i centri sociali siano ormai diventati una realt familiare e consolidata; gli scazzi con il vicinato per il rumore, le feste per il quartiere, le piccole iniziative di lotta, vengono riportate dai cronisti con lo stile di cui si narra dell'alternarsi delle stagioni, dell'ingorgo del traffico, della sfilata della banda degli ottoni. Anche quando i toni sono scandalizzati, e la richiesta di punizione vibrante, sotto si intuisce l'accettazione di un soggetto che non  pi estraneo, nel bene e nel male. Con tutto ci, in Italia siamo ancora lontani, comunque, da una "soluzione politica generale" che legittimi questi luoghi, siamo ancora lontano dal modello delle maggiori socialdemocrazie europee, che i centri sociali autogestiti li finanziano,  anche se in alcuni casi si  riusciti a ottenere convenzioni con il comune o delibere favorevoli (la pi interessante  quella della giunta Rutelli che assegna "quasi" tutti i centri agli occupanti, anche se non  chiaro a che condizioni). 
Nell'intervista Daniele Farina, portavoce storico del Leoncavallo, ha parlato  di uno spostamento in avanti del problema, dalla sopravvivenza all'organizzazione, puntando molto sulle possibilit che si aprono in questa fase e delle potenzialit che l'insieme dei centri sta esprimendo. Potenzialit che non sempre si traducono in produzioni culturali a livello, esaurendosi nella lotta per affermare il proprio diritto a esistere e non nella costruzione di un immaginario; bene o male, i centri sono ancora luoghi dove per lo pi si consuma quanto prodotto altrove, si tratti di produzioni artistiche o elaborazioni teoriche. Forse quando il passaggio di consolidamento si sar dato, quando il quotidiano sar meno precario e una rete che colleghi soggetti differenti tra loro, dai centri sociali ai gruppi di produzione culturale e politica si sar data (che  un po' quello cui questo libro si propone di stimolare) si assister a una sorta di nuovo rinascimento e il cielo cadr di nuovo sulla terra. Chiss... 
Di seguito potrete leggere le schede di una buona parte dei centri sociali italiani. La ricerca, non esistendo indirizzari ufficiali,  partita svuotando le agendine di amici e parenti, viaggiando un po' e interpellando soggetti vari come radio di movimento e riviste. Le schede autografe sono pochissime, e questo ci ha permesso di riportarle integralmente, anche per spezzare un po' la lettura, e i dati che abbiamo raccolto lo sono stati attraverso militanti del circuito delle occupazioni delle varie citt. In alcuni casi i dati sono esigui, ma abbiamo cercato per lo meno di dare recapiti esatti, anche se in molti casi non siamo riusciti a ottenere numeri civici e, talvolta, anche la denominazione esatta della via; comunque, le indicazioni che riportiamo sono sufficienti per raggiungere i centri e spedire missive. Un ultima cosa: tutti i centri sociali fanno attivit politica, dalle assemblee ai cortei, con il contorno di dibattiti e seminari, e abbiamo evitato di ripeterlo ogni volta, segnalandolo solo quando ci  parso che esistesse una situazione di eccezionalit o ci  stato espressamente richiesto.

Alessandria
Forte Guercio Occupato, 
via S.Giovanni Bosco 63
0131/442182 0131/260737 
"Occupato nell'ottobre del 1991 dopo lo sgombero a fine luglio di Villa Guercida anarchici e libertari, il forte  una grande struttura di epoca napoleonica utilizzata per scopi militari e di propriet demaniale che attualmente non funziona e non ama funzionare come un centro sociale (no all'assistenzialismo, no ai servizi sostitutivi dei disservizi dello stato). Gli spettacoli di teatro, musica (i gruppi che suonano vengono "selezionati" per affinit sul concetto di autoproduzione), cabaret, danza e le feste nascono principalemente per il desiderio di piacere agli stessi occupanti, cos come la cucina e le cene. La struttura ospita una sala prove e un infocaff realizzato insieme ai compagni ex tossicodipendenti della comunit di San Benedetto al Porto. Luce elettrica mediante generatore e bagni e docce costruiti dagli occupanti".

Subbuglio, 
piazza Santa Maria del Castello 9
Per alcuni anni si sono susseguito occupazioni, sgomeberi e iniziative, sino a quando il comune ha stipulato una convenzione fornendo l'attuale edificio. La quasi totalit delle iniziative  di carattere culturale, con una grande attenzione per le problematiche dell'autoproduzione. 
Ancona
Kontatto
Falconara (AN) 
via Andrea Costa 
Dopo molti anni che il PCI aveva tralasciato di utilizzare la propria sede di via Andrea Costa, un gruppo di giovani ha deciso di occuparla per le proprie attivit autogestite e questo, pare, non sia stato molto gradito dai vertici del PDS. Il posto non  particolarmente spazioso e le iniziative spettacolari sono limitate. 
TNT,
 Jesi (AN), 
via Politi
Dopo un'occupazione di un asilo durata dall'88 al '95, il TNT, sotto sgombero, ha ottenuto dal comune una nuova sede in una palazzina poco distante per proseguire le proprie attivit. Concesso era stato solo il primo piano, ma attualmente il centro si  "allargato" anche a pian terreno. Molti concerti, dibattiti e iniziative contro l'eroina.
Belluno
Cayennautogestita,
Feltre (BL), via
0439/833473
Stabile in affitto per attivit di vario genere, dal dibattito politico ai concerti,  molto vivace culturalmente e negli ultimi tempi  divenuta famosa sopratutto per l'organizzazione di rave all'aria aperta molto ben riusciti.  in qualche modo "gemellata" con la Grafton di Bologna e Luther Blisset. Ultimamente la polizia ha fatto irruzione con la scusa dello spaccio di fumo arrestando frequentatore e imponendo la chiusura: questo ha provocato un corteo dei centri del Nord Italia, decisamente imponente per le dimensioni della cittadina. La Caienna  stata l'ispiratrice della libreria Crash.
Hangar Zone
Feltre (BL)
p.zzale Stazione
Occupato nell'agosto del 1995, in rapporti strettissimi con la Caienna,  forse il centro sociale pi grande in rapporto con la densit abitativa. attivit principali: concerti, feste, cineforum.
Bergamo
Fantasma, 
via Legrenzi 2
Occupato nel 1996 ha gi fatto in tempo a subire un attentato dai fascisti della zona: quando la molotov  caduta volando oltre il muro, ne ha fatto le spese un giovane occupante, gravemente ustionato. Parte del comitato di gestione  formato da ex occupanti dell' Ex Maab di Seriate (BG), sgomberato all'inizio di quest'anno con cariche poliziesche di una brutalit inaudita e che hanno provocato una manifestazione nazionale dei centri sociali in zona. Contiene due bar, una cucina e una salone per i concerti, oltre a numerose stanze adibite alle pi varie attivit. 
Eta Beta, 
viale Lombardia 8/a, Redano (BG)
Il centro sociale pi vecchio della bergamasca, organizza spesso concerti e cene di cucina popolare. Possiede un bar interno dove si organizzano dibattiti e assemblee varie. Molti giovani frequentatori sono appassionati tifosi dell'Atalanta e presenza abituale in curva. 

BOLOGNA
Case del Pratello,
via del Pratello 76/78 
Case occupate con spazio sociale annesso, per le quali tira ultimamente una brutta aria di sgombero, le case del Pratello si caratterizzano per svariate attivit sociali e per essere diventate la sede della compagnia degli Autocostruttori, fuoriusciti dal Livello 57.
"Dopo un paio di anni pausa e' ripartita la sospirata ristrutturazione di via del Pratello. Rifatta la facciata (pavimentazione, portici, illuminazione e Circolo Pavese) adesso e' arrivato il momento di "rifare" gli abitanti.
Vogliono vendere le caratteristiche popolari e proletarie che ancora esistono e resistono. Vogliono trasformare in spettacolo e denaro i rapporti sociali ancora basati sulla solidarieta', sul mutuo soccorso, sulla condivisione quotidiana del vivere e sopravvivere. Vogliono garantirsi bilanci in attivo trasformando la creativita', la fantasia, la manualita' in pura merce di scambio.
Anche Bologna avra' cosi' il suo turistico "Quartiere Latino".
L'occupazione delle case di via del Pratello 76/78 non e' nata solo ed esclusivamente come soluzione ad un bisogno sempre piu' mercificato tra privati pescecani e pubblici strozzini. E' nata per soddisfare il desiderio di un altro modo di vivere "la casa" e gli abitanti del quartiere con essa.
Si e' voluto mettere in discussione non solo il prezzo degli affitti, il mercato immobiliare e la politica aziendale del comune, ma e' anche un modello di abitare che ci vuole solo produttori/consumatori di merce (sia essa casa, cibo o tempo libero) e possibilmente in prestabilite fasce orarie.
Lasciare sgomberare queste case significa spianare la strada alla privatizzazione e alla "normalizzazione" dell'intero quartiere".
(da un volantino distribuito nell' aprile 1996)

Livello 57, 
via Muggia 6 (sotto il Ponte di Stalingrado)
Occupato nel novembre del 1995, dopo lo sgombero della precedente sede,  attualmente in via di accordarsi per una concessione comunale. Oltre le normali attivit concertistiche  sede di un collettivo video, di un info shop e di vari bar autogestiti. Possiede una enorme pista di skateboard. 
Mascarella Occupata,
via Mascarella
Casa occupata nella primavera del '96 prevalentemente da punk e giovani universitari a scopo abitativo, comincia a svolgere qualche iniziativa sociale.
Mercatino dei Tigli,
tra piazza 8 agosto e i Giardini della Montagnola
Bancarellari e moderni hippy occupano regolarmente questa zona con mercanzia e buonumore il venerd e il sabato. Tirano una fanzine, Astravaganza.
Teatro polivalente occupato,
via Irnerio 45/C
E' stato occupato nel novembre del 1995 da alcuni gruppi teatrali d'avanguardia tra i quali gli Amadosalto, il Teatro dell'infetto, L'Amorevole Compagnia Pneumatica che, dopo poco tempo, hanno lasciato la gestione in mano agli studenti dell'Accademia di Belle Arti. Dal punto di vista culturale  di estremo interesse per la ricerca intorno alle forme "colte" di espresione come la musica jazz e l'arte figurativa. Cosa pi unica che rara in un centro sociale, vi vengono regolarmente proiettati film in 16 mm.
Trentasei occupato,
via Zamboni 36
"La sala studio del 36 di via Zamboni  uno spazio pubblico di libero accesso, aperto a studenti di ogni facolt, cittadini, lavoratori, disoccupati, residenti e non, senza guardioni e tesserini magnetici, aperta 24 ore su 24, in completa autogestione e che sostiene i propri costi di mantenimento con le sole iniziative di autofinanziamento. E' un luogo di socialit liberata dal profitto e dalla burocrazia accademica, in cui non vigono rapporti di sfruttamento economico, di intimidazione o sopraffazione ideologica, n di asservimento di quelle energie produttive e creative che la comunit studentesca vede negate, represse e coartate quotidianamente in questa citt. Un flusso di circa cinquecento-seicento persone attraversa e occupa le sale ogni giorno, feriale o festivo; strapiene a tutte le ore, esse rispondono ad una necessit di studio, di cultura e critica del presente che n l'azienda per il diritto allo studio n l'universit intendono assolvere o semplicemente considerare. L'orizzontalit della pratica assembleare e una politica di critica profonda al sapere e ai modelli amministrativi che ci circondano sono alla base dell'organizzazione del servizio "sale studio 36" - progetto di difesa e di ripresa dei servizi pubblici con l'autogestione. Solo negli ultimi cinque mesi sono nati gruppi di lavoro sulla comunicazione, una mini-biblioteca aperta alla consultazione e al prestito gratuiti, un progetto informatico di nodo per consultazione o semplice battitura di testi o tesi, un gruppo di lavoro sull'antiproibizionismo che parteciper a un progetto editoriale a distribuzione nazionale ed un gruppo studi sul lavoro e la formazione nel post-fordismo e nel terzo settore. Per non parlare delle decine di gruppi, collettivi, libere aggregazioni: un collettivo femminista, uno sull'universit e i suoi diritti, un progetto di radiofonia orizzontale gi praticato presso una e pi emittenti radiofoniche di movimento della citt, un collettivo che si occupa di organizzare rassegne cinematografiche, un'area studio all'aperto per il periodo estivo e le feste, i concerti stracolmi di migliaia di persone. La lotta sistematica e con tutte le forze possibili contro il consumo e lo spaccio di droghe pesanti, contro l'emergente mercato dell'eroina che infesta la cittadella universitaria e che Questura e polizia insistono a concentrare e indirizzare presso piazza Verdi. Incontri, dibattiti, seminari, presentazioni di libri, lotte sul lavoro e nei servizi; la partecipazione attiva ai movimenti sociali: tutto questo  stato dal 1991 il "36", coinvolgendo migliaia di studenti. Non ultima l'organizzazione nel mese di giugno '96 di una serie di seminari su rave e droghe, l'autogestione, il settore no-profit e i lavori socialmente utili, i diritti dei lavoratori nel post-fordismo e il reddito di cittadinanza in Europa. Siamo l'unico spazio-servizio, luogo di socialit pubblico e di critica politica esistente in questa citt, aperto con la forza dell'autogestione". 
Villa serena
zona Andrea Costa
Occupata nel '94 da un'area vicina al Centro di documentazione di via Avesella 5, aveva poi cessato le attivit. Nel '96  stata rioccupata a scopo abitativo da alcuni giovani che, saltuariamente, si producono in feste e concertini pomeridiani. 
Brescia
Magazzino 47, 
Via Industriale, 
030/3731188 
Occupato nel '93 da giovani che gravitavano nell'area di Radio Onda D'Urto, gi asgomberati da altri spazi,  riuscito a ottenere una convenzione con il Comune dopo parecchie iniziative di lotta. Molte attivit sono rivolte all'internazionalismo e sin dagli inizi organizzanto tre feste di cui sono fieri: a fine aprile la festa della "Prima Vera", la Festa Internazionalista di giugno e quella antiroibizionista a ottobre. La struttura, di forma allungata con un grande cortile per le iniziative all'aperto, contiene uno spazio dedicato permanentemente all'EZLN, la biblioteca, la sala cinema, una cucina e due piccoli bar. Si tengono corsi di teatro. 
Brindisi 
Contro l'emarginazione giovanile 
via Santa Chiara 6/8 
0831/563051 
Convenzionato con il comune, il C.S.  uno storico punto di riferimento per la citt ed  stato promotore del coordinamento che raccoglie i centri autogestiti di Bari, Taranto e Lecce. Tra le attivit fisse, a parte la gestione del bar e l'organizzazione di concerti, i corsi di informatica, le iniziative con gli immigrati extracomunitari e lo spazio Cobas. Vi ha sede un collettivo femminista piuttosto attivo.
Catania
Experia, 
via Plebiscito
Le attivit clturali principali di questo ex cinema si tengono generalmente nei fine settimana e vanno dai concerti agli spettacoli teatrali e richiamano un buon afflusso di giovani di citt e provincia, a differenza delle iniziative di quartiere che, a detta degli organizzatori, non riscuotono il medesimo successo. Frequentemente vengono organizzate cene popolari con e per extracomunitari.  il centro sociale pi vecchio di Catania, risale infatti agli Anni settanta, ed ha subito nella sua storia sgomberi e rioccupazioni. 
Lauro, 
via S. Maria del Rosario
Occupato per la prima volta nel 1990, poi sgomberato, dopo il "secondo accesso" sembra vivere oggi un periodo di stabilit. Possiede un bar nterno autogestito e organizza saltuariamente concerti, mentre 'attivit principale sembra essere quella intorno al Progetto Antartide, per la costituzione di un centro di prima accoglienza. 
Vulcano, 
p.zza dell'Universit 
A quanto ci  dato sapere, le attivit del centro popolare Vulcano sono, ultimamente, abbastanza rarefatte. Possiede un bar interno.
 Cosenza
Gramna, 
Contrada Caricchio 
Frequentato molto dagli studenti fuorisede, con conseguente dilatarsi e contrarsi delle iniziative secondo il calendario scolastico, il Gramna deve il suo nome alla barca del Che e Fidel, con due lettere invertite che la leggenda racconta dipenda da un errore di stampa. Occupato nel marzo del '90, era l'ex Villaggio del Fanciullo. 
Coverciano
Villa/La,  
c/o Villa Salvi Cristiani 
Pi che un centro sociale  pi simile a un circolo culturale, ma vista l'esiguit delle proposte in zona ci sembra il caso di riportarla.
 Cremona
Dordoni,
via Mantova (ex Foro Boario)
Dopo numerosi tentativi di occupazione e sgomberi, un gruppo di giovani e meno giovani militanti vicini al Collettivo Spazi di via degli Arenili  riuscito quest'anno a strappare una convenzione con il Comune di Cremona, notoriamente poco disponibile. All'interno bar, cucina, salone per concerti usato frequentemente come frequenti sono le iniziative politiche e di dibattito.
Kavarna Pozor Pivo, v
ia Maffi 2/A 
0372/433284 
Un circuito di giovani che ha fatto un complesso percorso tra vari spazi del comune e sale civiche, ha ottenuto questo luogo che  costretta a gestire come un circolo con tanto di tessera. Cineforum, concerti, cucina popolare, info-shop e una particolare attenzione per la terza et.
Empoli
Intifada, 
via XXV Aprile, Ponte a Elsa  
0571/931021 
Ex scuola occupata nel 1989, due anni dopo  risuscito a farsi convenzionare dal comune. Oltre a gestire un bar, fare concerti e programmare eventi spettacolari di varia natura,  particolarmente attento alle problematiche dell'immigrazione; per questo ha attivato una consulta mista che organizza iniziative di lotta e controinformazione.
Ferrara
Dazdramir, 
viale Alfonso D'Este 13
0532/750924/206014
 stato concesso nel '94 dal comune dopo che un gruppo di giovani aveva occupato un altro stabile. Dopo la trattativa  stato concesso questo capannone con un bel cortile che pu contenere oltre 2000 persone, e due stanzoni adibiti a bar, cucina, attrezzata con i forni ereditati dal Festival dell'Unit e sala per assemblee e seminari. Stanno allestendo un centro documentazione.
Firenze 
Centro Popolare autogestito Firenze Sud,
viale Giannotti 79, 
055/6580151 
La fabbrica Lancillotto  stata occupata nel 1989 per trasformarla in un centro che pone moltissima attenzione alle problematiche dell'immigrazione. Organizza corsi di lingue, di fotografia, concerti nell'enorme auditroium, serate di ballo liscio, mensa popolare e gestisce una biblioteca.  molto bene inserito nel quartiere.

DEA, 
via degli Alfani 43, 
055/2479883 
 sostanzialmente una casa occupata, che al pianterreno gestisce un bar un'infoshop. 
Ex Emerson, 
via N. da Tolentino 
Occupato nel '93 lo stesso giorno dello sgombero della precedente sede in via Bardazzi, l'ex calzaturificio, strutturato in un grande salone per concerti e saloni pi piccoli per teatro e laboratori, svolge molte attivit di carattere politico, soprattutto per il diritto alla casa con il Comitato di Lotta pi attivo nel paese, che ha prodotto, in citt e provincia, numerose occupazioni abitative. 
Baracca/La 
Scandicci (FI), 
055/741178 
Convenzionato con il comune, ha aperto al quartiere uno spazio dove svolgere parecchie attivit di carattere educativo/creativo come corsi di disegno, ceramica, cene popolari. Ha uno spazio per i bambini e organizza ogni anno il carnevale della zona. 
Foggia 
Piscina /La, 
Centro
Nel '91, dopo il definitivo sgombero de La Discarica, i giovani occupanti si sono trasferiti nel centro della citt per proseguire le loro attivit. La matrice  abbastanza punk e le attivit , secondo le nostre fonti, sono piuttosto rarefatte. 
 Genova
Zapata, 
via Caduti Senza Croce 12
0368/3051475 
Occupato nel 1995 da un comitato vicino al Centro di documentazione Antagonista, lo Zapata  l'unico centro sociale Genovese, visto che il precedente, l'Officina, tra problemi giudiziari e abitativi era stato sgomberato gi da un pezzo. Possiede un bar, organizza concerti, proiezione di video e feste, oltre a iniziative rivolte al quartiere.  uno del centri sociali dove gli Sharp (gli skin heads antirazzisti) svolgono le loro attivit.
Imperia 
Talpa e l'Orologio /La 
viale Matteotti 23
Molto attiva sulla questione antiproibizionista, l'occupazione, che risale al 1990 per opera soprattutto di studenti, ha riaperto una banca dismessa da anni. All'interno funziona egregiamente una birreria autogestita.  
Lecce
CAS Casarano, 
Casarano (Le), Zona Citt Vecchia
Centro sociale di quartiere, non ha una programmazione stabile delle iniziative che, per lo pi, sono feste di autofinanziamento. 
Ragnatela/La, 
Maglie (Le),
Ultimamente poco attivo, anche a causa di pesanti problemi con il quartiere, svolge ogni tanto concerti e iniziative di autofinanziamento. Non molto spazioso, ha una saletta adibita a bar.
  Milano
Adrenaline, 
viale Gorizia 28 
Occupata alla fine degli anni Ottanta come abitazione, la casa di viale Gorizia 28 ha aperto negli ultimi anni uno spazio sociale che sfrutta il pianterreno e lo scantinato, ristrutturati in uno stile vagamente cyber battezzandolo Adrenaline. Vuoi per il posizionamento, prospicente ai naviglio, vuoi per la musica e la simpatia degli abitanti, Adrenaline  divenuta meta di transito obbligato per il venerd e il sabato notte, al punto di creare veri ingorghi stradali. Tra le ultime iniziative, una importante mostra dedicata alle edizioni Topolin e al sesso estremo.

Cantiere/Il, 
via Omodeo 20 
Chiesa sconsacrata occupata nel '94 da un collettivo di giovani della zona, ha subito due attentati incendiari fascisti nel giro di poco tempo, il secondo dei quali ha prodotto abbastanza danni. Non a caso, il vicino centro commerciale della zona Bonola,  notoriamente punto di ritrovo dei naziskin. Ultimamente le attivit sono un po' in calo.
Cox 18, 
via Conchetta 18, 
02/58105688 

Garibaldi, 
corso Garibaldi 89/b (ang.via Cazzaniga), 
02/29002464
Il palazzo dove ha sede il C.S.  stato occupato nel 1976 dal comitato di Lotta per la casa, ma lo spazio era adibito a magazzino. Era una casa enorme, ma fatiscente, e nel 1983 gli occupanti fecero una ventenza e ebbero in assegnazione un'altra casa nel quartiere isola e la casa di Corso Garibaldi fu ristrutturata per edilizia residenziale. Rimase occupata la sona posteriore e l'ex magazzino divenne il centro sociale e il portono a fianco fu preso da Centro documentazione Filorosso e dal Bollettino di Controinformazione. Dall'83 al '90 il centro si  connotato soprattutto dal punto di vista internazionalista, ma con il nuovo decennio si ha dato vita a numerose altre attivit, incrementando la frequenza deci concerti, di solito il sabato, e delle serate con musica diffusa.  sede del collettivo donne Baba Yaga ed  sede legale della LI.RA. Libera Rappresentanza beni culturali, ovvero i lavoratori della Pinacoteca di Brera in lotta. Tra il '94 e il '96 ha avuto una bella iniezione di giovani, soprattutto dell'interland.  

San'Antonio Rock Squat, 
via Garigliano 10, 
02/6889803/69001280
"Nasce nel 1991 per iniziativa di un piccolo gruppo di occupanti che si appropria dello spazio che fu prima del cinema "Zara" e poi del "Punto Rosso" abbandonato forzatamente dopo che la leggendaria nevicata dell'inverno '84 fece crollare completamente il tetto del teatro.
 Dopo anni di incuria e abbandono e le manovre speculative di vari affaristi/proprietari la struttura viene restituita a un uso abitativo e di spazio sociale per iniziative che sono andate, nel corso di anni, dall'esperimento sociale della convivenza di dieci e pi persone a rassegne di cinema, teatro, la gestione di due bar, un favoloso ristorante vegetariano (che giustifica la pazienza dei "clienti" nell'attesa dei pasti...) e vari benefit (per i minatori del Sulcis in lotta, la richiesta di ritorno in Italia di Silvia Baraldini, aiuti per la ex Jugoslavia poi consegnati in loco da alcuni abitanti la casa stessa e altri). Recentemente si  avviata una serie di proposte musicali eterodosse che ha visto la sinergia con altre situazioni affini (il C.s.o.a. COX 18). 
Per il futuro sono in programma anche la creazione di un negozio all'interno della casa e la possibile apertura di una libreria/coffeshop. Preferiamo la soluzione di casa occupata rispetto a quella del centro sociale, dove in genere non abita nessuno, perch troviamo ci dia maggior controllo e un'accresciuta partecipazione alle iniziative e perch riteniamo irrinunciabile l'esperienza della divisione comunitaria dello spazio abitativo e delle sue risorse e potenzialit, non ultima quella della creazione di reddito e quindi di una rete economica interna al soggetto sociale "occupante". Opporre la cultura dell'abbondanza (e quindi anche l'abbondanza di cultura...) alla logica dello sfruttamento, della disumanizzazione salariata e della miseria intellettual-economica che vorrebbe essere imposta al flusso desiderante che in finale costituisce la spina dorsale di questa esperienza". 
Golgonooza Inc., 
via Riva di Trento 1,
02/57402424 
Il centro autogestito Mario Golgonooza   situato nella periferia sud di Milano ed  un incrocio, per quanto il termine possa apparire improprio, tra un centro sociale vero e proprio e un circolo culturale e, non a caso, essendo il luogo in affitto, viene rischiesta ai frequentatori un'iscrizione simblica come circolo culturale.
Non estraneo alla pratica e alle tematiche proprie del situazionismo, ospita e organizza concerti, feste, dibattiti, proiezioni etc.
"Su una cosa eravamo tutti d'accordo. La societa andava modificata. Cos io, Frankie Naselli e Joe Ammaturo prendemmo la decisione di riunire i migliori cervelli della nostra generazione in un progetto veramente incredibile.
Cos incominciammo, con tanta buona volont e un pizzico di buon umore. A dirlo oggi sembra impossibile, eppure  bastata una chitarra, qualche birra e due secchi di vernice e in poche settimane mettemmo su lo spazio sociale pi veramente antagonista!! Il nome per esteso era: Golgonooza. I primi tempi furono duri. Le prime sette riunioni videro la progressiva eliminazione di disfattisti e deviazionisti di ogni risma. Come si addice ad ogni realt autogestita che si rispetti. Dopo otto mesi, avendo letto i risultati di una nostra recente indagine, decidemmo con votazione di tipo bulgaro per l'eliminazione totale di ogni forma assembleare. Mario sarebbe fiero di noi. Forse.
Il Golgonooza vive perseguendo queste finalita: salario sociale, libera circolazione della produzione immateriale (no copyright), cooperazione libera da dominio, diritto alla gioia e alla sovversione.
Ci raccontano alcuni frequentatori...
 "Ah, il Golgonausea, s, ci sono stato l'altro ieri. E' un bel locale, ma io preferisco i locali in ticinese."Aldo, 26 anni, fuori corso alla Bocconi "Sono contento che esistano spazi come questo. S, il volontariato  l'anima della nostra societa". Antonietta, 63 anni, dirimpettaia.
 "Il Gulgonata aderisce al convegno di Arezzo." Primo Moroni, libraio.
Purtroppo tale convegno non si  mai svolto.
 "Ma qu viene gente tipo Leoncavallo o tipo discoteca?" Giusi e Deborah, 16 anni, studentesse.
 "Quattromila lire? Bastardi! Al Leo ne pago tre!" (non  vero n.d.r.) Jonny, 28 anni, fuori tempo massimo.
 "Scusa, con la tessera del Gulgo posso avere sconti negli esercizi convenzionati?" Pippo, 35 anni, commerciante.
 "Teatro, cinema, feste trash, concerti, mostre d'arte, attivita editoriali e quant'altro! Non saranno in regola, ma io questi ragazzi non li butto fuori!" Ciro, et imprecisata, il padrone dei locali.
 "Mi faccio un culo al bar, litigo con gli amici, nessuno mi caga, da quando vengo qu non scopo pi. Mi chiedo...che cazzo ci vengo a fare?" No comment". 
Laboratorio anarchico, 
via de Amicis 10, 
0368/238355 
Occupato dagli anarchici vicini alla rivista Anarchismo intorno al 1992,  piuttosto a s rispetto al mondo degli altri centri sociali. Fa molte attivit sociali fortemente caratterizzate. 

Leoncavallo, via Watteau 7, 02/26140287/26820360 

Mandragora, 
via Filippino Lippi 45 
Il Mandragora  in poche parole lo scantinato della casa occupata di Piazza Aspromonte e si caratterizza pi che altro per le feste musicali, spesso legate a iniziative politiche, che si tengono nelle notti del weekend.
"Quasi 10 anni di occupazione e autogestione, per sputare in faccia ai padroni e ai papponi perche' la citta' e' anche nostra!!! Le iniziative di Mandragora puntano a: sviluppare i temi dell'internazionalismo aprirsi al quartiere con materiale e spunti di controinformazione socialita: cene popolari, serate musicali dal vivo, sound-system; lo spazio e' aperto a iniziative esterne: artistiche, di dibattito politico, di informazione".
 Micene, 
via Micene, 
02/4076185 
 un centro sociale di quartiere, senza un grande salone per i concerti, che lo rende pi simile a una birrerie autogestita. Molte serate a tema e musica diffusa. 
Pergola Tribe, 
via della Pergola 5, 
02/69005697 
Esiste dal1990, ed  fondamentalemente una casa occupata con uno spazio sociale a pianoterra e nei sotterranei. Generalmente il venerd sera e il sabato, produce lunghe feste notturne, pi che altro con musica diffusa tekno.  molto accogliente, non vi si vendono superalcolici, e pi o meno le stesse persone hanno dato vita a Sant Antonio Rock Squot.

Ponte della Ghisolfa, 
viale Monza 225 
Il primo Maggio 1968, un collettivo anarchico del quale faceva parte anche Pinelli, apr un circolo anarchico in una storica zona di Milano, il Ponte della Ghisolfa, facendone la propria sede e il centro dell'attivit anarchica milanese fino al 1976. In quella data la sede fu spostata nell'attuale collocazione, una casa con giardino ficcata in mezzo alle fabbriche. Il nome rimase, per motivi affettivi. Divntato un vero e proprio centro sociale, il Ponte organizza al piano terra dove  situato il bar dibattiti, rassegne teatrali e piccoli concerti, mentre nelle stanze del piano superiore sono situate le stanze dei collettivi, per le riunioni e l'infoshop, che produce e commercializza, oltre a rivisti e libri, magliette, spillette e video. Il cineforum  un punto di merito, perch organizza proiezioni in 16 e 35 mm e ha in programma, per il 1997, una rassegna di inediti di grandi registi.
S.Q.O.T.T., 
viale Bligny 22 (primo piano)
Centro sociale e abitazione,  conosciuto sopratutto per le rappresentazioni di carattere teatrale.  
Torkiera, 
p.le Cimitero Maggiore, 
02/3088896/38008614
Occupato circa due anni fa,  una vecchia cascina milanese, una della poche rimaste, ed  stata al centro di un contenzioso perch un cartello di marmisti ha richiesto pi volte lo sgombero per trasformarla in uno show room delle lapidi. Incredibilemente (ma forse non tanto, visto che si era sotto campagna elettorale) la giunta Formentini ha firmato una convenzione con gli occupanti.  
Transiti 28
via dei Transiti 28,
02/26141218
Casa occupata tra le piu longeve,  nata infatti nel 1978, da allora non ha per avuto vita tranquilla: sgomberata per la prima volta nell'80, poi rioccupata, ha subito varie procedure giudiziarie, culminate pi volte con l'arrivo della forza pubblica che, nel 1988,  riuscita a entrare e distruggere a picconate un appartamento. Un negozio a piano terra funge  da sede politica, prima come Centro Autonomo Occupato, poi come Infocaff, mentre un altro negozio a fianco  divenuto l'Ambulatorio Popolare per immigrati,  la sede del Telefono Viola e del Colpo, comitato lavoratori precari organizzati. Nell'infocaff si organizzano cene sociali e dibattiti e tutte le sere funziona come bar e punto di ritrovo e rivendita di libri, riviste e dischi. Talvolta si organizzano feste sulla via antistante. 
Vittoria, 
viale Friuli (angolo via Muratori) 
Capannone tipo deposito affittato nel '95 da un collettivo politico, svolge le funzioni di un centro sociale pur presentandosi, formalmente, come un circolo.  una delle sede dei lavoratori precari.
Bakeka, 
Novate Milanese (MI), 
Via Cavour, 42 
"In nove mesi di attivit sono stati attivati corsi autogestiti di inglese, laboratorio artistico, meditazione, chitarra.
 Sono stati creati momenti culturali con rassegne teatrali e cinematografiche, dibattiti su questioni politiche relative al nostro paese o inerenti a tematiche internazionali. Sono anche stati organizzati momenti di socializzazione, con feste danzanti e feste per bambini"
Sintesi Sociale, 
Seregno (MI), piazza Risorgimento 33, 
0362/301630 
Esiste dal 1988 e ha gi subito uno sgombero questo centro sociale dell'hinterland milanese. Molto attivo, fa sopratutto serate a tema, con proiezioni video e concerti
Kinesis, 
Tradate (MI), 
0331/842013 
Modena 
XXII Aprile, 
via Emilia Ovest, 059/230478
Centro sociale che ha ricevuto una concessione comunale, per la sua prospicenza allo stadio  frequentato da numerosi supporter del Modena che vi hanno fondato il collettivo ultr comunist Franco Verdura. A parte questo, e le normali attivit sociali e concertistiche,  sede della locale sezione Slai Cobas. ed  piuttosto attivo sul versante internazionalista 
Montecatini
Lo Spettro,
adiacenze stadio comunale
Dopo un anno di occupazione, una scuola trasforata in centro sociale  stata sgomberata alla fine del 1995 e gli occupanti, dopo iniziative e trattative con il comune, hanno ottenuto di essere "ospitati" sotto un tendone vicino allo stadio, in attesa di una sistemazione migliore. Organizzano raramente concerti e iniziative con un collettivo di immigrati. 
Napoli 
D.A.M.M.
quartiere Montesanto
Ovvero Diego Armando Maradona Moviment, che vince la Palma d'oro per il nome pi divertente dato a un'occupazione,  per serissimo nelle sue attivit, sopratutto quelle nel quartiere popolare dove si  rapidamente integrato, sopratutto lavorando con i ragazzini della zona. Tira un giornalino, organizza corsi di teatro e di training autogeno e, ovviamente, partite di calcio 
Officina 99, 
via Gianturco 99
Occupato per la prima volta nel '90 dagli studenti durante il periodo della pantera, poi rioccupato dopo una assemblea all'universit e un corteo, l'ex officina  il centro sociale pi conosciuto del Sud. Si organizzano stage teatrali, corsi di arti marziali, e concerti rigorosamente il sabato sera. All'interno esiste una sala da t, un ampio infoshop, un laboratorio artigianale, una cucina popolare e una sala da t; da sempre i rapporti con il quartiere sono ottimi e molte iniziative vengono costruite di comune accordo con "il vicinato". Qui sono nati e da qui hanno preso il nome il gruppo rap dei 99Posse e vi hanno sede gruppi di lotta per il salario garantito e i disoccupati organizzati. 
 Ska - Laboratorio Occupato, 
XXXXXXXXXXXXXXXXXXXX
Il nome significa Sperimentazione Kultura Antagonista ed  un'ex segreteria della facolt di architettura occupata l'8 febbraio del '95. Possiede il pi attrezzato ambulatorio medico di un centro sociale autogestito, con un medico gastroenterologo, un pediatra, un dentista e una dottoressa esperta in scienza dell'alimentazione. Organizza corsi di danza contemporanea, teatro, musica, e tra le attivit fisse ha i concerti dei weekend e la gestione di un bar e di un infoshop. 
Lavori in corso 
Acerra (NA) quartiere Madonnelle
Tra le attivit prevalenti qualche concerto, cene popolari internazionaliste, corsi di italiano per immigrati. All'interno esiste un baretto autogestito. 
Studentato Occupato
Centro Storico
Occupazione piuttosto recente, possiede una palestra ben attrezzata e numerosi laboratori artigianali.
Tien A' Ment
via Piave Soccavo
Dedicato agli studenti assassinati dal regime cinese, oltre le abituali attivit di bar e musica, ha ultimamente l'abitudine di organizzare serate cyberpunk. 
18 Dicembre
Casoria (NA) via Nazionale delle Puglie
A quanto ci risulta, questo centro sociale che ha preso il nome dal giorno dell'occupazione, ha cessato ormai completamente le proprie attivit. Ma nonsi sa mai... 
Padova 
Pedro,
via Ticino 10, 
049/8641188 /8647461
Al suo interno vi  il bar Unit di Crisi, che promuove serate antiproibizioniste, rassegne e arte Cyber, una pizzeria autogestita, una cucina multietnica. E' molto forte la connotazione antirazzista, che si sviluppa in numerose attivit in collaborazione con Razzismo Stop, associazione che ha avuto per anni la sede proprio nel Pedro. Tra queste la scuola per immigrati extracomunitari e quella per bambini Rom, nata da numerosi incontri con la realt di un campo nomadi situato alle spalle del centro sociale.
"Il centro sociale occupato Pedro  giunto al suo ottavo anno di occupazione e autogestione. Nel mese di novembre del lontano 1987 un gruppo di compagne/i ha liberato, sottraendola alla speculazione, l'area ex AGIP di via Ticino a Padova, ormai abbandonata al degrado ed in attesa di essere sovrastata da un cavalcavia e diventare quindi una superstrada. 
In otto anni le trasformazioni sono tante, ai periodi di sfiga seguiti alla repressione dei movimenti degli anni '70, qualcuno ha deciso di resistere e continuare a credere nelle istanze di liberazione che hanno attraversato quei movimenti, anzi ne ha fatto tesoro. Il tesoro custodito  la memoria storica, una memoria in divenire che si rigenera, non una memoria statica da mimare, ricordare, celebrare. 
Oggi, l'area di via Ticino ed i soggetti che la popolano sono un baluardo per quanti credono che questo non  l'unico mondo possibile. 
Pensano ad una societ diversa, libera da catene sia fisiche che mentali (continuamente imposte per riprodurre il mondo attuale); una societ tutta da inventare basata su dei valori quali l'antirazzismo, l'antisessismo, la solidariet (quella vera non di facciata), l'antifascismo militante. 
Lo sviluppo di questa societ utopica deve essere governato dalla cooperazione per una migliore qualit della vita e non dal profitto di pochi ottenuto con sfruttamento di altri. 
Vedono nell'autorganizzazione sociale un valido mezzo per la liberazione dal complesso sistema di catene imposto dalla societ attuale. 
In questo contesto il Pedro conduce le sue battaglie armandole di estro, fantasia, generosit e coraggio, affrontando di volta in volta argomenti e problemi di cui dibattere e organizzarsi per trovare/dare delle risposte. 
Molte volte essere in prima linea porta con s non pochi problemi, in questa citt diverse volte  successo che in seguito a degli attentati siano state mosse accuse pesanti nei confronti di compagne/i del Pedro, in alcuni casi addirittura accompagnate da perquisizioni e avvisi di garanzia". 
(dalle pagine WWW di Ecn Padova)
Emo primo della lista, 
Battaglia Terme (PD), 
via De Gasperi 
Occupato nella primavera del 1991,  una sorta di cascinale, o casa colonica, in aperta campagna, dove si svolgono attivit sociali soprattutto per gli abitanti della zona. Tre anni fa sub un attentato incendiario, rivendicato dalla Falange Armata (anche se forse si trattava solo di fascisti della zona), che distrusse parte delle strutture esterne. Vi ha sede l'Associazione Difesa dei Lavoratori e Razzismo Stop.
 Perugia 
Capitan Harlok
via del Cartone
Intitolato al celebre pirata dello spazio giapponese,  uno centro anarchico con attivit sociali rarefatte. I concerti sono pi che altro di musica ska, oi o punk: per i cultori.
Rosso Vivo(ex CIM), 
via Volturno 
Secondo gli occupanti potrebbe non esistere pi quando questo libro uscir, perch si ventila la possibilit di uno sgombero. Lo mettiamo ugualmente perch, quando libro uscir, forse avr gi anche rioccupato. Toccando legno e facendo i nostri migliori auguri, attualmente il centro  situato vicinissimo a un bel parco verde, dove si svolgono spesso iniziative all'aperto. Funzionano un bar, una cucina popolare, e vi si riuniscono un collettivo femminista e un gruppo Sharp.
Ex Manicomio, 
Citt di Castello (PG) c/o ex manicomio comunale 
Molto attivo dal punto di vista internazionalista, ha ottenuto una convenzione con il comune dopo l'occupazione del '93 e una petizione civica. Numerosi i concerti.
 Pisa
Macchia Nera, 
quartiere San Michele 
 l'ex mensa della fabbrica Richard Ginori distrutta dalla ristrutturazione, occupata nel 1988. Oltre alle attivit culturali, il centro serve da abitazione per alcuni nuclei giovanili.
Roma 
Auro e Marco, 
via Caduti della Liberazione 268 (Spinaceto), 
06/5088565 
Nell'estrema periferia di Roma, per intenderci al di fuori del mitico Raccordo Anulare,  praticamente un enorme garage sotterraneo. Nonostante la posizione infelice  tra i pi frequentati.
Blitz, 
via Meuccio Ruini 45
Nell'ultimo periodo la sua attivit si  un po' rarefatta e non  aperto tutte le sere. Fa saltuariamente dei concerti e possiede un infoshop al suo interno. 

Brancaleone, 
via Levanna 11, 
06/82000959/82000851 
Occupato nell'89 da un gruppo fuoriuscito dall'Hai Visto Quinto?,  stato uno degli animatori della trattativa con la Giunta Rutelli. Contiene: sala prove, biblioteca, sala da t, birreria, mensa, laboratorio video, il Brankashop, mercatino di autoproduzione che aderisce al GRA. Sono numerosi i concerti, le serate a tema e le proiezioni di film e video.
Break Out , 
via Da Dibbiena 3 (Primavalle) 
Prefabbricato a un piano,  stato occupato otto anni fa e da allora ha subito pochi cambiamenti. Al suo interno un bar, sala prove, salone concerti.
Casal Bernocchi "La Talpa", 
via Guido Brogi 21 (Casal Bernocchi) 
Occupato 15 anni fa, attualmente  convenzionato con il comune e offre un servizio di infoshop, centro culturale e di controinformazione.
Casale Podere Rosa, 
via Fabbri 
06/8271545
Bel casolare di campagna a due piani con tetto di tegole e perfettamente ristrutturato, posto su una collinetta erbosa al centro di un quartiere di palazzoni. Lo spazio all'esterno per i concerti lo rende gradevole da frequentare in special modo durante la stagione estiva. Pur essendo un'occupazione, la sua genesi  particolare perch ha visto tra i suoi promotori una parte di PRC e un paio di consiglieri comunali. Ha circa tre anni di vita.
Corto Circuito, 
via Serafini 57 (Lamaro), 
06/7217628
 Nel 1991 il centro sociale fu dato alle fiamme da mano ignota e vi mor un giovane occupante rimasto all'interno per la notte: Auro Bruni. Le indagini sono ancora in corso, dopo un inzio surreale per il quale vennero accusati di omicidio colposo gli attivisti del Corto Circuito. La controinchiesta dei compagni ricostruisce invece come dinamica assai probabile un assalto fascista (il quartiere  storicamente frequentato dai destrorsi) durante la notte, con relativo pestaggio di Auro lasciato all'interno, o dimenticato, mentre veniva appiccato l'incendio. Vi furono cortei, naturalmente, interrogazioni parlamentari, e l'antifascismo militante riprese con una certa forza. 
L'edificio bruciato era situato in un parco dove esistono parecchi gruppi di prefabbricati e gli occupanti si spostarono in un altro accanto con caratteristiche simili al precedente, rimanendo un punto di riferimento forte per la zona. Un padiglione  stato ristrutturato di recente, con un notevole sforzo finanziario, per diventare la sede di una coperativa di lavoro. 
EL CHEntrosociale Torbellamonaca, 
Largo Mengaroni 11 (Tor Bella Monaca)
Torbellamonaca  uno dei classici quartieri dormitorio che solo recentemente ha visto potenziati i collegamenti con la citt e il centro sociale  nato tre anni fa all'interno di un vecchio supermercato mai aperto. Le attivit culturali non hanno una precisa regolarit ma vi sono concerti, una birreria ben organizzata e, quello che pi conta, numerose iniziative aperte al quartiere che comprendono anche mostre, attivit per bambini e per anziani, ecc. 
Er Garage,
via Tranfo (San Basilio)
A San Basilio vi  un gruppo di palazzine occupate da giovani e famiglie e l'attivit di movimento  stata portata avanti per anni da giovani vicini al Centro Sociale Hai Visto Quinto e che dopo un po' hanno pensato di aprirsi uno spazio in zona. Er Garage  in effetti il cortile coperto di una delle palazzine e le attivit che vi si svolgono sono rivolte al quartiere. Vi ha la sede un collettivo femminista.  
Ex Snia Viscosa, 
via Prenestina 173
Abbandonati decenni fa dalla Snia, alcuni capannoni in mezzo al verde ospitano ora un centro sociale che lavora per trasformare quest'area dismessa in un parco cittadino. Grazie all'attivit dei vari comitati di quartiere che vi si sono organizzati, sono stati bloccate sul nascere delle costruzioni private, e nelle scavo abbandonato di alcune fondamenta  nato un laghetto. 
Forte Prenestino,
via Federico Delpino (Centocelle), 
06/21807855
sale prove, sala da t, laboratorio teatrale, fotografia, artigianato, palestra, cineforum, concerti Chiedere Anna. 
Garage/Il, 
via Gustavo Modena 92 (Trastevere)
Palazzina occupata da decenni da gruppi sindacali di base per scopi principalmente di organizzazione politica, si  trasformato solo recentemente in un piccolo centro sociale; Le attivit principali sono le feste di autofinanziamento.
Hai Visto Quinto?, 
via Val Pellice 4 (Montesacro), 
06/86205262 
Da un paio di anni le attivit di questo C.S., classe 1986, piazzato in una ex scuola prefabbricata hanno visto una nuova fioritura.  stata messa in piedi una bella palestra, un bar autogestito e le nuove leve stanno dando vita a miriadi di iniziative. 
Interzona, 
via Valle Aurelia 37
Storico centro sociale situato in un cinema occupato di via Andrea Doria con il nome di Alice nella citt, dopo lo sgombero  rinato nell'ex "casa del popolo" che ne  ancora la sede, con il campo da bocce e la struttura tipo balera. 
Intifada, 
via di Casalbruciato 15, 
06/43587850
E' il centro sociale pi vicino a Radio Citt Aperta, e gli occupanti non solo partecipano direttamente alla vita redazionale, ma organizzano iniziative di autofinanziamento. Le serate di politica pura, assemblee e dibattiti, sono le pi frequenti, ma non mancano altre attivit di carattere cult urale, corsi di vario genere, biblioteca e infoshop.
Laurentinokkupato, 
via Giuliotti 8 (sesto ponte) 
In una periferia da incubo, fatta di torri collegate da ponti che sovrastano uno stradone, all'inizio degli Anni Ottanta vennero occupate alcune case e un edificio piuttosto fatiscente e trasformato in centro sociale. All'inizio del 1991 fu invece occupata la sede attuale, un lcoale di quattro piani. All'interno un piccolo motogarage, al secondo il laboratorio fotografico la birreria piccola e la sala concerti, al terzo una cucina, la birreria grande, la sala prove, la sala mostre, la biblioteca con circa 3000 volumi, il centro documentazione, la serigrafia, la falegnameria.
Macchia Rossa, 
via Pieve Fosciana 82 (Magliana)
Occupato durante la stagione all'inizio degli Anni Settanta, per anni questa serie di negozi collegati sono stati la sede del Comitato di Lotta della Magliana, nome rimasto tra quelli mitici. Sede del collettivo femminista Rosse della Magliana.
Obelix, 
via val Melaina 4
L'Obelix era originariamente una palazzina nel quartiere Nuovo Salario, ma per problemi con il quartiere e le case circostanti, gli occupanti decisero di prendersi una ex sede storica del PCI dove ancora si trovano.  Il nuovo Obelix  pi piccolo, una sorta di scantinato, ma molto ben organizzato e possiede una delle poche emeroteche autogestite di cui abbiamo notizia. Si sono impegnati in una serie di iniziative su uno spazio verde antistante, il Parco delle Valli, riuscendo, insieme al comitato degli abitanti, a impedire che fosse trasformato in una colata di cemento. 
Pirateria, 
Circonvallazione Ostiense 9 (Mercati Generali)
Dopo lo sgombero violento del centro sociale Askatasuna, vengono occupate  una serie di palazzine lungo il Tevere, uno splendido luogo di propriet della Marina  che, dopo un anno e mezzo, riesce a far mobilitare di nuovo la forza pubblica per liberarsi dell'incomodo. Pirateria trova allora casa in via di Porta Portese ma nonostante venga avviata una  con il comune, pi che altro per la pervicacia della propriet che rifiuta qualsiasi forma di mediazione, il Pirateria viene sgomberato di nuovo dopo pochi mesi. Rifiutando il posto alternativo che la giunta Rutelli si dichiara disposta ad assegnare, i giovani "pirati" individuano un edificio vuoto nei mercati generali e se lo prendono e a tutt'oggi sono l. Molto impegnato sul piano culturale e amante dei rave, il Pirateria ha dato vita a molte iniziative estemporanee nella citt stile TAZ.
Po'/I, 
via del Giardino Vecchio (Marino)
Seconda sede per questo centro occupato la prima volta nel '90 poi sgomberato.Tra le attivit stabili di cui siamo a conoscenza concerti, birreria e una palestra, corsi di yoga e danza. 
Ricomincio dal Faro, 
via Trullo 330 (Trullo)
Tra i pi militanti, non  per sempre aperto all'esterno se non in occasione di cineforum e di grandi concerti organizzati anche da altri centri che non possiedono lo spazio necessario per grandi iniziative di autofinanziamento. Tra le iniziative pi frequenti quelle in solidariet con Sendero Luminoso. 
Spaziokamino, 
via Calenzana 7 (Ostia) 
Ex mercato comunale, il suo ampio spazio lo rende facilmente utilizzabile per grandi concerti, rave e simili, cosa che avviene con una certa frequenza per la gioia dei numerosissimi partecipanti che si divertono fino alle ore molto piccole. 
Strada/La, 
via Passino 24 (Garbatella), 
06/5133659 
Nato da poco pi di un anno per volont di molti studenti dei  collettivi di facolt, questo ex mercato coperto si distingue per le attivit di carattere culturale legate all'attualit. 
Torre/La, 
via Rosseau 90 (Casal Dei Pazzi), 
06/8822869
Nei suoi due anni di esistenza ha vissuto con difficolt a causa di un magistrato non esattamente progressista che ne ha ordinato pi volte lo sgombero con i pi vari pretesti, compresi gli schiamazzi diurni. Teatro di molte lotte antisgombero, quindi, con denunce, cariche e manifestazioni, ne viene attualmente utilizzato solo il piano terra, perch il resto, durante le varie vicende,  stato periziato come inagibile. Il Comune,dopo la delibera, lo ha affidato agli occupanti, giardino tutt'intorno compreso, ma si ventila un possibileaccordo tra l'assessorato al Patrimonio e l'Universit per trasformarlo in Facolt decentrata. Tra le attivit fisse, concerti, cineforum e una grande birreria.
Villaggio Globale, Lungotevere del Testaccio (ex mattatoio Testaccio) 06/57300329
Occupato da una miriade di gruppi dopo anni di disuso, l'enorme area dell'ex mattatoio romano  oggi divisa in due. In una met sta adesso l'OPR (Organizzazione Proletaria Romana) Casa della Pace, e nell'altra il Villaggio Globale, molto attivo soprattutto nel rapporto con il variegato mondo dell'immigrazione estracumunitaria. Ricco di strutture fisse, dalle birrerie alle varie stanze per iniziative,  soprattutto vivo durante l'estate, quando nel sua area all'aperto si organizzano concerti e spettacoli da parte dei vari centri sociali, soprattutto Forte Prenestino e Ricomincio dal Faro. 
Vittorio Occupato, 
Lungomare Toscanelli 184 (Ostia Lido) 
Occupato nel '93,  una ex chiesa sconsacrata all'interno della cominia marina Vittorio Emanuele III.  abitato da immigrati di varie nazionalit e svolge numerose iniziative contro il razzismo e la nuova destra. 
Zona A Rischio, 
via De Dominicis 4 (Casalbertone), 
06/4393271 
Lo Zona  in realt diviso in due perch nei prefabbricati dell'ex scuola di via De Dominicis gli occupanti hanno trasferito solo lo spazio concerti e iniziative allargate (assemblee e via discorrendo). Nell'adiacente via Perrucchetti, sede originaria poi in parte abbandonata, si tengono invece tutte le altre attivit culturali come i corsi di musica, biblioteca, sala prove per gruppi ecc.
Salerno
Asilo Politico, 
zona Sud Est
Le rassegne cinematografiche sono senz'altro un punto di forzo di questo spazio, ex asilo completamente ristrutturato dagli occupanti, anche se il bar interno e i concerti attirano forse maggiori frequentatori. Attualmente gli occupanti stanno portando avanti un lavoro di ricerca sulle aree dismesse del salernitano e mettendo in piedi un centro studi sulla memoria storica dal '68 fino ai giorni nostri. Numerose sono anche le attivit con i bambini.
Antinebbia 
S.Giovanni Valdarno (AR) 
Taranto
Citta Vekkia, 
Il centro sociale aveva quasi trent'anni di vita quando, il 24 novembre 1995, il sindaco Cito, famoso in tutta Italia per i suoi atteggiamenti, le numerose denunce e la visione del mondo leggermente a destra, ha deciso di farlo sgomberare. Da allora si sono succeduti cortei nazionali dei centri sociali, occupazioni, sgomberi e persino una trasferta dei cittavecchini a Mantova, per contestare il sindaco in missione contro il parlamento del Nord. In effetti, al momento in cui chiudiamo questo libro, il Citt Vekkia  ancora senza sede , ma siamo certi che presto i ragazzi occuperanno di nuovo. Massima solidariet, naturalmente.
Terni
Icaro, 
via de Filis 7a, 
0744/421708 
Dopo un lungo periodo di lotte per ottenere uno spazio sociale, un gruppo di giovani occupa un'ex biblioteca comunale. All'interno del centro vengono avviate avarie attivit, da quelle classiche di autofinanziamento e socialit, concerti, teatro ecc,  a campagne politiche come "50,000 firme per l'Amnistia". In quel periodo l'icaro, che partecipa al circuito di autodistribuzione La Cordata e a quello di Sensibili alle Foglie, produce duee volumi: un'intervista a Oreste Scalzone e "Amnistia". Sgomberato nel 1994, dopo una lunga trattativa con il Comune ad Icaro viene assegnata una sede provvisoria, dove tutt'ora vive e opera. Nell'autunno del 1995 mette a punto un progetto di iniziativa sociale che viene sottoposto all'attenzione della Commissione Giovent per L'Europa della CEE, e con i finanziamenti comunitari e regionali organizza l'incontro transnazionale "Le citt invisbili, giovani d'Europa nelle citt in de-industrializzazione". 
Torino 
Albero Occupato/L', 
corso Regina Margerita
Non si definiscono centro sociale, ma lo spazio del circuito anarchico svolge ugualmente iniziative di carattere sociale e spettacolare, per quanto non con altissima frequenza. 
Asilo Occupato, 
via Alessandria
Occupato nel 1994,  un edificio isolato collegato a un'altro edificio dismesso dove nella parte dei sotterranei, adibita a birreria, fino a poco tempo fa era installato un ring per gli incontri di boxe. Due volte la settimana  in attivit una mensa dove si cena bene con pochi soldi, si organizzano spesso serate di musica diffusa e rari concerti.  presente un piccolo infoshop e nei piani superiori vivono alcuni nuclei di giovani. Gli asili sono tra gli edifici pi occupati nel torinese, a causa del repentino calo demografico sul finire degli anni settanta che ne ha dismessi una discreta quantit.
Barocchio Occupato, 
Strada del Barocchio 27 (Grugliasco), 
0330/ 208726
Il Barocchio  un complesso costituito da una ex cappella e alcune cascine periferiche rimaste vuote per quarant'anni, di propriet della provincia di  Torino. Il 31 ottobre 1992 un gruppo di giovani e meno giovani ha deciso di utilizzarle come spazio sociale e abitativo e, da allora, si sono succeduti quattro occupazioni e tre sgomberi con contorno di denunce e galera. Un po' di teatro, qualche concerto di jazz e il gioved sera funziona la mensa, molto gradevole soprattutto d'estate, quando si pu cenare all'aperto. Producono Tuttosquott, una fanzine che si occupa di ci che avviene nel mondo dell'antagonismo e dell'autogestione. 
Delta House, 
via Stradella 135
Casa isolata occupata da giovanissimi, parte degli ex occupanti del centro sociale Isabella precedentemente sgomberato. Molte serate di musica diffusa, un bar frequentato.  
El Paso,
via Passo Buole 47, 
011/3174107
Ex asilo occupato nel 1987 dagli anarchici,  tra i pi attivi del capoluogo piemontese. All'interno esistono una sala concerti ben attrezzata che ha visto numerosi concerti di alto livello, sale prove, laboratorio fotografico, bar e cucina. Vi  un punto distribuzione ben fornito di "libri anarchici e libertari, dai classici alle nuove forme di critica radicale, antimilitarismo, anticlericalismo, azione diretta, autogestione, Dada, Surrealismo, Situazionismo, fumetti, musica, controinformazione, magliette serigrafate..." I piani superiori sono abitati. 
Gabrio, 
via Revello 5, 
0360/548856
Nato anch'esso dallo sgombero dell'Isabella Occupata avvenuto nel '95 dopo un paio d'anni di vita.  una scuola piuttosto spaziosa, formata da tre palazzine; una di tre piani con a pian terreno il bar, una bassa ma molto ampia che contiene la sala concerti con un buon impianto fisso, e una pi piccola che contiene l'infoshop. Svolge una ricca programmazione musicale, due tre concerti alla settimana, e contiene diversi collettivi politici giovanili e non. 
Kinoz Occupato, 
via Giordano Bruno 148
Centro sociale occupato spontaneamente da ragazzi del quartiere, ma  sotto sgombero e con un'ordinanza di demolizione. Attivit pressoch nulle.  
Murazzi,
 Lungo Po Murazzi 25 
011/27 70124  011/835478
Ex officina di riparazione delle barche,  sistemato in una di quelle famose zone considerate ad alta microcirminalit e alto tasso di spaccio, con una composizione elevata di immigrati. Per questo il centro per un lungo periodo ha svolto un'intensa attivit antiproibizionista e contro l'eroina. Le iniziative in solidariet con gli immigrati si sono evolute poi, nel 1992, nella coperativa Senza Frontiere, che ha preso poi strade proprie. "Sei anni di autogestione e antagonismo contro vecchie e nuove destre, a fianco dei lavoratori, dei disoccupati, degli studenti e delle donne in lotta per cambiare i bisogni e la vita".
Onda Squott, 
Giardini di Piazza d'Armi
Cena popolare la domenica sera e qualche concerto in questa casa con annesso spazio sociale. 
Prinz Eugen, 
corso Principe Eugenio 26
Palazzina di propriet della Regione, sistemata in un bel giardino, possiede all'interno una sala concerti di medie dimensioni utizzata anche il sabato pomeriggio per i gruppi giovani, uno spazio abitativo. "Dopo le notti passate sui tetti per difendere l'occupazione, uno sgombero e di nuovo altre notti sui tetti...", il Prinz Eugen sembra uno squot ormai consolidato. Gli occupanti invitano ad andarvi a fare colazione il sabato mattina, sentire concerti, passeggiare nel parco...

Treviso
Aggro, 
Signoressa (TV) Statale Feltrina
Occupato,  caratterizzato soprattutto dalle attivit legate alla cultura punk ed heavy metal. 
Venezia 
Morion, 
Salizada San Francesco 2951,
041/5205163/5288519 
La storia del Morion comincia con l'occupazione di palazzo Cappello nel '90, lo sgombero, l'occupazione con tende e affini dei giardini di Piazzale Roma e, infine, con la delibera del sindaco che aveva concesso in uso lo stabile attuale. Molto attivo, possiede un salone di medie dimensioni per i concerti e le assamblee, una sala prove , un bar e, nei piani superiori, una cucina, una bibliotca e una stanza computer. Vi avvengono spesso spettacoli teatrali, con rassegne e seminari, mentre i concerti sono limitati al sabato sera e si tende a non farli terminare troppo tardi, a causa delle abitazioni molto vicine. Per questo i gestori del Morion stanno facendo vertenza all'amministrazione cittadina per ottenere un capannone o uno spazio consimile, pi grande, dove svolgere i concerti. Ogni anno viene organizzato il Controcarnevale.
Rivolta PVC, 
Marghera (Ve), via Fratelli Bandiera, 
0368/287568
Occupato nell'autunno del 1995,  un centro sociale tra i pi spaziosi d'italia. Memorabili i concerti che vi si tengono. Tra le sttutture fisse, bar, sala concerti e sale prove per gruppi teatrali. 
Aguaska (ex Caino), 
S.Don di Piave (VE), 
via Cima 11 
Centro sociale nato su iniziativa degli studenti fuorisede (a Viterbo vi  la facolt di Agraria) che hanno provveduto a immettere un po' di attivit culturali in un a cittadina che poco offre.


La difficolt di reperire i materiali cartacei prodotti dalle controculture pi o meno overground, molto spesso mal distribuiti o tirati in poche copie, ha reso di capitale importanza il ruolo delle librerie. Talvolta gestite in modo militante e inserite a pieno titolo nei luoghi "di movimento", altre volte in bilico sul difficile crinale che passa tra il commerciale e l'associazione culturale, altre volte ancora pura bottega (e al termine diamo il significato positivo di luogo di lavoro artigianale) con aperture illuminate, questi spazi cittadini ricolmi di carta stampata rappresentano un passaggio ineludibile ai saperi che eludono il pensiero unico. Ci  sembrato perci necessario indicarne alcune nel nostro libro, approdi sicuri, ci pare, dove trovare quelle letture indispensabili per comprendere i mutamenti del presente e presagire il futuro, magari le stesse riviste e produzioni di piccole case editrici che sono state oggetto di trattazione nella prima sezione del nostro lavoro. Naturalmente, abbiamo evitato di citare le catene tipo "Feltrinelli" e "Rinascita", dove in parte lo stesso materiale pu essere reperito, ma solo come uno dei tanti prodotti da tenere in mostra, a prescindere dalle dichiarazioni di intenti. Non solo questo, per. In misura differente, le librerie che abbiamo scelto sono esse stesse luoghi di produzione culturale overground attraverso l'organizzazione di conferenze, mostre e dibattiti, il supporto ai collettivi editoriali o di controinformazione, la pubblicazione pdi opuscoli e cataloghi (quando non si configura come una produzione editoriale vera e propria) e, soprattutto, offrendo ai concittadini un luogo per lo scambio informativo e la comunicazione orizzontale. 
Da un sommario sguardo d'insieme, comunque, il mercato italiano sembra essere estremamente attivo nel macinare le piccole librerie a favore delle grandi catene distributive. Esiste una politica dei prezzi che permette alla case editrici di praticare sconti altissimi nelle proprie distribuzioni, che acquistano a prezzi inferiori a quelli praticati alle altre librerie, gli affitti sono elevati, le agevolazioni nulle e, alla fine, chi decide di dare un taglio personale alla propria piccola impresa, limitando le pile dei biagi e dei bevilacqua, rischia di non pagare la pigione al fine mese. Dall'altro lato della medaglia esiste per un pubblico di lettori che non  affatto male. Anche se in Italia si legge poco, adeguatamente stimolati da costanti e attenzioni da parte del libraio e dalle iniziative cui accennavamo pi sopra, in molti sono disposti a lasciarsi tentare da percorsi inusuali di lettura, differenti dal bestseller della settimana presentato dal coglione di turno al "Maurizio Costanzo Show". Certo,  un lavoro duro, e fare il libraio si conferma sempre pi come una sorta di "vocazione", simile a quella dei monaci buddisti che, per tutta la vita, fanno girare le ruote di preghiera. 
Le schede che trovate di seguito sono il frutto di una ricerca che ha preso l'avvio principalmente da tre fonti informative: l'indirizzario della Diest, storica distribuzione di riviste e libri di movimento (sta in via Cavallotti 11, Torino, al numero 011/8981164: chiedete a loro quando non trovate il materiale che cercate), quello della rivista Anarchia e quello della Ragnatela della Librerie, sorta di associazione di "librai di sinistra" messa in piedi dalla rete de "il manifesto", e poi abortita.  


Bari
La Meridiana, 
via Cavallotti 39/a (Molfetta), 
080/9971945
Fondata il due maggio dell'89 dall'omonima coperativa e dall'associazione Casa per la Pace (composta di obiettori di coscenza e insegnanti),  costantemente impegnata nella diffusione di materiali inerenti al concetto di pace e non violenza e, allo scopo, i gestori hanno fodato una piccola casa editrice. Organizza presentazioni e convegni - l'ultimo  stato "Non pi complici" contro la mafia - collaborando soprattutto con il Centro Psicopedagogico per la pace e con Pax Christi. E' un importante punto di diffusione per i prodotti del commercio "equo e solidale".
Belluno
Crash, 
piazza Filippo Cheboli 3, 
Feltre (BL), 
0439/840010
Figlia della coperativa Camouflage, a sua volta gemma del percorso controculturale del Centro Sociale Cayennautogestita, presta particolare attenzione alle autoproduzioni, alla piccola editoria, al dibattito politico. Collabora con la Grafton di Bologna e sviluppa numerose iniziative di carattere culturale, spesso svolte poi nei locali della Cayenna.
Bergamo
Gulliver, 
via Palazzolo 21, 
035/219257
 nata vent'anni fa in una piccola sede in via Sualdi come libreria per ragazzi, ma l'attuale gestione ha allargato lo spazio d'azione anche agli altri generi, pur con una certa selezione che privilegia i titoli "interessanti" rispetto ai bestseller. Organizza saltuariamente presentazioni di libri e autori.
Bologna
Grafton 9, 
piazza Aldrovandi 1/a e via Paradiso 3, 
051/271066  
Dalle ceneri della coperativa Bold Machine, grazie all'attivit di giovani reduci dal cosiddetto "Movimento della pantera", nel 1992  stata avviata questa struttura di produzione culturale che si occupa sia di editare in proprio che di vendere testi scelti, anche non autoprodotti. 
Specializzata in piccola editoria, stampa alternativa e storia dei movimenti, ha costituito un paio di anni fa la Qwerg, che si occupa di grafic computer e lavoro in rete. Nella libreria ha sede anche K Management,  agenzia che organizza concerti di gruppi del circuito alternativo. Dal 1996 ha aperto una nuova sede in piazza Aldrovandi cercando di "entrare strutturalmente nel modo universitario"; da questa "succursale"  partito il progetto di vendita diretta di volumi via Internet. 
Delle Moline, 
via Delle Moline 3, 
051/232053 
E' sorta con la volont di offrire al pubblico la possibilit di trovare "i libri di solito fatti scomparire dalla valanga delle novit"; per questo, su una serie di sezioni - storia, filosofia, arte, spettacolo - i titoli disponibili sono circa 85.000. Esiste una buona selezione delle piccole case editrici e delle riviste e da questo autunno la nuova sala per i dibattiti ha cominciato a ospitare dibattiti e presentazioni. 
Atlantide, 
via Mazzini 93 (Castel San Pietro Terme), 
051/6951180
Piazzata in un paesino di 18.000 anime, dal 1993 fa quel che pu per dare una boccata d'ossigeno all'ambiente culturale. Organizza presentazioni, incontri, soprattutto con autori locali, e mostre fotografiche. Non avendo molto spazio espositivo, funziona pi che altro come libreria "a richiesta".
Brescia
Contesto, 
via S.Gallo 5/a, 
030/3752883
"Nel marzo del '94, un gruppo di compagni vicini all'emittente autogestita Radio Onda D'Urto, dopo una lunga discussione sulla necessit di un infoshop a Brescia, decise di fare un salto di qualit e aprire al pubblico una libreria-centro documentazione, fondando allo scopo una associazione culturale". Sono soprattutto quattro le categorie di libri trattati: testi politici pi o meno legati al movimento, scienza e tecnologia contemporanea (dai frattali al cyberpunk), cultura popolare e microeditoria. 
Contesto collabora con la rivista "Novecento Provagliese",  la sede del centro No- copyright, che raccoglie materiali del circuito dell'autoproduzione musicale, gestito da Band Sindacate, un gruppo che si occupa di censire tutti i gruppi indipendenti; sta organizzando un seminario permanente dul postfordismo.  aperta solo il pomeriggio-sera e tutte le estati si installa, per una ventina di giorni, nel Monastero di Sant'Eufemia per l'ormai tradizionale festa di Onda D'Urto.
Cremona
Libreria Ponchielli, 
p.zza Zaccaria 10, 
0372/23867
La citt  piccola, la cultura molto tradizionale, e nulla sembra dover cambiare mai, ma la scommessa della Ponchiellli con il cambio di gestione di dell'88  stata quella di aprire una libreria che non adeguasse a questo clima. " sorto in noi il disgusto etico ed estetico per la politica editoriale paratelevisiva delle grandi case editrici, e abbiamo deciso di puntare sulla qualit dei testi, soprattutto selezionando alcune valide piccole case editrici. Nonostante le difficolt il risultato ha incoraggiato la nostra volont di ricerca e trasgressione". Dopo aver promosso dibattiti e cicli di conferenze per sette anni alleandosi con altri spazi all'esterno della libreria, nel 95 -96 la collaborazione con l'"Archivio del Movimento Operaio e Contadino di Persico e Dosimo" e sfociata in una ricerca sulla memoria che si  concretizzata in due preziosi volumi. Il primo, "Cremona rifabbricata", racconta della violenta e rimossa trasformazione del tessuto urbano durante il fascismo attraverso le fotografie di Fazzioli, un fotografo locale molto amato. Il secondo "Il mio regno d'oro", racconta la storia della citt attraverso il racconto orale di una ex partigiana novantenne. "Abbiamo dimostrato che  possibile fare un lavoro sulla storia e la memoria che non fosse reazionario". Da questo autunno, la libreria gestisce uno spazio dibattiti al Palazzo Cattaneo di via Oscasale.
Cuneo
Coperativa Libraria Torre, 
via Calissano 7/b (Alba), 
0173/33658
"Nata nel 1976 su iniziativa di due circoli culturali di sinistra, ha preso il nome dalla prima sede, una torre medievale con due ampie sale: una per la libreria vera e propria, una per le attivit dei gruppi di Movimento. Alcuni soci diedero in quel periodo vita anche a un giornale di controinformazione, "Cronache Albesi", che pur tra mille difficolt sopravvisse cinque anni. 
La coperativa si configurava come un vero e proprio laboratorio politico della sinistra in una citt democristiana e clericale tra le pi placide e conformiste. Con la scomparsa del Movimento, venuta meno la radicalit degli scontri con le forze dominanti, la coperativa ha perso i suoi aspetti barricaderi, pur continuando il lavoro politico. Ora ha cambiato sede,  diventata una bella libreria e non pi un "covo" per gli albesi, che dispone anche di un'ampia sala ove si incontrano con continuit gruppi politici di base che lavorano su progetti di solidariet internazionale (Donne in nero, comitato profughi ex Jugoslavia), ambientalisti e talvolta anche Rifondazione e La Rete. Vengono organizzaati dibattiti politici e partecipa con le altre forze a iniziative di animazione culturale non istituzionale".
Firenze
Condotta 29, 
via Condotta 29/2, 
055/213421
I gestori si definiscono "librai ventiquattrore su ventiquattro", perch il rapporto con i lettori non si esaurisce in un frettoloso scambio di merce e il credo del piccolo universo fiorentino  quello di prestare attenzione a tutte le piccole produzioni purch culturalmente significative. Dalla libreria ha preso vita la rivista "Leggere".
Leggere Per, 
via Alfani 16/b, 
055/241807
Nata per la passione di due singoli nel 1986, la sua attivit si  sviluppata lungo due principi guida: rifiutare la logica del contenitore, scegliendo accuratamente testi - soprattutto saggi di materie umanistiche e narrativa -  e coniugare le tradizionali funzioni del libraio con le nuove tecnologie. Per questo sono disponibili alla consultazione dei clienti Cd Rom con gli elenchi editoriali compilati da numerose banche dati europee, con le quali la libreria  in costante contatto e collaborazione. Vengono pubblicati con regolarit cataloghi di informazione bibliografica. 
Libreria delle donne, 
via Fiesolana 2, 
055/240384
Nasce nel '79 dalla Coperativa delle Donne legata al Movimento femminista, da allora opera un costante lavoro di ricerca e selezione di testi di autrici, dalla saggistica alla narrativa. Organizza frequentissimamente dibattiti, cicli di incontri a tema e seminari nei fine settimana ed  sede del gruppo Donne insegnanti e di un archivio e centro documentazione sul movimento femminista. La libreria  anche collegata a Lilith, una associazione di associazioni che ha creato la "Rete informativa di genere femminile", una sorta di banca dati su tutto ci che ha prodotto e continua a produrre il movimento femminista. Una parte di questa base dati  stata messa in linea nel server Orlando.
Lorien, 
via Ricciarelli 22 (Volterra), 
0588/84090
Piccola librereria-cartoleria che esiste da una decina di anni. Organizza incontri, dibattiti e, tutti gli anni, la Fiera del libro. 
Forl
Ellezeta, 
corso Garibaldi 129, 
0543/28166
 l'edicola pi vecchia di Forl, ma ha uno spazio libreria che espone riviste di movimento e controculturali.
Dedalus, 
via Aldini 2 (Cesena), 
0547/24678
Non  facile sopravvivere in provincia senza vendere editoria scolastica, ma i due soci della Dedalus, ci stanno provando dal 1990. Non solo, prestano una particolare attenzione alla piccola editoria, hanno un parco riviste fornito delle testate pi classiche di dibattito politico a quelle autoprodotte e hanno persino una sezione dedicata ai fumetti alternativi. Non  un caso che siano "indicati a dito" e frequentati da una clientela per lo pi connotata a sinistra. Oltre a produrre incontri con autori, anche poeti locali, la libreria ha dato vita a Libro a venire una associazione culturale che si prefigge di editare libri che, altrimenti, non vedrebbero mai la luce. Il primo  stato "Inizi", breve scritto inedito di Henry Michaux dedicato all'infanzia, autodistribuito. 
Genova
Punto di Vista, 
via Sant'Agostino 58/3, 
010/2770661
Situata nel centro storico della citt, presta particolare attenzione alle produzioni etniche e multiculturali.
La Talpa, 
via Amendola 20 (Imperia), 
0183/710694
Libreria di catalogo con ampio spazio per le riviste e piccola editoria, organizza da dieci anni presentazioni e dibattiti.
La Spezia
Il Contrappunto, 
via Galilei 17, 
0187/731329
Dal 1980 il Contrappunto di via Galilei (ne esiste un altro in via Biassi 55 specializzato in scienza, narrativa d'evasione e Cd Rom)  una libreria "tipo Feltrinelli" con un vasto espositivo per riviste e piccola editoria. Produce iniziative culturali e politiche nella sede, ultima delle quali un ciclo sul Che organizzato con Italia Cuba. 
LIvorno
Gaia Scienza, 
via di Franco 12, 
0586/829325
Libreria "omnicomprensiva tipo Feltrinelli", con uno spazio per la piccola editoria, esiste dal 1991. Organizza cicli di incontri con gli autori, dai pi paludati a quelli "popolari" come i giornalisti del Vernacoliere (foglio satirico locale dall'umorismo piuttosto volgarotto), mostre fotografiche e, insieme con il Conservatorio e il Comune, iniziative collegate ai concerti di musica classica che si tengono nella antistante galleria. 
Messina
Hobelix, 
via Verdi 21, 
090/774046
Fondata nel settembre del 1978 da un gruppo di Movimento che l'anno prima aveva gi dato vita a una coperativa, "cerca di dimostrare quello che in molti teorizzano, ovvero che la cultura pu divenire imprenditorialit". Senza seguire il mercato, i gestori della Hobelix vogliono rendere viva la propria idea di libro scegliendo solo quei testi destinati a fare catalogo e curando un amplio spazio dedicato al dibattito politico. Possiedono un'ampia sezione riviste "in perdita secca, a causa dei ben noti problemi distributivi" e danno vita in continuazione a iniziative culturali di varia natura costruite lungo ampli cicli "come delle formiche che, passo a passo, offrono briciole di materiale all'attenzione e al ragionamento". Nel '96  stata la volta del ciclo "Transiti" sull'interdisciplinariet tra scienza e letteratura. 
Milano
Babele,
via Sammartini 23/25
02/6692986
 una delle due librerie in Italia specializzate in cultura omosessuale e lesbica insieme all'omonima di Roma. Nata nell'86 su stimolo della rivista Babilonia e dell'intera comunit gay che sentiva la necessit di un luogo proprio, dispone di una quantit di titoli che spaziano dai classici, alla saggistica, alla narrativa. Dentro i locali si tengono presentazioni e dibattiti, e quando  ospite un personaggio che pu richiamare molto pubblico, l'iniziativa si sposta o nel locale gay a fianco o in altri circoli. Possiede una buona scelta di saggistica in lingua originale francese, inglese e tedesca e espleta un servizio di vendita per corrispondenza. Ha aderito all'associazione milanese Librerie in compagnia, ma tra le aderenti  stata l'unica a non essere visitata dalle scuole medie superiori, nonostante le convenzioni stipulate. Questo la dice lunga sull'arioso clima culturale del nostro paese. 
Calusca, 
via Conchetta 18, 
02/58105688
Rimandiamo all'intervista a Primo Moroni, fondatore della libreria e gestore, che apre il capitolo. L'unica cosa da aggiungere  che attualmente, dopo vari traslochi nella citt di Milano, la libreria ha trovato una sistemazione, speriamo, definitiva nell'edificio del Centro Sociale Conchetta. La libreria  dotata, ora, di una sala per gli incontri e quasi tutte le settimane organizza dibattiti politici e culturali, rassegne di poesia e presentazioni di riviste e libri.  uno dei luoghi della cultura pi importanti nella citt di Milano, occupati e non. 
Libreria delle donne, 
via Dogana 2, 
02/874213
Storica libreria del movimento femminista,  stata fondata nel 1975 dalla Coperativa Sibilla Aleramo, attualmente composta da cinquanta socie impegnate in varie attivit culturali. Dispone di una grande quantit di titoli di autrici, che spaziano dalla narrativa alla saggistica e al suo interno  disponibile un vasto archivio sul pensiero femminista. Pubblica Via Dogana e Sottosopra, autorevoli riviste di dibattito, e organizza una quantit di iniziative e dibattiti.  stata la promotrice di Libreria in compagnia, una sorta di alleanza con alcune librerie milanesi allo scopo di produrre attivit culturali rivolte alla citt.
Utopia, 
via Moscova, 
02/29003324
Un gruppo di anarchici, che tengono a precisare di esserlo ancora "come e pi di prima", nel 1976 apr questo spazio per farne punto di riferimento per la pubblicistica alternativa e per lo sviluppo della cultura antiautoritaria.  una libreria che ha di tutto, comunque, ma i gestori si dichiarano "assolutamente contrari a rifilare libri pur di vendere, producendo cos molte "rese" al distributore per i libri di cassetta. Ci sforziamo di allargare le coscienze dei nostri clienti, consigliando percorsi di lettura al di fuori dei best seller:  una sorta di lavoro della talpa, quello che stiamo facendo". Da ottobre a marzo l'Utopia organizza cicli di dibattito nella sala al seminterrato che pu contenere sino a cento posti, rassegne video, mostre fotografiche e di fumetti. Il seminterrato  attualmente ritrovo del Collettivo studenti anarchici, come nel passato lo fu per ospedalieri in lotta, precari,, e via discorrendo. Ha prodotto un libro sull'altra America: "L'altro volto della conquista".
Cooperativa Libreria Popolare, 
via della Vittoria 48,
Legnano (MI), 
0331/397243
"Un gruppo di ragazzi e ragazze iscritti al sindacato, dopo due anni di dibattito, ha fondato questa libreria nel 1979 con l'impegno di costituire una cooperativa dove dare spazio alle voci che spazio non avevano. Nel 1994, liberatasi dalle briglie sindacali, si  caratterizzata meglio come punto culturale e di incontro sul territorio. Tra le iniziative culturali che la libreria sviluppa, da ricordare le cene abbinate a libri o autori, da Thomas  Mann a Pepe Carvalho, le letture di poesie con degustazione di vini e le iniziative in sostegno alla ex Iugoslavia. Da due anni, nella libreria, si autogestisce un gruppo di lettura dal titolo Donne e Letteratura, che discute mensilmente un testo. Nel 1996, campo di discussione  stata la letteratura del Novecento".
Nicosia
Agor, 
via Casale 15, 
0935/639464
In un paesino non  possibile essere troppo selettivi con i testi esposti, altrimenti si rischia la fame, ma si pu, tra i tanti testi, esporre anche quelli che interessano di pi e fornire anche un buon servizio di libri a richiesta. Questa la filosofia decennale dell'Agor, che ha dato vita alla piccola editrice Valdemone per ristampare libri di poesia di cui erano perse le tracce, soprattutto in nicosiano. Ha promosso incontri sul meridione e con autori di film, e da vita ogni anno alla locale fiera del libro. 
Novara
Margaroli, 
corso Mameli 55 (Verbania), 
0323/401027/405066
"La libreria nasce nel 1966 e diventa riferimento e sostegno quasi esclusivo della sinistra politica, sindacale, del movimento studentesco, operaio e delle donne. Sino al 1988 operiamo in una zona decentrata con settore di cartoleria e sviluppiamo molto il settore didattico (150 ore, corsi abilitanti, ecc.) con documentazioni varie, bibliografie, ricerche ecc. Nel 1988, abbandonato il settore cartoleria, la Margaroli si  spostata in un settore centralissimo triplicando la superficie, con uno sforzo finanziario non ancora assorbito. Rimane anche oggi a sostegno dell'area democratica e progressista".
Padova
Fahrenheit 451, 
via San Michele 3/2, 
049/8757076
Per quasi vent'anni si  chiamata Calusca 3 fornendo un servizio insostituibile nel Veneto di diffusione di materiale politico e di dibattito. Poi, dopo alterne vicende, nell'aprile 1996 ha cambiato gestione e nome, ma non del tutto filosofia.  stata ridotta in parte la sezione politica e incrementata quella di cinema, arte, filosofia, psicanalisi e narrativa, mentre identica cura continua a essere dedicata alla rivisteria. La sera prosegue la tradizione dei dibattiti e delle iniziative pi disparate dai corsi di pittura, e di storia dell'Arte alle letture poetiche, alle mostre d'incisione; una sala  sempre allestita con una mostra, che varia di mese in mese.  ancora la sede dell'Editrice Calusca, dell'Associazione culturale Calusca e dell'Associazione culturale Biblio. Quest'ultima pubblica con il proprio nome pretesti di lettura. 
Parma
Passato e Presente,
 via Nino Bixio 51/b, 
0521/284976
La coperativa che nel novembre dell'82 ha dato vita a P.e P.  stata fondata da "un gruppo vicino al Movimento, anche se con il passare degli anni c' stato un certo avvicendamento nella gestione". Attualmente,  pur avendo "un occhio di riguardo per la piccola editoria", la libreria "non  pi proprio alternativa", e ha aperto un punto vendita, pi spostato sui bestseller di consumo, in un centro commerciale. Questo sforzo economico e organizzativo ha fermato per l'ultimo anno e mezzo le abituali iniziative culturali come mostre d'arte e incontri tra poesia e teatro, riprese poi questo autunno.
Perugia
L'Altra libreria, 
via Rocchi 3, 
075/5736104
Fondata nel '77 da "un gruppo di amici della stessa area politica", nonostante abbia una particolare predilezione per la piccola editoria,  un punto di riferimento soprattuto per chi si interessi di archeologia e storia antica, fattore che porta in visita frequentemente le scolaresche. Organizza presentazioni di varia natura in locali di Comune e Regione ma, soprattutto, si impegna a "dare spazio alle voci minori" : dalle esperienze legate all'area della non violenza, come l'associazione Capitini che usa la libreria come "supporto logistico", ai centri sociali autogestiti.
Pesaro
La Goliardica, 
piazza Rinascimento 7,
Urbino, 
0722/2588
Molto selezionata la parte saggistica, buona disponibilit di riviste e piccola editoria.
Pesaro Libri, 
via Abbati 23, 
0721/31334
Pur esistendo dal 1988, la nuova gestione partita nel '92 ha donato nuovo impulso a questa libreria omnicomprensiva e con un buon spazio rivisteria. Organizza periodicamente conferenze nei propri locali - storia del pensiero femminista, rassegna sulle culture orientali, storia dei nativi americani - e si dichiara disponibile a ospitare nel proprio spazio chiunque voglia organizzare iniziative culturali.  la sede del circolo culturale Nautilus. 
Piacenza
Alphaville, 
piazzetta Tempio 50, 
0523/37157/335312
Spazio aperto dall'81 specializzato, oltre che in libri, in manifesti d'arte e in musica. L'interesse di Alphaville  rivolto principalmente alla piccole case editrici, soprattutto se un po' "fuori dagli schemi", ai nuovi autori e a tutto ci che  "diverso e particolare". Le presentazioni e le iniziative culturali sono dedicate agli autori giovani con le caratteristiche di cui sopra. 
Ravenna
Moby Dick, 
via XX Settembre 5 (Faenza), 
0546/663605
"Apre i battenti nel luglio del 1996, in trenta metri quadrati con pochi soldi e tanta buona volont, specializzandosi in remainders, libri d'occasione e a met prezzo, dovendo per ben presto allargare l'offerta anche alle novit e ai libri di catalogo; si  caratterizzata da subito come punto di incontro, di discussione e di scambio di esperienze. In un certo senso, si pu dire che la libreria  un vero e proprio "ufficio informazioni" sulle iniziative politiche e culturali che si svolgono in citt e altrove, grazie alla collaborazione con associazioni e gruppi che qui trovano sempre ospitalit. Un luogo dove "rallentare" il tempo e riscoprire, udite udite, la socialit. All'interno sono stati organizzate varie rassegne di incontri con autori giovani e poco conosciuti e con piccole case editrici, anche grazie alla collaborazione con associazioni e gruppi empre ben ospitati". Ha anche messo in piedi una piccola editrice che si occupa di letteratura. 
Reggio Emilia
Libreria del Teatro, 
via Crispi 6, 
0522/438865
Storica libreria di Reggio Emilia, talmente storica che  stata posta sotto vincolo dal Ministero dei beni culturali,  nata nel 1926 come "Nironi e Prandi", passando all'attuale gestione nel '60. Nonostante la vetust dell'edificio, i titoli esposti sono una selezione di materiale d'avanguardia e alternativo e da sempre la libreria  diventato punto di incontro per giovani scrittori e poeti. Organizza presentazioni e mostre, l'ultima era dedicata a Saint Exuperie, e pubblica di quando in quando libri e cataloghi: tra questi una raccolta di poesie dei popoli siberiani (la prima traduzione europea) e sta per pubblicare una traduzione delle opere giovanili di Esenin. 
Roma
Anomalia, 
via dei Campani 73, 
06/491335  
"Anomalia nasce come iniziativa specifica all'interno di un collettivo politico orientato in senso anarchico/libertario sul finire degli Anni Settanta, ponendosi come tentativo di dimostrare la possibilit concreta di creare degli spazi autogestiti di promozione/incentivazione/diffusione di un sapere critico, pur con la consapevolezza dei limiti che tutte le iniziative del genere hanno, in una societ in cui vige l'ordine e/o il disordine culturale manipolato. Rifiutando dunque sia il mito degli scaffali carichi di libri inanimati/inamidati, sia il modello consumistico del supermaket, ci siamo orientati in base all'insieme delle indicazioni bibliografiche fornite dai diretti fruitori, interni ai campi specifici, sia ad una bibliografia critica, mutuata dalla "memoria storica" o maturata dal dibattito presente, interna sia ai circuiti ufficiali che a quelli marginali/sotterranei della produzione libraria. Per sette anni la libreria si  impegnata nella diffusione di cataloghi ragionati per soggetto, finalizzati sia alla riflessione sia alla vendita per corrispondenza.
I locali della libreria, oltre a ospitare gruppi di discussione o servizi quali Il telefono Viola, includono il Centro di Documentazione Anarchica, o "Sisifo", consistente in una biblioteca di circa 3000 volumi, un archivio di riviste e materiali di interscambio nazionali e internazionali, manifesti e video aperti alla consultazione e alla riproduzione". 
Babele,
via Paola 44
06/6876628
Aperta dall'ottobre '93,  la versione capitolina dell'omonima milanese.

Farenheit 451, 
p.zza Campo dei Fiori 44, 
06/6875930
Tra le librerie a Roma pi frequentate dal giovane e variegato popolo della sinistra,  stata fondata nell'88 da una coppia appassionata di libri e desiderosa di trasformare il concetto di libreria tradizionale in quello di luogo polifunzionale. Per questo organizza corsi di teatro e fotografia (quest'ultimo con la collaborazione di Tano D'Amico, seminari sul cinema, e da vita alla manifestazione Libri in campo tutti gli anni nel mese di luglio, sorta di fiera del libro con concerti e dibattiti. Oltre che la sezione politica,  particolarmente fornita la sezione Arte e spettacolo. Dal 1996  anche una casa editrice.

Tempo Ritrovato/Il,
via dei Fienaroli 31/d, 
06/5817723
Dopo 18 anni di onorata carriera in Piazza Farnese 103, nel 1996 questa libreria femminista si  trasferita nell'attuale sede, molto pi spaziosa, e con una sala in comune alla biblioteca DWF (Donne Women Femmes), dedicata al movimento femmminista e al pensiero della differenza. I testi in vedita sono tutti di autrici (con qualche eccezione nella saggistica) e spaziano in tutti i generi, purch considerati interessanti. "Quando non conosciamo un testo attraverso le nostre esperienze o la critica, ci prendiamo la briga di leggerlo prima di metterlo in vendita e solo se lo riteniamo valido, anche se magari non siamo d'accordo sui contenuti, lo esponiamo. Cerchiamo di mantenere uno standard qualitativo molto elevato". Molto ricco anche il settore infanzia , quello delle riviste, dove possono essere rintracciati anche gli atti dei convegni, e un prezioso settore in lingua originale. L'attivit di produzione culturale  a ciclo continuo, con una breve sospensione estiva e va dai gruppi di lettura ai cicli di conferenze aperti anche al pubblico maschile. 
L'Uscita/Libreria internazionale il manifesto 
via Tomacelli 164, 
06/68808160
Per quasi trent'anni, la libreria Uscita di via dei Banchi Vecchi  stata punto di riferimento per generazioni di simpatizzanti della sinistra, pi o meno al completo, ma stanca di svolgere la sua attivit in pochi metri quadri ha deciso nel 1996 di rinnovarsi stringendo una joint venture con il manifesto. Adesso, sistemata a pochi metri dal portone del quotidiano comunista,  decisamente molto pi grande e fornita. Presta una particolare attenzione non solo ai testi di politica e dibattito ma in generale e a tutte le materie umanistiche e ai libri per l'infanzia. Il piano inferiore  attrezzato con una sala convegni e due gallerie per le mostre d'arte e quest'anno  stato avviato un sistema per le videoconferenze e un polo Internet aperto al pubblico. 
Sassari
Il Libro, viale Italia 15b, 079/216487
Da tre anni, grazie allo stimolo di un appassionato d'arte e politica, questa libreria continua instancabile la sua attivit culturale. I testi sono selezionati secondo il criterio che "siano usciti da 3 giorni o da trent'anni, se sono validi rimangono sugli scaffali", e soprattutto fornita sono la sezione arte, poesia e piccola editoria. Sono disponibili tutte le principali riviste di dibattito politico e una selezione della produzione alternativa. Vi si tengono costantemente iniziative culturali, spesso in collaboarazione con l'Arci gay, Italia Cuba e lo S.C.I. e vuol essere una vetrina per tutte le iniziative di interesse civile come quelle del Progetto Handicap.
Torino
Dei Comunardi, 
via Bogino 2, 
011/8170036 
Venezia
Patagonia, 
Dorsoduro 3490/b, 
041/5785333
 nata nel 1978 come libreria anarchica con il nome di Utopia 2 e rimane tale fino al 1988 quando, con il cambio di gestione, preferisce caratterizzarsi meno rigidamente e diventare un "punto d'incontro di letterature, tendenze e visioni". Promuove numerosi dibattiti e letture con autori di letteratura e saggistica, privilegiando gli editori ""diversi" come Castelvecchi, Costa&Nolan, Manifestolibri, Marcos y Marcos...".
Vicenza
Librarsi, 
stradella S.Stefano 11, 
0444/547140
Caratterizzata un po' come una libreria dell'immagine,  gestita all'insegna della selezione, soprattutto per quanto riguarda "le grandi case editrici e tutta quelle inutili collane...", nell'intento di porre in luce l'editoria minore, sempre a rischio di soffocamento. Tutti i gioved sera posegue l'apertura fino alle 11 e da vita a presentazioni, mostre di fumetti e libri d'autore, serate musicali. Ha sempre collaborato "in via amichevole" con tutte le associazioni locali. 
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 Ci sembra doveroso, in chiusura, accennare anche alla questione degli Infoshop. Gli Infoshop sono spazi generalmente legati ai centri sociali o case occupate, che fungono da diffusione di riviste e libri considerati interessanti per il movimento. Le tipologie variano grandemente, dal banchettino risicato a vere e proprie librerie, e abbiamo deciso di non elencarli in questo capitolo rimandandovi ai centri autogestisti pi vicini. Facciamo una eccezione solo per il GRA, il Grande Raccordo Autoproduzioni, una sorta di alleanza distributiva tra gli Infoshop di quattro centri sociali -quello del Forte Prenestino, 06/21807855, dell'Auro e Marco, 06/5088565, di Zona A Rischio, 06/4393271 e il Brankashop del Brancaleone, 06/82000959 - nato dalla deriva della precedente Lega dei Furiosi. Ha pubblicato un interessante libro di dibattito sulle "Nuove frontiere per l'autoproduzione" cui hanno collaborato anche la Nautilus (To), Cayennautogestita (Feltre), Cs.Icaro (Terni), Avana bbs, Assalti Frontali e Wide Records, Derive e approdi e la Shake Edizioni.



di Melina Miele
e S.D.
Questa sezione non sarebbe nata senza il prezioso aiuto di Gigi Gherzi, Gabriele Bramante, Alberto Grifi.



Melina Miele, laureata in psicologia, si occupa di teatro e vidoe e partecipa al progetto "Senza sipario".  redattrice di Radio Onda D'Urto.


intervista a Gigi Gherzi, regista teatrale


Puoi partire raccontando chi sei ai lettori?
Ho incominciato a fare teatro come attore nel teatro Del Sole di Milano, poi come regista di gruppi miei e come assistente alla regia in alcuni teatri come il "Franco Parenti". Nell'89, con lo spettacolo "Arbol" ,ho vinto il premio "Scenario" e da quel momento la mia attivit si  indirizzata principalmente al teatro giovani. 
In seguito ho messo in scena due spettacoli con i quali ho vinto lo "Stregagatto" (premio destinato al migliore spettacolo italiano per giovani e ragazzi): "Ari ari" , con la compagnia Corona-Gherzi-Mattioli e "Ali", prodotto dal teatro La Ribalta e dal Centro teatrale Le Grand Bleu di Lila, Francia. Di entrambi gli spettacoli sono stato regista e autore. Ho lavorato con altre compagnie a livello italiano producendo gli spettacoli "Avorio" con la compagnia "Pandemonium", "Fratelli", con La Ribalta di Merate, "Gianni detto Burrasca" con la Compagnia Assemblea Teatro di Torino. L'ultima produzione mia  "Periferico Otto" sempre con la Corona Gherzi Mattioli. 
Queste le esperienze pi "ufficiali". E per quanto riguarda il circuito alternativo?
Da anni porto avanti attivit di insegnamento e progetti speciali all'interno di numerose realt sociali, in primo luogo nei centri autogestiti milanesi, con i quali  partita la produzione di due spettacoli di cui sono coautore e regista: "Randagi" e "Viaggiatori". 
Ho lavorato anche all'interno del carcere di San Vittore con le detenute, in centri di aggregazione giovanili che facevano riferimento ai comuni, non autogestiti quindi, nelle scuole medie e superiori insegnando teatro ai giovani, con gruppi teatrali di base e a insegnanti. 
Di che cosa  figlia la tua forma espressiva come artista, di quale epoca, di quali influssi ed esperienze? 
Io faccio parte di una generazione che posso definire solo come "di mezzo", quella che negli anni Ottanta si  trovata tutte le porte chiuse in faccia e tutti gli spazi gi occupati da chi difendeva ferocemente le posizioni conquistate. Io, come altri, ho reagito autoproducendomi e cercando di esprimere una scrittura teatrale che ponesse al centro i problemi, le tensioni, le sensibilit del presente nell'ottica di un nuovo teatro popolare. Un teatro che, senza scordare la ricerca dell'avanguardia degli anni Settanta, sia capace di comunicare con il pubblico che si incontra in situazioni non teatrali, di creare situazioni ovunque venga rappresentato, dalla piazza estiva alle scuole. 
E' una ricerca che non ha solamente il testo come ossatura centrale dello spettacolo, ma che trova il proprio punto di forza anche nel rapporto con gli altri elementi della scena, in particolare la musica, gli oggetti, la scenografia e lo spazio. Cerco di costruire un linguaggio dove questi vari elementi non vengano considerati subalterni al testo, ma come segni che si scontrano allo stesso livello di importanza con il segno che, normalmente,  considerato l'unico forte, quello della parola e del testo. 
Che giudizio hai sul mondo del teatro italiano? 
Generalmente mi sembra una situazione bloccata, quasi agonica. Credo che sostanzialmente abbia perso la propria utilit di strumento sociale per comunicare tensioni, idee, utopie e che, in quanto tale, non sia pi riconosciuto dal pubblico. Non riescono a esistere - se non rarissimamente - altre modalit di utilizzo del teatro e le generazioni si susseguono e si scontrano senza che ci sia un'idea di rivoluzione estetica, poetica, del senso dello stare in scena, come se esistesse una necessit di ricambio sindacale per far sedere tutti attorno a una tavola sempre pi povera dividendo il poco pane e il poco vino rimasti. C' la generazione dei padri nobili, chiamiamola cos, da Strehler a Ronconi, che sta concludendo il suo percorso e quella dei successori ufficiali, che andranno a dirigere gli stabili quando i predecessori cederanno il passo; c' quella di chi ha fatto l'avanguardia negli anni Settanta, arroccata su se stessa a cercare di mantenere una fascia molto limitata e di pubblico e di finanziamento; c' quella di mezzo cui accennavo prima, che continua a cercare di accedere al riconoscimento e alla sovvenzione e c' la generazione degli ultimi gruppi. Il teatro privato e commerciale, intanto, costruisce il proprio pubblico attraverso la presenza sul palco di personaggi di riconoscibilit televisiva.
Queste differenziazioni non spingono, per, in avanti il dibattito, arricchendo la situazione culturale di utopie, ma contribuiscono alla stasi. Per adesso il potere rimane saldamente in mano alla vecchia generazione, ma non  che anche dalle nuove scaturiscano segnali che possano far presagire cambiamenti radicali in tempi brevi. 
Ti sei occupato, in collaborazione con Teatri d'Ithalia, la scuola civica Paolo Grassi e alcuni registi e giornalisti, dell'organizzazione della rassegna "Scena prima", un palcoscenico aperto ai gruppi giovani e alle compagnie considerate "marginali"; che cosa ne  scaturito di significativo? 
Soprattutto la volont di rompere questa dinamica bloccata, sottolinenado che esiste una nuova generazione che porta degli elementi nuovi. Molti spettacoli erano interessanti e avevano dentro di s germi di originalit, pur rimanendo fortissima la necessit di una maggiore radicalit nella proposta. Credo che l'ultima generazione, anche se segnali interessanti sono giunti dalle esperienze di Bologna e dall'associazione "Teatri invisibili" che si sta formando, sia ancora incerta fra tentare la via sindacale di cooptazione all'interno del vecchio mondo teatrale, e ipotizzare pratiche teatrali, culturali, sociali radicalmente nuove. Si sente molto la mancanza di una cultura teatrale e, soprattutto, di una "tensione" culturale - non esistono riviste di teatro su cui si dibatta, non esiste spazio per le utopie, per gli esperimenti al di fuori della norma - e questo produce una situazione di debolezza nella proposta dei giovani gruppi. Se si continua semplicemente a dire "siamo giovani, dateci spazio", si rischia di ricadere nel  semplice processo meccanico, che  stato tipico degli anni Ottanta, per il quale ogni tanto qualcuno sceglieva quattro o cinque gruppi, pi o meno a caso, e li chiamava emergenti, senza riuscire a togliere al teatro quella patina di muffa e di noia che gli si  appiccicata sopra. Pulire queste incrostazioni credo sia il compito fondamentale cui sono chiamati non solo i giovani gruppi, ma tutte le persone interessate a un'idea alta di teatro, facciano parte della generazione di mezzo, dei giovani gruppi, di chi ha fatto l'avanguardia o, addirittura, dei "neo-ufficiali". 
Che passaggi si devono fare, secondo te, per riuscirci? 
Occorre, secondo me, riscoprire il passato, a partire dalla tragedia greca, dove il teatro era convivialit, senso del tempo e dello spazio presente, momento di riconoscimento di grandi problemi e grandi tensioni collettive. Occorre liberarsi della parola teatro e sostituirla con l'arte del presente e dello stare in scena; mantenendo un grande amore per la tradizione, oggi dobbiamo cambiare le carte in tavola e rivoluzionare il gioco. Si sente sempre pi la necessit di uno spazio teatrale altro, sia fisicamente, perch le normative hanno costretto ormai all'unica soluzione scenica del palco all'italiana, con il pubblico bloccato in sala, sia mentalmente. Si deve riaprire la porta a sperimentazioni con il pubblico, al lavoro artistico all'interno dei gruppi, rivedendo il senso generale che il teatro pu avere rispetto a una comunit: in questo senso i centri sociali sono tra i pochi luoghi dove questo tipo di modalit possono essere sperimentate insieme al teatro ragazzi, dove il rapporto extra spettacolo con ragazzi e insegnanti offre la possibilit di uscire dalla ritualit. 

 Mi sembra di capire che i nuovi gruppi emergenti non ti appaiono particolarmente radicali nelle scelte, sia dal punto di vista estetico che da quello dei contenuti. E' cos?
La radicalit esiste, ma non  necessariamente maggiore nei giovani rispetto ai gruppi della generazione di mezzo o addirittura  precedente. Diciamo che i gruppi giovani non possiedono come caratteristica peculiare un grande impatto poetico, culturale o politico. La grande quantit di gruppi teatrali che sta emergendo testimonia  pi la necessit personale di fare teatro che quella di comunicare qualcosa  al mondo e alla societ. Ho la sensazione che la gente faccia teatro per capirsi, per esprimersi, ed  una bella cosa, ma insufficiente. Il teatro deve ridiventare uno strumento fondamentale, interessante e vivo anche per chi vede, non solo per chi lo fa. Comunque, questa generazione non  particolarmente radicale dal punto di vista estetico, culturale, poetico o politico, non pi delle altre, almeno. Per  importante che ci sia stato un ritorno cos forte dei giovani al teatro, uno strumento che intorno agli anni Ottanta si era visto in parte soppiantare da altri mezzi di autoespressione come la musica, il video, le arti visive.
Ragionando per schematismi, che differenza c' tra questa teatralit diffusa di cui hai parlato, e quella invece dei gruppi di base degli anni Settanta? 
C' una grande differenza. Negli anni Settanta era fortissimo il rapporto con il contesto politico dei movimenti: non a caso l'esplosione  stata proprio negli anni che andavano dal '76 al '78. 
Il bisogno personale si collegava al bisogno politico, alle tematiche femministe, alla riappropriazione dello spazio urbano. Questi erano i temi al centro dell'attivit di quei gruppi di base che, tra l'altro,  avevano un'idea di gruppo come micro-comunit con la quale tentare vie di azione, di liberazione collettiva. Quello era il contesto, che esattamente come i movimenti and in crisi subito dopo, quando s cap che la strada era radicalmente chiusa e negata dalla normalizzazione, dal craxismo, dagli effetti e controeffetti dell'attivit terroristica e cos via. Quello che troviamo ai giorni nostri non  un movimento, e non si definisce come tale; non  detto che sia un male, comunque. Questa  una generazione estremamente eterogenea nelle proposte e vuole semplicemente veder riconosciuto il proprio desiderio di fare tetro. 
C' anche un altro elemento di diversit: il movimento dei gruppi di base degli anni Settanta aveva comunque dei padri nobili di riferimento che, sostanzialmente, erano i grandi maestri d'avanguardia del Novecento. Erano Brecht, Artaud, Barba, Grotowskij, Peter Brook, Tadeusz Kantor e Bob Wilson. La generazione attuale non si definisce, invece, per appartenenza a famiglie di ricerca artistiche; nessuno si definisce pi un gruppo di "terzo teatro", oppure un gruppo "brechtiano", oppure un gruppo di "teatro etico". Questa  una diversit in positivo, secondo me,  perch impedisce un meccanismo identitario troppo facile e spinge a comprendere che oggi la ricerca poetica pu andare avanti solo se si contaminano proposte e metodologie di lavoro molto differenti fra loro. Per adesso questa contaminazione la si legge pi in termini di grande eterogeneit che come linee di tendenza forti, di prodotti artisticamente molto rilevanti: per  una buona base di partenza. 
Molti, le istituzioni, come le generazioni pi vecchie, fanno rilevare che i nuovi gruppi, non producono begli spettacoli e che la loro qualit  abbastanza dubbia. Questa osservazione pu scaturire da due diversi atteggiamenti. Pu essere una frase fatta, una banalit giusto per contrapporsi a chi adesso ha 25 -30 anni e giustamente chiede di poter avere un proprio spazio  - un po' come dire "cosa volete fare che non conoscete nemmeno l'ABC" -. E' naturalmente un atteggiamento conservatore, che rimpiange l'attore di una volta e la sua solidit drammaturgica o registica. Il secondo atteggiamento pu essere invece di critica costruttiva - ed  quello che pi mi appartiene - e scaturire dalla consapevolezza che  veramente il momento di dare vita a un processo radicale e profondo di ridiscussione dell'essenza stessa del teatro perch, in caso contrario, si rischia di non raggiungere mai risultati elevati. Occorre, quindi, valorizzare i germi e gli stimoli che comunque esistono, gli spettacoli interessanti, strani, stimolanti, che fanno ben sperare. 
Chiariamo subito per che il problema di un teatro "altro", non semplicemente un teatro "nuovo", non  semplicemente un problema dovuto al ricambio generazionale, e non riguarda solo le leve pi giovani. Su una tematica di questo tipo si possono tranquillamente (e fecondamente) incontrare un maestro come Leo De Berardinis e un gruppo che partecipa alla rassegna "Scena prima", e potrebbe essere una gran cosa se ci si sforzasse di incontrarsi su una utopia molto radicale, sul bisogno di mettere in discussione schemi fermi da vent'anni, pi o meno. Mi sembra che dopo la "grande botta" del movimento degli anni Settanta, non ci sia mai pi stato un nuovo tentativo di rimettere in gioco tutte le carte. 
Nei gruppi giovani che tu hai conosciuto, hai incontrato dei tentativi di produzione culturale che tsperimentassero modelli di fuoriuscita dal teatro finanziato, gruppi che non invocassero costantemente una maggiore attenzione da parte dello stato?
Sinceramente no, anche se il mio  un giudizio parziale visto che non posso conoscere tutto ci che si muove in Italia. Per adesso direi che le strade che vedo intraprendere sono due. O le compagnie rinunciano, e portano avanti la propria attivit teatrale solo nella dimensione dell'hobby, della ricerca personale (quando parlo di hobby parlo anche di un hobby molto nobile come si usava per il gentiluomo dilettante ottocentesco, che molto spesso possiede pi qualit e compie pi ricerche del professionista), togliendosi completamente dalla mischia, perch il gioco  troppo duro e troppo difficile. In questo caso i gruppi non vogliono neanche sapere come ci si costituisce legalmente, come si chiede un'autorizzazione, come si pu costruire un'economia razionale. Esiste per anche l'atteggiamento opposto, quello di quei gruppi che affrontano in teatro pi professionalmente e che, in questo caso, prendono immediatamente l'atteggiamento sindacale e cominciano con le lamentazioni sul fatto che il Comune dovrebbe dare questo, i teatri  maggiori quell'altro, lo Statoquell'altra cosa ancora... 
Ci sono anche dei segnali differenti, comunque, fatti di consorzi tra gruppi come l'Associazione Teatri Invisibili: per non mi sembra che il tema sia fortemente dibattuto, per adesso, da questa nuova generazione teatrale. Posso dire, inoltre, che anche nei casi di associazione, la logica sindacale, o il rimpianto per essa, fanno quasi sempre capolino. 
Qualcosa, per, mi lascia ben sperare: la situazione del teatro diffuso oggi  estremamente in movimento, quasi in modo convulso.  Potremmo, nel giro di pochi mesi, assistere a cambiamenti molto importanti.
 

intervista con Gabriele Bramante della Wide Records

Cominciamo da un po' di storia: fine degli anni Settanta, diciamo fine dei movimenti e, soprattutto, fine di tutti i riferimenti del circuito underground. Poi cosa  successo nel panorama musicale? 
Io sono entrato in gioco come musicista e successivamente come Wide Records nella prima met degli anni Ottanta e, in quel momento, noi eravamo sul treno del punk. Verso la fine degli anni Settanta, e di certe situazioni movimentiste,  arrivata questa nuova spinta soprattutto dall'estero, trovando in alcuni centri sociali la culla da cui poi nascere e procedere. 
 Come si era diffuso in Italia il punk? 
Innanzitutto grazie al clamore di quello che era successo in Inghilterra e alle immagini pi platealmente trasmissibili da l a qua. Ne sono nati momenti di incontro, con luoghi di produzione politica che scoprivano la voglia di fare musica, e luoghi in cui veniva fatta musica dove venivano messe in crisi le vecchie espressioni politiche. Fondamentalmente ho visto questo svilupparsi dentro i centri sociali, e in momenti occasionali come gli appuntamenti per certi concerti, dove ci si cominciava a riconoscere sotto questo nuovo ombrello che unificava un po' tutti. Poteva valere anche il concerto dei Black Flag al Duemilauno di Milano, come momento di incontro. 
Com'era il clima in quel periodo?
In quel periodo le musiche "ufficiali" che arrivavano dall'estero erano assolutamente ignobili, qualcosa di simile alla peggiore disco music degli anni Settanta e l'Italia era veramente un posto abbastanza difficile dove vivere. C'era una grossa difficolt ad esprimersi e la diversit doveva essere per forza marginalit e radicalit. Non a caso il punk si afferm in questo contesto: fu l'unica valvola di sfogo. 
Quali centri sociali hanno cominciato per primi a raccogliere le istanze punk che circolavano? 
I primi che hanno dato una spinta sul territorio sono stati soprattutto il Virus di Milano, il Victor Charlie di Pisa, la Giungla a Bari, e poi, a ruota, tanti altri.  
 E i primi gruppi? 
Ci sono state cinque scene, per quello che io posso ricordare. Quella toscana, che forse ha fatto da ponte musicale e culturale con il patrimonio che arrivava dagli Stati Uniti. I gruppi toscani si riunivano sotto la sigla GDHC (Gran Ducato Hard Core) e, fra questi, sicuramente i pi importanti e significativi sono stati i CCM di Pisa, un gruppo dalle cui ceneri  nata una parte dello staff che adesso lavora alla Wide Records. Poi c' stata quella milanese, con i Wretched, i Crash Box, nati nell'area che gravitava intorno al Virus e a situazioni di questo tipo. Poi la scena bolognese con i Raf Punk , Jumpy Velena (poi Helena) e i Nabath e, successivamente, i CCCP - Fedeli alla linea, e quella romana, con parecchi gruppi ma molto meno conosciuti a livello nazionale. Citerei anche i Raw Power di Reggio Emilia, gli Indigesti di Vercelli e i Kina di Aosta. Stiamo parlando dei primi Anni ottanta, direi '82, '84. In seguito le realt in Italia che si ispiravano alla scena anarco-punk londinese e, poi, a quella hard core americana, hanno saputo sviluppare questo modo di far musica, per cui i gruppi erano meno politicizzati, ma tutti schiettamente incazzati con la polizia. C'era meno ideologia, anche se attingevano a piene mani da movimenti libertari, meno rozzezza musicale, mentre c'era pi ricerca, magari improntata alla velocit, all' energia, a una radicalit di fondo. 
C'era anche una certa personalit. Infatti i gruppi italiani come Negazione, Raw Power e CCM per esempio, dopo la prima met degli anni ottanta, girando per l'Europa hanno ottenuto enormi consensi, pi che in Italia. Io sono andato in giro con alcuni gruppi e ho verificato che era vero anche su piccola scala. 
Tutto si  sviluppato con un certo ritardo rispetto alla scena inglese... 
Io sono andato a vedere i Ramones in Italia nel '79, e ho avuto la mia svolta personale allora, ma poco era gi arrivato, se non il discorso della moda, dell'impatto trasgressivo. C'erano dei luoghi dove il punk veniva in qualche modo praticato e diffuso, per il fenomeno "all'italiana" ha avuto il suo picco nella prima met degli anni Ottanta. 
 qui che nascono le prime etichette?
Tutti i gruppi, non avendo dei referenti all'esterno, cominciarono ad autoprodursi spontaneamente i dischi, ad autorganizzarsi i concerti, a viaggiare, a portare con s i propri materiali e a scambiarseli. Nacque una discreta rete di rapporti che coinvolgeva le fanzine come i gruppi legati al vegetarianesimo, gli antimilitaristi, gli anarchici, le femministe... Questa fu la prima tela che si ricostru dopo le tele che erano andate incancrenendosi negli anni Settanta. Era una tela non prettamente movimentista, ma pi una valvola di sfogo sottoculturale, anche perch queste identit erano lo 0,1% di quello che poteva essere il mondo in quel momento. 
A quel punto, gravitando in questi circuiti, qualcuno si  scoperto organizzatore di concerti, qualcuno ha cominciato con le fanzine ed  stato naturale che qualcun altro si mettesse a fare le proprie etichette, semplicemente per il proprio gruppo o per gli amici pi stretti. E da l la cosa si  un po' allargata. 
Si riusciva ad arrivare anche alla distribuzione commerciale? 
Se all'interno del circuito underground i materiali circolavano nei modi pi svariati, l'unico modo per farli arrivare nei negozi di dischi era andare a "rompere" ai negozianti di persona, cosa pressoch impraticabile, anche perch ci si presentava in un modo che non dava molte garanzie di successo... Vi sono state delle proposte verso delle realt "ordinarie", pi istituzionalizzate, grosse distribuzioni dove si cercava di fare entrare alcuni materiali, ma mi pare che i tentativi in questo senso furono molto, molto limitati.  
Cosa  successo quando  terminata la spinta del punk nella seconda met degli Ottanta? - 
C' stato un grosso vuoto fra l'85 e il '90 in termini di significanza, di effettiva incisivit sul mondo della musica, ed  stato allora, per esempio, che noi abbiamo cominciato, dopo alcune esperienze di autoproduzione di gruppi musicali, fanzine e attivit nei centri sociali: molto lentamente, molto in sordina. Abbiamo meditato molto a lungo su come partire e quando lo abbiamo fatto siamo rimasti nascosti per parecchi anni. Insieme a noi sono partiti anche altri, cito fra tutti "Materiali Sonori", molto distante da noi come esperienza, ma  una delle etichette indipendenti pi antiche che abbiamo in Italia, che ha fatto una strada molto personale, e coraggiosa, a quei tempi. C' voluta molta fatica per avviare una macchina che imponesse come normali le realt indipendenti. Siamo stati a faticare per lunghissimi e buissimi anni ed  stata un'esperienza che sinceramente non ripeterei. 
Vi sono stati altri fenomeni musicali a spingere la nascita e lo sviluppo delle etichetti indipendenti, dopo il punk?
Sicuramente il rap, che ha portato dei fenomeni culturali da marginali e sottoculturali a qualcosa di socialmente rilevante, o quanto meno visibile,  per cui anche il pubblico si  abituato a certe forme di espressione, a certi ascolti e i concerti si sono cominciati a organizzare pi su nuovi nomi, piuttosto che continuare a vivere di rendita su quelli precedenti 
E tra la fine del punk e il rap cosa vi  stato? In fondo  stato un intervallo abbastanza rilevante...  
Una volta esauritosi il fenomeno del punk, che aveva espresso un proprio stile, io non ho visto granch venir fuori, in Italia, se non delle riproposizioni abbastanza poco originali di modelli esteri. C'era un tipo di rock indipendente un po' all'italiana, per esempio, ma i gruppi cantavano quasi tutti in inglese, non c'era una elaborazione originale di un proprio modo di far musica: cosa che il punk cantato in italiano aveva. Il rap, invece, ha un po' ripreso questa cosa. Nel mezzo c' stata la New Wave, ci sono stati dei fenomeni sicuramente molto meno incisivi culturalmente, meno originali. Questo periodo ha coinciso anche con alcune battute d'arresto dei centri sociali: Virus e Victor Charlie furono bloccati, la Giungla ebbe parecchi problemi, a Roma ancora non si erano costituiti dei punti di riferimento precisi, a Bologna pi di tanto non si era riusciti a fare, anche se poi  arrivata l'Isola nel Kantiere...  
La scena rap quando  iniziata? 
Mi pare che l'esplosione sia stata nei primi anni Novanta, potremmo dire nel '90-92. Si sono un po' ripercorse le stesse tappe del punk. Come sedi furono scelti i centri sociali, non a caso,  stato ripreso il cantato in italiano, sono riiniziate le autoproduzioni, e la gente ha ricominciato a fare fanzine, a scambiarsi dischi, a fare le proprie piccole distribuzioni ed etichette. 
Il primo gruppo fondamentale  stata l'Onda Rossa Posse, gente cresciuta in un ambiente molto politicizzato che  partita semplicemente rappando in radio sui dischi giamaicani, e poi ha cominciato con il movimento della Pantera a proporre il sound system. Anche la prima volta che l'Isola Posse All Stars si  espressa in pubblico  stato a una manifestazione; anche l c'era un sound system che mandava musica. Quello fu un gruppo, per esempio, fra i pi quotati del genere; hanno fatto un disco magari arrangiato in quattro minuti, ma che ha avuto un'importanza fondamentale in quella fase: "Stop al panico". Subito dopo la scena di Roma e Bologna, secondo me veniva Milano. Napoli ha cominciato un po' dopo, mi pare, quando le prime manifestazioni della Pantera avevano gi cominciato a ottenere un certo rilievo sui media e i 99Posse si sono fortemente imposti;  dietro di loro c'erano gi gli Almamegretta che sedimentavano, creavano il proprio progetto musicale. 
In Toscana ci sono state altre realt come per esempio il Generale, ma lui  stato un qualcosa di atipico, perch faceva parte dei I refuse It!, un originalissimo gruppo punk. Eravamo amici da tanti anni e ha avuto nella Wide Records una buona pista di lancio; si  affermato, ha lavorato molto sul patrimonio della fiorentinit, dei linguaggi tipicamente dialettali toscani. Poi sono arrivati i Sud Sound System, che hanno fatto lo stesso lavoro sulla cultura salentina... Piano piano il fenomeno si  espanso a macchia d'olio, fino ad arrivare alle mega realt.
Pensi che l'onda del rap sia terminata, adesso? 
S, adesso c' musicalmente una fascia nuova, quella della riscoperta dell'italianit, un filone musicale che si esprime con musiche "mediterranee", possano essere il raggamuffin pugliese, il funk napoletano, il folk punk. Vi sono anche atmosfere mitteleuropee, pi nordiche, in alternativa a chi si esprime utilizzando la cultura mediterranea. 
Si  di fronte a un fenomeno di riscoperta della tradizione?
Credo di s, esiste questa nuova valenza del cantare in italiano, che  sicuramente stimolante. Ognuno si muove in questo modo, facendo musica popolare e usando vari codici. 
Come si  evoluto il circuito delle etichette indipendenti, oggi? 
La scena  molto sfocata. Per esempio, esistono buone etichette che sono etichetta e basta, come la Vox Pop, che contrariamente a quello che fanno altri, come l'Helter Skelter o noi stessi, che siamo anche distributori, non riesce a distribuirsi con le proprie forze: deve ricorrere ad accordi con major o grosse distribuzioni. C' il Consorzio produttori indipendenti che ha le stesse dinamiche: un gruppo di persone fa grosso modo da stimolo, ma riesce a esprimere solo la propria indipendenza culturale, e non quella effettiva, perch si fa distribuire dalla Polygram. Esistono anche piccole etichette che in qualche modo vagano... Il problema centrale, quindi, non  tanto il produrre musica quanto il distribuirla:  il grosso nodo del capitale, quello della distribuzione. Noi della Wide Records abbiamo cercato di ragionare in una maniera un po' particolare facendo da elemento catalizzatore di alcune realt, che siano esse estere o italiane, musicali o editoriali, con una certa apertura verso formule in qualche modo atipiche. Per da soli non riusciamo a portare avanti un lavoro concreto: tutto ci che noi vendiamo direttamente, senza usare i circuiti che non ci appartengono,  poca cosa. Quello su cui lavoriamo comincer ad avere significato, quando cominceremo a entrare in negozi dove non entreremmo mai, quando riusciremo a fare arrivare i nostri dischi dentro un negozio commerciale pur mantenendo un contatto con la base, o quando nasceranno tantissime altre strutture come la nostra. Noi cerchiamo mantenere un certo stile, una certa qualit, senza affidarci, a seconda di quello che abbiamo in mano, a questo o quell'altro grosso distributore, ma non c' in questo momento, mi pare, la forza per fare a meno a meno di tutti gli altri strati del mercato che possono far s che la merce circoli capillarmente. 

Per il libro abbiamo selezionato 19 etichette musicali. Non credi che fra queste potrebbe esservi la capacit di mettere in piedi una distribuzione propria, magari alleandosi con altri soggetti che si pongono in modo critico rispetto al mercato? 
Ci sono degli esperimenti in corso: il Manifesto sta portando i dischi in edicola, noi i libri nei negozi di dischi; altri i dischi in negozi particolari.  Chi riesce a fare qualcosa deve mettere in moto una grossa variet di rapporti, su pi livelli. Esistono delle ipotesi di cartello, comunque, ma occorre andarci cauti perch bisogna fare i conti con componenti un po' delicate: la professionalit, la seriet, l'affidabilit, la solidit come impresa. Intanto, il distacco fra chi  piccolo o medio-piccolo, e chi  grande o molto grande si sta allungando, c' una forbice che sta creando una zona vuota, una zona buia rappresentata dal salto che pu fare un gruppo dal vendere poche centinaia o poche migliaia per arrivare a ventimila: nel mezzo c' pochissimo come dimensione prettamente numerica. Il ruolo delle strutture indipendenti deve essere appunto quello di arrivare a occupare queste zone buie, portando alla luce e coinvolgendo i luoghi di produzione culturale che partono dal basso. In questo senso i centri sociali devono fare i conti con le dinamiche legate alla loro crescita e generare "impulsi" a una maggiore produzione culturale, stimolando il proprio crescente pubblico a mettersi in gioco. Sono gli scenari che, dall'autoproduzione, possono condurre all'indipendenza, allo sviluppo ulteriore di produzione e distribuzione alternativa, ai macrosistemi; a nuove forme di reddito autogestito. L'alternativa all'autoorganizzazione e alla mancanza di valorizzazione della propria produzione culturale porta diritto alla cessione di questi patrimoni a chi gestisce i macrosistemi economico-spettacolari. Chi fa autoproduzione, chi si pone come indipendente e fa produzione e distribuzione alternativa, chi opera nei centri sociali, chi lavora nella cultura alternativa o underground ha il dovere e la responsabilit di evitare tutto ci, pena, la messa in discussione del proprio essere. Deve stimolare la nascita, la crescita e lo sviluppo di nuove forme dell'agire sociale, culturale, lavorativo, antagonista. La battaglia  qui; occorre sgombrare il campo da ideologie putrefatte e fare posto all'agire coscientizzato sul proprio patrimonio culturale, a 360 gradi con creativit, reinventandosi un rapporto con il tempo, con il lavoro, con le proprie idee e il proprio patrimonio culturale, etico e politico.  un nodo cruciale e delicato:  un reinventarsi le proprie zone d'azione nella vita. 
 




Abbiamo scelto di segnalare quelle situazioni invisibili che operano sui territori, producono spettacoli, tengono corsi, ma della cui esistenza pochi sono a conoscenza, lasciando da parte, invece, tutti quei gruppi e quegli artisti che da anni si muovono in quella "zona artistica temporaneamente autonoma" collocabile tra teatro autoprodotto e istituzioni, e circolano all'interno del consolidato circuito dei festival del teatro di ricerca, trovando riconoscimenti da parte di critica e pubblico. Dalla "Raffaello Sanzio" a Danio Manfredini, alla compagnia Del Bono-Robledo, a Roberto Corona, e tanti altri. 
Una miriade di gruppi e compagnie teatrali presenti su tutto il territorio nazionale, oltre a decine di attori e registi in ordine sparso, che non ci  stato possibile raggiungere e documentare puntualmente: il panorama teatrale italiano si presenta, oggi, con una nuova vivacit.  caratterizzato da una forma di "teatralit diffusa" che poco ha da spartire con il movimento teatrale degli anni '70, in cui un'intera generazione aveva privilegiato il teatro come forma espressiva facendosi portatrice di valori e identit collettive cui era indissolubilmente legata, e rappresenta piuttosto percorsi artistici individuali ed esperienze soggettive.
Attori con un lungo iter formativo alle spalle - decine e decine di ore spese in laboratori e stage - in cui sembra prevalere la ricerca di approfondimento artistico e personale, invece delle necessit produttive e dei tempi dettati dal mercato teatrale. Artisti che, pur riconoscendo le caratteristiche collettive del loro lavoro, al gruppo di appartenenza preferiscono l'incontro intorno a progetti, e le affinit estemporanee che possono scaturire da specifici interessi.
Esperienze in continuit con la recente "tradizione" teatrale, quella che Gigi Gherzi, nell'intervista in apertura di sezione, definisce "dei padri nobili", che sembrano - per - non aver ancora maturato un proprio originale "codice", in cui ancora non  prevalso uno stile, un segno forte che possa contraddistinguerle come movimento. Percorsi di ricerca in splendido isolamento, in assenza di conoscenza e confronto reciproco, ai quali - molto spesso - non vengono date occasioni di incontro col pubblico. Anche questo, crediamo, contribuisce all'assenza - spesso sottolineata - di qualit, nonostante le capacit pi volte riconoscibili negli attori e la presenza di idee.
Ad accumunarle  semmai la condizione materiale. La carenza di spazi in cui provare e mostrare gli spettacoli - pi che gli esigui budget - determina la consistenza del lavoro, ma anche l'assenza di aree sociali e culturali di riferimento che siano da stimolo e contribuiscano alla crescita dei gruppi. 
In questo senso  da interpretarsi l'attenzione e la progettualit catalizzate dai centri sociali negli ultimi anni.  in quest'area che  possibile trovare interessanti esperimenti: dai Teatranti occupanti di Bologna a Senzasipario, nati dall'intersecarsi di tensioni del presente e inquietudini teatrali. 
M.M.


                                                                                                                                                                                                                   
ALESSANDRIA

TEATRO DEL RIMBALZO
VIA MAZZINI 73
TEL. 0131/443645
Nasce nel 1978, con progetti e spettacoli per promuovere e ricercare forme teatrali che coniughino tradizione e innovazione. Oltre ad un pubblico di giovani e ragazzi, si dedica ad attivit con detenuti, nei centri d'incontro, ecc. Nel 1990 ha aperto uno spazio diventato punto di transito delle compagnie emergenti nazionali ed estere, oggi irrimediabilmente danneggiato dall'alluvione del novembre '94.
"Frammenti " riunisce tre storie: "Testa o croce" per 100 anni una donna aspetta il suo amore affidando la speranza a un responso testa/croce fino a trasformarsi da vittima in carnefice. "Il vecchio millenario" tratto da Vladimir Majakovskij dove un vecchio testimonia il disagio di un mondo dove la luna non ha nessuna influenza sulla tecnologia e la sua materia. Infine "la piccola fiammiferaia", stralunato mondo di bambina visionaria.


ASCOLI PICENO

GRUPPO LAIRA
VIA LUIGI DARI N. 2
TEL. 0736/254329
Nasce nel 1992 dall'incontro tra perfomer e dal desiderio di confrontarsi con progetti collettivi per la ricerca di nuovi spunti e stimoli creativi. Comune  l'interesse per la sperimentazione e la contaminazione tra di diversi linguaggi artistici. "Preludio" interpretazione coreografica prende spunto dalle sei suites di J.S.Bach.

LABORATORIO TEATRALE "RE NUDO"
VIA TRENTO 98
SAN BENEDETTO DEL TRONTO
TEL. FAX 0735/582795
Sin dal 1987, dall'inizio della sua attivit, si caratterizza per la volont di dare vita a un teatro "tra la gente" che ne recuperi la sua funzione originaria di assemblea civile, che pone problemi, solleva dubbi, fa' da coscienza critica del presente. Gestisce un teatro divenuto luogo di progettazione di una cultura della solidariet, dell'incontro, del recupero della memoria.

TEATRI INVISIBILI
Segreteria:: 0735/582795
Redazione bollettino: c/o Zona Castalia tel. 011/544525
Cartello di numerose compagnie teatrali nazionali che si propone di creare occasioni di "visibilit" attraverso rassegne, convegni, laboratori ed iniziative di vario genere, per e con gruppi e singoli artisti in rapporto con il territorio, ma spesso al di fuori dei circuiti ufficiali di distribuzione e finanziamento.
Obiettivi centrali dell'associazione: aprire e incentivare il dibattito artistico interno ed esterno, consolidare la rete di compagnie e artisti, pubblicare e diffondere un "bollettino/foglio informativo", e infine, la creazione di un circuito indipendente, il censimento dei bisogni e delle risorse delle singole compagnie, la trattativa con i referenti istituzionali per l'apertura di spazi e il "riconoscimento" del lavoro dei teatranti invisibili.
Attualmente aderiscono ai Teatri Invisibili oltre 40 gruppi sparsi su tutto il territorio nazionale, ma l'associazione si propone di andare al di l delle compagnie aderenti, con la collaborazione operativa e lo scambio con quanti siano in sintonia con la sua dichiarazione di intenti. Organizza annualmente l'incontro dei Teatri invisibili, a San Benedetto del Tronto.
Tra gli altri, segnalati di volta in volta in questo indirizzario,:
CO.LI.TE
COMPAGNIA LIBERI TESSITORI
C/O MAURIZIO FERRARESI
VIA VALERIANI 34
40134 BOLOGNA
TEL. 051/6141906
PETIT SOLEIL
GRUPPO TEATRALE 
C/O GIULIA CLANCY
VIA SANDRI 3
40033 CASALECCHIO SUL RENO (BO)
TEL.FAX 051/6130843
LE BELLE BANDIERE
VIA FAENTINA NORD 4/1
48026 RUSSI (RA)
ASSOCIAZIONE TEATRALE L'IMPASTO
VIA MONTEFIORINO 1
42100 REGGIO EMILIA
RIETI
ABESIBE'
CORSO REGINA MARGHERITA 85
10124 TORINO
TEL. 011/885620
COMPAGNIA MOSAICO
STRADA TETTI RUBINO 47
10100 TORINO
ESKENE DANZA E DINTORNI
VIA CESARE BATTISTI 7
10123 TORINO
TEL. 011/6961065
L'OFFICINA DI MORGNANA
KONTRAST TEATRO
CORSO SEBASTOPOLI 297/4
10137 TORINO
TEL. 011/836771
STUDIO MOMUS
CORSO CASALE 79
10132 TORINO
TEL. 011/8191458-2423787
TANGRAM TEATRO
VIA NOMIS DI COSSILIA 18
10137 TORINO
TEATRO DELL'ACQUA
VIA VILLARBASSE 7
10138 TORINO
TEL. 011/3859247


BOLOGNA

AMOREVOLE COMPAGNIA PENUMATICA
VIA R. AUDINO'T 18/2
40100 BOLOGNA
TEL. 051/580219
Compagnia di recente formazione.
"Macbeth, ovvero l'estromissione del Potere dal teatro ovvero il trionfo dell'amore". Due idee guida: "il testo non  un calco, bens  innazitutto carta, ovvero un piano costituita da punti relazionabili secondo linee molteplici. Mettere in scena un testo significa tracciarne una delle possibili cartografie." e il rapporto con il Potere e l'amore la cui accettazione in entrambi i casi ha implicazione masochistiche, di concatenamento e desiderio.

COMPAGNIA MONICA FRANCIA
C/O ANNA ALBERTARELLI
VIA KARCOV N. 17
40100 BOLOGNA
TEL. 051/6330082
Drammaturgia e danza per indagare nel caos e nel suo contrario, l'ordine. Spaesamento e scissioni, corsa verso la morte e tensione verso la vita nel loro spettacolo "L'uomo coriandolo", che ha ricevuto numerosi consensi per la forza e il linguaggio teatrale usato.
"Bisogna ammettere nell'attore l'esistenza di una sorta di muscolatura affettiva corrispondente alla localizzazione fisica dei sentimenti. L'attore  un atleta del cuore" dicono, citando Antonin Artaud.-Lavorano all'interno di un genere che definiscono "contact-improvvisation":

LA NUOVA COMPLESSO CAMERATA
VIA DELL'UNIONE 8
40126 BOLOGNA
TEL.051/228965
Nata agli inizi degli anni '90 il gruppo, inserito nel cartello dei Teatri Invisibili, privilegia la "trasversalit delle arti" intesa come "capacit musicale" di far girare pensieri e immagini.
Due gli interessi prevalenti: la ricerca approfondita su alcuni temi considerati centrali "Pasolini, la terra, la costante costruzione di un'ideologia" e il lavoro pedagogico come "proposta di rapporti" e non necessariamente rivolto agli attori, ma ai giovani e alle "popolazioni dei pi diversi paesi".

TEATRO ORFANO
C/O VALERIA DI MODICA
VIA PARADISO 7
40100 BOLOGNA
TEL. 051/264359
"Non c' un perch alla scelta di essere orfani, di padri riconosciuti e di NN, forse  il desiderio di parola insulare, di frattale umano nel teatro".
"Piccole Mosse per Asilo" (inviolabile). "Sei forme opache in fuga luminosa o meglio in un acquario. Vicine, molto vicine. Un territorio che nasce dall'imperfezione, dal giocare con gli errori senza soluzioni definitive, dal travestire il dramma come un fantoccio".

ROSASPINA
GRUPPO TEATRO DI BASE
VIA SAN PETRONIO VECCHIO 40/2
40125 BOLOGNA
TEL. 051/228965
Opera da vent'anni nell'ambito della ricerca teatrale, rielaborando di volta in volta il proprio "stile" a seconda degli incontri e delle collaborazioni avute negli anni.
"Insaziabilit" omaggio a S.I. Witkeiwicz, figura particolare e poliedrica della cultura polacca novecentesca, abbastanza noto come pittore, ma assai poco conosciuto come drammaturgo e narratore. Il gruppo ha cercato di rievocare  le "atmosfere e i motivi dell'universo witkaciano, governato dal freddo cinismo dell'intelletto, dalla brutalit devastante del sesso, dalla rabbrividente nostalgia del metafisico, dalla mostruosit dell'assurdo".


BRESCIA

LABORATORIO TEATRALE AUTOGESTITO M 47
VIA INDUSTRIALE
BRESCIA
TEL. 030/3731188
Esito di un laboratorio teatrale all'interno del centro sociale Magazzini 47, e delle occasioni di formazione avute negli anni all'interno degli spazi occupati bresciani.
"Locanda Almayer" liberamente ispirato a "Oceano Mare" di Alessandro Baricco e "Il muro" di Jean Paul Sartre per mostrare le solidutidini di un gruppo di persone ospiti, in una apparente casualit, di una locanda. Fili di esistenze smarrite al limite, che proprio dal suo riconoscimento traggono il senso di una possibile unit.


CASERTA

TEATRO DELLA BUGIA
VIA SAN CARLO 189
81100 CASERTA
TEL.0823/326729
Pi di dieci anni di lavoro finalizzato a una ricerca di un "giusto equilibrio tra l'avanguardia e la tradizione, credendo profondamente in un concetto basilare: "tutto quello che di buono  stato fatto va' mantenuto". E' impegnato in un lungo e faticoso percorso di approfondimento del teatro di Raffaele Viviani e i suoi spaccati di vita nelle strade napoletane. Da qui lo spettacolo "Rafe' sto'cca'".

L.AR.TE.S.
LABORATORIO TEATRALE
VIA VITTORIO VENETO 8/10
81031 AVERSA (CE)
TEL. 081/8906372
FAX 081/5032828
Spettacoli nati in laboratorio dopo una lunga ed attenta ricerca sul linguaggio corporeo. Come "Fil", figura epica e senza tempo che porta alla luce il dramma di donna e di madre. "Intorno a Fil emergono fantasmi del suo passato e del suo presente: l'immagine prevaricante del padre si sovrappone cos a quella dell'amante-marito., mentre l'altra figura femminile, Pupatella fa da contraltare".


CATANIA

NAVE ARGO
VIA FISICARA 7/A
95041 CALTAGIRONE (CT)
Danza, musica e poesia sono i linguaggi privilegiati dal lavoro di questo gruppo che, oltre a produrre spettacoli organizza annualmente un festival del teatro di ricerca dal titolo Teatri in citt.
"Valzer: la stanza, il fiume, l'oscura ossessione": una sorta di antologia emozionale in cui danza, poesia e musica si mischiano nella circolariet di un valzer.

AURA TEATRO
VIA RIMINI, 7
95037 SAN GIOVANNI LA PUNTA (CT)
TEL. 095/7511644
Lavora ad uno studio della tragedia con particolare attenzione ai personaggi femminili. Da qui "Cassandra", uno spettacolo sulla guerra in cui l'antica veggente  "una figura guida, un pretesto per avere una voce, una testimone...Abbiamo cercato Cassandra anche in altri luoghi del vivere, l'abbiamo cercata nel suo passato, nei suoi ricordi, nella vita normale. La vita "normale" non esiste pi,  finita per sempre sotto la prima bomba, la prima lancia, il primo fuoco".


FERRARA

FERRARA TEATRO
C/0 MICHELE BERTELLI
VIA SANTA CATERINA DA SIENA, 6
44100 FERRARA
TEL. 0532/248304
Fondata nel '92 da Renato Carpentieri, con un occhio particolare alla contaminazione dei linguaggi e alla ricerca di nuove modalit espressive.
"Kafka" due brani - "Relazione per un'accademia" e "Il verdetto" - in cui  "disperatamente vivo l'appello angoscioso dell'uomo contemporaneo, recluso nella prigione delle convenzioni sociali ed affettive, dalla quale nemmeno il richiamo alla propria coscienza riesce ad affrancarlo. Ed ecco allora l'assoluta necessit di fuga...."


FORLI'

MALOCCHI E PROFUMI
VIALE RISORGIMENTO, 250
47100 FORLI'
TEL. 0543/84379-34033-34831
Il gruppo si  formalizzato da poco in associazione, nonostante i suoi componenti lavorassero gi insieme da alcuni anni. "Limerik Junction" nasce da una "lettura senza freni" dalle Troiane di Euripide, e da alcune domande elementari sul bene fragile e prezioso della memoria. "Le troiane" fuggono da Troia in Fiamme e approdano a Limerick Junction, desolato punto della terra d'Irlanda dove c' una torre per i profughi senza memoria. In cui si parlano lingue diverse, e si canta, e si recita filastrocche. "Da questa Babele e dal conflitto con il guardiano dei ricordi, rinascono - lentamente - le identit.

GRUPPO DI LAVORO
MASQUE TEATRO
VIA MAZZINI 39
47032 BERTINORO (FO)
TEL. 0543/743705
Lungo periodo di lavoro nel tentativo di coniugare immagini ed azione scenica, teatro e scultura, in un intervento che implica "modifica e trasformazioni del luogo" alla ricerca di una nuova ritualit che enfatizzi la dimensione interiore dell'esistenza moderna. "Progetto Prigione detto Atlante" per liberare l'anima dal carcere della materia.

MOTUS
OPERE DELL'INGEGNO
VIA CASTORE 49
47037 RIMINI
TEL. FAX 0541/957733
Ricerca teatrale e intervento sociale per una nuova dimensione spettacolare che sia anche incontro tra culture e collaborazione con i deboli della societ. Da questi intenti nascono spettacoli sulla differenza, con studenti, lavoratori immigrati ecc. AID ZONA AD ALTA TENSIONE, nato dalla letteratura magrebina, senza la presunzione di narrare una cultura che non appartiene, quella araba, ma nella volont di capirla.

MUTOID WASTE CO.
VIA CALATOIO PONTE
SANTARCANGELO DI ROMAGNA
47038 FORLI'
TEL. 0541/626721 FAX 621241
Formatasi a Londra nel 1984, la "tribe" si caratterizza per uno stile di vita comunitario che non  possibile separare dal loro lavoro di artisti. Diverse nazionalit ed esperienze accomunate dall'uso di materiale di recupero, dall'essere riciclatori, riutilizzatori dei rifiuti urbani, di ci che la societ del benessere produce, e cio gli scarti. Dal '90 lavorano a Santarcangelo dando vita a spettacoli caratterizzati da una ritualit tribale che rimanda al filone cyberpunk e alle atmosfere fantastiche del dopobomba.


GENOVA

TEATRO DELLE NUVOLE
VIA EMILIO SALGARI 491/19
16156 GENOVA
TEL. FAX 010/6973129
Dall'incontro di tre artisti, nella primavera del 1992, e dalla comune necessit di ricercare una propria poetica, "in piena autonomia e senza i condizionamenti commerciali", nasce il Teatro delle nuvole. Provengono da differenti percorsi espressivi - teatro, musica e arti visive - che cercano di fondere nello spettacolo "I fabbricatori di sogni" da Nazim Hikmet, Allen Ginsberg, Gioconda Belli. "I sogni mai spezzati di Nazim Hikmet, che anche dalla prigionia e dall'esilio non ha mai cessato di amare, sperare, sognare un mondo nuovo. I sogni infranti della beat generation, generazione sconfitta dalla falsa comunicazione, dalla violenza, dalla sete di potere, dal consumismo. I sogni di giustizia sociale e di valori positivi, sognati da Gioconda Belli.

QP
PIAZZA INF. DI PELLICCERIA, 1-25
16123
GENOVA
TEL. 010/299862-204598
FAX 010/299225
Incontro tra canzone d'autore e teatro d'ombra.


L'AQUILA

DEPOSITO DEI SEGNI
VIA AUSTRALIA 7
67100 L'AQUILA
TEL. 0862/314630
"Timbra" progetti artistici basati su un continuo lavoro di laboratorio, e nati in contrapposizione al disagio della vita odierna e dell'appiamento di ogni possibilit umana autentiche. Lavora montando immagini e situazioni che attraversano gli spazi della rappresentazione, disponibili o accessibili. Una delle installazione pi recenti  dedicata a Sarajevo per "creare uno spazio della memoria", oltre che della coscienza ovviamente.


LECCE

CENTRO DI PRODUZIONE TEATRALE ASTRAGALI
VIA G. CANDIDO 23
73100 LECCE
TEL. 0832/306194
Teatropoesia, corpo, voce, musica e movimento per coinvolgimento del pubblico non solo negli spazi convenzionali del teatro, ma in quelli della quotidianiet per mischiare respiri poetici e rumori della strada in una nuova sonorit.


MANTOVA

CAGNACCI
C/O ANDREA ROSSI
VIA ROMA 76
46020 QUINGENTOLE (MN)
TEL. 0386/42127
Nato nell'85 all'interno di un centro di aggregazione giovanile, ha iniziato un percorso di ricerca sul dialetto mantovano e sugli idiomi della bassa e sulle fiabe. Na Fola ad Fil  l'incontro con alcune favole mantovane che hanno fornito agli attori un tappeto narrativo sul quale elaborare, attraverso il proprio personaggio, una storia costruita con dialoghi e azioni.


MILANO


A.I.D.A. (associazione interdisciplinare delle Arti)
VIA ASCANIO SFORZA, 47
20136 MILANO
TEL./FAX8360629
Il gruppo rivolge il suo impegno a luoghi socialmente svantaggiati nei quali il teatro possa costituire un utile veicolo di scambio culturale. Ci che caratterizza l'A:I:D:A:  l'idea di un teatro come momento di aggregazione, creazione fantastica e strumento di intervento e analisi sociale.
Fondato nel '95 il gruppo si compone di 8 membri. Il loro spettacolo Tingel Tangel, da Karl Valentin,  ispirato all'atmosfera del cabaret tedesco degli anni venti il cui linguaggio, satirico e dissacrante sembra essere tra i pi adatti a rappresentare il nostro tempo.

TEATRO DELL'ALEPH
VIA DE AMICIS, 6
BELLUSCO (MI)
Da 15 anni si inserisce in quella corrente teatrale definita "teatro di ricerca", che ha le sue radici in Stanislavskij, Grotowki, Barba, ecc. Il campo di intervento privilegiato  il teatro di strada, con tutti i suoi elementi (trampoli, ecc.).  Tra i loro spettacoli "Armaghedon", spettacolo apocalittico ispirato alla fine del mondo, e Vincent Van Gogh, biografia della vita del pittore. Promuove inoltre seminari e stage. 

GRUPPO TEATRALE DELLE ALI
C/O ANTONELLO CASSINOTTI
VIA TORNAGHI 44
20062 CASSANO D'ADDA
TEL. 0363/63357
FAX 039/321845
Tiene insieme diverse esperienze, teatrali, cinematografiche, letterarie. Lo spettacolo Ferramonti di Tarsia (ispirato al campo di concentramento di Ferramonti di Tarsia)  il loro primo lavoro di gruppo preceduto da un accurata ricerca storia. Caratteristica del loro lavoro , inoltre, la regia collettiva.

AMA TEATRO
C/0 ANGELO PRATI
VIALE SCARAMPO 49
20148 MILANO
39219480
lI gruppo, di 3 persone, si propone di coniugare teatro di parola e teatro di azione, legato all'immagine e al corpo. La messa in scena di Orgia, il loro primo spettacolo dall'opera di Pier Paolo Pasolini, non  la semplice trasposizione del testo ma la ricerca, attraverso la parola del mondo di immagini da cui essa  generata.

ANIMANERA
C/O ALDO CASSANO
VIA MAZZUCOTELLI, 26
20100 MILANO
TEL. 70120573
L'animanera  il lato oscuro - senza alcuna connotazione negativa - che ognuno di noi ha nel profondo dell'essere, e che proprio l'espressione teatrale, quando  autentica, permette di portare alla luce e di comunicare. Comunicare , infatti, una "necessit" per questo gruppo, che realizza i suoi spettacoli con la convinzione che la rappresentazione scenica pu vincere l'indifferenza, la poesia pu imporsi alla televisione, e uno spettacolo teatrale  una sfida all'oblio che tutto copre e dissolve, memorie individuali e collettive.
Per ricordare Derek Jarman (il cineasta inglese morto nel '94 devastato dall'aids), ma anche per far rivivere sulla scena l'indifferenza della malattia, la ghettizzazione degli omosessuali e i tab sulla diversit. Il lavoro  frutto di una creazione collettiva in cui ricongiure improvvisazioni ed esperienze personali di ciascun componente della compagnia. "Ho camminato dietro il cielo"  tratto dai diari Modern Nature e At your own risk e dai film The garden e Blue di Derek Jarman.

TEATRO APERTO
C/O RENZO MARTINELLI
VIA GARIBALDI 5
20080 CASARILE
TEL. 9053603
FAX 039/2872978
Un teatro che nasce dal sogno, da un incontro di persone, di occhi, di corpi, di pensieri e di musica. Tempo e spazio si frantumano, si ridefinisce la percezione della realt. E' la contestazione del mercato delle prestazioni e dei sentimenti, senza voler reinventare nuove regole. E' ricerca di energia.
"Lenti in amore" esplora il concetto della lentezza, vengono contestati il tempo accelerato e l'efficienza.

APRITI CIELO
MARISTELLA PELLEGRINESCHI
VIA LEONARDO BRUNI 20
20158 MILANO
TEL.. 66804016
La creazione di uno spettacolo come "atto di desiderio", frutto di un percorso interiore e di una personale crescita artistica e umana. La compagnia si avvale della collaborazione del Laboratorio di progettazione dello spettacolo della facolt di architettura del politecnico di Milano, da cui mutua una singolare concezione teatrale. "L'evento teatrale  considerato uno spazio-tempo formato e attivato da 'roze' (attori, luci, musiche) che interagiscono tra loro per realizzare un fatto reale e confrontabile col pubblico."
"Operina". personaggi caratterizzati dall'immobilit, dalla non eroicit, privi di elementi di trasformazione inseriti in una trama drammaturgica costruita sulle suggestioni evocate da alcuni autori teatrali con particolare riferimento alla letteratura francese.

GRUPPO ASSE
VIA DE AMICIS 42
20100 MILANO
TEL. 86453474-2532995-FAX 76015257
Il gruppo deve il suo nome a un antico saluto rituale della tradizione bosniaca (asse vuol dire "che il sole illumini anche te"). Culture e stili diversi per testimoniare che anche l'arte pu essere "materiale resistente" a guerre e violenza.
"La Sibilla di Sarajevo"  uno spettacolo di grande attualit sulla guerra nell'ex jugoslavia in cui l'autrice del testo, Emina Gegic, pur essendo molto giovane ha saputo cogliere e trascrivere le idee e i sentimenti degli adolescenti che in ogni parte del mondo vivono le contraddizioni del passaggio all'et adulta.

BILLY HUMP
(COMPAGNIA)
C/O CLAUDIA POLSINI - LINO BRUSA
PIAZZALE MARTINI, 11
20137 MILANO
TEL. 02/55183311
Iniziano la propria esperienza teatrale nel "Laboratorio di progettazione dello spettacolo" all'interno della Facolt di Architettura del Politecnico di Milano. Attualmente lavorano all'interno dello spazio occupato S.q.o.t.t.con la  produzione di spettacoli e la collaborazione a progetti di autoproduzione, nell'area dei centri sociali e in particolare nell'esperienza di Senzasipario (vedi scheda). L'esigenza di indagare le diverse possibilit espressive, caratterizza la struttura della compagnia, che  composta da un nucleo costitutivo a cui affiancare, di volta in volta, altri collaboratori orbitanti nello stesso circuito (attori, gruppi o singoli musicisti, videomakers).
Con altri gruppi e artisti milanesi, ha dato vita al "Consorzio", per mettere in rete progetti produttivi, percorsi formativi, tecniche e materiali. Il Consorzio, ha gi iniziato a lavorare: la prima uscita  avvenuta all'interno dell'ex Ospedare Psichiatrico "Paolo Pini" di Milano nel giugno scorso, per una iniziativa sulla riconversione dell'area dell'ex ospedale psichiatrico milanese.
Il teatro come comunicazione totale, che utilizza i diversi linguaggi (corpo, parola, video) e che ispirandosi alla quotidianiet arrivi all'espressione di una utopia. Le parti che compongono la messa in scena di un testo - lo spazio, l'attore, il suono, la luce - possiedono un proprio codice per mezzo del quale comunicare lo stesso messaggio. Comunicare un pensiero attraverso un percorso nei linguaggi della rappresentazione: cos nasce "Margherita", l'ultimo spettacolo della compagnia. Scrittura scenica autonoma partendo da suggestioni di Bulgarov, Carrol, T. Mann, Saint Exupery, per affermare una piccola verit: "non esiste un solo dogma della vita, ma solamente diversi punti di vista, diverse realt". Margherita si trover immersa in spazi deformati, incontrer strani personaggi, nel corso di un "viaggio", una ricerca individuale verso un futuro non precostituito da una realt che tenta di imporre i suoi valori come universalmente validi. Le conquiste ottenute al termine di questa ricerca si accompagneranno alla conoscenza del dolore, e qui sta il pegno da pagare.

BLU TEATRO
ALESSANDRA DE SANTIS
VIA STELVIO 57/C
CUSANO MILANINO (MI)
TEL. 02/6194004
Di recentissima costituzione, tutti i membri del gruppo provengono dall'associazione Metropolis. Animato dalla volont di fare del teatro un mezzo privilegiato di espressione e di comunicazione, in una societ dove il contatto diretto e lo scambio di idee sembra essere sempre pi rarefatto, Teatro Blu mostra una particolare sensibilit alle esperienze contamporanee pur partendo, com' il caso di questo primo spettacolo, da testi classici.
"Macbeth:": operazione drammaturgica di adattamento e di rivisitazione del Macbeth "shakespiriano" nelle interpretazioni di Testori e Ionesco. Lo spettacolo vira attraverso un gioco di incursioni, slittamenti e trasfigurazioni da una dimensione quotidiana ad una rituale e viceversa.

CALEMBOUR
VIA MEDA 37
20141 MILANO
TEL. 02/33104485
Dal 1991 il gruppo si dedica alla ricerca intesa come momento di crescita artistica, culturale e sociale. Il teatro  scelto come mezzo di comunicazione non elitario per un pubblico da attivare con la rappresentazione. Svolge inoltre attivit teatrale con detenuti e tossicodipendenti, e organizza rassegne di cinema e teatro, e stage.

TEATRO CINQUE
VIA FUSETTI 9
20136 MILANO
TEL. 89406616
Fondato nell'89, il gruppo ha come obiettivo la creazione di un teatro "forte, umano, dinamico, necessario, emozionale, sostanziale" seguendo quella linea di ricerca che vuole fondere parola e corpo, con particolare attenzione alla nuova drammaturgia. E' associato ai Teatri Invisibili.
"Susn": in cinque quadri racconta la drammatica vita di una donna e del suo impietoso fallimento, di una sconfitta esistenziale in cui si denuncia l'ottusit e la prevaricazione che il conformismo genera e alimenta.

COLLETTIVO DELLE RONDINI
VIA G. D'ANNUNZIO, 3
20100 MILANO
TEL. 58112923
I principali riferimenti sono quelli degli happening del Living Theatre e del Teatro Guerriglia, a cui alcuni membri da oltre un decennio si ispirano.
"L'eco del presente"  una metafora del nemico, sia esterno (controllore sociale, aguzzino), si interno. Spettacolo sulla paura e sull'incubo costruito a partire dall'improvvisazione degli attori e dalla loro tentata identificazione con tre "artisti maledetti" Isadora Duncan, Bataille e Bessie Smith.

GRUPPO DEES
C/O FERRARESI MADDALENA
VIA PASUBIO 16
20154 MILANO 
02/6597999
Formato da dieci donne provenienti da esperienze diverse e tutte poliedriche. Attrici, ballerine, cantanti, musiciste. Ma  soprattutto dal corpo, fondamentale strumento dell'esperienza femminile, che nascono movimenti, voci, materia e musica, e storie. Gli spettacoli vengono costruiti in laboratori di invenzione e di improvvisazione, da cui partire per elaborare i diversi elementi della costruzione scenica. Nascono cos drammaturgia, scenografie, musiche e movimento, insieme al lavoro sui personaggi.
"I bagliori (le tracce) dei giardini segreti": le donne tessono il corpo del tempo su cui gli uomini stampano la loro storia. Lilith, Inanna, Ishtar, Iside, Cibele, Arianna, Io, Demetra, Circe, Medea, Salom, Maria Maddalena, Meleusina, Morgana; e ancora le streghe, le fate e le maghe, le zingare e le prostitute di tutti i tempi: il legame  sottile, discontinuo, basato su evocazioni. "Andare alla scoperta delle donne introduce ad un mondo fatto di materia e di magia, di favole e di corpi. Si ritrova una grande saggezza, la conoscenza dei ritmi della natura, un sapere materiale legato a radici profonde, ancestrali, una consapevolezza profonda del corpo, delle emozioni, della sessualit".

LA COLONIA PENALE
CORSO DI PORTA VITTORIA 5
20122 MILANO
02/2423548
Dal '92 chiede al proprio pubblico un coinvolgimento emotivo e intellettuale, con un teatro non di semplice intrattenimento. La scelta di autori contemporanei si inserisce pienamente in questa direzione. I testi, forti, rabbiosi, trattano dell'impossibilit di costruire relazioni autentiche, del disagio metropolitano, della dimensione introspettiva del sogno. La regia gioca a moltiplicare segnali di straniamento e ambiguit, esasperando la violenza della parola e del gesto. La scenografia unisce astrazione e realismo. La recitazione  appassionata, urlata e sofferta.
"Mal di casa" ispirato alla vera storia di Walerjan Wrobel, raccontata il libro di C.U. Schmink-Gustavus, e la sua deportazione in un lager. La compagnia ha compiuto un'approfondita ricerca storica, e una personale rielaborazione della drammaturgia del testo.

COMTEATRO
VIA CASALE, 4
CORSICO (MI)
TEL.02/89406317
Lavora da oltre un decennio nell'ambito della ricerca teatrale con un laboratorio di formazione attorale permanente, un percorso formativo continuo per l'espressivit corporea e vocale. La forma  quella dello spettacolo itinerante, del monologo e della parola poetica, e privilegia lo studio del teatro dell'assurdo.
"Betty Lemon": cinque attrici, cinque storie diverse come intimi comizi femminili rivolti a interlocutori inesistenti, immaginari o sfuggenti.

D'OLTRECONFINE
PIAZZA GIOVANNI XXIII, 1
20094 CORSICO
TEL.04/4400454-4400185
Nasce nel 1985 come gruppo di teatro ragazzi. Successivamente si inoltre su quel versante di ricerca e d'intervento definito "Teatro e handicap". I grandi temi della morte, della guerra, della solitudine, del bisogno di essere sono affrontati attraverso il racconto di una storia o la visualizzazione delle emozioni degli attori.
"Dimenticati dal cielo":  uno spettacolo fatto di suoni, voci, gesti e sguardi. I personaggi sono l da sempre e sempre vi resteranno, assenti e inconsapevoli dello sguardo del pubblico. Vuoti psicologici che diventano "cassa di risonanza del dolore di vivere".

EGUMTEATRO
VIA COLOMBO 6
20095 CUSANO MILANINO (MI)
TEL. 02/460687-66400936
Di recente formazione, sollecita riflessioni sugli aspetti problematici della vita, ma lo sguardo sul mondo  filtrato da amara ironia, da un cinismo che si concretizza nelle ambientazioni della messa in scena. Teatro-circo come carcere e trappola, ma anche come unico luogo possibile dove stare e dove le diverse esistenze dei personaggi trovano un senso. Le riflessioni proposte si risolvono in chiave comica.

TEATRO DELL'EQUINOZIO
VIA CALCHI NOVATI 12
FRAZIONE DI PASSIRANO
20040 CARNATE
Fondato da artisti gi operanti in diversi ambiti (teatro, danza, scultura, musica, scenografia) si propone di "integrare in un'unica realt espressiva il bagaglio culturale e tecnico di ognuno, per moltiplicare le energie creative". Il teatro viene scelto come luogo ideale in cui operare, e - in particolare - quello di strada. Quest'ultimo, punto di unione delle esperienze passate, corrisponde alla necessit di confrontarsi con forme espressive meno convenzionali e di diretto contatto col pubblico.
"Arbeit Strasse": "E' uno strano benvenuto tra pratiche ludiche e creative" e rappresenta un'ulteriore sperimentazione delle possibilit espressive del teatro di strada. Le canzoni di rivendicazione dei lavoratori confluiscono nella colonna sonora dello spettacolo.

TEATRO EVENTO
VIA RIPA DI PORTA TICINESE 47
20143 MILANO
TEL. 02/58102095 - FAX 48193857
E' espressione della volont di coniugare esperienze artistiche diverse per indagare il vivere quotidiano e il rapporto con l'epoca contemporanea. E' attivo dal 1994. "La pazza della porta accanto" prende spunto dall'omonimo racconto poetico di Alda Merini, integrato con altri testi dell'autrice. Un dramma sull'impossibilit dell'amore, sulla non possibilit di sapere chi  la pazza della porta accanto, in un gioco di specchi percui ognuno  un pazzo al fianco di qualcun altro. Luogo e tempo sono indefiniti e determinati solo da una serie di stanze-gabbia per offrire l'immagine di una prigione irreale.

EXTRAMONDO
VIA S. GALLO 14
20133 MILANO
TEL. 02/70106826
Dal 1993 si propone di fare un teatro di ricerca e di impegno sociale, attingendo suggestioni dal mondo della danza e della fotografia. Recitare per resistere, affermarsi di fronte al caos e per la possibilit di una vita pi umana.
"Semplicemente complicato": il protagonista  un condannato nel braccio della morte di un penitenziario.

FEGATO TEATRO
IGNAZIO PACCES
VIA SAN VITTORIO 38
20123 MILANO
TEL. 02/4812694
Fondato lo scorso anno, mischia immagini e suoni. Creare suggestioni per mettere in scena il dramma dell'essere umano, della perdita e della ricerca di senso tipica dell'esistenza umana. L'interiorit  anche al centro del lavoro dell'attore, che traduce in azioni sceniche le immagini pi profonde che affiorano in lui.

FETTA DI BRODO
VIALE ROMAGNA 22
20133 MILANO
Anno di fondazione: 1989. Al centro il lavoro dell'attore e le capacit espressive del corpo usato come strumento. "L'insostituibile voglia di Palco-osceno": un muratore e una fanatica della pulizia si incontrano in una situazione complicata che sfocer nel giallo. Un inizio insolito e un percorso di coinvolgimento sempre pi attivo del pubblico nell'evoluzione dello spettacolo.

FUGURE CAPOVOLTE
C/O SILVIA MAMELI 19
20129 MILANO
TEL.FAX 02/5696860
Il gruppo nasce nel 1988 realizzando spettacoli di teatro danza, frutto della collaborazione con altre compagnie di sperimentazione nel campo della danza, della musica e della fotografia.

GENTE DI TEATRO
CORSO DI PORTA ROMANA 121
20122 MILANO
TEL. 02/55180492
Lavora da oltre un decennio alla ricerca di un teatro "vitale e necessario, critico e provocatorio", in stretto rapporto con la vita quotidiana e con i grandi problemi della societ. "Il libro della memoria" ha per tema lo sterminio degli ebrei durante la seconda guerra mondiale, nella memoria e nelle testimonianze di chi l'ha vissuta.

GIOVANI DELL'OFFICINA
TEATRO OFFICINA
VIA SANT'ELEMBARDO, 2
20126 MILANO
TEL. 02/2553200
Costituitosi attorno allo "storico" teatro Officina, di Massimo De Vita, il gruppo ha come riferimento "la poetica del frammento". Il lavoro realizzato  costruito su un montaggio libero di materiali poetici e teatrali, affiancati da narrazioni provenienti dal mondo della cultura popolare.
"Officina della memoria":  costruito intorno al tema della guerra e dell'antifascismo, attraverso il confronto con Marinetti, Palazzeschi, Ungaretti, Pasolini, Levi, Vittorini. Il filo della memoria si dipana fino alla storia recente delle vicende della ex-Jugoslavia.

IRONICI ONIRICI
C/O ANGELO CICCOGNANI
VIA F. BELLOTTI
20129 MILANO
TEL. 02/76001565
Da tre anni scandaglia la metropoli e le sue degenarazioni. Il sogno, l'ironia, il viaggio con il loro valore fortemente metaforico e simbolico, si rivelano le dimensioni ideali nel quale rappresentare il dramma della vita metropolitana.
"Agno in sogno 2" affronta il rapporto con alcuni temi e oggetti quotidiani, in una dimensione marcatamente onirica si cerca di cogliere le assurdit in cui tutti cadiamo preda pi o meno consapevolmente.

LEONCAVALLO - PROGETTO TEATRO
VIA WATTEAU, 7
20100 MILANO
TEL. 02/26140287 - 0337/328455
FAX 26820360
Per tutti gli anni '80 il centro  stato sede, punto di partenza e di transito, di importanti esperienze del teatro di ricerca non solo milanese. Dall'Odin Teatret a Cesar Brie, da Ravenna teatro a Danio Manfredini e tanti altri che oggi trovano collocazione e riconoscimento all'interno dei circuiti istituzionali. Attualmente all'interno del centro agiscono artisti in forma sparsa che si incontrano, per affinit, in progetti produttivi legati alla particolare realt in cui sono inseriti, com' per esempio Senzasipario. Importante  anche lo spazio di programmazione teatrale e l'organizzazione di rassegne e stage.
E', inoltre, presente da moltissimi anni all'interno del centro un laboratorio di teatro che ha il merito di costituire un ambito di immediato e informale approccio alla formazione teatrale e alla produzione di spettacoli, tutti a bassissimi costi e con materiale di recupero. "Tutti possono fare teatro tranne gli attori", dice Astuzia il conduttore del gruppo, come affermazione di criteri improntati alla ricerca personale e all'autoformazione permanente, al recupero del lavoro teatrale come lavoro di gruppo e della spontaneit, quest'ultima supportata per da strumenti e tecniche di esplorazione del corpo e della voce. Dal laboratorio  nato anche un gruppo, Glinfondoasinistra, che produce spettacoli in cui approfondire e continuare il percorso formativo.

LIMEN
VIA LATTANZIO 9
20137 MILANO
Recupero di valori comuni e realizzazione di eventi di rilievo sociale sono gli obiettivi del gruppo. Il tentativo di fusione di linguaggi, fotografico e musicale, in un unico atto creativo sono alla base dell'incontro tra diverse esperienze culturali e artistiche.

TEATRO LUNA
C/O ANTONELLA SPINA
VIA 2 GIUGNO 6
20092 CINISELLO BALSAMO (MILANO)
TEL. 02/6120244
Nato lo scorso anno, privilegia l'improvvisazione e il teatro di strada. La strada per condividere un'esperienza teatrale, basata su mimica e danza, capace di abolire ogni distanza e separazione istituzionale. "Fosse follia": alienazione quotidiana in una storia che oscilla tra l'ironico e il grottesco.

MACCHIA MEDITERRANEA
C/O CICARESE
VIA CESARE DA SESTO, 20
20126 SESTO S.GIOVANNI (MI)
TEL. 02/2423270
Inizia il suo percorso teatrale tre anni fa, con il progetto Stereotipo Donna. Un tentativo di coniugare ricerca teatrale e intervento socio-culturale, privilegiando la propria appartenenza ad un'area periferica, esterna e contingua - in senso metaforico, oltre che fisico - alla "grande citt".

MALEBRANCHE
VIALE BRIANZA 15
20127 MILANO
02/66710306
Dal 1993 ha sperimentato e miscelato diversi stili e generi del teatro: dal monologo musicale allo spettacolo a stazioni, dall'opera lirica al musical. Una curiosit che non impedisce al gruppo di spingersi verso la drammaturgia contemporanea e "di denuncia".
"Trummenerswing - lo swing delle macerie". Le bombe hanno distrutto un piccolo pezzo di America nascosto nella Germania hitleriana. E sotto quelle bombe, Harry e Anna chiusi in una cantina, lasciano anche l'et dell'adolescenza in cui tutto sembrava possibile purch ci si lasciasse andare al ritmo del jazz.

MASCHERE NERE
C/0 BA OUMAR MAMADOU
VIA PRINETTI 34
20127 MILANO
TEL. 02/2898635
Gruppo di attori proveniente da vari paesi africani per promuovere lo scambio interculturale e la conoscenza della cultura africana.

CIRO MENALE
VIA CARLO FARINI, 37
20159 MILANO
TEL. 02/66803792
Propone una lettura sobria e ironica della storia di Napoli e dei suoi abitanti, assunta a simbolo di una condizion umana che contrappone un'orgogliosa e combattiva povert allo sfruttamento.

METAMORPHOSIS
C/O BARBARA SORRENTINI
VIA CORREGGIO, 22
02/48001753
Da oltre un ventennio lavora per riaffermare il valore del teatro come esperienza collettiva basata sul recupero della memoria emotiva degli interpreti.

METROPOLIS TEATRO & ALTRO
VIA PLEZZO 68
20132 MILANO
TEL. 26111447
Formata nel '91 da quattro giovani registi si occupa, oltre che di produrre spettacoli, dell'organizzazione della rassegna "Immagini dal sottosuolo", uno spaccato del "teatro sommerso" milanese. Ruota attorno ad Alberto Rondalli, versatile artista di cinema e teatro.
"Le serve" da Jean Genet  letta dal regista come "una girandola di verit e menzogna", una metamorfosi continua "nella quale tutto  contemporaneamente vero e falso". Si assiste a un gigantesco imbroglio, a un folle intrecciarsi di apparenze dove il "mondo basso" rappresentato dalle esistenze delle servi si scontra e rimanda continualmente al "mondo alto" a cui appartiene la padrona. In questo groviglio ogni personaggio lotta per affermare se stesso, cercando un gesto che riscatti l'esistenza e le dia senso.

MEZENOV RENATA Sa
VIA GLUCK 11
20125 MILANO
66988927
Attrice di origine cubana dove ha svolto parte della sua formazione con un approfondimento della danza, del ritmo e dell'uso degli strumenti a percussione. Gli spettacoli che interpreta si caratterizzano quindi da una forte interpretazione fisica.
"Medea, l'esilio del tempo", materiale teatrale da Heiner Muller  inteso come spazio in continua trasformazione dove ritrovare "gli abbandoni incisi nel tempo del suo viaggio":

NUVOLE
C/O MARZIA AMMENDOLA
VIA DEPREDIS 115
20142 MILANO
TEL. 02/89121063
Di recente formazione, racconta storie di donne dal punto di vista femminile. La messa in scena si propone di evitare i luoghi comuni portando l'attenzione sul "piccolo" e sul "sottile", su quegli aspetti invisibili e impalpabili dell'esistenza che pur influenzano sostanzialmente le scelte di vita.

ORTI 17
C/O VALENTINA SACHERO
VIA DEGLI IMBRIANI 30
20158 MILANO
TEL.02/39310002 FAX 39321779
Il gruppo privilegia la parola nello spazio che  sempre quasi vuoto, ma aperto all'interazione con il pubblico e al supporto della musica. Spettacoli improntati sull'effetto "ipnotico" dei mass media rappresentati dalla Tv spazzatura e sulla critica della dimensione moderna con frammenti di poesie, racconti, articoli tratte da riviste. Collabora con spazi antagonisti milanesi.

OPUS PERSONE
FEDERICA CAPECHE
02/2484027
Gruppo di ricerca all'interno di un teatro sociale declinato soprattutto al femminile.

IL PERIELIO
VIA CARLO D'ADDA, 5
20100 MILANO
TEL.FAX 02/89407472
Il lavoro del gruppo, "Fabbrica . De mentis humanae fabrica",  collocabile nell'ambito del genere antiutopico, delle "distopie" (da S. Butler a A.Huxley, E:I: Zamiatin e G. Orwell, in cui si richiama l'attenzione sui pericoli incombenti sulla civilt moderna. A differenza dell'utopia, la distopia si rivela come un'esercitazione sull'orrore. Ovvero la fabbrica sociale, o diffusa: il dramma dell'individuo in una comunit avvertita come ferreamente strutturata e minacciosamente repressiva della creativit e dell'umanit stessa del soggetto. E' il racconto della crisi, della latente ribellione di una delle tanti api operaie di questo cosmo vagamente kafkiano, che non ha connotati ideologici precisi e parrebbe, se mai, la distillazione emblematica di ogni moderna formula politica conosciuta.

PROGETTO 900
VIA PONTE DI LEGNO, 5
20134 MILANO
TEL. 02/5231160
Obiettivo dell'associazione  di formare "umanamente e artisticamente" un gruppo di giovani attori, attraverso un progetto triennale "centrato su un'idea di teatro epico popolare, che ritrovi nel rapporto con una comunit e con la memoria storica la sua ragion d'essere".
"Progetto 900": trilogia storica dal 1918 al1 980, cerca di dar corpo alll'ipotesi di un'epica narrativa e popolare supportata da musiche e canzoni.

Radice NATASCIA
Via Fogazzaro, 3
20020 Solaro
tel02/9691421
Teatro e musica dal vivo per un percorso di sperimentazione in cui la colonna sonora  portante dell'intera rappresentazione snodandosi attorno al ritmo delle rappresentazione;
"Stanze" quando i pensieri diventano ossessioni smetti di essere solo ...per restare in loro compagnia nelle tue stanze.
"Il concetto di ossessione  variamente interpretato: pu essere un colore, una sensazione, una musica,una presenza come pu al tempo stesso non essere niente ed assumere le sembianze di una pura allucinazione...."

RESCHIGNA DANILO
COMPAGNIA TEATRALE
VIA NIKOLAJEVKA 1
20152 MILANO
TEL. 02/47995692
Danilo Reschigna  convinto che "la droga, la bomba atomica e le sue pulci si combattano anche con un buon teatro". Tenta, cos, di indagare i fenomeni sociali contemporanei: nel suo ultimo spettacolo "A sinistra non si canta" 4 personaggi simbolo, il leghista, il padre, il nuovo povero e l'antropologo danno uno spaccato di vita quotidiana.

RIVOLUZIONE TRAMPOLANTE
VIA PARINI 6
20016 PERO (MI)
TEL. 02/3390913
Propongono spettacoli in strade e piazze, nel tentativo di proporre "un teatro ben innestato nel sociale e nella realt". Gli spettacoli partono dall'esigenza di rappresentare teatralmente gli avvenimenti contemporanei pi importanti, come la disgregazione dell'Unione Sovietica o il quinto centenario della scoperta dell'America. Lavorano ad un progetto dal titolo "Il teatro della persecuzione" sul riaffermarsi di tendenze neofasciste in Europa, di cui il loro ultimo spettacolo "Gli ultimi giorni dell'umanit" da Karl Kraus rappresenta una tappa intermedia

SENZASIPARIO
PER CONTATTI:
C.S.COX 18 
VIA CONCHETTA 18
TEL. 02/58105688
C.S. LEONCAVALLO
VIA WATTEAU 7
TEL. 26140287
20100 MILANO
Collega da qualche anno professionisti del teatro di ricerca e centri sociali autogestiti per la promozione e l'organizzazione del teatro. Nasce come esperienza di incontro e scambio, in cui ad accomunare  l'urgenza di esprimere inquietudini e conflitti della realt che entrambi vivono, di provocare emozioni, di evidenziare zone d'ombra. Si  costituito inizialmente attorno all'organizzazione di alcune rassegne con la volont di costruire reti tra i luoghi dell'antagonismo sociale e quelle compagnie che producono spettacoli attraversati dalle "necessit" del presente. L'obiettivo comune  un teatro che non propone soluzioni, ma solleva dubbi, sollecita gli spettatori ad interrogarsi, non rinunciando a sperimentare linguaggi diversi, ma senza per questo perdere la capacit di arrivare con immediatezza al pubblico.
Passa successivamente all'autoproduzione di spettacoli. Randagi (1995) con la regia di Roberto Corona e Gianluigi Gherzi. Puppen in der Gullen di Roberto Corona e Monica Mattioli e Viaggiatori con la regia di Gigi Gherzi e il coordinamento drammaturgico di Claudio Tomati sono le produzioni di quest'anno.

SISIFO SEDUTO
C/O FILIPPO LOMBARDI
VIA ARCHIMEDE 105
20129 MILANO
TEL. 02/70123251-70001957
Lavora da un anno proponendosi di fare "teatro politico" per combattere il "teatro museo" dei luoghi tradizionali. Ritiene necessario educare il proprio pubblico coinvolgendolo direttamente e stravolgendo le convenzioni teatrali del rapporto tra attore e spettatore.
"Le sedie" frammenti dell'opera di Ionesco, sparsi in spazi scenici separati, da attraversare. Spettacolo itinerante sul genere "happening anni Sessanta", mischia le parole di Ionesco all'irriverenza dadaista e alle pirotecnie futuriste, con la partecipazione del pubblico, alla maniera del Living Theatre. Per irridere ruoli, codici, convenzioni.

SPECCHI E MEMORIE
VIA FONSECA PIMENTEL 9
20127 MILANO
TEL.FAX 2986423
Dal 1989 tenta di coniugare attivit pedagica e ricerca teatrale per una specifica visione del teatro inteso "come strumento di conoscenza".

TICVIN SOCIETA' TEATRO
VIA PIETRASANTA 14
20141 MILANO
TEL.FAX 02/55211920-5695265
Orienta la sua ricerca sulla drammaturgia contemporanea, su temi e poetiche legate al mondo del disagio sociale femminile. Agisce nei territori della "differenza" conducendo laboratori teatrali all'interno di istituzioni chiuse come l'istituto per minori "Beccaria" e il carcere di S.Vittore a Milano, dove si  formato un gruppo stabile di lavoro autonominatosi "La nave dei folli". Si occupano inoltre dell'organizzazione di convegni su "Teatro e carcere"
"Angeli sulla strada"  liberamente ispirato al racconto di Antonella Chit, vagabonda e nomade per scelta, poetessa e scrittrice per caso.


NAPOLI

LA BOTTEGA DEI MANICHINI
CALATA CAPO DI CHINO, 253
80100 NAPOLI
TEL. 081/7383459
Studio e ricerca sperimentale sono alla base del progetto teatrale del gruppo.
"Giorno d'estate" di Slawomir Mrozek traccia il profilo di "esistenze tormentate da reali ed illusorie sofferenze portate all'esasperazione da un irrefrenabile desiderio di morte." Ma il destino dei personaggi cambier a causa dell'inaspettato incontro con una donna emblematica e controversa.

TACITO DISSENSO
VIA M. STANZIONE 73
80027 FRATTAMAGGIORE (NA)
TEL. 081/8317978
Compagnia di recente formazione,  interessata a "forme integrate di messinscena (musica, danza, simboli, antropologia, rito, gioco) passate attraverso il vaglio di nuovi codici espressivi e creativi...".
"Insulti al pubblico" versione ironica e provocatoria del testo di Peter Handke, giocato su diversi piani espressivi (recitazione, danza, canto, gioco scenico, clownerie, dramma).


PARMA

TEATRO DELLO SPILLO
VIA ORADOUR 14
43100 PARMA
0521/494691
Laboratorio teatrale permanente, organizza seminari e realizza progetti pedagogici con le scuole.
"Prometeo", tratto da Eschilo, come grande provocatore, come colui che sa scegliere sconfiggendo la paura e forse anche il potere. La metafora del ballo ribadisce la circolarit della storia.  "Nel luogo in cui si balla e si  ballato in passato, c' stata forse una festa: poi tutto  finito e si ricomincia. In pi il ballo  la ricerca di un incontro, un ballo inizia e poi finisce, poi ne ricomincia sempre un altro; nel ballo qualunque cosa pu succedere e poi terminare velocemente. Cerchiamo un nostro punto di vista, senza che questo diventi un luogo rigido".

PAVIA

ATTO PRIMO
CENTRO SPERIMENTALE D'ARTE
VIA TRIESTE 19
27029 VIGEVANO (PV)
TEL.0381/690132
Il gruppo  nato nel 1992, intorno alla regista Marzia Guardamagna. I componenti del gruppo hanno una formazione prevalentemente basata sul teatro e sulla danza e lavorano in modo particolarmente attento alla definizione dei personaggi in ogni loro aspetto.
"Un ragionevole dubbio"  liberamente tratto dal film "Dodici uomini arrabbiati" di Sidney Lumet. Dieci giurati in una camera di consiglio per decidere se condannare o meno un imputato accusato di omicidio. Una riflessione sul problema della pena capitale.


PERUGIA

LAVORI IN CORSO
TRAVERSA DI VIA ROMANA, 56
06126 PERUGIA
TEL.FAX 075/35473
Fondata nel 1986, realizza spettacoli di ricerca, organizza rassegne, conduce laboratori e seminari sul lavoro dell'attore.
"Viaggio": "C'era una volta il teatro... il pubblico assisteva stupito alle rappresentazioni dei Misteri, vedendo, in un luogo sacro agire le proprie domande. C'era una volta la maschera...un uomo si trucc il volto e per la prima volta emersero le maschere, facce multiforme di un'unica prima maschera, apposte ad un teatro alto, istituzionale e lontano dalla gente. C'era una volta il coro.... un gruppo di persone in piedi, di fronte ad altre sedute, esprimeva la sua voce." Lo spettacolo nasce da un viaggio nelle zone popolari della storia del teatro alla ricerca di radici, contenuti e anche funzioni dimenticate. E', inoltre, il tentativo di due gruppi di teatro di ricerca, Lavori in corso e il gruppo belga del regista Peter Muller con cui il gruppo ha collaborato a questo progetto, di trovare le radici comuni del loro attuale fare teatro.


PESARO

TEATRO AENIGMA
VIA S.MARTINO 15
61020 PETRIANO
TEL. FAX 0722/52986
Sviluppa, dal 1987, progetti di ricerca pluriennale in collaborazione con il Living Theatre, Stalker teatro, e altri. Attualmente sta approfondendo il tema della scrittura come gesto.
"N.O.F.4" ispirato al graffito di un paziente - Nannetti Oreste Fernando - inciso con la fibbia del panciotto avuto in dotazione sul muro dell'ex manicomio di Volterra. 180 metri di muro perimetrale interno pazientemente graffittato nel corso di 12 anni."Il lavoro traduce in una forma teatrale fatta di suoni, gesti, parole, immagini, le forti emozioni che Fernando ci offre attraverso la sua scrittura murale".


PISA

TEATRO AGRICOLO
O DEL MONTEVASO
FATTORIA MONTEVASO
STRADA PROVINCIALE DEL MONTEVASO KM.18
56030 CHIANNI (PI)
TEL. 0587/647617
Nell'Etruria, nella vecchia volterrana, una casa colonica si trasforma in "un ambiente ecodinamico", dove non solo vivere, ma anche fare teatro (agricolo naturalmente) e ospitare altri artisti.
Per loro "ogni spettacolo  un viaggio. Ogni ricerca coraggio": Viaggiare dal '300 al '600 cercando le ragioni e le ignoranze che genenarono la Santa inquisizione  lo spettacolo, "Magdala Stria" che il teatro agricolo ora si propone.


PORDENONE

BEL TEATRO
ASSOCIAZIONE PROFESSIONISTI DELLO SPETTACOLO
PER IL NORD EST
VIA REVEDOLE 64
PORDENONE
TEL. 0434/44718
Attivo anche ai seguenti recapiti:
VIA GARIBALDI 41
PADOVA
TEL. 049/655356
VIA PRANOLZ 73
TRICHIANA (BELLUNO)
TEL. 0437/757381
Esistono tanti e differenti modi di essere, come essere uomo ed essere donna, prima differenza di genere dell'umanit da cui scaturisce un pensiero rivoluzionario: essere due. Il teatro diventa il banco di questa differenza, il luogo in cui spogliarsi dei "travisamenti" e rappresentare il corpo, il linguaggio, la storia declinata al femminile.
"Il segreto pi nascosto" nasce da una ricerca incentrata da anni sull'elaborazione di contenuti e modalit per rappresentare le donne in teatro, attraverso vicende significative e riconoscibili per loro, in quanto parte della loro esperienza di vita. Si  arrivati cos ad analizzare un tema "scabroso": la violenza sessuale sulle bambine e al "segreto" che circonda queste situazioni. Segreto, pensato qui come rimozione collettiva che si tramanda di generazionein generazione. Come destino, una vicenda di figlie e padri, ma anche figli e madri, che si perde nella notte dei tempi e da cui si pu forse emergere cominciando a raccontarla.


RAVENNA

TEATRO DELL'IDRA
VIA RAVEGNADA 215
48100 RAVENNA
tel. 0544/403382
Oltre alla produzione di spettacoli, il gruppo organizza laboratori e corsi per attori. Nella nuova formazione (1993) ha prodotto "L'Escuriale", storia di un re e di un buffone nello stesso corpo, diviso a met."Specchiarsi e ritrovarsi deformati: qui  cominciata la crisi. Prima di tutto la nostra, nell'affrontare la nostra met deformata, crudele, malata. la deformazione della psiche e del corpo, diventa l'immagine scheletrica e masturbatoria di Egon Schiele".


RIETI

ROMANORD TEATRO
VIA VAIANO 24
02100 RIETI 
TEL. 0746/220301-484318
Nato all'inizio degli anni '90, il gruppo elabora strane commistioni tra gli ambienti, tra i pensieri. E cos tra T.S.Eliot e Renato Curcio si approfondisce l'interesse sui sistemi relazionali, i linguaggi verbali e quelli non, gli ambienti - interni ed esterni, aperti o chiusi - e il tempo e il senso, e il navigare.


ROMA

COMPLESSO PER FORMA
C.S.O.A. FORTE PRENESTINO
VIA FEDERICO DELPINO 
00100 ROMA
TEL. 06/21807855
Dieci anni di teatro dentro e fuori i centri sociali e i movimenti. Attraversando generi, metodi, linguaggi sempre in sintesi estremamente personali e riportati alla propria esperienza, e "cercando le combinazioni possibili per riempire un poco di senso e di necessit ci che viene solitamente chiamato teatro, purtroppo sempre pi svuotato di fronte ad una realt sempre pi complessa."
"L'alveare di Valerio, ovvero Il lavoro vero vale oro?". Desiderio costruisce muri, da anni. Arriva Mister Roots e gli dice che le cose stanno cambiando. Due personaggi in scena (ma ogni personaggio  tanti personaggi...), due mondi diversi che si scontrano, ma che devono provare ad integrarsi, a comporsi.
Prima tappa di un percorso intorno alle tematiche del lavoro, delle sue trasformazioni, dei diversi modi di intenderlo. Complesso per/forma cerca "materiale" e cio storie, oggetti, esperienze, sogni, canzoni, poesie, foto, films, quanto di pi oggettivo e quanto di pi soggettivo ci possa essere per "rappresentare" il lavoro.

MARGINE OPERATIVO Gruppo d'azione
Via Auconi 11
00176 ROMA
06/2757973
Nasce nel 1993 all'interno e dall'interno del C.S.O.A. Forte Prenestino. E' un gruppo di azione che tenta di costruire, autoproducendosi azioni e spettacoli teatrali, con una progettualit politica dove il teatro - nella sua significazione pi ampia- rappresenta un mezzo, una possibilit ulteriore di incidere sul reale.
Il teatro quindi, come una tra le tante strade percorribili per riappropriarsi delle forme della comunicazione - tecnologiche e non - per rimodellarle, manipolarle e per usarle come armi di trasformazione del realte.
Metodo di lavoro: in evoluzione. Idee, immagini, colori, linee, parole, movimento, azione. Per scelta Margine Operativo agisce in spazi non deputati al teatro, luoghi fisici molto diversi tra loro con l'obiettivo di trasformarli, manipolarli, anche solo per una notte. Lavorando in spazi sempre diversi, lo spettacolo volta per volta  trasformato dall'ambiente e lo trasforma, ne  modellato e lo modella. Privilegiano il circuito dei centri sociali, oltre che per appartenenza, per la duttilit degli spazi, non attrezzati in modo stabile a teatro all'italiana (platea e palco), e le possibilit che offrono di allestimento.
"La resistibile cavalcata dei gangster". Per questo lavoro si  partiti da un'opera di Bertold Brecht, "La resistibile ascesa di Arturo Ui", scritto dall'autore nel '41 in Finlandia, nel tentativo di spiegare al mondo capitalistico l'avvento dei nazismo e di Hitler. La metafora dei gangster il cui trionfo, come sottolinea il titolo, non  affatto irresistibile. Lo spettacolo percorre i meccanismi di cattura del consenso  e le strategie di comando e di assoggettamento, ed esplora la macchina iperspettacolare che proietta scenari simulati sostitutivi del reale per modellare e mutare la mente sociale, con l'azzeramento della memoria e dell'esperienza, oltre che della ragione.

QUELLI CHE RESTANO
VICOLO DEL GIGLIO, 25
00100 ROMA
TEL. 06/68801021
Spettacoli "non spettacoli" fatti per essere portati nei luoghi della moderna socialit, le birrerie e i luoghi di ritrovo si preferiscono ai teatri.

SCIATTO ARTE PER COLPIRE LE MENTI
C/0 FRANCESCA JOVINO
VIA MATTEO PALMIERI, 7
00135 ROMA
TEL. 06/3380431
Il gruppo nasce nel '90 dall'intersercarsi di interessi personali intorno alla comunicazione visiva. trova il proprio ambito di ricerca nelle periferie, nei frammenti rifiutati dalle trsformazioni della citt post-industriale, nelle possibilit di provocare mutazioni, reinterpretazioni dello spazio su cui s'interviene. Gruppo di azione scenografica e laboratorio di progettazione architettonica Sciatto riconosce nei luoghi di confine sociali ed urbani l'ultimo campo significativo per l'operare artistico. Azioni, installazioni, coreografie, macchine sceniche ed allestimenti multimediali per occupare/trasformare  un territorio non pi segnato dai tempo del lavoro, ma comunque attraversato dal sistema delle relazioni e degli scambi di scala urbana. Progetti ipermediali e ipernavigazioni psichiche in collaborazione con centro sociale Forte prenestino di Roma.


ROVIGO

TEATRO DEL LEMMING
VIA ALFIERI, 21
45100 ROVIGO
TEL. FAX 0425/27099
Dal 1987 i suoi spettacoli si coniugano in originali strutture narrative in cui la parola perde centralit e non c' testo a precedere la messinscena. Il teatro diventa evocativo e d'immagine, mentre la musica accompagna i corpi quasi a disegnare misteriosi geroglifici nello spazio, a costruire un lavoro in cui i segni hanno gi il valore di significato, in cui il contenuto sta gi nella forma.
L'obiettivo  quello di creare un linguaggio extraquotidiano, quello con cui poter narrare - per esempio - de "I giardini di Kensington", i giardini che ospitano la vicenda iniziale di Peter Pan, regno del fantastico e che in quanto tale obbediscono a regole coerenti, sebbene del tutto diverse da quelle della nostra quotidianit.


TORINO

COMPAGNIA AGAR
VIA CAMERANA 28
10128 TORINO
TEL. 011/5172380
Di recente formazione aderisce ai Teatri Invisibili. Unisce danzatrici, musicisti e altro. I linguaggi diversi si fondono, cos nasce "Flatus, un canto da" partitura per due danzatrici e un contrabbasso.
"Lager, carceri, manicomi. Testimonianze diverse, ma simili nella loro tragica essenza. Il lavoro  cominciato cos, interiorizzando racconti e immagini. Narrazione lineare: notte, interno di una stanza, una branda, una goccia che cade regolare e persistente. Storia di due donne, i loro incubi, le paure, il momento della tortura, l'attesa, il soccorso, il gioco; e ancora tortura, attesa, soccorso, fino alla speranza in quel grido pi forte e risoluto che impedisca di soffocare." Ci si allontana dal realismo del racconto per scoprirne l'Anima e cercare di tradurre in teatro le emozioni.

COOP. IL MUTAMENTO
TEATRO DELLE TRASMIGRAZIONI
ZONA CASTALIA
VIA P. AMEDEO 8/A
10132 TORINO
TEL. 011/544525
Attivo da alcuni anni, attribuisce grossa importanza alle pratiche di laboratorio e al lavoro collettivo in una ricerca espressiva del quale lo spettacolo, come prodotto conclusivo,  ritenuto espressione solo parziale. Nello spazio delimitato da attori e pubblico  collocato lo "straordinario" dove qualcosa pu avenire: per esempio ricostruire quel senso di "comunit" la cui perdita  sicuramente uno "dei disastri pi gravi della cultura urbanistica moderna".

RAPATIKA
COMPAGNIA DI DANZA CONTEMPORANEA
VIA VIGNALE 6
10132 TORINO
TEL. 011/8192433
Alla ricerca di nuove forme della comunicazione corporea e della danza, il gruppo, nato nel 1984, si rifonda nel 1994 ed inizia l'attuale linea poetica basata essenzialmente su una ricerca di movimenti prestabiliti. Coreografie che non impediscono di coinvolgere il pubblico, con cui interagire direttamente negli spettacoli.

TEATRO DELL'ORA ESATTA
Corso Francia 2O5, 10100 Torino,
tel 011/7764282
Nasce nella primavera del '90 dalla voglia di realizzare "teatro fuori dal teatro" con la possibilit di rappresentare idee insolite. A questo si affianca il desiderio di poter utilizzare basi diverse. Importante infatti nel percorso del gruppo il rapporto con la musica. Inizialmente materiali sonori dall'ambient, ma anche musica etnica fino ai cccp.
"CCCT-Contrasti con il conformismo tiranno":: gli uomini si lasciano spesso dominare da passioni tiranne e vengono obbligati a seguire norme precostituite da altri. Essi si confondono ad usi, opiniomi, dottrine e tradizioni, senza alcun apporto critico. Alcuni fuori dagli schemi tracciati, da modi di vita imposti, rifuggono il conforme, ma finiscono esclusi dalla grigia societ e indicati come attentatori al potere capitalista del consumismo. Malgrado ci, continuano a distaccarsi dall'uomo medio convinti che, viaggiando nella fantasia, raggiungeranno mete esclusive. Colonna sonora, le musice dei CCCP.


TREVISO

LABORATORIO TEACIDO
VIA LASINIO 4
NERVESA DELLA BATTAGLIA
TREVISO
TEL. 0422/773264
Da oltre un decennio ha scelto la strada della "resistenza poetica" unendo elementi provenienti da diversi linguaggi artistici. "Le ragioni del cuore" per parlare di un uomo "rinchiuso nel segreto del suo cuore, roso dalla passione quotidiana, aspetta con desiderio un amore che superi le pareti della mente umana".

VARESE

LA BOTTEGA DI GULLIVER
SCUOLA DI TEATRO C.A.G. GULLIVER
VIA VOLTA 18/A
21013 GALLARATE (VA)
Il gruppo nasce all'interno del Centro di aggregazione giovanile Gulliver di Gallarate nel '93. Oltre che nella produzione di spettacoli ed happening Gulliver si caratterizza per l'attivit sociale svolta sul territorio. Alla base della sua costituzione c' una visione della creativit individuale come "risorsa del territorio" e come forma di "resistenza" alla realt.
"Sogni di terrore e miseria" prende l'avvio da due testi drammatici: Terrore e miseria del Terzo Reich di Brecht e Sogni di Gunter Eich. Abbinare il realismo brechtiano alle suggestioni oniriche di Eich per sentirsi in bilico tra la paura del sogno e l'ansia della realt.

BURRO FUSO
VIA ANTICI, 5
21047 SARONNO (VA)
TEL. 02/960094  FAX 02/201685
Lavora da quasi un decennio affinando il genere della "commedia brillante", per mettere in scena la realt quotidiana guardandola con occhio distaccato e ironico.
Maionese  una divertente "commedia degli equivoci" che prende di mira i comportamenti di gruppo. "La trama non  che un pretesto per scoppietanti gag, equivoci, qui pro quo, dialoghi insulsi e piccoli eventi trasformati n macigni da personaggi maldestri.

GRUPPO TEATRO FRANZATO
C/0 PAOLO FRANZATO
VIA MONFALCONE 11
21100 VARESE
TEL. 0332/331350
FAX 0332/265484
Si costituisce intorno al regista, attore e danzatore Paolo Franzato, autore di recital, coreografie, prose, performances, cortometraggi che propone nei luoghi pi diversi, dalle carceri ai teatri, dai castelli ai parchi, alle discoteche, ai musei. Particolarmente legato al Living Theatre, partecipando anche alla produzione di spettacoli, e alla figura di Julian Beck a cui ha dedicato un'azione rituale nel X anniversario della sua morte.

USCITA DI SICUREZZA
LABORATORIO TEATRALE
VIA CARACCIOLO N. 36
21100 VARESE
TEL. 0332- 821161
FAX 0332-235959
Quasi  per gioco, "USCITA DI SICUREZZA" diventa gruppo, ricercando il senso di un percorso creativo, al di fuori delle strategie mercenarie destinate alla pubblicit e agli allestimenti per il commercio: comincia infatti con l'organizzare mostre di pittura arricchite da performance teatrali e musicali.
Qiuest'anno presenta il suo primo lavoro in palcoscenico. "Incontro nella nebbia": buio, nebbia, silenzio, la paura di un incontro inaspettato e misterioso si dissolve nella confessione di una ricerca di qualcosa al di l, ricerca continuamente rimandata per l'imbarazzo di una ragnatela di rapporti sociali consolidati nella convenzionalit.


VENEZIA

NAYRA GONZALES
VIA GOBBI 301
30030 CAMPALTO (VENEZIA)
TEL.. 0368/989445
Di origine sudamerica, si trasferisce all' Aquila dopo un lungo periodo formativo all'interno dell'Odin Teatret, il cui stile  stato rielaborato in modo del tutto personale e originale.
Nel 1995 forma il gruppo "Sette uomini di marzapane" con cui allestisce lo spettacolo omonimo dedicat ad una giovane argentina, Mirta, fatta scomparire - insieme ad altri tremila desaparecidos - dal regime argentino perch la sua attivit di militante politica era considerata socialmente pericolosa.

QUESTA NAVE 
VIA PASINI 5/A
30175 MARGHERA (VE)
TEL.FAX 041/932421
Dal 1989 lavora a Marghera, con un'attenzione particolare alla promozione e alla formazione teatrale. Quest'ultima, non tanto finalizzata a creare nuovi attori, quanto a contribuire alla creazione di un pubblico pi attento e critico, "consapevoli dell'importanza del teatro nella crescita sociale dell'individuo".
"La notte" prende spunto da un episodio della Resistenza, realmente accaduto, in cui alcuni giovanissimi partigiani decisero di costruire, a casa di uno di loro, una stanza segreta, un luogo neutro e incontaminato in cui potersi riunire e prendere importanti decisioni.




E' solo con estrema difficolt che  possibile oggi ricondurre alla definizione di cinema indipendente, cos com'era inteso nel passato, quel mondo parallelo rappresentato dai film/videomaker presenti sul territorio nazionale.
Tracciarne i contorni in modo categorico, o ricercare tendenze univoche e comuni denominatori,  cosa vana. Quella rassicurante, e spesso invalicabile, linea di demarcazione che separava l'"underground" dal cinema "ufficiale" e lo rendeva facilmente riconoscibile per modalit produttive, canoni linguistici e scelte di contenuti non esiste pi. Le certezze di un tempo si sono frantumate in numerosi interrogativi.
Zona a rischio, in cui sperimentare tecniche e linguaggi fuori dai canoni cinetelevisivi, territorio di transito in attesa di riconoscimento e pubblico? O spazio di produzione autonoma? E se di autonomia si tratta, in relazione a cosa? Ai condizionamenti dei meccanismi produttivi delle grandi produzioni (non solo economici come spesso si tende a sottolineare, ma anche della rigidit e gerarchia dei ruoli, per esempio)? O nella libert di dare spazio ad immaginari altri, di raccontare storie diverse, di "arrogarsi" un diritto di critica dell'esistente? Di inventarsi moduli produttivi e occasioni distributive?
L' indipendenza radicale dal sistema cinematrografico e televisivo di Alberto Grifi, "irriducibile" padre del cinema underground o l'autonomia intesa all' Enrico Ghezzi, diventato - su Rai3 - gestore di un piccolo "palinsesto nel palinsesto" in cui proporre, controcorrente, immagini inedite e indipendenti?
E ancora, come spiegare lo spazio riservato a un regista come Ken Loach i cui film, nonostante i contenuti di critica sociale, possono essere visti nelle sale di Silvio Berlusconi e magari essere prodotti dalla Lucas Film o da Cecchi Gori? E' presumibile che il modello flessibile della produzione postfordista, non massificata, ben si adatti anche all'industria culturale e cinematografica, tendendo quindi a inglobare anche le produzioni "altre", se queste portano pubblico e garantiscono "mercato"? Non ci interessa rispondere a tali interrogativi in questa sede, ce li lasciamo alle spalle, ma non senza averli almeno accennati. 
Nostro compito , invece, quello di tracciare una mappa (ma  piuttosto il caso di parlare di un frattale) che, oltre a far conoscere la produzione indipendente esistente e i suoi autori, possa essere un utile strumento di ricognizione e orientamento per quanti lavorano intorno a progetti, organizzano e promuovono cultura e iniziative.
Si tratta spesso, infatti, di immagini sospese tra l'evento e la sua negazione, ovvero  possibile realizzarle ma  spesso impossibile diffonderle, farle vedere, farle circolare fuori dal ristretto circuito degli "addetti ai lavori" e dei festival.
Nonostante decine e decine di nominativi presenti in questo indirizzario, molti mancheranno all'appello ma  solo l'inizio. Come il resto del libro, un punto di partenza per futuri e continui aggiornamenti.
Molte schede sono state disponibili grazie ad alcuni festival organizzati dai centri sociali, che hanno fatto incontrare registi indipendenti e autoproduzioni video antagoniste. C' sembrato che questo mischiarsi riportasse ad una condizione reale di contaminazione tra differenti "appartenenze" e di reciproca curiosit. Abbiamo voluto segnalare questa sensazione anche nel criterio dell'indirizzario, basato sulla divisione territoriale piuttosto che su quella di genere (documentazione e fiction), per categorie produttive (filmaker, case di produzione, centri sociali), per qualit e altro che sarebbe stato possibile individuare.
Nel fare questo lavoro ci siamo resi conto che una rete gi esiste, si tratta solo di percorrerla. E' una rete sottile come un filo di ragnatela, fatta di una conoscenza per passaparola e rapporti informali, intessuta spesso nella precariet dei luoghi che essa attraversa (non si tratta qui solo dei centri sociali, ma di tutti quei progetti artistici "precari" spesso autoprodotti dagli autori e da piccole - per dimensioni e non per intenti - case di produzione).
In tutti gli autori e i gruppi segnalati si possono leggere le tracce di una differenza: il basso costo e in molti casi l'assenza di un profitto derivante dalla distribuzione. Il no profit come scelta, ma anche il "low cost" reso possibile dalla rete di "solidariet" in cui, spesso queste operazioni produttive si inseriscono, utilizzando gratuitamente professionalit e mezzi messi a disposizione per adesione al progetto. E ancora l'uso di tecniche non professionali e l'impiego ridotto di mezzi tecnici; l'indipendenza dal mercato cinematografico e televisivo, ma - al tempo stesso - scelte produttive e distributive funzionali agli scopi pi che dettate da spinte ideologiche; l'interesse a ricercare sul linguaggio e sui possibili utilizzi delle tecnologie senza dimenticare la necessit di documentare le tensioni del sociale trasformando il proprio obiettivo in occhio critico; l'uso del video come strumento di consapevolezza e di ricostruzione di una memoria storica collettiva, giocando coi linguaggi e mescolando documentazione e fiction.
Infine, per concludere, importante, da segnalare ci sembra la presenza di una generazione di filmaker cresciuta all'interno dei centri sociali e dei luoghi dell'antagonismo sociale che cerca di coniugare la povert dei mezzi con l'esigenza di qualit che, sempre pi spesso, contraddistingue il suo lavoro. 
M.M.

BERGAMO

DINOSAURA
VIA SAN MARTINO 9
24129 BERGAMO
TEL. 035/252969
Fondata nel 1990 dal regista Davide Ferrario e dalla scenografa Franca Bertagnolli per ideare, organizzare, produrre e partecipare a progetti di particolare interesse, "e con il controllo economico e creativo dell'opera da parte dell'autore". Documentari, lungometraggi e videoclip tra cui il recente "Materiale resistente", di Davide Ferrario e Guido Chiesa.,un concerto organizzato dal Consorzio Produttori Indipendenti per il cinquantesimo anniversario della Liberazione, in cui si intrecciano testimonianze di antifascisti "vecchi e nuovi".


BOLOGNA

LINK
Attivo da due anni nella produzione e programmazione culturale: teatro, cinema, video, musica, scrittura e arti visive. Nel campo video-cinematografico realizza rassegne e retrospettive dedicate a singoli autori, aree geografiche, festival monotematici, seminari e workshop. In particolare: laboratorio per la produzione in pellicola (16,32mm) ed in video (8hi) per la realizzazione di progetti interni o co prodotti con altri autori. Inoltre: cortometraggi, clip musicali, documentari, installazioni e parti di lungometraggi.
"Nel suo complesso l'attivit del Link intende sviluppare e promuovere a Bologna una produzione di qualit che sappia conciliare alla relativa povert dei mezzi un livello linguistico alto ed attento a contenuti, ricerca, sperimentazione".

Nanni Roberto
Via Serena 1
40127 Bologna
tel. 051/6331645
Regista "underground" e autore di programmi sperimentali e musicali. Ha lavorato a lungo con i Tuxedomoon e Steven Brozn, e ha inoltre prodotto "Derek Jarman - Conversazioni", bellissimo ritratto del cineasta inglese, girato in occasione della sua visita a Roma per la presentazione di "Blue", poco tempo prima della sua morte. Tra i suoi lavori. "Ostinato" con protagonista Steven Brown. Una danza ipnotica, per immagini che legano intimamente musica, movimento, emozionalit. L'occhio del cineasta segue il corpo dell'artista, cattura la sua spinta segreta e la rende in un gioco di visualit "straniata".

BRESCIA

BONETTI FLAVIO
VIA MARTINO FRANCHI, 31
25128 BRESCIA
TEL. 030/47267
Da dodici anni si occupa di fotografia. E' alla sua prima esperienza cinematografica, con cui ha gi suscitato l'attenzione degli addetti ai lavori.
Mischia documentazione e fiction, senza precisi riferimenti a canoni o generi precostituiti. Con le immagini, pi che con la narrazione, si propone di illustrare alcune "idee guida".
"Normale" (1995): tratta, in modo non documentaristico, del genocidio degli ebrei, evidenziando come l'orrore del Terzo Reich sia una conseguenza del disinteresse per una quotidianiet che perde dignit e valore. L'insieme di questi atteggiamenti, la somma di queste indifferenze, produce orrore.
"E' il tentativo di documentare la distanza che separa l'uomo quotidiano dall'uomo storico, e la difficolt per entrambi di riconoscersi nello stesso individuo".


CATANIA

CANE CAPOVOLTO
C/O ALESSANDRO AIELLO ED ENRICO ARESU
VIA CERVIGNANO, 15
95129 CATANIA
TEL.FAX 095/381936
E' un gruppo aperto fondato a Catania nel 1989, i cui componenti si spostano volentieri, nell' indifferenza di standard e formati, dal super-8 al video a frammenti di vecchi film e a collages audio-video dall'universo dei mass media. "Il senso del nome collettivo  appunto quello di considerare cumulativi nomi, cognomi, idee, idelogia ed abilit tecniche."
Fortemente attratti dall'universo sperimentale, underground, surrealista, cui dedicano veri e propri omaggi con rifacimenti, "furti d'immagini" e tributi a singoli autori: Bunuel, Brakhage, Heartling, Burroughs. Lo stile, predominante nel lavoro, mescola continuamente il cinema trash di John Waters col primo Buuel.
Nel progetto "Plagium" (1995) indagano le possibilit del cinema in super-8, i meccanismi percettivi anormali che implica il plagiarismo, lo "Spettacolo" nella storia del Cinema e della Televisione. Dal cinema surrealista e dalla sua ricerca di "libere associazioni" - pi che dai vari blob - .assembla vecchie fotografie e "anti comandamenti", tecniche di autodifesa e 'confini della realt', manichini e notizie sparse lette da una voce fuori campo, senza nessi apparenti.
Con il gruppo Famiglia Sfuggita, organizza annualmente a Catania la rassegna "Pollicino", con la collaborazione - tra gli altri - dell'InterFilm festival di Berlino.
Nel 1995 la decisione di produrre e distribuire direttamente i propri lavori raccolti nella compilation home-video "Il futuro  obsoleto". Il catalogo di Cane CapoVolto, che nel frattempo  diventata un etichetta, si estende non solo a produzioni spettacolari ma, anche, a progetti di esplorazione sensoriale, sinestetica.

DE FILIPPO ALESSANDRO
VIA FEDERICO CICCAGLIONE 54/C
95100 CATANIA
095/ 438102 fax 7158612
e-mail address: adefilip a nti.it
Autore di videodocumentari autoprodotti a tema sociale, e di "Occhio nudo" cortometraggio realizzato con la collaborazione del centro sociale Experia di Catania con cui, da esterno, partecipa all'organizzazione di iniziative video/cinematografiche. Attualmente collabora con Cane CapoVolto di Catania e con il regista underground Tonino De Bernardi.
Propone, inoltre, due seminari di lettura cinematografica: Intro, sul linguaggio del cinema hard-core, e Videoframmenti, sulla frammentazione della realt televisiva e cinematografica.
Autore di little wing, pagina di recensioni cinematografiche, disponibile su Internet: http.// www.nti.it/iskra/cinema.htm

GRECO SALVATORE
VIA SOLDATO MACRI' 16
95030 TRAPPETO (CT)
TEL. 095/7177854-415530-312146
Autodidatta, si  occupato fin dagli anni '70 di teatro e animazione. Da tempo la passione per la fotografia e il video lo ha portato ha realizzare alcuni cortometraggi, quasi tutti autoprodotti. Tra gli altri: "A Catania quello che si pu far credere"(1977), "Ho visto il mare mamma, ma non so nuotare"(1985), "Toro seduto" (1993)
"Toro seduto" (1993): riassume la giornata tipo di un agente di commercio costretto per il suo lavoro a percorrere in macchina le vie della citt, tutto il giorno. Il piacere per la fotografia lo spinge a documentare tutto quello che lo colpisce, con un veloce commento musicale tratto dai suoni che l'autoradio propone.


CESENA

Claudia e Romeo Castellucci
Societas Raffaello
Via Serraglio, 2
47023 Cesena
tel. 0547/25566-25560
Entrambi impegnati nel teatro di ricerca da molti anni, e autori di una particolare visione del teatro che deve assumere una radicale risignificazione, secondo gli elementi della visione e della figura. I loro esperimenti cinematografici risalgono agli inizi degli anni '80 con cortemetraggi inediti in super 8. Claudia ha prodotto "Case di Gilda", mentre Romeo ha al suo attivo numerosi video tra cui"L'istmo di Chiara" e "Assassinax", film di animazione su  suoi disegni. L'ultimo suo lavoro  "Brentano" in 35mm.
"Brentano": il soggetto di questo cortometraggio  tratto dall'omonima breve prosa di Robert Walser, una breve storia contratta e aspra di un giovane, Brentano, che "non ha pi voglia di vivere e decide la via della fuga". Il film comincia quando la fine  gi iniziata e tutto si gioca nell'ambito angusto di una camera. Le sequenze restituiscono, attraverso l'uso di inquadrature fisse e nature morte di ordine domestico, lo spasmo contratto nel quale  preso il protagonista.

COSENZA

COLLETTIVO FILO ROSSO
UNIVERSITA' CALABRIA
ARCAVACATA
CONTRADA PASQUALI
87040 MENDICINO
Si  costituito a partire dall'occupazione universitaria e dal "diritto d'uso" di materiale tecnologico ad alto livello di propriet dell'ateneo di Cosenza, rimasto inutilizzato per lungo tempo. Oltre a produrre video, organizza seminari e incontri.

FIRENZE

IL GOBBO & LA GIRAFFA VIDEOPRODUZIONI
VIA TINO DI CAMAINO 9
50142 FIRENZE
TEL. FAX 055/706023
Internet: geg a dada.it)
Fondata da due videomaker fiorentini nel 1992, Stefano Tognarelli e Luca Mugnaini, autori di alcuni cortometraggi. Da allora, ampliata l'attrezzatura, si occupa di un consistente lavoro post-produttivo per video di "colleghi". Oltre a questa attivit, da segnalare la stretta collaborazione con l'ambiente universitario di Firenze nella rassegna video "L'autoprodotto 95", in cui vengono messi a disposizione agli studenti interessati tutti i mezzi tecnici necessari alla produzione di un video.
Sta curando, inoltre, un sito su INTERNET chiamato "VIDEOFFICINA" dove sar possibile trovare informazioni sui vari autori di film o video, sulle loro opere e sulle rassegne nazionali del settore.

SILVIA MASI
VIA SALTIGNANO 28/A
50026 LOC. SAN CASCIANO IN VAL DI PESA (FI)
TEL. 055/828120
Produce video in modo indipendente, dopo aver lavorato nel cinema occupandosi di montaggio, costumi, assistenza alla regia e recitazione. Ricorrente  il tema dello sradicamento dalla propria terra, delle strategie di adattamento ai nuovi territori e del ritorno.
"Un ritorno", storia di una ragazza siciliana che ritorna al suo paese dopo molti anni passati alla periferia di Torino, e "Sahar Desert", una magica homeland ai margini di Firenze dove tutti possono incontrarsi senza frontiere.


FROSINONE

TIBERI AMERICO
VIA S.MARTINO 18
03020 TORRICE
TEL. 0775/301466
Realizza documentari sperimentali e films.
"Mille scalini" racconta la "storia vera di un vero invalido" al 100% iscritto all'ufficio di collocamento dal 1976 e da allora in attesa di lavoro. Negli ultimi anni per la burocrazia ha dato prova di grande efficienza e lo ha convocato per offrirgli dei lavori impossibili: bidello, operaio alla catena di montaggio, attacchino.....
"Wanted giovane autore vivo o morto": girato in super nel lontano '1979  una parodia della vita e del mondo dei cinefili di quei tempi, con i loro sogni, le loro illusioni e le loro frustrazioni, che avevano come unico sfogo qualche momento di gloria alle rassegne underground organizzate dal glorioso Filmstudio di Roma. Il film  girato a 12 fotogrammi a secondo ed i personaggi si muovono e parlano come cartoni animati.


GENOVA

FADDA SIMONETTA
VIA S. DONATO 7/5
16123 GENOVA
TEL. 010/298430
Autrice di iperdocumentari. Documentari iperreali, leggende metropolitane al rovescio, folklore direttamente registrato su video. Quello che si vede  tutto reale, successo davvero e senza nessuna regia. Eppure in qualche modo questa realt si presenta in modo inverosimile, caricata, e come appartenesse alla sfera dell'eccezionale e non a quella del quotidiano da cui proviene.
La realt di cui trattano queste telecronache, insomma,  una realt televisiva e come tale  iperreale, in un delirio di perfetta e compiuta visibilit: immagini fluide che procedono a scatti, colori saturi e fuori allenamento. Ripetizioni, tremolii, dropout segnano incessantemente lo svolgimento del nastro.
"PULIZIA" (1994): il potere, si sa, ama manifestarsi in modo simbolico, al fine della propria stabilit. Come nel centro di Genova, un tempo kasbah variopinta, oggi scenario di guerra, sorta di Belfast mediterranea che viene tenuta sotto assedio da innumeroveli quanto inutili presidi di pubblica "sicurezza".

SALMIERI FILIPPO
VIA MONTEFIORITO 18
16036 RECCO (GE)
TEL. 0185/76524
Dal 1989 lavora alla produzione e alla diffusione di materiale indipendente. Oltre a realizzare i propri lavori, documentari e cortometraggi a basso costo, si occupa di organizzare proiezioni e istallazioni video di materiale proprio e altrui nel tentativo di diffondere le produzioni indipendenti fuori dal circuito di "addetti ai lavori" in cui sono solite circolare.
"Froid" (1996): storia del rapporto tra paziente e psicoanalista fuori dagli stereotipi. Racconto dissacrante e un po' kitch.

LA SPEZIA

Guelfi Romano
Loc. Pozzuolo, 14
19036 Lerici
TEL. 0187/971266
Regista e operatore collabora con Alessandro Barbadoro dell'Antony  Perkins productions  e con l'Eliogabalo di Massa. Organizza rassegne e proiezioni, e si occupa della diffusione di materiale video.


LIVORNO

ANTONY PERKINS PROD.
C/O Centro culturale polivalente
VIA DEGLI ASILI 45
57126 LIVORNO
Tel.fax 0586/210434 - 0586/810622
Formata da Alessandro Barbadoro, Luca Falorni e Serafino Fasulo. Oltre alla produzione di video di documentazione sociale, di fiction, e alla ricerca espressiva sull'immagine elettronica, l'associazione si caratterizza per l'interesse all'organizzazione di rassegne cinematografiche di film d'autore e alla promozione di una "cultura" della cinematografia d'autore - all'interno di un cinema teatro che hanno a disposizione - utilizzando "l'etichetta" Kino Glaz. Inoltre festival di video indipendenti, come l'annuale appuntamento Videopresenze, e seminari tecnico-teorici sulla sceneggiatura, la videodanza, di approfondimento critico in collaborazione con gli autori e altro.


MACERATA

LABRIS FILM FACTORY
VIA MONTEFIORE 33/B
62019 RECANATI
TEL. 0733/850409
"Correva l'anno 1989 quando, in un angolo remoto della provincia italiana, alcune persone si incontrarono quasi per caso, ciascuna con un carico pi o meno risolto di tensioni pi o meno creative": Marco e Paolo Bragaglia, Paolo Trammannoni, Paolo Doppieri, Beniamino Catena, Roberto Pignataro, Massimo Macellari, a cui negli anni si unirono Paolo Peresani, Antonio Lucarini, Domenico Liggeri.
Di provenienza da ambiti artistici ed espressivi differenti, dalla scrittura alla musica pi o meno sperimentale, ma tutti con un grosso interesse per il cinema. Non una casa di produzione in senso classico, la Factory - come viene chiamata -  piuttosto "uno strano crogiulo nel quale far germogliare e realizzare le proprie idee, con struttura libera e fluttuante e con una spiccata propensione per l'interdisciplinariet, altrimenti detta, secondo una versione pi recente, multimedialit (arghh!)."
E' cos iniziarono le riprese di Memorie dal Crepuscolo diretto da Paolo Doppieri "un'immane impresa la cui realizzazione dur quattro anni che videro all'opero l'intero staff Labris (molti impararono a cucinare sul set, molti altri a rammendare i costumi di scena, e molti altri fuggirono inorriditi non appena videro il montaggio delle prime scene, incapaci di credere di aver partecipato ad un cos impietoso ritratto della loro amata terra. In questo lungo periodo di tempo per molti altri progetti bollivano in pentola e non tardarono a vedere la luce. Rotti gli indugi, una gran mole di produzioni cominci ad infestare i festival di cinema indipendente e non, con esiti imprevedibili e a volte davvero lusinghieri. Nonostante il completo disinteresse delle strutture produttive ufficiali e la costante convivenza con budget all'osso, lo spirito di produzione indipendente trover sempre nei nostri giovani eroi la sua incrollabile roccaforte (ehm....)".
BRAGAGLIA MARCO: Sesso, fame e frustazioni dell'"homo carnivorus" in videoclip, con tendenze trash. Tra gli altri: Hip Hip Sburr (materializza le fantasie evocate dall'immagine ammiccante di Valeria Marini nel cartellone pubblicitario di una stazione di servizio); 005XXXXXX (corre sul filo dell'ossessione la voce di un hot line che diventa visibile. Un groviglio di fili viventi in cui la voce diventa corpo, materia fisica avvolgente e rapace, creatura cyborg essenza di un romanticismo tecnologico). Ha recentemente concluso "Mothra-donnez l'esprit" un corto visionario che unisce atmosfere horror, citazioni artistiche e documenti antropologici. Vi convergono le molteplici esperienze artistiche dell'autore che si  confrontato di volta in volta con la pittura, il fumetto e la videoarte.
CATENA BENIAMINO: "Marcia funebre per una marionetta"(1994): ruvido cortometraggio in super 8 che sotto i numi tutelari dei B Movie Horror pi blasonati, racconta ad un curioso uomo in nero la storia della perdizione di un bravo giovane dietro le fantasmagoriche e peccaminose evoluzioni della dolce Melissa, una fanciulla morta anni prima.
"L'ultimo uomo" (1995): trovata un'occupazione mediante un "quiz-test" postale, Argo raggiunge la metropoli. Qui incontra l'inquietante Melampo che lo mette in guardia sulla reale attivit dell'industria nella quale  stato assunto. I due verranno "ibernati", la loro coscienza risvegliatasi  di grave ostacolo all'ordine aziendale.
DOPPIERI PAOLO: "Memorie dal crepuscolo": cortometraggio interamente girato in video che parte da un plot tipicamente thriller per approdare ad un fosco affresco di malsani e mutanti ambienti della provincia profonda.
LUCARINI ANTONIO:"Ali di pongo" (1996)  la sua prima regia: Kizzy ragazza perduta e melensa, un po' beota, un po' kitch-lirica, vaga per le vie di una citt di provincia, dopo essere stata scaricata da un uomo. mentre sale varie scalinate della citt il regista ed il fonico si chiedono chi sia Kizzy veramente (una "zoccola"? un angelo?) farneticando in modo triviale.


MASSA

GRUPPO ELIOGABALO
c/o Federico Nobili
Via Nazionale, 13
54013 Filizzano (Massa)
Tel. 0585/92363
Nato nel '90 si occupa prevalentemente di ricerca audiovisiva, con la produzione di materiale video, e della promozione di manifestazioni culturali e iniziative teorico-seminariali, come l'ultimo progetto durato sei mesi: Nella colonia penale, di Franz Kafka che si  concluso con la realizzazione di un lungometraggio dal titolo "La sesta ora".
All'interno del gruppo, che tenta di coniugare aspetti produttivi e ricerca teorico-pratica, convivono anime diverse. Quella di Federico Nobili, interessata soprattutto alla ricerca audiovisiva e al rapporto tra immagine e suono: con la collaborazione con musicisti e tecnici del suono sperimenta un ibrido tra linguaggio cinematografico e videoarte. E l'atteggiamento pi narrativo di Davide Bini, altro componente del gruppo, che sceglie decisamente il linguaggio filmico e cinematografico.


MILANO

ARENA MARIA
VIALE LEGIONI ROMANE 23
20147 MILANO
TEL. 4073988
Catanese, si trasferisce a Milano nel1987 e inizia un percorso autoproduttivo di video e cortometraggio, tra cui "Prima della prima" in 16mm. Parallelamente partecipa a progetti collettivi indipendenti (Femmine Folli di Roberta Torre '93) e forma con Simona Pezzano e Andrea Caccia "Mouchette" che, in collaborazione con il gruppo di videoproduzioni del centro sociale Leoncavallo, organizza Percorsi addosso, primo festival di video e cinema "indipendente?"('96) all'interno del centro.
"Prima della prima": una turista sui trentanni, elegantemente vestita, viaggia su un treno per Milano diretta alla scala, uno sciopero generale dei lavoratori bloccher i treni per quattro ore alla stazione di Milano Bovisa, alla periferia della citt. La turista s'incammina con la sua valigia attraverso l'hinterland milanese cercando di raggiungere la citt.

BIGONI BRUNO
C/O MINNIE FERRARA E ASSOCIATI
VIA DEL CARAVAGGIO 2 
20100 MILANO
TEL. 86923350 FAX 8693264
Socio fondatore del Teatro dell'Elfo e ideatore della rassegna Filmaker, tra i creatori della cooperativa Indigena - oggi esperienza conclusa - che per anni ha funzionato come polo di aggregazione di case di produzione del cinema indipendente italiano, fondatore e redattore della rivista "Sperduti nel buio": Si divide tra fiction e attivit documentaristica, arrivando spesso a contaminazioni e compenetrazione in un percorso di continua ricerca e sperimentazione. Attento, inoltre, all'utilizzo del video come specchio della realt che ci circonda e come strumento di indagine e analisi delle situazioni sociali che, di volta in volta, sceglie di raccontare. Ha inoltre una produzione "su pellicola" che viene prodotta e distribuita attraverso i circuiti "di mercato".
In co-regia con Giuseppe De Santis (Riso amaro) ha prodotto, per la celebrazione del cinquantenario della resistenza, "Oggi  un altro giorno". Tra i suoi lavori di fiction "Lacrime amare di Petra" ispirato a Fassbinder e "Il confine incerto", psicodramma comico, grottesco e ironico girato con particolare attenzione al lavoro degli attori e a partire dalle loro improvvisazioni.
"Nome di battaglia Bruno" (1987) 11 novembre 1982, Maurizio B. (nome di battaglia Bruno) cade dal settimo piano di uno stabile di periferia milanese. Muore sul colpo. Siamo partiti da una madre per arrivare ad un figlio. Quasi un film al contrario....

BOCOLA ANTONIO, GIACOMELLI SIMONA,  VARI PAOLO
C/O ANTONIO BOCOLA
VIA LAZZARO PAPI, 7
20135 MILANO
TEL. 02/5466976
Giovani cineasti milanesi attivi da alcuni anni sulla scena indipendente italiana. Seguono un percorso che tende alla commistione del documentario con elementi narrativi cinematografici giungendo cos ad un genere "ibrido", che permette di sperimentare, in libert, tecniche e linguaggi, con uno sguardo e una prospettiva creativamente partecipi.
"Potrei credere solo a un dio che sapesse danzare": muovendosi tra fiction e documentario, tra realt e immaginifico si incontrano alcuni tra i protagonisti del teatro italiano (Leo De Berardinis, Renato Carpentieri, Danio Manfredini, Cesare Ronconi, Roberto Corona ed altri). Non una panoramica sul teatro italiano, piuttosto il tentativo di evidenziare quelle linee di ricerca che condividono finalit simili a partire da differenti modi di espressione. Si toccano temi e problemi fondamentali della pratica teatrale e si individuano gli spazi di un lavoro capace di rinnovare il vitale rapporto del teatro con il proprio pubblico.
"Panteschi": girato a Pantelleria, nasce da una domanda precisa "come mai gli abitanti dell'isola abbandonano la propria terra?". Nessun riferimento all'isola come terra di turismo intensivo, i panteschi disegnano storie di emarginazione e sfruttamento, di progetti e speranze a dispetto di tutto, e problematiche simili a quelle che viviamo nella quotidianiet metropolitana.

CARAMANICA MAURO
VIA MEDA 37
20100 MILANO
TEL. 02/8467854
Si occupa di cinema di animazione dal 1989 collaborando,tra l'altro, alla realizzazione di videoclip, serie televisive e lungometraggi con case di produzione milanesi e romane.
"Vertigine,  la storia dell'equilibrista che si libera della propria bestialit, baratta l'inversione dei Ratti, levita l'umanit e minaccia il cielo. Rappresentata dalla genia Rattesca, la natura si riprende la gestione della superficie terrestre".

Carnevali Stefano
Via dei Missaglia 65/70
20142 Milano
tel.02/89300162
E' al suo primo film. "Oh...my Anabel!!" racconta il sogno o il ricordo di una madre sensibile solo al pensiero di essere chiamata dalla figlia M-a-m-y. Un film sull'assenza, sulla "cosa irraggiungibile", sul vuoto incolmabile.

CASTIGLIONI MONICA 
CORSO S. GOTTARDO, 41
20100 MILANO
TEL. 02/6554443
"Dichiaro di rappresentare dei pensieri intimi e casuali, dove tutto  sufficientemente finto (fiction) per non darsi pena di capire la reale verit": Su schemi non tradizionali porta: dal gioco autolesionista di una ragazzina ai margini del mondo al'interpretazione cattiva di una famosa pubblicit di Benetton (l'uomo tatuato HIV sul braccio di Benetton), alla manipolazione di una foto di una ragazzina con lo sguardo satanico per procurare, procurasi, un'emozione. Autrice di cortometraggi video e cortometraggi di finzione. Con 
Enzo Umbaca produce "White traffic" (vedi scheda Enzo Umbaca)
"Autolesionismo" (1996): il pensiero di morte, che  il gioco di una ragazzina e la disperazione di un adulto, diventer autolesionismo, prolungato con piacere dalla ragazzina e assopito nell'adulto.

CAVAGLIERI NICOLA
VIA LUINO, 11
20121 BOLLATE (MI)
TEL. 02/3504372
Autore di alcuni videodocumentari divulgativi con attenzione particolare agli stereotipi, sempre presenti sia che si tratti di cinema indipendente afroamericano  o di donne. Inizia la sua ricerca, infatti, documentando la realt del cinema afroamericano indipendente di cui - a parte Spike Lee - poco si conoscono in Italia le tematiche e gli autori:
"Oltre il ghetto" ('95) Andare oltre i luoghi comuni del ghetto nero, della rivolta a Los Angeles, del "drive by shooting" proposti dai pochi film in distribuzione a tematica afro-americana e dagli omologati reportage tv.
Attualmente  impegnato in due lavori di fiction sugli stereotipi delle donne, il primo sulle figure femminili nel cinema classico, il secondo di documentazione sugli stereotipi di genere sessuale in rapporto al ruolo sociale e la maggior o minore adesione ad esso.

CIARCHI ISABELLA
VIA S. MARCO 18
20100 MILANO
TEL.02/6571389
Dopo una lunga esperienza teatrale, si  dedicata all'attivit cinematografica.
Ha collaborato attivamente con l'Istituto Ernesto De Martino (archivio storico di ricerca popolare) individuando come campo di ricerca sociale il territorio metropolitano e la sua memoria. Negli ultimi anni, ha documentato le attivit dei centri sociali milanesi  e attualmente lavora ad un progetto sul proletariato giovanile dalla met degli anni '60 in poi.
Le produzioni recenti hanno un tema comune: delimitare le "isole di resistenza umana", come nel suo "Le mamme del Leoncavallo": dal drammatico episodio dell'omicidio di Fausto e Iaio, il 19 marzo '78, - una spinta fatta di rabbia, umanit e impegno muove un gruppo di mamme ad un "assalto al cielo" che prosegue tutt'oggi nel quotidiano lavoro all'interno del centro sociale.

CIPELLETTI CLAUDIO E GOVERNI VALERI0
VIA ABANO 7
20131 MILANO
TEL. 02 2664621
Autori di videodocumentari a sfondo sociale e cortometraggi. Particolarmente attenti alle tematiche omosessuali. Hanno collaborato con il centro sociale Interzona di Verona.
"Tuttinpiazza '95": interviste, slogan, spettacolo e comizi nella prima grande manifestazione per i diritti delle persone omosessuali in Italia a Roma, il 2 luglio 1994.
"Facing HIV": sintesi di un lungo lavoro di ricerca e di interviste realizzate nella comunit gay di San Francisco. Uno sguardo sereno ed ottimista alla condizione del malato sieropositivo.
"Il mondo diviso": non tra chi  gay e chi no, ma tra chi si vergogna di vivere apertamente, fino ad assumersi ogni conseguenza, la propria condizione e chi cerca di uniformarsi a cio' che gli altri si aspettano da lui. Cos, per perbenismo, si fa' violenza ad un mondo che subisce in silenzio.

Cordeiro Marcel
Via Solferino, 56
20121 Milano
tel. 02/6571256
Regista brasiliano di nascita, ma italiano per origini,  arrivato in Italia 5 anni fa' "alla ricerca delle proprie radici": Ha sempre perseguito nel suo lavoro, la ricerca di quel filo sottile che lega le sue due anime: l'attrazione per la cultura europea e l'amore per l'America Latina. La forma scelta per il racconto  la poesia. Il linguaggio semplice, simbolico e realista - allo stesso tempo - coniuga neorealismo italiano e quella tipica visionariet dei popoli originari del sud america. Il suo film "Passo a passo con le stelle"  stato girato in Brasile, nello stato dello Spirito Santo, nel settembre '94. Ambientato prevalentemente tra le palafitte della favela e la discarica  il sogna di Alain di arrivare alle stelle. Questo lo porta a percorrere strade e paesi e - dopo anni - ormai vecchio giunge a Briks, terribile e triste visione di citt in un futuro degradato e incattivito. Qui lo trattengono miseria e fame. La scelta del bianco e nero vuole sottolineare la crudezza dell'ambiente e dei contenuti.

Different Opinion
Via Marco Polo, 1
20098 S. Giuliano Milanese
tel. 02/9846467
Dal '91 opera come "etichetta" per garantire l'anonimato degli autori nella produzione video, e artistica pi in generale, nel tentativo di concentrare l'attenzione del fruitore sull'opera e non sull'autore/regista. Contro le attuali logiche di mercato in cui prevale la valorizzazione del nome pi che del "prodotto" e della sua qualit e, ovviamente, rifutando ogni tipo di copyright.
Una seconda, e importante caratteristica dell'associazione,  il suo essere inserita nel movimento artistico internazionale d'ispirazione "situazionista": chiunque ha la possibilit di accedere alle forme artistiche ed espressive e, inoltre, l'evento "artistico" come intervento "d'agitazione" che pu avvenire ovunque in modo imprevedibile e non programmabile, con azioni, istallazioni ed interventi "estemporanei". E' disponibile materiale di documentazione - cartaceo e video - sull'esperienza e sui lavori prodotti.

Duel
Via Giustiniano, 3
20100 Milano
tel. 02/29402710
Mensile di cinema ha lanciato, nel settembre 1995, una campagna per la circolazione di film e video indipendenti (corti e lunghi), privi di distribuzione commerciale, con l'idea di costruire una rete di sale sparse sul territorio in cui fosse possibile proiettare immagini e filmati indipendenti, condannati all'invisibilit dalla miopia del mercato. Il progetto ha dato i suoi frutti: continuano i contatti con associazioni culturali, centri sociali, sale cinematografiche e cineclub che chiedono di poter visionare il materiale per organizzare proiezioni pubbliche. Tra gli autori distribuiti da Duel: il gruppo della Factory di Macerata, Cane Capovolto, Silvia Masi, Corso Salani e altri.

GRUPPO VIDEOPRODUZIONI
CENTRO SOCIALE LEONCAVALLO
VIA WATTEAU, 7
20100 MILANO
TEL. 02/26140287 FAX 26830360
Attivo da diversi anni, il gruppo produce videodocumentari sull'attivit e le iniziative del centro sociale e del territorio, video musicali e teatrali, videozine e video d'informazione: Gestisce l'archivio immagini e la distribuzione di materiali propri e altrui, e la proiezione video/cinematografica. Ha quest'anno organizzato con il gruppo Mouchette, il primo festival di video e cinema "indipendente?" "Percorsi addosso". Sta lavorando, insieme ad altri centri sociali e gruppi nazionali, alla costituzione di una rete di diffusione indipendente alternativa.
Negli anni, si  riuscito a dotare di un'attrezzatura tecnica, distrutta nell'incursione poliziesca (videodocumentata) dello scorso 19 dicembre, quando - oltre alla distruzione e al sequestro di materiali - privati e collettivi - per trecento milioni, sono stati danneggiati anche gli archivi video e fotografici e il centro di documentazione.
Ha prodotto, con Alberto Grifi e Paola Pannicelli, "I giorni dello sgombero" (1994) sull'uscita dalla storica sede di Via Leoncavallo e la sua distruzione, "Macchia nera" (1995) sulla destra eversiva in Europa, 100% THC (1996)dai contenuti antiproibizionisti, concerti dal vivo dei 99Bisca e Assalti Frontali, e altro ancora.

GRAFFI PRODUZIONE CINEMATOGRAFICHE
MARZI GIAMPAOLO
VIA CICCO SIMONETTA 17
20123 MILANO
TEL. 02/58106204 FAX 5516558
Ha realizzato e collaborato a numerosi video e cortometraggi, diviso tra scelta di documentare il reale, con particolare attenzione ad settori deboli della nostra societ, per es. extracomunitari, omossessuali o malati di aids, e fiction con elementi surreali quali Mirto (1994) in cui un ragazzo lavando i suoi levis 501 scopre un mondo altro.
Il suo lavoro pi recente: "Supergay" (1995), al cui centro sta l'adorazione incondizionata per i corpi divinizzati della pubblicit,  la storia di una fascinazione quotidiniana dei nuovi supereroi dell'immaginario gay. Uno tra tutti: Supergay, ovvero un desiderio impossibile.

MAGNETICHE ERESIE
C/O GIANCARLO APREA
VIA ARBE, 51
20100 MILANO
TEL. 02/69003269
Gruppo di produzione video indipendente il cui denominatore comune  la necessit di comunicare un proprio messaggio pi che la ricerca sul linguaggio e sulla tecnica e l'attenzione alla qualit nonostante la "povert" dei mezzii utilizzati. Dal documentario alla fiction, ma sempre a sfondo sociale.
"Zona protetta" (1996) prende spunto dal massacro del mercato di Sarajevo nell'agosto '95 portando alle massime conseguenze, in modo fantastico ma non per questo meno attendibile, le reazioni assuefatte dello spettatore di fronte alle immagini di guerra. "Dietro ogni guerra c' un interesse, dietro ogni comunicazione un fine", ci dicono gli autori.,

MARRAZZO PASQUALE
VICOLO MAPELLI, 2
20100 MILANO
TEL. 02/38008595
Il cinema come "oggetto transizionale" per dare la possibilit di sopravvivere dignitosamente modificando con l'illusione il mondo. Che la voglia di fare un film possa partire anche dalla potente volont di trasformare la realt? Necessit intesa soprattutto da chi sente il mondo come una morsa e avverte il senso di soffocamento. Autore di origine napoletana i cui riferimenti, per la scelta delle immagini, sono quelli della pittura impressionista: "L'arte non ha pi come riferimento la realt, ma si alimenta della sua stessa immaginazione ed  questo che ricrea di volta in volta un mondo ex-novo."
 "Lontani dal paradiso" ed "Ex-sistente": azioni diverse di due donne differenti .

Mazzon Riccardo
Via Vodice, 8
20148 Milano
tel. 02/ 48704457
Filmaker indipendente realizza cortometraggi e video di fiction con il piacere di "rivelare la finzione, nella rappresentazione delle immagini" e con l'intento di "dimostrare che con le idee non servono soldi". Ha un'attenzione particolare alla struttura narrativa attribuendo maggior importanza all'autore, all'idea, al testo pi che al lavoro del regista. I suoi lavori trattano di sesso e maltrattamenti del corpo, senza cadere negli stereotipi di violenza del cinema "di cassetta".

MORONI VITTORIO
via Moroni, 141
20100 Milano
Filmaker indipendente, predilige il cinema classico ed il suo "svecchiamento", ed  pi interessato agli elementi narrativi pi che alla sperimentazione sui linguaggi. "Quasi una storia" (1995)  il suo secondo film in pellicola.

NAVA BARBARA
VIA F. WITTGENS 5
20123 MILANO
TEL. 02/58313847
Ha scritto e diretto documentari e ha curato la regia di film pubblicitari. E' al suo primo cortometraggio.
"La pioggia nel bicchiere" (1996): Chiara, bambina curiosa entra nella casa di Maria "la matta" del paese. Maria per la scopre e la rinchiude in un armadio, poi, spaventata dalle urla degli amici di Chiara rivive una violenza subita tempo prima.

OLMI FABIO
VIA MAC MAHON 16
20155 MILANO
TEL. 33105507
Da qualche tempo autoproduce videoclip su pellicola, a sfondo sociale, e film. Partecipa a produzioni indipendenti collaborando a progetti di particolare validit nei contenuti e nelle scelte artistiche. Cortometraggio "Stra-ordinari", piano sequenza unico, storia di uno che finisce una lunga giornata di quotidiano lavoro - compresi gli straordinari - e tornando a casa gli accade qualcosa di assolutamente straordinario. Alla stazione trova gli amici intorno a una tavolata che lo invitano a far festa con loro. L'uomo confuso, impossibilitato a distinguere il sogno dalla realt, se ne va. Ma quando, cambiando idea, decide di tornare indietro non trova pi nessuno. Storia di chi non sa cogliere lo straordinario.

PASTOR ANDREA
VIA BRIOSCHI 54
20100 MILANO
TEL. 02/89504002
Critico cinematografico, ha collaborato per molti anni con la rivista Babilonia, mensile di cultura gay. E' redattore della rivista "Filmcritica"
"Trucco": il video si situa in una zona limite tra sperimentazione e fiction. E' una sorta di fiaba notturna con una donna allo specchio, un uomo come fantasma d'amore e un ballo. "Forse anche una metafora della visione".

PETTER FRANCO
PIAZZA BIBBIENA, 1
20136 MILANO
TEL. 89405441
Autore e produttore indipendente, come "Peppermint" produce cortometraggi, lungometraggi, fiction e documentari in collaborazione. E' interessato alla possibilit di "mettere in rete" progetti a basso costo, e collabora con la Ipnofilm di Silvio Segabrugo (vedi scheda).
Costante, nei suoi lavori,  il racconto dello "spaesamento" prodotto dalle condizioni di vita metropolitana. Oltre ad essere inserito nel "pacchetto" di nuovi autori, distribuito dalla rivista Duel, gira nel circuito del cinema indipendente e nei centri sociali.
"L'amico inquietante" (1995)  un cortometraggio studiato per il video. Marco, un giovane attore, arriva in una citt che non conosce. Diventa amico di Alfio, il portiere di notte dello stabile in cui abita, e scopre che Alfio  ossessionato dalla sua ex moglie e sta progettando di ucciderla. Questo fa' scattare nel giovane ricordi angosciosi legati ad una storia del suo passato....."

PISANI FAUSTO
VIA WASHINGTON 54
20146 MILANO
TEL. 02 55194496
E' stato collaboratore di Studio Azzurro di Milano e ha realizzato alcuni super8 e video. L'ex dura lex  il suo primo cortometraggio in 16 mm, interamente autoprodotto. Attualmente sta sviluppando due nuovi progetti "Lingua sciogli lingua" e "Il ritorno dell'uomo dagli occhi a raggi x".
"L'ex (dura lex)" (1995): Marco ha un chiodo fisso: fare un documentario sulle sue "ex" per scoprire se qualcuna  ancora innamorata di lui:

PLEUTERI MAURIZIO
VIA MARTIRI DELLA LIBERTA'
VIGNATE (MI)
TEL. 02/95360186
Autore di video e videoclip (fiction a tema) lavora soprattutto sulla ricerca di linguaggio in cui siano le immagini a sintetizzare un senso. La struttura narrativa viene ricercata nelle immagini pi che nella sceneggiatura.
"Drilling"(1993): la sveglia mattutina  in realt un incubo.

Rifranti Vittorio,
Via Ugo Ojetti 48 20152 
02/33401836
Filmaker milanese ha realizzato alcuni cortometraggi di fiction, piccole storie quotidiane in cui viene sottolineata la ricerca dei protagonisti di un'assoluta comuinicazione con gli altri e di armonia interiore. Termini importanti giocati per con semplicit. Tra i suoi lavori pi significativi il fillm in video "L'attesa". Due protagonisti che appartengono a realt sociali ed esistenziali molto lontane, si condizionano reciprocamente senza incontrarsi mai. 
Schito Raffaele
Via Vigevano, 32
20144 Milano
tel. 89405891
Autore di cortometraggi e videoclip musicali, ha lavorato in particolare su una linea di ricerca formale che mescola Super8 e videoelettronica. Segue da anni l'Albania nella sua trasformazione. Da un paio d'anno, in Salento, ha creato un gruppo di lavoro "Gruppo Ntartei" con l'intento di promuovere e sensibilizzare la giovent salentina all'uso dei nuovi media, come strumenti di documentazione e intervento nel sociale.
"Liri - La stagione dei fiori tristi". Liri in albanese vuol dire "libert". Un gruppo di amici, con una telecamera "non accreditata" si  recato pi volte in Albania tra il maggio 1992 (poco dopo le elezioni) e l'aprile 1993 (nei giorni della visita di papa Woytila. Alla ricerca di chi  rimasto e vuole rimanere credendo di poter avere un ruolo nella costruzione di una nuova Albania. Lo stilista, l'insegnante, il muezzin, il giornalista, la cantante famosa, gli intellettuali di Valona che amano il cinema, la sposa musulmana, i cineasti della nuova generazione e soprattutto i bambini che si mostrano e si "raccontano" da navigati attori della Cnn.

SCHOENBERG  SUSANNA 
VIA ARNOLFO DI CAMBIO 1A
20100 MILANO
TEL. 02/33602311- 0471/288926
Videomaker alla ricerca di nuove modalit produttive e forme testuali non facilmente inquadrabili: "non pi cinema, non pi fiction, non pi documentario didattico".
"La fleur du mal" (1995):  una videopoesia composta di immagini rubate alla vita di un piccolo uomo e frammenti didascalici di Charles Baudelaire.
"S-grafica" (1996)  un esercizio di decomposizione di un evento - di uno dei pochi riti ancora riconoscibili, almeno nella sua forma, nell'occidente contemporaneo;  infatti la decomposizione, graffiatura, accartocciamento di un matrimonio in chiesa e in bianco.

SEGABRUGO SILVIO
VIA MARCO POLO 1
20098 S. GIULIANO MILANESE
TEL. 02/9846467
L'Ipnofilm di Segabrugo si occupa di sperimentazione artistica, producendo cortometraggi e video a struttura meno narrativa, con una particolare ricerca sulle possibilit di che il video offre.
"Vidi un serpente con un coniglio in bocca": tratto da un racconto di Charles Bukowski, un personaggio si osserva durante il proprio risveglio e si congela decidendo di non affrontare l'esistenza.

Sigon Carlo Arturo
Via Ascanio Sforza 103
20141 Milano
tel. 89504831
Fiction e documentari, e documentari che diventano fiction, e fiction che diventano documentari. "Festa"  la storia dell'enorme manifestazione che il 25 aprile 1994 aveva invaso Milano, a pochi giorni dalle elezioni di Berlusconi e c., e la solitudine di tre personaggi sperduti nel cuore e inzuppati di pioggia.
"Ketchup" di Carlo A. Sigon e Giuseppe Paganin  il timido tentativo di stimolare nel "telespettatore" un sguardo smaliziato, che davanti alle immagini televisive si diverte a riconoscerle, smascherarle, a smontare l'inganno, "cos come la maggior parte di noi ha finalmente imparato a riconoscere il sangue dalla salsa di pomodoro". E' la storia di come la televisione pu generare eventi e amministrare la vita di Nico, un ragazzo di 23 anni, risucchiandolo - fisicamente e moralmente - fino a trasformarlo da semplice spettatore nel prodotto TV per eccellenza: l'oggetto di una diretta.

STAMBRINI MONICA
VIA DURINI 20
20122 MILANO
TEL. 02/76002481 FAX 68807722
Giovane regista milanese, collabora con la Graffi produzioni cinematografiche di Giampaolo Marzi, ha diretto e collaborato a numerosi video e film documentaristici e di fiction. Nei suoi lavori fissa alcuni "particolari" della vita metropolitana e racconta situazioni "limite".
"Ritrovamenti" (1991) un documentario sull'ufficio oggetti rinvenuti di Milano, "Vorrei urlare", su un coro di extracomunitari "Vu cant" in una citt sorda come Milano, "Ambliopia" storia di Martino che - praticamente uomo - scopre durante una visita oculistica di non aver mai visto con l'occhio sinistro....

TOCCAFONDO LUIGI
C/O GALLERIA L'AFFICHE
20122 MILANO
TEL. 02/804978
"La pista del maiale"  un cortometraggio sulle tracce della storia ciclica rituale della vita del maiale. Attraverso l'intero percorso del film, la pittura, la terracotta, l'animazione raccontano del maiale. Il maiale diventa traccia, segno, mescola, si integra nella materia di una vicenda ricreata nello studio del regista, coinvolgendo lo spazio estraneo e rendendolo familiare e partecipante.

UMBACA ENZO
VIA POMPONAZZI, 4
20100 MILANO
TEL. 02/89503457
Tra Point break e Amici miei, si diverte il milanese Enzo Umbaca che con un gruppo di amici gira la citt (tutti rigorosamente con la maschera di Berlusconi). Situazioni di vita quotidiana per cogliere gli aspetti della trasformazione politico sociale in atto giocando con la maschera dello "zio Paperone" di Arcore.
Ancora tra il serio e il faceto, si fa' per dire,: "White traffic"(1996) cortometraggio video prodotto in collaborazione con Monica Castiglione: Milano, estate, domenica mattina, un uomo ben vestito, fermo ad un semaforo, visibilmente preoccupato sembra in attesa di qualcosa e qualcuno. Cosa star aspettando ansiosamente?
Dichiarazione dell'autore: "Proviamo ad immaginare cosa potrebbe accadere nel caso in cui si verificasse una vera commistione culturale. Impareremmo a non meravigliarci nell'incontrare un ex impiegato disoccupato che cerca di sbarcare il lunario in modi che attualmente sono relegati a "cittadini" di seconda classe.

VIBRA AUDIO & VIDEO
VIA CIRO MENOTTI 28
20129 MILANO
tel. 02/ 2046165
Autori di una mini serie educativa in cinque episodi in cui i bambini parlano in prima persona, "African tales" deve essere considerato come l'inizio di una serie che coprir le fiabe tradizionali dei cinque continenti e destinata, nelle intenzioni, a sensibilizzare una societ sempre pi marcatamente multi etnica e multi culturale.

ZANE DIEGO
c/o Videotech Digital via Forcella 13
02/89401601
UTOPIA WORK/JUNK SHOP TEKNOLOGIES COPYRIGHT FREE
CONTATTI E-MAIL VITO @ PLANET.IT.
0360-566869
Utopia Works  l'intervento su documentari, videomusica, videoarte, performance. Si autodefinisce "produttore anarchista ontologico" e non separa poetica, linguaggio, tecnica e mezzo. 
"Naufraghi": "nessun maestro, due cortometraggi sullo smarrimento nella modernit. Durata a piacere, ogni volta diversa, con assemblaggi dal vivo.

NAPOLI

AGITFILM 
CORSO SAN GOTTARDO, 237
NAPOLI
081/5547573
Video autoprodotti (documentari, fiction) per "circuiti d'autore" con modelli di lavoro collettivo e la necessit di collocare pi energie e risorse intorno a progetti. I gruppi si formano per affinit e producono video "d'agitazione". I riferimenti sono quelli, infatti, dell'agit prop.
"Paradiso blu" (1995) di Walter Montagna: un videoclip che non  un videoclip, un corto che non  un corto, ma la traduzione della musica dei Von Masoch.

MEGARIS
PRODUZIONE CINEM.
VIA FEDRO 7
80122 NAPOLI
081/660731-667974
FAX 668109
Fondata nel 1991 da Antonietta De Lillo e Giorgio Magliulo  un centro di ideazione e produzione cinematografica e televisiva. Ha realizzato documentari, videoteatro, spot. E numerosi lungometraggi, tra cui, oltre ad Antonietta De Lillo, Mario Martone, Roberta Torre ed altri, 
Di recente produzione "Non porno pi" (1995) di. Giogio' Franchini, che - dopo una lunga esperienza di montatore,  da poco passato alla regia.

RUSSO STEFANO 
VIA CONSALVO, 148
80126 NAPOLI
TEL. FAX 081/2393432
Napoletano, trae spunto a volte dalla "sceneggiata napoletana" ed  attento a sfruttare tutte le possibilit vocali e la potenza espressiva dell'attore. Di "Sventramento"(1995), il suo ultimo lavoro, dice: "A cosa pu indurre l'indifferenza? Pu scardinare i ferrei principi morali di un protettore. Il fallimento delle minacce e delle intimidazioni d il via al travaglio di un uomo che progressivamente si mette a nudo di fronte all'impassibilit del suo cliente, con il quale ricercher una complicit come estremo tentativo".

SCIPPA ALESSANDRO
PIAZZA GESU' E MARIA, 24
80100 NAPOLI
081/5447774
Film-maker napoletano interessato ad un lavoro di recupero "della memoria", non a scapito della ricerca espressiva. Con il contributo dell'Istituto campano per la storia della resistenza ha prodotto "Barricate" un documentario "non tradizionale, (senza l'uso delle immagini di repertorio, del commento fuori campo, ecc.), sulle quattro giornate di Napoli. Era la fine del 1943 e a raccontare quei giorni sono le testimonianze dirette di 4 partigiani.
Ha collaborato, inoltre, alla produzione del primo cortometraggio in pellicola prodotto da un centro sociale napoletano, il Diego Armando Maradona, dal titolo S.K. Ro caf, del giovane filmaker napoletano Fiore. La storia di un serial killer napoletano finito in purgatorio da morto, che desidera - invece - andare in paradiso

TORTORELLA CIRO
VIA TORRE DI FRANCO 68
80126 NAPOLI
TEL. 081/7664145
A partire dal 1990 ha autoprodotto alcuni documentari di carattere sociale (sulla diserzione scolastica, e sulla causa palestinese), e video musicali. Nel suo cortometraggio "Vendesi Bagnoli ed altre storie" su soggetto di Ciro Tortorella, Claudio Caso e Giancarlo Ugon, racconta ambienti e situazioni all'ombra dell'Italsider in via di smantellamento. Per fissare con decisione cio' che la fabbrica ha significato nel quartiere, la macchina da presa scopre la quotidianiet di tante piccole storie, ora comiche, ora tragiche, tutte accomunate dalla sua onnipresenza.
"Alta banda", con la partecipazione dei musicisti napoletani della 99posse, sfrutta l'equivoco tra l'istallazione di una stazione radio e la costruzione di un'ipotetica bomba. Il tutto inframezzato da brani cantati dal vivo al centro sociale Officina.


NOVARA

CACCIA ANDREA
VIA LEONARDO DA VINCI, 5
28068 ROMENTINO (NOVARA)
TEL. 0321/867276
Giovane filmaker, "vive e lavora (quando  possibile) nella metropoli lombarda circondato da pareti sporche e alla ricerca di chiss che cosa. Nel corso degli anni ha realizzato riprese video di cresime, compeanni, e matrimoni, tra i quali vanno ricordati: "L'et l'oro l'arte", "senza titolo", "skratz", "Vite a scadenza".
"Vite a scadenza", liberamente tratto da E.Canetti: 12 dicembre un uomo una donna ed un ragazzo chiusi dentro il proprio destino. Un'automobile, l'odore della morte e infine un po' d'acqua.


PALERMO

ANONIMI E INDIPENDENTI
VIA PETRARCA 36
90100 PALERMO
091/6259489 6811666 fax 301275
Avventura produttiva cominciata nel '91 da Roberta Torre, videomaker milanese trasferitasi poi a Palermo. Realizza il suo primo cortometraggio nel 1990 e da allora, superpremiata nei festival, ha prodotto numerosi film in video e pellicola. Si colloca nella zona d'ombra in cui fiction e testimonianza si fondono e si confondono, con un'attitudine al kitsch e al paradosso, senza dimenticare la realt siciliana e le sue contraddittorie inquietudini.
Nel 1994 promuove e coordina con Marco Olivetti la prima edizione del concorso video "Trenta secondi dalla fine". Nel 1996  curatrice della seconda edizione "Sessenta secondi dalla fine". Attualmente sta lavorando alla realizzazione del suo primo lungometraggio Tano da morire, una commedia musicale sul mondo della mafia.
Tra i suoi lavori: Il cielo sotto Palermo (1995), confessioni di due ex carcerati dell'Ucciardone, Angelesse (1994): sette ritratti di donne palermitane dei quartieri dornitorio della periferia urbana (Zen e Borgo Nuovo)

SCIMECA PASQUALE
VIA DANTE 14
90020 ALIMINUSA (PA)
091/8997036
Il genere che preferisce  la fiction, nel tentativo di rielaborare in modo originale regole e canoni del cinema classico. Particolarmente interessato ai film di "epopea popolare" per il recupero della memoria storica e la ricerca delle radici antropologiche della cultura contadina. Si potrebbe dire: guardare al passato per costruire il futuro.
"L'altra Sicilia: cento anni di rivolta" (19913) montaggio sula storia delle rivolte siciliane, dai Fasci Siciliani ai funerali per la morte di Giovanni Falcone.

PISA

BENVENUTI PAOLO
C/O PROVVEDITORATO AGLI STUDI DI PISA
56100 PISA
TEL./FAX 050/543387
Da 28 anni lavora nel cinema indipendente con un'attivit documentaristica etnopopolare (teatro e cultura contadina) raccontando la "microstoria" delle classi subalterne ed episodi emblematici dei rapporti di classe nella storia del paese I suoi film di finzione, costruiti con puntigliosit documentaristica preceduti da un grosso lavoro di archivio e ricerca storica, sono rivolti soprattutto ad un pubblico di giovani e studenti. Sono spesso utilizzati come sussidi didattici perch spaccati di una storia sociale e politica - difficilmente raccontata sui libri.
"Il confortorio"  la notte che precede l'esecuzine capitale di due giovani ebrei nella Roma papalina del '700. Racconta dei tentativi e delle stragegie delle gerarchie ecclesiastiche di convertire i due condannati al cristianesimo.
Sta per concludere "Tiburzi", storia dell'arresto e degli ultimi giorni di un brigante maremmano del '800 catturato dopo 25 anni di latitanza.

C.U.C.
Centro universitario cinematografico
Piazza San Matteo in Soarta, 2
56100 Pisa
tel. 050/870373 Franco Andreotti
Nato nel '90, dalle occupazioni universitarie del movimento della Pantera ha raccolto studenti e ricercatori del corso di Storia critiva
Franco Andreotti  autore di "Tam tam video, lettera semiseria di varia umanit"('95), un videodocumento sul festival Tam Tam rivolto alle produzioni del sud del mondo.


RIMINI

Schinaia Davide
Via Cernobbio, 19
47036 Riccione (RN)
tel.. 0541/645357
Dopo una lunga esperienza teatrale, tra cui la costituzione del Teatro dello strappo, inizia la produzione di cortometraggi, video musicali e d'animazione. E' al suo primo film a soggetto "Disegnidisogni" ed  particolarmente interessato all'interazione tra cinema e teatro. "All'esplorazione, cio, di quei territori di confine in cui azione teatrale e cinematografica si incontrano come due momenti di un unico continuum."
"Disegnidisogni": i sogni e le utopie di un giovane tra rassegnazione beckettiana e slanci poetici, in una metopoli in cui i graffiti sono l'unica nota di vita.


ROMA

SILVANO AGOSTI
UNDICI MARZO CINEMATOGRAFICA
V. SCIPIONI 82
ROMA
TEL. 06/39737161
Originale autore di numerosi lungometraggi, in parte realizzati secondo formule di finanziamento assolutamente "anomale" (la maggiorazione del prezzo dell'uva da parte dei fruttivendoli parmensi che ha reso possibile la realizzazione di un film, per es.), e "teorizzatore dell'autarchia dell'autore" che deve essere in grado di seguire tutti i passaggi creativi e tecnici necessari alla realizzazione di un film. Nei suoi lavori, quindi, egli  autore, regista, produttore, montatore, ecc.. Oltre ad essere un piccolo esperimento produttivo, la Undici Marzo Cinematografica di Agosti si  occupata anche dell'apertura di uno spazio di "distribuzione" indipendente con la programmazione del cinema Scipioni a Roma dove  possibile vedere - oltre ai film prodotti dal regista - lavori del circuito indipendente e d'autore.
L'ultimo suo lavoro  "L'uomo proiettile", lungometraggio peraltro distribuito dall'Istituto Luce di Roma, una storia d'amore in un mondo in cui un uomo ha il diritto di vivere nell'unico giorno della settimana che gli appartiere, quello non lavorativo. "O ci si organizza a lavorare un giorno la settimana e vivere e giocare e creare durante gli altri sei giorni oppure l'umanit  destinata ad estinguersi".

ALBANESI GABRIELE
VIA DI MONTECOMPATRI 27
00040 MONTEPORZIO CATONE
TEL. 06/9449307
Giovanissimo videomaker si autoproduce come "non sense production"
"Il non sense  la voglia rabbiosa di spaccare un muro, la furia distruttrice che annienta tutta la sporcizia che la tradizione ci ha consegnato. E' quindi una critica sociale, una forma espressiva sovversiva e rivoluzionaria. Il non sense rifiuta il senso comune sconvolgendo la mente dello spettatore atrofizzata dalla piattezza dilagante, lo scuote definitivamente, lo costringe a pensare." Cos ha realizzato 5 cortometraggi in video: "L'ultima tagliatella", "Una persona qualsiasi", "Buon natale", "Spaghetti col tonno" e "Orpo", il pi surrreale, il pi grottesco, e quello che pi di tutti riassume le sue intenzioni.

Baruchello Gianfranco
Via di Santa Cornelia, 695
00100 Roma
tel. 06/3346000
Pittore e autore di film underground, da 25 anni si dedica alla sperimentazione video con attenzione particolare alla ricerca sul linguaggio e sulla forma, e all'immagine. Ha collaborato con Alberto Grifi alla realizzazione de "La verifica incerta", e con Anna Lajolo e Guido Lombardi nel gruppo "Altre menti".

Branca Video
c/o Centro sociale Brancaleone
Via Levanna, 11
00141 Roma
tel. 06/8200095 fax 82000851
Da anni  attivo nella produzione e diffusione di materiale video all'interno del centro. E' stata, infatti, la prima struttura autogestita a dotarsi di una sala di montaggio - in svhs - e ad organizzare rassegne e festival di produzioni indipendenti e autoproduzioni all'interno del circuito dei centri sociali.
Oltre ad essere di supporto tecnico alle situazioni sociali romane per il montaggio di film e video "militanti" di controinformazione, mette a disposizione la propria struttura produttiva a registi indipendenti e filmaker per progetti a basso costo. Ha attuato inoltre un censimento e dispone di un catalogo di oltre 1000 titoli di cui un buon 70%  costituito da autori indipendenti e autoproduzioni.

CARO FILM DI VERONICA PERUGINI
VIA AUGUSTO ARMELLINI, 55
0049 ROMA
TEL. 06/9406393
Dal 1990 si occupa di realizzare progetti cinematografici, cercando la radicalit dei fenomeni che narra e "senza paura di andare fino in fondo anche nella durezza delle situazioni rappresentate".
Nel lungometraggio "Il teppista" narra la storia di un ragazzo che arriva quasi per caso ad essere teppista. Film di critica sociale perch "teppisti non si nasce ma lo si diventa". Un ragazzo normale portato ad un atto di teppismo dalle situazioni che si ritrova a vivere.
"Fra deambulazioni periferiche e camminate senza meta, un film sul girare a vuoto di una generazione, quella che un tempo ha conosciuto la rabbia e la speranza e che ora si spegne a poco a poco nel grigiore di una routine....."

CENTRO DI CULTURA POPOLARE TUFELLO
VIA CAPRAIA 81
00139 ROMA
TEL. 06/86209991
Produzione video a sfondo sociale. Per discutere di guerra e di pace, dopoguerra e cose quotidiane:
"....Un'avventura senza ritorno" (1991): non necessariamente si debbono sapere i nomi dei contendenti. Esistono a monte "argomenti" e "ragioni" per le quali una guerra  sempre possibile: costruita, preannunciata, camuffata, fatta acquisire per necessit.
E "Brancaleone contro la guerra" (1992) in collaborazione con il centro sociale Brancaleone di Rioma.
La rimozione (1990), invece,  una particolare riflessione sui mondiali di calcio Italia '90.

D'ALESSANRIA NICO
VIA DELLA POLVERIERA, 10
00184 ROMA
TEL. 06/4746590
Autore di film su pellicola genere drammatico, interessato soprattutto al tema della follia descritto con un linguaggio cinematografico semplice e diretto. Una scelta di "povert" per non enfatizzare le possibilit tecniche che il cinema ha di creare "effetto", ma per sottolineare un discorso poetico e il lavoro d'attore. Ha partecipato a diversi tentativi di esportare il cinema indipendente fuori dall'Italia e dal circuito di addetti ai lavori, tra cui il recente progetto distributivo della rivista Duel. "L'imperatore di Roma" (87), delirio di un giovane dissociato,  "L'amico immaginario" (94), una fuga da se stessi nella fede. Entrambi i temi vengono trattati in modo realistico con sviluppi lirico-poetici.

De Ritas Cristina
Via Clanzetto, 47
00188 Roma
tel. 06/3320735
Autrice indipendente, sofferma - con intenti documentaristici - l'obiettivo della propria videocamera su situazioni sociali di diversit, differenza, emarginazione. Di deriva a cui arrivano (per scelta o condizione subita) alcuni percorsi esistenziali. Legandosi a progetti mirati - non impregnati dell'"assistenizialismo" tipico della "tv verit" - e senza presunzione di disvelare meccanismi e cause dell'emarginazione sociale a cui la diversit a volte conduce, intende il suo lavoro di documentazione come un viaggio all'interno dei valori, delle emozioni e dei vissuti dei soggetti ("barboni", "ex delinquenti", ecc.), che decide di raccontare. Cerca, inoltre, di sottolineare come la linea di demarcazione tra "normalit" e "diversit" sia labile e come oltrepassarla sia pi facile di quanto non si creda.
Il suo ultimo lavoro,"Storia diTonino", prodotto con la collaborazione di Andrea Bevilacqua, racconta la storia di Tonino Silvestris, oggi animatore di un'associazione di volontari che opera in un quartiere "a rischio" di Bari, il San Paolo, dopo una lunga carriera criminale iniziata a sei anni.

FLUID VIDEO CREW
VIA MORGAGNI 22
ROMA
O6/4403068 FAX 4452503
Si occupa di produzioni indipendenti, dirette concerti, documentari e cortometraggi. Collabora con i centri sociali romani per la produzione e diffusione di materiali video.

Grifi Alberto
Via Carso, 71
00100 Roma
tel. 06/3203126
Esponente, da anni, del cinema estremo, eccessivo, "non riconciliato" -  considerato "il maestro" dell'underground italiano - e inventore di tecnologie riproduttive (il vidigrafo, per esempio). Videoasta e videomilitante dalla parte del movimento, "teorizzatore" dell'uso del video nella contro-informazione antagonista per l'urgenza di contribuire, anche con il cinema, al mutamento profondo del tessuto sociale e al conflitto radicale che caratterizz il ventennio '60-'70, e a combattere la repressione di quegli anni. Il suo obiettivo  quello di realizzare un "Antropologia della disubbidienza, una critica della miseria quotidiana", e lo persegue da numerosi anni con la determinazione e la radicale autonomia che lo caratterizza nel suo lavoro di autore, regista e "maestro di cinema" per le nuove generazioni di cineasti e videomaker indipendenti.
Autore di moltissimi film tra cui "Dinni e la normalina, ovvero, la videopolizia psichiatrica contro i sedicenti gruppi di follia militante" (1978). Videotapes militanti in bianco e nero registrati nel 1976-1977 durante le contestazioni al convegno di "falsa antipsichiatria", organizzato a Milano da Verdiglione, ed un racconto di fantapolitica in cui si ipotizza che lo stato, attraverso una sua droga, la normalina trasformi tutti i cittadini in impiegati e operai-modello. "Frammenti sul Parco Lambro" (1976) dal festival del proletariato giovanile organizzato a Milano, da "Re Nudo", nel giugno 1976. "Anna", film girato nel '72, ha segnato per scelta "di linguaggio", modalit produttive e soggetto la storia del cinema underground. Da anni lavora inoltre ad un progetto "memoria"  per la conservazione dei materiali filmati di valore storico, e la rigenerazione dei videotape degli anni '70, sui quali l'invecchiamento produce danni maggiori e in tempi pi brevi di quelli "girati" in pellicola.
Collabora, inoltre, con i centri sociali e, con il gruppo video del centro sociale Leoncavallo e Paola Pannicelli, ha realizzato il video "I giorni dello sgombero".
GRONGE LAB
C/O MASSIMO PRUDENTE
VIA VAL DI LANZO 79
00141 ROMA
TEL.FAX 06 8861743
Gronge  una band, formatasi a Roma nel 1985, che percorre i diversi linguaggi (musica, poesia, pittura, cabaret e produzioni video) a partire da un loro comune denominatore: essere forma di comunicazione. Ha all'attivo numerose produzioni musicali e alcune videoclip.
Sanremo 2090 (1991): il replicante di Claudio Villa canta al festival di Sanremo nell'anno 2090, circondato da strani personaggi in un'atmosfera surreale.
Il pugile sentimentale (1993): tratto da una canzone contenuta nell'ultimo album Gronge: Tecnopunkabaret. E' il testo del famoso poeta e cantautore russo Vladimir Vysotskij con il famoso slogan di Majakovskij VIVERE E'  BELLO E LA VITA E' BELLA

IMMAGINI MOSSE
PRODUZIONE VIDEO
C/O FEDERICO MARIANI
PIAZZA ALFONSO NEUSCHULER 3
00151 ROMA
06/65745500/4450615
Gruppo video indipendente realizza collettivamente le proprie produzioni "da ciascuno secondo le proprie capacit....": Da tre anni in viaggio sotterraneo e semi-clandestino "alla ricerca della dignit perduta all'interno del tubo catodico" e con un occhio attento alla qualit realizzata. Dal videoclip degli AK47 per Silvia Baraldini all'ultimo "Durito", intervista al sub comandante Marcos dell'EZLN, passando per cortei sindacali, chiaccherate con ex BR, visite guidate ai centri sociali, concerti autogestiti ed altro ancora.
"Memoria e libert" ('94): la libert non esiste senza memoria. Senza la coscienza delle condizioni del mondo e delle genti che lo attraversano nel tempo: La nostra libert non pu esistere se non facciamo i conti con la nostra storia e con quello che essa ha prodotto e che ancora oggi trascina. Collage realizzato insieme a Radio Onda Rossa.
"Voci dal centro" ('95): viaggio breve nel vasto territorio dei centri sociali.

INDIFFERENTEMENTE FILM
C/O Andrea De Rosa
Via Pietro Micca, 2
00100 Roma
Tel. 06/70452774
Casa di produzione indipendente per giovani filmaker partenopei.
Andrea De Rosa, giovane filmaker napoletano, ha lavorato come assistente alla regia per "L'amore molesto" di M. Martone; collabora con Enzo Moscato.
Appunti su una fenomenologia della visione per descrivere come avviene la costruzione della realt attraverso l'immaginazione come origine prima della visione.
Alessandro Dionisio, di Napoli, autore di video  tra cui lo spot contro la pena di morte. Betty Bee(1995): incontro con un'artista umorale che fa del proprio corpo l'oggetto dei suoi lavori. Un racconto essenziale, dove il limite tra verit e mistificazione  sempre molto labile
Valia  Santella, napoletana, ha collaborato a diverse esperienze teatrali, segretaria di edizione per i film di Capuano, Corsicato, Luchetti, Martone, Salvatores. H.C. (1995) racconto intimo ma non intimista, dall'esperienza personale di donna, un tentativo di comunizione trasversale, recupero della memeria come azione quotidiana.

LAIOLO ANNA E LOMBARDI GUIDO
VIA PINDEMONTE, 22
OO1OO ROMA
TEL.06/588206
Lavorano in coppia da moltissimi anni, dal cinema underground a quello militante fino al pi recente lavoro documentaristico su localit e isole particolari, remote e sconosciute. Hanno alle spalle una lunga attivit di documentazione sociale, nei quartieri popolari, nelle carceri, negli ospedali producendo veri e propri "film manifesto" sul rapporto "tra arte e capitalismo".
E anche di sperimentazione: inventori - tra l'altro - di una televisione di strada, interattiva, in cui le immagini e le storie raccontate venivano rimontate di volta in volta sul "feedback" costituito dalle reazioni degli spettatori: "L'isola nell'isola". Con Gianfranco Baruchello hanno formato il gruppo Altre menti per la produzione di video sperimentali, pi attenti alla ricerca linguistica e formale.

LIGGERI DOMENICO
VIA CHINOTTO, 8
00195 ROMA
TEL. O6/3729161
Di professione giornalista e critico cinematografico e musicale, scrive su Duel e Mucchio selvaggio, regista cinematografico e televisivo, produttore cinematografico e discografico. Lavora su pellicola per scelta, sia per film che videoclip. Il suo genere  una sorta di thriller grottesco, con violenza tardo romantica non gratuita. Pi che a Quentin Tarantino si ispira a Baudelaire. 
Il suo "Legami di sangue", che ha riscosso notevole attenzione,  una critica feroce all'universo femminile, all'istituto familiare e alle dinamiche e ai rapporti che in esso si instaurano. Caratteristiche fondamentali nel suo lavoro sono le donne e la musica. Ha prodotto fino ad oggi 5 corti in pellicola, tra cui i lavori di Fabio Olmi, Filippo Salmieri, Riccardo Mazzon. Lavora alla Compagnia Nuove Indie, casa discografica degli Alma Megretta, con un progetto di filmclip. Videoclip in pellicola, che adeguano il linguaggio del videoclip a quello cinematografico, in un intreccio tra musica e cinema in cui l'una non sia al servizio dell'altro, ma come incrocio tra linguaggi paralleli. Da far circolare nelle sale cinematografiche per una possibile riattualizzazione del cinema attraverso la musica.

MANELLI DAVIDE
C/O Villaggio Globale
Realizza cortometraggi, videoclip e lavora a progetti all'interno del centro sociale Villaggio Globale al Testaccio.
"Nati coraggiosi" girato in Sardegna: la telecamera invadente avvicina sei persone e le scruta nella loro quotidianit, li sorprende nei loro gesti abituali. Istintiva la reazione con cui tutti cercheranno di sottrarsi all'occhio estraneo, indagatore - e qualcuno lo far con violenza - tranne i bambini che ne vengono attratti e si avvicinano curiosi

NTSC
NUCLEI TECNO SOVVERSIVI COMBATTENTI
LUPPICHINI MANOLO
LUNGOTEVERE DEI MELLINI, 30
00165 ROMA
TEL.06/3611966
Manolo Luppicchini: videomaker indipendente collabora a progetti di diverso genere a sfondo sociale, in collaborazione con i centri sociali romani. Tra i fondatori dei Nuclei tecnosovversivi combattenti.
Gruppo "d'attacco", di formazione recentissima raduna interessi diversi, in campo musicale e video, a partire dall'esigenza di spazi di produzione indipendente. E' composto da Manolo Luppichini, Massimo Di Felice e Maurizio Martinucci. 
Alcuni tra i fondatori dei "nuclei" hanno partecipato all'esperienza, ormai conclusasi, della chiesa dell'elettrosofia, discorso filosofico intorno al video e alla riaprropriazione dei mezzi tecnologici e massimo utilizzo del video in senso artigianale. La tecnologia a disposizione dell'autoproduzione con costi tendenti a zero, come unica possibilit di garantirsi spazi di indipendenza.
Della chiesa dell'elettrosofia mantiene, infatti, "l'estremismo indipendentista" e l'approccio alla ricerca di soluzioni tecnologiche fuori dallo standard, che portano - ovviamente  a risultati fuori dallo standard e quindi a difficolt distributive.
Lavorano sulla possibilit del video di generare immagini utilizzando alcuni "trucchi" in cui una produzione artigiale ad "effetto" permette una manipolazione delle immagini interessante quanto i pi sofisticati sistemi di elaborazione delle immagini.Waht is techno? e Guerre e pace, sono alcune delle produzioni.

DI FELICE MASSIMO
VIA SANNIO, 61
00183 ROMA
TEL. 06/7004497
Realizza produzioni video, reportage "non televisivi" e utilizza varie formule, incrociando documentazione e fiction. E' interessato alla sperimentazione sull'immagine e sul suono, collabora con gruppi teatrali per la commistione tra immagini e azione scenica.
Nel '90, con Manolo Luppicchini, "fonda" la Chiesa dell'elettrosofia, a partire dall'esigenza di riuscire a realizzare produzioni video, videoinstallazioni, performance e rituali, in modo assolutamente indipendente. "Qualit e convenienza del rituale casalingo.
Avviso sacro n. 1:
"Arrestando il flusso televisivo che entra nelle vostre case, la televisione diventa un monitor e la telecamera e il videoregistratore diventano potenziali strumenti di viaggio."Inevitabile l'incontro con la psichedelia.
L'uso dei "mandala" (effetti "psichedelici" generati da una videocamera in un monitor) in una linea di ricerca "mistico tecnologica", tra nuove tecnologie e ritualit. In cui si enfatizza un aspetto sacro, un po' esoterico, del lavoro del gruppo che, oltre a moltissimi video, ha realizzato installazioni e performance. 
Una ricerca che conduce a tempi e modi di produzione diversi, sganciati dai costi di mercato. Lo spazio produttivo come orizzonte aperto in cui siano rispettati i tempi del rito e del gioco, e non governino invece le regole dettate dai costi di produzione e dalle esigenze di budget. Un'esperienza, quella della chiesa dell'elettrosofia, che - per chi vi ha partecipato - "si traduce in metodo". Continuano, imprevedibili, gli appuntamenti per gli appartenenti "alla chiesa", nonostante l'avvenuta esplosione, i cui frammenti hanno dato vita ad esperienze e progetti diversi.

MARTINUCCI MAURIZIO
TEL. 06/70301254

Pannicelli Paola
Piazza G. Maroni, 1
00060 Castelnuovo di Porto
Tel. 06/9078217
Passa alla regia con la realizzazione di alcuni "film-verit", dopo aver lavorato per 15 anni al montaggio per la televisione. E' in sintonia con una ricerca di comunicazione che sappia tener conto delle possibilit aperte dalle tecnologie e della necessit di sperimentare e occupare spazi all'interno dei palinsesti televisivi, invertendo - ogni tanto - il segno di quanto trasmesso.
Nei suoi racconti privilegia "le emozioni e le personalit dei luoghi e delle realt" che sceglie di documentare, soffermandosi, soprattutto, su situazioni che poco spazio trovano sugli schermi istituzionali. Per esempio, in "Claretta" la storia di un travestito romano di 57 anni, che parla di s e della violenta repressione precedente alle conquiste sociali degli anni '70. Oppure, "E alla fine ho trovato il deserto a Roma", cronaca dello sgombero di una baraccopoli di oltre 1000 immigrati, in gran parte magrebini al Borghetto Prenestino, alla periferia romana. "L'esperienza della guerra":racconti di donne palestinesi e israeliane. Ha inoltre collaborato con Alberto Grifi e il C.S. Leoncavallo alla realizzazione del video "I giorni dello sgombero". Ad Alberto Grifi ha anche dedicato "La prima volta che Zavattini us un videotape", prefazione ad un film di Grifi. Da due anni sta lavorando alla realizzazione di "La storia non vera di Valerie Solanas".

PRIZZI LEONARDO E FRANCO REA
VIALE DEI CONSOLI 94
00175 ROMA
Autori di video e cortometraggi tra cui Incubi fallaci, "una storia che attraversa il fumetto, il teatro, il video con ironia e divertimento" prodotto con il circolo M.Mieli di Roma.

REBECHI STEFANO
VIA EMILIO DE MARCHI, 20
00141 ROMA
TEL. 06 86801646
Filmaker su avvenimenti sociali del mondo giovanile. E' stato tra i fondatori del Branca video e collabora tuttora con il centro sociale romano. Molto attento alla qualit, produce film documentaristici, videoclip, e altro, soffermandosi su personaggi e particolari della vita romana, e raccontando le storie del suo fiume, il Tevere. Ama lasciar parlare luoghi e personaggi, senza nessun commento fuori campo.

RED SPECTRE
CINEMA VIDEO C.S.O.A. FORTE PRENESTINO
ACAB CASELLA POSTALE APERTA
TORPIGNATTARA ROMA
TEL. 06/8176535
Interno da anni al centro sociale Forte Prenestino, produce non solo video "militanti" e di controinformazione relativi alla vita del centro e del territorio. Pur nell'attivit di documentazione, sperimenta linguaggi che mischiano la fiction e usa "impropriamente" immagini cinematografiche e televisive per una maggior efficacia ed un impatto pi incisivo della comunicazione.

REZZA ANTONIO
VIA ESCHETO 30
00048 NETTUNO
TEL: 06/9850062
Di professione attore e mimo, nei suoi lavori si fa portatore di una sorta di contro-estetica dello sberleffo. Deforma i parametri della messa in scena per estrarne ironicamente una realt alterata, lacerata e lacerante nel suo impercettibile dolore dissimulato nella gioiosit ludica e demenziale dell'espressione. Tutti in video e tutti girati rigorosamente in "autoscatto" rispondendo a un'esigenza che vuole Rezza oggetto/soggetto deformato nei suoi stessi quadri. Racconta giullaresche parabole della marginalit e della rimozione che hanno per protagonisti degli anti-corpi, forme spurie di un'umanit alterata ironicamente.
"Il vecchio dentro"  la parabola dell'intrusione in un gruppo di arzilli e spensierati anziani di un giovane stanco della vita e precocemente invecchiato nell'animo.
"La Divina Provvidenza, infine descrive caduta e morte di uno strano trascinatore di folle autorelegatosi in un eremo, abbandonato e poi ucciso dai suoi stessi seguaci.

Salani Corso
Balaton Film
via Ginori, 7
00100 Roma
06/57300797
02/6595491
Attore e regista di film e video musicali, tra cui il film "Gli occhi stachi", storia di Ewa, una ragazza polacca che torna a casa dopo aver trascorso otto anni nell'Europa dell'ovest. Lungo il viaggio che porta da Roma al Mar Baltico, racconta della sua difficile vita in occidente alla troupe che sta girando un documentario su di lei.

SANGIOVANNI PAOLA
VIA DEGLI EQUI, 8
00185 ROMA
06/44700509
Giovane filmaker al suo primo cortometraggio a met strada tra documentario e fiction. E' una manipolatrice di immagini e suoni, con una ricerca di nuovi linguaggi per la comunicazione visiva, ma senza perdere di vista le possibilit che l'immagine offre di essere finestra aperta sulla realt. Come nel progetto Intollerance, a cui ha collaborato, una denuncia dell'intolleranza e violenza nei confronti delle donne, costante "interclassista e interculturale":
"Ogni cosa al suo posto" (1993):una barbona in una citt. Gli occhi e i pensieri di chi ha scelto di "scomparire" all'interno di s relazionandosi al mondo degli umani come un satellite o una dimensione parallela.

GIULIO ZANASI
REGISTA FILM RAGAZZI IN BORGATA
06 58320866

ZONA RISCHIO
LABORATORIO CONTAMINAZIONE VIDEOTEATRO
VIA D. DE DOMINICIS 4
ROMA
Nato all'interno del centro sociale Zona a Rischio, il progetto Contaminazione muove dalla "necessit di creare un satellite fatto di intersezioni e interazioni per riportare i linguaggi della creativit nell'immaginazione collettiva".


SALERNO

FLORIO ALFONSO
VIA DEGLI ETRUSCHI 15
84135 SALERNO
089/274244
mailto:bug www.serve.com
Bug01 traumgallery:http://www.serve.com/bug
Filmaker elettronico, giovanissimo, da tre anni si occupa di sperimentazione visiva miscelando sorgenti analogiche e digitali, computer, video e fotografia. Gioca con le immagini, legandole pi alle emozioni che alla necessit di costruire una storia, racconta il suo tempo e ci che vede intorno. Molto vicino alle tematiche di William Burroughs e del Videodrome. Autore di un finto spot che reclamizza una trappola per scarafaggi senza veleno "confonde ma non uccide".Ma, a prescindere da quello che  stato scritto "what you see is what you get".


SIENA

PIANETA VIDEO ARTISTI INDIPENDENTI
C/O LAURO CROCIANI 
VIA DEI CASTAGNI, 1
53045 MONTEPULCIANO
TEL. 0578/798094
"Movimento di autori video" che autoproduce clip musicali, videopoesie, storie immaginarie, video di memoria storica, satira, ricerca elettronica, ecc. Hanno organizzato recentemente il sesto video concorso "Bettolle in...musica e immagine.", oltre ad alcune rassegne all'interno di iniziative politico-culturali.


TERNI

VALENTI LEONARDO
VIA SANT'ANGELO DA FLUMINE 2
05100 TERNI
TEL. 0744/59274 - 0336/768387
Video "notturni" nati dall'esigenza di coniugare musica fusion e immagini. Microstorie costruite sulle immagini evocate dalla musica. "Fare video  cinema  un lavoro di gruppo":
Tre episodi tutti collegati, anche se in maniera obliqua, e tutti ricorosamene "NOTTURNI"


TORINO

Ceste Armando
Via Accademia Albertina 10
10100 Torino
011 8170250
All'inizio degli anni '70  tra i fondatori del collettivo Cinema Militante di Torino. Nel corso del tempo ha realizzato numerosi lavori come cineasta indipendente e si occupa di contaminazione visiva per conto di musei, organismi culturali, industrie. Ha prodotto, tra gli altri, "I migliori anni della nostra vita", "Marzo '73: i giorni della Fiat", e "Anna Karina, il volto della nouvelle vague"
"Anna Karina, il volto della nouvelle vague" (1996) sull'attrice preferita di Jean Luc Godard, interprete e protagonista della nascita del cinema moderno. Attraverso i suoi occhi e la sua recitazione  possibile rivedere un pezzo di storia del cinema: la nouvelle vague e l'invenzione di un nuovo modo di filmare, raccontare e far parlare i personaggi, e quindi di un attore nuovo di cui la Karina e testimone.

Coop. XXVIII Dicembre
via S. Giorgio Canavese 12
Torino
tel. 011/4114471
Fondata da Daniele Gaglianone interessante filmaker del panorama italiano e collaboratore dell'Archivio Nazionale Cinematografico della resistenza, con cui ha prodotto il suo ultimo lavoro "Il vento fra le mani-la violenza nemica". Il video  ambientato nel 1944 e racconta la storia di un piccolo gruppo di ribelli in fuga. Uno di loro, ferito gravemente, costringe gli altri ad abbandonarlo. Per uno dei ragazzi l'amico ferito diverr un'ossessione.

Flay Productions
c/o Moretti Flavio
Via Ponchielli, 39
10024 Moncalieri (To)
Nei suoi lavori prevale lo "stile cinematografico", non sperimentale, ma che "ricicla" il cinema classico con tutti i suoi stereotipi e le enfatizzazioni. Senza per questo cadere nell'emulazione, ma cercando sempre uno stile personale che lo contraddistingua. Ricerca, invece, un impatto visivo ad alta qualit e basso costo, creando effetti e utilizzando in modo "artigianale" le tecniche del cinema.
Autore di fiction genere fantastico, tra cui un cortometraggio "Il cerchio" in cui si affronta il tema della droga, riportandolo nel girone dei suicidi della Divina Commedia, dove gli uomini diventano alberi.
Inventore di Wilbur, film a espisodi, in cui il protagonista  un ragazzotto teledipendente che vive in una dimensione a met tra realt e cartone animato.

Milla Stefano
Corso Racconigi 139 Bis
10141 Torino
tel. 011/387355
Filmaker e regista indipendente. Nella sua produzione, tra gli altri, alcuni video brevi ispirati ad alcuni ideogrammi cinesi per rappresentare condizioni esistenziali diffuse rappresentate con piccoli giochi d'effetto ed ironia.
"Lao"  l'ideogramma cinese che significa "vecchio" nel senso di ci che non cambia e che non trova pi una sua reale collocazione: Storia di un uomo troppo lento per i "Tempi moderni".


SPINAZZOLA UMBERTO
011 547313
VIA GRAMSCI 12
10123 TORINO
TEL. 0337/222270
Lavora da 15 anni nel campo della comunicazione visiva, autore e regista di questo primo film "Kous kous" fuori dagli schemi e da ogni fondo di garanzia e sovvenzionamento. Film dedicato ai musicisti di tutti i tipi, di tutte le razze, di tutte le et e inno al nomadismo dei musicisti, nella loro ricerca di luoghi e spazi dove poter suonare. In realt un sottile j'accuse sulle modalit di investimento dei fondi della cultura ("miliardi per rassegne pi cretine senza che siano valorizzate le interessanti risorse musicali presenti in Italia"). Ma la musica, anche come denominatore comune per incontri di razza e culture diverse, per superare il problema razziale. Livello immediato di scambio e interazione tra culture differenti, di contaminazione delle differenti razze nella commistione di suoni che i musicisti, sempre pi spesso, propongono.

Coop. Zenit Arti Audiovisive
Corso Giulio Cesare, 48
10152 Torino
tel.fax 011/2484764
Si  formata nel '92 per seguire, con competenze e mezzi, la realizzazione di tutte le fasi di produzione e postproduzione video. Nonostante sia una struttura produttiva "di mercato", l'interesse del gruppo  comunque focalizzato verso progetti propri e indipendenti, con una particolare attenzione ai video di documentazione e musicale, e privilegiando come tematica le culture giovanili.  
"Suoni della citt"  il tentativo di contaminare reciprocamente il genere documentaristico tradizionale e il videoclip. Sulla musica indipendente e sulla cultura musicale degli anni '90, il video ha come protagonisti alcuni gruppi tra cui Mau Mau, Assalti frontali, i primi rapper underground della periferia, e altri.
Il lavoro prosegue, tra documentario, videoclip e fiction musicale con "Fratelli di Soledad: il film", sull'omonimo gruppo di "combat rock". Ma, non solo musica, come testimonia "Memorie della Resistenza", una serie di interviste fatte a Collegno, importante zona della lotta antifascista in Italia.

VARESE

KILLERELITE FILM
VIA MANZONI 3
21013 GALLARATE
TEL.0331/785771 FAX 0331/798855


UDINE

CENTRO ESPRESSIONI CINEMATOGRAFICHE
VIA GREGORETTI 25
0423 522717



Dimenticandoci i vari Festival di Sanremo e le Hit parade, possiamo per un attimo porgere orecchio alla colonna sonora alternativa che vibra nei circuiti overground italiani. Posse, band punk, garage, musica etnica rock acido, scioglilingua dialettali risuonano nei concerti dal vivo nei centri sociali, dagli altoparlanti dei cortei o delle radio libere. Salvo intervento delle major dello spettacolo, che riescono talvolta ad accaparrarsene qualcuno di supposta buona commerciabilit, non troverete nessuno delle centinaia di creatori di questa tavolozza musicale mentre si esibisce nei programmi Fininvest (pardon Mediaset) o fa capolino dalle prime pagine dei quotidiani. Il compito di occuparsi e promuovere le sonorit alternative  assunto, infatti, da una serie di etichette e produzioni indipendenti che sono riuscite, con anni e pazienza, a uscire dal dilettantismo degli esordi per costruire piccole agenzie artistiche, con efficienti reti distributive e di vendita, cataloghi ricchi, e un minimo di ritorno economico per gli addetti ai lavori. Sono forse l'esempio pi efficiente di quello che da pi parti viene chiamata l'impresa sociale, ed  merito loro se il punk o il rap italiano sono venuti alla luce. Ed  merito loro, anche, se la musica commerciale italiana si rinnova, pescando tra gli stimoli che i vari gruppi di cantina sono riusciti a creare. L'elenco che segue, nato principalmente da chiacchierate con addetti ai lavori (soprattutto Gabriele delle Wide di cui avete letto l'intervista in apertura della sezione) e dalla lettura di riviste specializzate, rappresenta una panoramica delle principali esperienze indipendenti italiane. Per rendere pi agevole la consultazione, abbiamo preferito lasciarle in ordine alfabetico. 
AudioGlobe, etichetta Sub/mission
Firenze, via Aretina 240/c 
055/6504458
Nasce dalle ceneri della Contempo quattro anni fa e si dedica quasi esclusivamente a due filoni. Il metal estremo - gruppo di punta sono i Meat Head - e l'elettronica: dance, tecno e industriale. Si autodistribuiscono.
Banda Bonnot, 
Roma, via Nomentana 113 
06/8546199
Alcuni ragazzi dell'area che si raccoglie attorno al centro sociale Forte Prenestino hanno dato vita a questa piccola etichetta dedicata soprattutto al punk oi. Non fanno distribuzione, qualche disco  circolato attraverso la Flying Records, ma gestisticono un negozio per la vendita diretta. Tra i loro gruppi pi conosciuti i Gas e i Nabat
Blu Bus, 
Aosta, Salita Consolata 5 
0165/262909
Lo storico gruppo dei Kina dieci anni fa circa ha messo in piedi questa etichetta principalmente per autoprodursi e produrre i gruppi con i quali esiste una forta identit di gusti e vedute, come i Franti, nel genere che si situa tra l'hardcore e il punk. Vendono per corrispondenza o facendo i banchetti nei centri sociali, dove spesso scambiano il proprio dischi con quelli dei gruppi locali, che poi ridistribuiscono nella tappa successiva del tour o nella propria citt.  una forma di "baratto" tipica del movimento punk e che ormai sono solo pochi gruppi a praticare.
Boundless, 
Cervia (Ra), via Zoffoli 10,
0544/975560
Dedicata al metal, forse la musica pi seguita al mondo visto che ha un pubblico che varia dal biker sessantenne ai ragazzini, filone cross over (con influssi hard core, quindi), questa piccola etichetta  nata due anni fa grazie al gruppo Miskatonic University che la usa per autoprodursi. Si dedicano sopratutto ai gruppi giovani. 
CNI, 
Roma, via Tinotto 8, 
06/3729161
Pi che una etichetta  una sorta di agenzia per etichette diverse (tra queste Anagrumba, Ludos e Look) che produce in toto o in parte e distribuisce direttamente, che ha avuto la spinta iniziale dal grosso successo degli Almamegretta. E' orientata a produrre gruppi italiani che lavorano sulla tradizione mediterranea, come dimostrano le operazioni condotto insieme a il manifesto: Canti Sudati e Trasmigrazioni. Collaborano con le riviste Olis e Word Music allegando a taluni numeri i loro CD. 
Hate, 
Roma, via Vidaschi 11, 
06/538920
Nel dicembre del 1994 nasce la fanzine Hate e il settembre successivo il gruppo che vi si raccoglie intorno, in parte ex appartenenti alla Helter Skelter, fonda la propria etichetta e distribuzione con lo stesso nome. Convinti che "il punk esista sino dagli Anni Venti, perch  una attitudine, non un genere musicale", gli operatori della Hate ricercano le sonorit punk attraverso i pi vari stili musicali, dal blues preguerra molto grezzo, alle musiche Anni Cinquanta, alla garage, al punk attuale purch senza metallo. Tra i gruppi prodotti: Spent Dog, Humpers, Temporal Sluts. La fanzine continua a essere pubblicata in collaborazione con la gemella tarantina Urlo.
Helter Skelter, 
Roma, via Degli Ausoni 84, 
06/44700281
 Ha cominciato nel 1990 come distribuzione  "pi che altro per passione di alcuni addetti ai lavori, perch di soldi se ne fanno pochi", specializzandosi nell'underground americano importato, dal garage al punk e, a tutt'oggi,  una delle poche distribuzioni che fa importazione sfusa; tra i gruppi importati in esclusiva: Fat Wreck, Crypt, Receiver. Come produzione, ha fondato due etichette la Panic, che si occupa di artisti esteri e distribuisce per lo pi all'estero (pare che sia abbastanza prestigioso per gli indipendenti stranieri farsi produrre in Italia) e la XRecord, con la quale sono partite band italiche come i Nuovi Briganti, i Fratelli di Soledad, i Modena City Rumbler e, pi recentemente, il Parto delle nuvole pesanti. In collaborazione con il manifesto distibuisce gli Ak 47.
Lollypop, 
Catania, via Fiume 18, 
095/7125241
Non  facile cercare di portare la musica indipendente al Sud, anche perch le reti distributive sono differenti e poco interessate e i negozianti tendono a non accettare proposte un po' fuori dall'ordinario. Tra questi mille problemi,  i ragazzi della Lollypop stanno comunqque cercando da quattro anni di cambiare un po' il clima. Prodotti di punta un disco con Cesare Basile, che ha fatto un'ottima riuscita e ha ultimamente firmato per una major,  i lavori di The Art of Zapping. 
Materiali Sonori, 
S.Giovanni Valdarno (Ar), via 3 Novembre 2 055/9120363/9120370, WWW.matson.it
"Un impuro crogiuolo di musiche alternative. Materiali sonori  un'etichetta indipendente fondata nel 1977 e fin dall'inizio si configura la sua dimensione sperimentale e la vocazione verso la musica contemporanea, etnica, il rock sperimentale: musiche "di confine", che superano le mode e i generi, musiche prevalentemente strumentali, ma anche a supporto di testi poetici, colonne sonore per il teatro e il cinema, suoni di fusione, musiche colte e incolte, post-moderne.
I primi contati con i tedeschi Embryo e con la Sire di New York, e i legami con etichette come Crammed, Disques du Crepuscule (con le produzioni di Wim Mertens), e All Saints (l'etichetta di Brian Eno); i dischi con alcuni degli artisti pi importanti dell'avanguardia mondiale, come Durutti Column, Steve Brown e Blaine L. Reininger dei Tuxedomoon, Jon Hassel, Daniel Schell, Third Ear Band, David Sylvian, Controlled Bleeding, Harol Budd, Roger Eno, David Torn e come i maestri del tango contemporaneo Luis Rizzo e Cesar Stroscio; la ricerca musicale di alcuni dei nuovi talenti della nuova musica italiana, come Arlo Bigazzi (produttore e direttore artistico dell'etichetta), Paolo Lotti, Harmonia, il pianista Arturo Stalteri,  il pianista e compositore Giancarlo Cardini; gli studi della Librorivista Sonora; la collana Suoni & Culture, diretta da Gilberto Giuntini, con le musiche e di tradizione orale provenienti dal Burundi, dal Senegal, dalla Cina dall'Alsazia e dall'Italia: questa  Materiali Sonori, dopo quasi vent'anni di lavoro culturale attraverso la musica".
Mc Guffin, 
Roma, 
06/86210766
Piccola etichetta che esiste da circa due anni, produce un gruppo ogni tanto e lo segue nel tour, facendo management, vendita al pubblico e distribuzione diretta nei negozi delle citt toccate. Si possono definire legati alla corrente flower punk (punk felice e spensierato dal look luminoso e colorato). Gruppi di punta i Senza Benza e i Kill Joint. 
Minus Habens, 
Bari, via Giustino 8/m, 
080/5010950
Nata nel 1987 come una piccola tape label casalinga di ispirazione post industriale,  l'etichetta pi anziana della scena elettronica italiana, attualmente  distribuita all'estero dai maggiori indipendenti e in Italia dalla Flying Record (che indipendente non ). Gestisce autori come Dive, Impiant Code, Jouissance, Lagowski e ha un marcato interesse per quella che  definita "musica virtuale". Tra il '92 e il '94 si  lanciata in edicola con la rivista Neural, poi chiusa e, sempre nel '92, ha dato vita alla label affiliata Disturbance.  
 
Toast, 
Torino, corso Regina Margherita 290, 011/7412588
Dopo la chiusura della label punk Meccano Records, intorno all'84, alcuni dei promotori hanno dato vita alla Toast, dedicata alla musica italiana di margine. Hanno prodotto anche gli After Hours.
Underground Records, 
Bologna, via malcontenti 11/a,
051/234047/234085
 "Ci sono modi molto diversi di riconoscersi. C' il modo di chi trova conferma in ci che gi conosce, o che in qualche modo lo riporta a quello che gi gli  famigliare. Rassicurante. Ma c' anche il modo della ricerca, di chi si riconosce invertendo il passo, entrando dalla porta in controtempo, di chi trova conferma nella differenza pi che nella somiglianza, nell'annusare, aguzzare lo sguardo, tendere le orecchie passando sui tombini, nell'uscire per prendersi un po' d'aria e accertarsi che sia aria nuova. Nuova, prima di tutto. Rassicurante poco e, per quanto possibile, spiazzante. Gi, orecchie tese che si schiudono come uova sotterranee solo in presenza di qualcosa di veramente originale. E' il modo di chi inaugura un'etichetta solo per aprire le porte a un debutto: Underground Records  nata pi sull'onda di un'emozione che sul ciglio di un calcolcolo e contiuna la sua strada alternandosi tra la scelta ora dell'audacia, ora della sperimentazione, ora della rivisitazione sconvolta e, perch no, stravolta. Ricerca. Senza ansia. Ma senza sosta". 
Tra i gruppi in catalodo: Massimo Volume, Starfuckers, Ella Guru.
Vacation House, 
Vigliano Biellese, via San Michele 56 015/8129918, 
Nata alla fine del 1994 sulla spinta di musicisti indipendenti del circuito del punk, questa etichetta ha prodotto solo titoli in CD. Non  legata a scelta settoriale stretta, ma produce gruppi italiani dal punk di base, al noise, all'hardcore. Tra i pi conosciuti gli Indigesti, i Jinx, i Vortice Cremisi, e i krishnacore (punk suonato da hari krishna) Govinda. 
Vox Pop, 
Milano, via Bergognone 31, 
02/89400760
L'anno della morte di Andy Warol usc in Italia un disco che era la copia esatta del famoso disco velvettiano"della banana", con i brani rifatti da gruppi locali. L'Lp vendette oltre 7000 copie e diede l'avvio alla Vox Pop.  Produce musica italiana scelta "secondo il gusto" e nel '92 ha aperto una etichetta sorella, la Alchemax, dedicata alla musica elettronica, ambient e trance non commerciale. Ha gestito alcuni dei gruppi indipendenti italiani pi famosi - tra questi i Persiana Jones, Mau Mau, Casin Royale, Ritmo Tribale, Tecnogod - in buona parte passati poi alle major. Sono distribuiti da Flying, BMG ed EMI. 
T.V.O.R., 
Milano, CP 804 Como 5, 22100 Como
"T.V.O.R. nasce come Punk/Caoszine agli inizi degli Anni Ottanta dall'idea di un gruppo di amici. L'intento era quello di creare una fanzine che approfondisse la conoscenza delle prime hardcore band italiane e di tutto il mondo con interviste, dicografie e molte, molte foto. Il tutto proposto in chiave delirante e goliardica anche per smitizzare la seriosit di certe riviste specializzate. L'idea funzion e, dopo un paio di numeri fotocopiati, con l'aiuto di amici mecenati e finanziatori arrivammo a 2/3000 copie stampate in offset. Nll'83, una delle band italiane a noi preferite in assoluto, gli Indigesti di Biella/Vercelli, si preparavano a pubblicare il loro primo lavoro su lunga durata, e avevano bisogno di un aiuto sia in fase di produzione che di distribuzione.Dall'incontro con noi nacque la branca discografica della fanzine: Tvor on vinyl - Tvor su vinile che produsse, subito dopo, il disco Finale dei Crash Box, da sempre collaboratori della fanzine. Creato il circuito venne poi spontaneo aiutare gruppi di nostri cari amici come Negazione, Peggio Punx, Upset Noise ad avere i lavori stampati e distribuiti anche in madre patria, e non solo in Olanda, Belgio o Germania, come succedeva all'epoca. Tutto continu anche dopo la scomparsa della fanzine, dovuta alla cronica mancanza di tempo dei responsabili entrati nel trucido mondo del lavoro." Tra gli altri gruppi prodotti dall'etichetta: Ifix Tcen Tcen, Glare, Atrox, Raw Power, Punkreas, Nabat, Klasse Kriminale. Accanto alla T.V.O.R,  nata da alcuni anni anche la Twins che "si focalizza su suoni pi antichi come punk 77, ska e oi".
Kom Fut Manifesto, 
Reggio Emilia, via Gorizia 65/4 0522/792727
Attorno allo storico gruppo sperimentale delle Officine Schwartz, che dall'83 mescola sonorit industriali, futurismo, spettacolo e musica, si sono coagulati molti progetti tra i quali questa etichetta dalla grafica stile decostruzionismo russo, che produce principalmente le Officine e alcuni gruppi cultualmente vicini, come i Pipi Kini. 
Indigena, 
Catania, via Coppola 22, 
095/311565/311550
Agenzia di spettacolo omnicomprensiva, visto che organizza anche rassegne teatrali, concerti e iniziative culturali con partner che vanno dal Comune ai centri sociali, $produce principalmente gli Uzeda, il gruppo italiano indipendente che ha pi successo all'estero. Non fa distribuzione (per questo in Italia si affida alla Wide Records), e ultimamente ha raccolto nel cd Lapilli le sonorit dei gruppi catanesi. 
Wide, 
Pisa, via Franceschi 13, 
050/501457/501454
Terminata l'esperienza della Belfagor Records, gli stessi giovani del circuito punk costituitosi attorno al centro sociale pisano Victor Charlie, nel 1988 danno vita alla Wide con un disco dei Refuse It e uno dei Not Moving. Si occupano di tutti i generi musicali a 360 gradi "scegliendo in base a un criterio di gusto e amicizio", e hanno prodotto, tra gli altri, Il Generale, MGZ, Transmission e Glomming Geek. La parte pi rilevante della attivit, anche dal punto di vista economico,  quella di importazione/distribuzione all'ingrosso di etichette indipendenti americane come l'Alternative Tentacles (quella dei Dead Kennedys), Touch and Go e Dischord (quella dei Fugazi). La sede  anche un negozio di vendita al dettaglio. 



1Ed.. Manifesto libri, 1994.
2L'Inchiesta  stata pubblicata per i tipi della Shake con il titolo Centri sociali: geografie del desiderio, Milano, 1996.
3Manifestazione indetta per contestare lo sgombero del Leonkavallo avvenuto dalla sede di via Salomone in agosto. La manifestazione avvenne dopo che il centro aveva gi trovato una nuova sede occupando lo stabile di via Watteau dove si trova attualmente, ed era terminata con dei violentissimi scontri con la polizia e un bilancio alto di danni e denuncie.
4Il convegno, intitolato XXXXXXXXXXXXXXXX, era stato organizzato dal centro di ricerca AASTER e cercava di rapportare i centri sociali ai paradigmi dell'impresa sociale e dell'impresa no-profit. Erano stati invitati anche i centri sociali al convegno, insieme a rappresentanti del terzo settore e ricercatori, ma la tematica provoc tali e tante polemiche tra i centri che il progetto salt. Il convegno si tenne, ma senza le rappresentanze dell'autogestione e non produsse gran che.
5Castelvecchi, Roma, 1996
6 Iniziativa durante la quale il Leoncavallo apre le porte ad artisti "borghesi", diventando spazio espositivo e salone di concerti, che si ripete annualmente
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