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![]() L'Italia e i BalcaniNOTIZIE EST #15 - ITALIA/BALCANI 23 gennaio 1998 PRODI, LA MACEDONIA, MUSSOLINI E IL CORRIDOIO N. 8 Il presidente del consiglio italiano Prodi ha compiuto mercoledì 21 gennaio una visita lampo nella capitale della Macedonia, Skopje, accompagnato dal vicesegretario Fassino e da un nutrito gruppo di uomini d'affari italiani. I due uomini politici hanno firmato con il governo macedone una serie di accordi di cooperazione in campo scientifico-culturale, oltre a un protocollo di riprogrammazione del debito della Macedonia verso l'Italia. Il governo italiano ha deciso di stanziare tutta una serie di linee di credito per le imprese italiane che investiranno in Macedonia, mentre Prodi ha apertamente dichiarato l'interesse di Roma per le ormai imminenti privatizzazioni delle società di telecomunicazioni e delle banche macedoni. Il premier italiano ha voluto inoltre sottolineare "il particolare accento posto sull'offensiva contro l'immigrazione illegale". Ma come hanno apertamente dichiarato i due primi ministri, è stato il "Corridoio n.8" a essere al centro dei colloqui. Il corridoio è un'autostrada che dovrebbe collegare Istanbul al porto di Durazzo e di qui all'Italia, passando per Sofia e Skopje. I vantaggi per l'Italia sarebbero quelli di un dirottamento del traffico commerciale su strada dall'Asia all'Europa verso il proprio territorio, con tutti i vantaggi geopolitici del caso, nonché con quelli più pratici di un importante strumento di controllo sui Balcani meridionali e di un ingente pioggia di appalti per le ditte italiane. Inoltre, sono già stati messi a punto piani per la costruzione di un oleodotto che dal porto bulgaro di Burgas, sul Mar Nero, dovrebbe in corrispondenza di Sofia congiungersi con il Corridoio n. 8 e proseguire parallelamente a quest'ultimo fino all'Italia. Questi canali di trasporto sono direttamente in concorrenza con quelli che, attraverso la Serbia e la Romania, dovrebbero dirigersi verso la Germania. Prodi ha sottolineato che il corridoio rappresenta un impegno strategico che collegherà i Balcani meridionali all'Italia e ha affermato che entro il mese prossimo verrà firmato il primo memorandum sul corridoio da parte di tutti i paesi direttamente interessati. Quello del Corridoio n. 8 è un progetto antico, messo a punto nei dettagli già da Mussolini negli anni '30 e abbandonato per difficoltà finanziarie e per il sopravvento dell'imperialismo tedesco. Ora viene ripreso, così com'era, dal governo Prodi che, dall'Albania, al Montenegro, alla Bulgaria, sta ricalcando pari passo le orme del regime fascista. (fonti: MILS, 22 gennaio 1998 e materiali vari d'archivio) L'Italia secondo partner commerciale della Jugoslavia Alla fine del 1997 l'Italia occupava il secondo posto tra i partner commerciali della Repubblica Federativa di Jugoslavia (Serbia e Montenegro) con un volume di scambi pari a 754 milioni di dollari e un aumento del 22% rispetto all'anno 1996, come è stato reso pubblico dall'Ambasciata italiana e dall'ICE. Le importazioni dall'Italia hanno raggiunto la cifra di 482 milioni di dollari (erano 435 nel 1996), mentre le esportazioni verso l'Italia sono state pari a 272 milioni di dollari (180 nel 1996), pari a poco più del 10% del volume complessivo degli scambi esteri della Jugoslavia, che è stato l'anno scorso di 7,2 miliardi di dollari. (fonte: "Nasa Borba", 22 gennaio 1998) Mafiosi italiani e Montenegro A Bar, in Montenegro, è stato arrestato uno dei capi della "Sacra Corona Unita" di Bari, Giuseppe Cellamare, il cui nome compare nell'elenco dei 500 criminali più pericolosi d'Italia. Cellamare è immischiato nel traffico illegale di armi e di sigarette dal Montenegro e in passato si sarebbe nascosto in Bulgaria e Romania, due paesi nei quali, secondo la polizia italiana, si nascono molti mafiosi della Puglia. A ottobre erano stati arrestati in Montenegro altri tre criminali italiani. (fonte: "Nasa Borba", 22 gennaio 1998) selezione e traduzione a cura di A. Ferrario |