In continuità con le politiche condotte dai suoi colleghi, da più di 20 anni, il governo Juppè ha riaffermato attraverso lo sgombero dei Sans-papiers di S.Bernard la sua volontà di perseguire la criminalizzazione di una comunità, che al di là della sua eterogeneità, desidera essere riconosciuta come soggetto di diritti. Quote di immigrati, restrizione del diritto di ricongiungimento con le famiglie, codice della nazionalità: la lunghissima lista di misure che hanno lo scopo di rafforzare il controllo sociale ricordano tantissimo la puzza di collaborazionismo dello Stato francese.
Questo ricordo si materializza nelle pratiche quotidiane di discriminazione e di repressione come per esempio attraverso le delazioni (comuni, scuole, ospedali, mezzi pubblici, ecc...) e gli interrogatori - arresti (controllo e perquisizione effettuati sulla base del colore della pelle, delletà, del modo di vestire o del comportamento, interventi massicci nei quartieri, nei "foyers"-condomini riservati ai lavoratori-immigrati, ...). Per alimentare i deliri razzisti del suo elettorato e per vedere salire la sua quota di popolarità, il ceto politico al potere bada a rafforzare la coscienza dellidentità nazionale. Cosi', l'attribuzione a una popolazione della responsabilità di tutti i problemi della società francese permette di canalizzare tutte le disillusioni, amarezze, rabbie, ecc..., dovute alla crescente precarizzazione delle condizioni materiali. L'istituzionalizzazione della "caccia all'immigrato" partecipa a questo processo, che creando violenza e miseria, disarticola le relazioni sociali sempre più fragili. Ciò può solo rafforzare l'emarginazione di categorie di persone sempre più numerose. È contro questo dato di fatto che ci mobilitiamo. È chiarissimo che la nostra lotta va ben al di là dell'unico ritiro delle leggi Pasqua.
Il ritorno all'interno del movimento di lotta di un'associazione come S.O.S.- Racisme finora tenuta fuori della lotta per le sue ripetute e tradizionali pratiche di manipolazione, di divisione e egemonizzazione è una dimostrazione della volontà di qualcuno di considerare come unico contenuto il dibattito sulle leggi Pasqua. La risposta di Chirac davanti alla forte mobilitazione va nella stessa direzione, quando ritiene possibile cambiare semplicemente qualche riga alle leggi Pasqua.
Costruire la mobilitazione sull'unico terreno delle leggi Pasqua è semplicemente il tentativo di seppellire la lotta dei Sans-papiers, perché sono tutte le politiche sull'immigrazione da 1973 che dobbiamo contestare e rifiutare. La continuità della lotta dei Sans-papiers sostenuta da nuovi soggetti è una necessità ed è l'unica soluzione, nelle forme dell'autorganizzazione scelte dal basso, per avere un vero peso sulle decisioni del governo.
Il "Collettivo dei Senza Documenti", tribuna di resistenza all'ordine sociale, con i suoi molteplici interventi si inserisce in questa prospettiva ed ha queste esigenze:
Perciò il Collettivo dei Senza Documenti ha deciso di aprire dei locali per favorire l'incontro fra i soggetti decisi ad autorganizzarsi. L'allargamento della lotta dei Sans-papiers attraverso la moltiplicazione dei collettivi e lo sviluppo di un movimento di solidarietà attiva di tutte e tutti quelli che hanno documenti sembrano essere l'unica alternativa per fare un passo verso l'idea di comunità umana.