CON IL "TERZO COLLETTIVO"
DI SANS PAPIERS...

 (Volantini del collettivo "Des papiers pour tous" diffuso in occasione dell'occupazione della chiesa S.Jean-Baptiste de Belleville, Parigi, 22.02.1997)

Di fronte a condizioni di vita sempre più difficili, di fronte alla repressione brutale amplificata dal piano "Vichy-pirate" e ad un governo che vorrebbe perciò assicurarsi la collaborazione attiva o passiva di ciascuno, da quasi un anno il movimento dei sans papiers si organizza dappertutto in collettivi di lotta per ottenere la loro regolarizzazione.

IL MOVIMENTO DEI SANS PAPIERS ENTRA IN RISONANZA CON IL MOVIMENTO DI RIFIUTO DELLA DELAZIONE E DELLA XENOFOBIA DI STATO CHE SI MANIFESTA IN TUTTO IL PAESE

IL "TERZO COLLETTIVO DI SANS PAPIERS" DI PARIGI PRENDE L'INIZIATIVA DI UN'OCCUPAZIONE, RAGGIUNGIAMOLI!

Questa nuova apparizione pubblica di un collettivo che raggruppa, per ora, più di migliaio di sans papiers di una trentina di nazionalità sancisce un'avanzata decisiva. Solo il congiungimento di tutte le rivolte contro il controllo sociale generalizzato che si sta attuando con il movimento dei sans papiers può permettere di costruire un rapporto di forza capace di far piegare il governo, di imporre la regolarizzazione di tutti i sans papiers e l'abrogazione di tutte le leggi xenofobe.

Né la gestione umanitario-caritativa, né l'infame proposta di quote d'immigrati, né la discriminazione fra buoni sans papiers e cattivi clandestini sono riusciti a soffocare un movimento la cui forza viene ancora e sempre dai diretti interessati: i lavoratori che rifiutano l'apartheid sociale che qualcuno vuole imporre, uomini e donne che rifiutano il fatto che l'assenza di un pezzo di carta gli impedisca di circolare e di sistemarsi dove vogliono.

Il progetto Debré indebolisce anche tutti gli stranieri, regolari o non, chiamati a vivere sotto la minaccia permanente della clandestinità e dell'espulsione. Più genericamente, è la precarizzazione dell'intera popolazione che il governo sta organizzando e che cerca di legittimare appoggiandosi su un consenso xenofobo che l'ampiezza e la diversità degli appelli e delle manifestazioni smentiscono radicalmente.

È ormai tempo di generalizzare forme di resistenza concrete ed efficaci. Dappertutto, negli spazi pubblici, nelle amministrazioni e in altri posti; quotidianamente, personalmente e collettivamente, possono essere lanciate battaglie contro le pratiche discriminatorie. I diversi meccanismi del dispositivi di controllo possono essere disarticolati, messi in causa e combattuti.

La determinazione dei sans papiers ci mostra la strada. Il movimento massiccio e multiforme che si è manifestato contro i certificati di ospitalità e che inizia a dichiararsi contrario a tutte le leggi xenofobe deve riconoscere in questa occupazione un'espressione maggiore della lotta in corso.

Non lasciamo che il governo isoli i sans papiers!


AGLI OCCHI DEL MONDO

Da quasi un anno i sans papiers hanno scelto la luce piuttosto che l'ombra.
Da 11 mesi lottiamo per il riconoscimento dei nostri diritti rivendicando la regolarizzazione di tutti i sans papiers.
Da un anno il governo e le autorità rispondono con il blocco e la repressione.

Per noi, sans papiers del "Terzo Collettivo", che viviamo, lavoriamo, facciamo crescere i nostri figli in Francia da tanto tempo, la clandestinità ci espone quotidianamente al terrore arbitrario dei controlli polizieschi, allo sfruttamento sistematico degli imprenditori, al ricatto dei proprietari di appartamenti.

Come i nostri amici di S.Bernard e di tutti i collettivi di sans papiers di Francia, rifiutiamo di essere cittadini di "serie B". Il nostro lavoro, la nostra cultura, le nostre sensibilità, i nostri figli arricchiscono in maniera vitale e necessaria la Francia; siamo parte della ricchezza del paese. Le nostre libertà, i nostri diritti sono quelli di tutti quelli che vivono qui.

Gli artisti, i registi, i scrittori, tutti i firmatari delle petizioni di appello alla disobbedienza civile non dicono altro quando si rifiutano di denunciarci e di diventare ausiliari di polizia. Non accetteremo mai di essere il capro espiatorio della disoccupazione nel momento in cui il nostro lavoro è indispensabile a tanti settori di attività e mentre siamo le prime vittime, qua e là, di un'economia mondializzata spietata.

Per tutte queste ragioni, chiamiamo tutti i sans papiers a raggiungerci nella dignità della nostra lotta, per ottenere la nostra regolarizzazione e il riconoscimento dei nostri diritti. I governanti apriranno gli occhi solo il giorno in cui decine di migliaia di sans papiers esigeranno insieme la loro regolarizzazione.

Ci appelliamo a tutti i cittadini di questo paese perché ci sostengano e ci appoggino nella conquista delle nostre libertà e nella difesa delle loro. La legge Debré in discussione in Parlamento, accentua la criminalizzazione degli immigrati qualsiasi sia la loro situazione, legittima le tesi xenofobe ed attacca le libertà dei francesi. Se votata, essa aprirà la strada all'apartheid e alla segregazione sociale. Occorre quindi, di nuovo, che noi sans papiers, ci manifestiamo agli occhi del mondo per costringere il governo ad ascoltarci. Abbiamo quindi deciso di occupare!

Raggiungeteci per esigere: l'apertura dei negoziati per la nostra regolarizzazione, una moratoria sulle espulsioni e le ricondotte alla frontiera, la regolarizzazione dei sans papiers, l'abrogazione di tutte le leggi anti-immigrati (leggi Pasqua, progetto Debré,...)


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