ÛLotta

DA IMOLA IL MIO 'VIA'...e anche di corsa

Intorno alla metà dell'800 si delinea all'interno del percorso di liberazione sociale una corrente, l'Anarchismo, che affonda le sue radici in tutti i sogni e le esperienze, concrete, rivolte alla costruzione di una società che andava a migliorare (nel senso amorevole del termine) quello che la natura stessa aveva creato. Siamo in pieno periodo romantico, l'uomo proiettato, con volontà e con forza, in una dimensione ideale nobile (cerco di sintetizzare per arrivare al punto e anche perché, visto che siamo tutti un bel po' consumati e la storia la conosciamo, offenderei la mia e la vostra intelligenza).

Alla fine del '900 assistiamo al crollo di tutto quello che era partito nella metà dell' 800 e che si era sviluppato in termini politici ovvero di gestione della società da parte di uomini che dovevano incarnare ideali affermandoli ad ogni costo e a qualsiasi prezzo. Nel frattempo chi non ha mai avuto ideali ma li ha sempre venduti a piene mani - e la politica, cioè l'arte della gestione, ce l'ha nel sangue - riesce tranquillamente a dimostrare di saperla più lunga e stravince alla grande affermando come unica cosa nobile il metallo nobile, riesce a collocare, senza alcuna problema e a pieni voti, il verbo avere al posto dell'essere, riesce a tritare tutto in un unico polpettone servito per pochi su un unico tavolo al quarto piano con l'imperativo classico basato sulla democrazia - 'o questa minestra o giù dalla finestra' -, mentre la stragrande massa dell'umanità sta lì a digiuno e venderebbe qualsiasi cosa per potersi sedere a quel tavolo. Nel mentre le 'formichine' che in un modo o nell'altro si son rotte le palle della e con la politica scoprono che le cose si cambiano se si ha la volontà di cambiarle e soprattutto rimboccandosi le mani in prima persona volontariamente scoprendo in maniera empirica e senza saperlo il cardine dell'Anarchismo, cioè l'azione diretta. E' interessante notare come nello sviluppo del volontariato e nel suo interno si sta sviluppando anche una forte critica al potere staccandosi sempre più dagli ambienti religiosi caritatevoli e affermandosi sempre più laico solidaristico. Gli Anarchici, che son quelli che da più tempo, in maniera più profonda, con maggiore lungimiranza, con il massimo sacrificio son presenti in questo pezzo di storia non riescono a far tesoro della storia stessa che gli dà ragione in continuazione. Loro se ne accorgono sempre dopo che il treno è passato: eppure uno di loro un po' più intelligente disse che non si sa come e quando passa il treno ma che l'importante è essere pronti. Nel frattempo si leccano le ferite, parlano dei bei tempi andati e da un bel po' di tempo in qua si son dati alla politica cercando di guadagnare sulle sabbie mobili quello che perdiamo in continuazione sul nostro terreno storico, il sociale. Già nel secolo scorso avevamo visto necessaria l'organizzazione internazionale e soprattutto l'organizzazione come embrione e sperimentazione della società che si voleva costruire. Quindi tutto doveva essere vissuto quotidianamente e sempre in prima persona insieme agli altri con consequenzialità tra fini e mezzi e le lotte dovevano servire da un lato a contrastare e demolire il bisogno di egemonia del potere e dall'altro a garantire l'espansione della società che man mano si andava a costruire (quel poco di anarchia possibile). Ora è ancora più urgente e necessario ricostruire quelle pratiche solidaristiche internazionali. E per fare questo c'è bisogno di compagni che lavorino duro, con intelligenza e rapidamente, per lanciare da subito almeno a livelli europei progetti che raccolgano simpatie e lavoro e che riaffermino in maniera concreta la possibilità e quindi la necessità della trasformazione sociale. Spero che i compagni valuteranno in maniera positiva questo mio intervento altrimenti continuerò a verificare in prima persona e con chi incontrerò per strada il percorso che ho appena abbozzato.

Gino Ancona PS: per chi ha voglia di fare di più e per i compagni che già operano in questo senso e che purtroppo ancora non conosco, il mio indirizzo è: Gino Ancona C.P. 96 70032 BITONTO (BA) - Tel. fax 080 - 9517926