Il comitato di lotta Studenti S-Creditati, si batte da un mese per
il ritiro della proposta di Riforma del gruppo di lavoro ministeriale voluto
da Luigi Berlinguer. Questa proposta, a nostro parere, ha due difetti:
1. prevede cambiamenti che peggiorano la condizione studentesca, come
abbiamo ribadito più volte;
2. non ha una progettualità su elementi capaci di mutare radicalmente
le condizioni dell’università.
La caotica condizione in cui oggi versa l’università italiana,
è dovuta in primo luogo ad una mancanza di chiarezza in campo legislativo:
in più di 50 anni di Repubblica non è stata ancora riscritta
l’antiquata legge quadro fascista del 1933 e le Riforme che le sono state
apportate hanno reso il panorama ancora più confuso. Su questo fertile
humus è cresciuta e si è rafforzata in maniera parassitaria
la ristretta casta dei Baroni che grazie ad una gestione mafiosa e furbesca
dei fondi di ricerca, dei concorsi per il dottorato e per le cattedre ed
in mille altri modi, ha trasformato l’alto compito formativo dei professori
in un comodo e rispettabile sistema per far quattrini.
In quest’ottica si inserisce perfettamente l’ultimo progetto di Riforma
scritto dai 18 Saggi, la famigerata e sgangherata banda Tranfaglia &
Company. La nostra non è l’epoca dei leoni e delle tigri, ma dei
Tranfaglia, teorico dell’antifascismo scritto e protagonista di mille polemiche
contro le tesi revisioniste di De Felice, che in ossequio al Gattopardesco
adagio “... bisogna cambiare tutto affinché nulla venga cambiato”,
incaricato di elaborare la Riforma dell’università non riesce a
proporre altro che un progetto il quale utilizza l’autonomia come “cavallo
di Troia” per mantenere al potere la solita cricca di Baroni, consegnandole
anzi legalmente la gestione dei singoli Atenei.
Infondo che cosa muterà nella vita di noi studenti? Il credito
altro non è che una seconda valutazione che sfavorirà
tutti coloro che non possono seguire, per i più svariati motivi,
lezioni e seminari; la contrattualità invece sarà un capestro
che ci condannerà a rispettare i termini stabiliti dall’alto, pena
sanzioni automatiche per chi rompe il contratto.
Ciò che più preoccupa, però, è che grazie
all’opera di questi intellettuali “di Sinistra” muta la concezione del
Diritto allo Studio e con essa la condizione materiale dello studente:
se una volta questo era considerato un investimento per la comunità,
per le sue potenziali capacità di arricchirla culturalmente e di
farla crescere in solidarietà e benessere; oggi è considerato
un privilegiato che ha la possibilità di acquistare saperi e conoscenze
che andranno, una volta e entrato nel mondo del lavoro, a suo esclusivo
vantaggio. Da queste considerazioni nasce il disimpegno statale nel finanziamento
dell’istruzione universitaria che, a cominciare dalla Legge Ruberti, ha
portato ad un vertiginoso aumento delle tasse, per giungere alla situazione
prospettataci dalla Riforma, in cui il bilancio universitario sarà
coperto quasi totalmente dagli introiti derivanti dalle nostre tasche.
In buona sostanza pur mantenendo l’università, noi continuiamo
ad essere “l’ultima ruota del carro”, ovvero siamo riconosciuti come parte
di questa comunità solo per pagare, mentre la gestione rimane nelle
mani dei “soliti noti” con effetti disastrosi. Prova ne è l’acquisto
dell’area Italgas sita tra C.so Regina Margherita e Via Ricasoli: per essa
è stata sborsata una cifra esorbitante (circa 30 miliardi) senza
che prima ci fosse un’idea chiara di utilizzazione (il Preside di Giurisprudenza
Cottino vorrebbe spostarci la sua Facoltà, invece il solito Tranfaglia
vorrebbe concentrarci il primi due anni delle Facoltà di Palazzo
Nuovo, costruendoci un numero imprecisato di aule da 500 persone) e senza
tener presenti i costi di bonifica del terreno (su cui si erge tutt’oggi
il serbatoio del gas) e i tempi di realizzazione (si parla di lavori ultimati
entro il 2015-2020).
BASTA! Non siamo né pomodori da pelare, né tantomeno
mucche da mungere. La nostra lotta è contro la riforma Tranfaglia-Berlinguer,
perché non crediamo che 18 Tiranni Illuminati possano proporre una
Legge che mini il loro stesso potere, elemento che impedisce un reale
rinnovamento funzionale ed efficiente dell’Università.
ASSEMBLEA MER. 18 FEB. H 17 AULA 37
PRESIDIO MERC. 25 FEB. H 17 ATRIO PALAZZO NUOVO
studenti s-creditati
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