INTERVENTI AUDIO 1

Area INTERVENTI AUDIO

#1

Area INTERVENTI AUDIO1 (Video VHS dur. 8 min. VI-1994): descrizione organica.

Sequenza 1 - Inizio di un telegiornale (TG4); insieme all'immagine del conduttore un pensiero/indagine (+ voce) di Claudio Parrini:
"Buonasera dal TG4, domenica 13 febbraio 1994; facciamo il nostro consueto sondaggio con i telespettatori. Il problema riguarda l'arte: premettendo, naturalmente che tutti oggi possiamo svolgere attivita' artistiche, al momento chi e' un artista?
Bene, a questa domanda potete rispondere al numero di telefono 0571/508550"
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Sequenza 2 - Il presentatore Mike Bongiorno publicizza mortadella e prosciutti; insieme ad un pensiero (+ voce) di Enrico Ghezzi: "... Hai parlato di prosciutto e di arte. Io se devo pensare ad un momento artistico evidente nell'ultimo anno in televisione, non posso fare a meno di pensare alla fetta di prosciutto spalmata sull'obiettivo da Funari. Non credo di aver mai visto una performance cosi' netta... un momento artistico cosi' coscientemente incosciente... 'Negli occhi vi beccate il grasso dello sponsor!'
... Li' e' circolato sicuramente un momento artistico'.

Sequenza 3 - Una gara di corsa a piedi in uno stadio; con una considerazione (+ voce) di Valentina Valentini:
".... In un universo audiovisuale molto piu' fluido, puo' darsi anche che non esistera' piu' il cinema, cosi' come lo fruiamo oggi, puo' darsi pure che lo schermo verra' sostituito dai cristalli liquidi, oppure che la televisione con il monitor non ci sara' piu' e avremo i grandi schermi in casa.
Voglio dire, siamo in un momento in cui all'interno di un universo audiovisuale composito in cui entra anche il discorso del computer eccetera, alcune cose si modificheranno senz'altro, quindi noi riusciremo meglio a capire queste modificazioni se non manteniamo le barriere e gli steccati all'interno di questo universo dei nuovi media, ma cerchiamo di capire i contributi, i passaggi, gli slittamenti, le interferenze, le sovrapposizioni, le azioni e reazioni..."

Sequenza 4 - Alcuni spot pubblicitari; insieme alla musica fischiettata (da C. Parrini) del film "Otto e mezzo" di Federico Fellini.

Sequenza 5 - Scena di una tribu'; con un pensiero (+ voce) di C.Parrini:
"In questi giorni mi piace pensare al fatto di che cosa accadrebbe allo 'stato dell'arte' se i galleristi, gli editori, le istituzioni culturali statali, i mecenati eccetera, acquistassero come luoghi di espressione degli spazi nelle reti televisive e in quelle telematiche".

Sequenza 6 - Pubblicita' di anelli; intervento di Piero Gilardi:
".... Il punto per me e' questo... Io ho lavorato negli anni ' 70 nella dimensione della creativita' collettiva; il rapporto tra i soggetti dentro questa sfera creativa era un rapporto di reciprocita'.
Reciprocita' perche' la relazione non cambia niente, non trasforma niente se non c'e' reciprocita' tra i soggetti che entrano in comunicazione. Io ripropongo questo medesimo punto, etico se volete, per l'interattivita' tecnologica. Credo si debba arrivare ad una interattivita' che pone i soggetti che giocano, non solo nella condizione di allargare il loro immaginario, di esplorare risvolti multiformi, poliedrici dell'io collettivo, ma anche di una posizione di reciprocita', in modo che la comunicazione abbia una effettualita'. Che cambi qualche cosa..."

Sequenza 7 - Serial americano; con un testo di C.Parrini (voce di Alessandro Terreni): "Uomin clonati, realta' artificiale, supermarket della genetica, ipertesti, interfacce, realta' virtuale, nonne-mamme, modem, conversazioni telematiche, possibilita' di partorire figli in menopausa, interazione, neuromante, essere interattivi, fecondazione artificiale, sexy-phone, collegati con il videotelefono, cyborgs, interattivita', televisione interattiva, una lettura multimediale, incontrarsi nel cyberspazio, ingegneria genetica, rapporto uomo-macchina, banche dati, virus informatici, fare del sesso via rete, hacker...".

Sequenza 8 - Pubblicita' di una macelleria; con un pensiero di Giuseppe Chiari:
"... L'arte nasce nel momento in cui il quadro non e' piu' prezioso, non e' piu' sacro, diventa un quadro leggibile dal popolo, da quello che dovrebbe essere il popolo, e diventa in questo senso facile. Infatti le persone che si incazzano alla frase l'arte e' facile non sono mai quelle che dicono: 'non e' facile, ci vuole una grossa applicazione tecnica, ci vuole tanti anni di sacrificio...'.
Sono proprio quelli che fiutano che la parola l'arte e' facile significa che l'arte non nasce da un concetto di aristocratico e di nobile, ma dall'inverso del concetto di aristocratico e di nobile..."
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Per partecipare artinvito@dada.it



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