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L'EDUCAZIONE ALL'ACCATTONAGGIO SOCIALE

Udine: la distribuzione dei ruoli e delle sedi di lavoro merce di scambio (tessera e obbedienza) del sindacalismo burocratico e di potere. Chi non si adegua è costretto a iniziare e terminare la propria carriera sempre ai livelli più bassi (e faticosi) vedendosi superare da neoassunti in odore di fedeltà (sindacale)... almeno fin tanto che non c'era l'USI.... Uno dei ruoli storici del sindacato è stato quello di educare i lavoratori all'autodeterminazione e alla lotta per l'affermazione dei propri diritti al fine di rendere gli stessi partecipi e artefici del proprio destino sociale e professionale. Le recenti assunzioni di personale, presso l'EPT di Udine hanno celebrato la volgare e bassa pratica della clientela sindacale, attraverso l'invito a chi si affaccia al mondo del lavoro e, nello specifico, nell'ambito postelegrafonico ad abbracciare una delle sigle sindacali tra le più influenti e dall'attività pseudosindacale più squallida, per poterci garantire una qualche possibilità di scelta nelle applicazioni dei vari ruoli operativi e nelle varie sedi preferite. E' facile, discutendo con alcuni neoassunti, ricavare queste informazioni e sapere delle promesse fatte loro addirittura da funzionari dell'ente certamente vicini o aderenti a tale cosiddetto sindacato, per l'applicazione direttamente ai servizi di sportelleria scavalcando tutti coloro che da alcuni decenni ad esempio svolgono il servizio di recapito (il più disagiato e disprezzato). Niente di nuovo sotto il cielo postale: il suddetto sindacato, se può essere definito tale, al fine di garantirsi una qualche rappresentatività e una entrata economica per mantenere i suoi burocrati e potendo contare su un appoggio amministrativo (molti uffici chiave sono gestiti da individui del sindacato in questione) ha già dato corso a tutto ciò, così che molti neo assunti sono già diventati impiegati ed in alcuni casi reggono piccoli uffici. Questo rappresenta una delle più vergognose e ignobili attività di natura clerico-fascista, cioè l'invito alla sottomissione a chi detiene il potere all'interno dell'Ente e l'adeguamento alle logiche clientelari (durante il fascismo chi voleva lavorare in pace o voleva fare carriera doveva fare la tessera del sindacato nazionale fascista, in caso contrario veniva discriminato o perdeva il lavoro). La logica pseudo sindacale che pervade l'ente poste è sempre la stessa). Il ruolo di tale sindacato è di creare una pseudocultura di asservimento o accattonaggio di carattere sociale, trasformando i lavoratori in mendicanti disposti a vendere la propria dignità per un tozzo di pane e facendo credere che il proprio lavoro non sia un diritto ma una elargizione dovuta alla benevolenza del potere interno all'ente. Il nostro ruolo di sindacato antagonista non asservito e antiautoritario ci impone la denuncia continua di queste pratiche antidemocratiche classiste ed antisociali, nella speranza che i lavoratori possano comprendere che la tutela dei propri diritti ed interessi non deve essere delegata ai suddetti soggetti il cui unico interesse è la gestione del potere sindacale finalizzato alla perpetuazione di quel classismo indotto anticostituzionale e tipicamente autoritario. Forse non siamo compresi o la maggioranza dei lavoratori EPI è pervasa da istinti opportunistici (l'interesse per la esclusiva condizione personale di lavoro), ma il ruolo rivoluzionario che abbiamo assunto ci impone di dire queste cose, al di là delle possibili conseguenze individuali, disciplinari, penali o civili a cui andiamo incontro.