Il 29 marzo ’98 tutti i quotidiani e telegiornali nazionali annunciavano
la morte di EDOARDO MASSARI, presunto “eco-terrorista” suicidato nel carcere
delle VALLETTE, indignandosi per l’eccessiva durezza dimostrata nei suoi
confronti dalla magistratura che il giorno prima aveva confermato il suo
arresto preventivo. Non potevano mancare articoli con l’analisi psicologica
del bravo EDOARDO, del perché fosse arrivato a questo gesto ed interventi
di esperti luminari come Gianni Vattimo che esordiscono affermando “NON
CONOSCO IL MASSARI NON CONOSCO COS’È SUCCESSO […] MA SECONDO ME
E’ L’ISTRUZIONE SCOLASTICA INSUFFICIENTE”.
Secondo noi bisognerebbe tornare indietro di tre settimane e rileggere
gli stessi quotidiani che allora titolavano: “ARRESTATI ECOTERRORISTI NEI
CENTRI SOCIALI” appoggiando in pieno l’operato del magistrato LAUDI che
per motivare mesi di inchieste, le decine di milioni spesi in fantascientifici
sistemi di controllo, procedeva alla perquisizione di tre case occupate
e all’arresto di Edoardo, Silvano e Soledad. Nessuno si indignò
allora per i mezzi usati da Polizia e dai ROS dei Carabinieri, che si sfogarono
distruggendo effetti personali degli occupanti e defecando anche sui letti,
rinvenendo, durante il blitz, il seguente bottino:
- due Dylan Dog e un Nathan Never
- una pistola al silicone
- un bengala (che come per magia è stato trasformato dalle veline
della magistratura in una micidiale pipe-bomb)
- diciannove bottiglie contenenti benzina (ricordiamo che gli occupanti
usavano generatori a benzina per produrre corrente elettrica).
A voi il giudizio se tali prove valevano la privazione della libertà
di tre persone o se, ancora peggio, la vita di Edoardo.
Avete capito bene, questa non è la cronaca di un suicidio annunciato,
ma di un omicidio voluto: dal magistrato Laudi che aveva bisogno di capri
espiatori per anni di fantasiose quanto infondate inchieste sugli attentati
all’alta velocità in Val di Susa; dai mass media sempre pronti ad
appoggiare la magistratura basta che gli dia un mostro da sbattere in prima
pagina, per poi da bravi avvoltoi piangerne la morte (alla faccia da culo
non c’è mai limite!)
Non è possibile descrivere il dolore e la rabbia che proviamo,
né si può spiegare quello che una persona subisce quando
viene strappata da casa sua, gettata in galera e privata della libertà
per cui ha sempre lottato.
Non vogliamo dare valutazioni né tantomeno spiegazioni al gesto
di Edoardo, ma su ciò che conosciamo come la galera, la repressione
e le bugie dell’informazione di regime.
Quanto è successo non è un episodio isolato, ma purtroppo
è legato alla storia di sempre: di chi a questo sistema si oppone
e che da questo sistema viene schiacciato.
Silvano e Soledad sono ancora in carcere, come molti altri perseguitati,
chissà per quanto ci dovranno rimanere.
A quanti omicidi dovremmo assistere prima che si dica basta?! Noi lo diciamo da sempre e sempre lo urleremo:
VOGLIAMO UN MONDO SENZA CARCERI E PADRONI!
SOLIDARIETÀ A SILVANO SOLEDAD
E A TUTTI I DETENUTI IN CARCERE!
C.S.O.A. GABRIO
Per messaggi, info, richieste, ecc. scrivi al nostro e-mail: gabrio@venturanet.it