E' gia' in fase di realizzazione Area INTERVENTI AUDIO n. 2. Riporto i primi interventi pervenuti (il video verra' prodotto al momento opportuno):
Sequenza- Immagini relative al museo (interno di un museo, lezione di storia
dell'arte all'interno di un museo, ecc.); testo (+ voce) di Carla Maltinti:
"L'ARTE NON E' UN CAVALLO. Il cavallo aveva forma e vita ancor prima di essere
chiamato cavallo. L'arte a differenza del cavallo l'abbiamo inventata noi.
L'arte di cui spesso si parla e' pura metafisica perche' si confondono i
termini: si mescola la parola con le cose che essa sottende.
L'arte non la si puo' toccare, non la si puo' vedere, mentre e' possibile
toccare e vedere le cose che vengono denominate artistiche.
L'arte e' una nostra invenzione; ad un certo punto della nostra storia,
attorno al 1700, fu scelta la parola ARTE affinche' raccogliesse, come un
prezioso contenitore (o come un bidone), una enorme quantita' di oggetti:
quadri, sculture, chiese, brani musicali, poesie.
Oggetti, si badi, non scelti a caso tra gli oggetti del mondo, ma distinti
da quest'ultimi per peculiarita' che li rendevano passibili di artisticita'.
L'arte esiste dunque in termini linguistici.
Il sistema delle arti ha semplicemente classificato mediante separazioni,
(questo e' arte, questo no), oggetti e cose del mondo.
La storia dell'arte e' percio' la storia di una parola.
Quando si studia la storia dell'arte si dovrebbe studiare prima di tutto
la sua storia come parola, la sua etimologia, il significato che
questa parola ha assunto nel corso del tempo e l'uso che ne e' stato fatto
nel linguaggio.
Se io dico l'arte e' espressione faccio una premessa sbagliata, ma se
dico che in un periodo storico preciso, quale per esempio l'espressionismo
l'arte e' stata definita come espressione non faccio un errore, dico
soltanto che in quel periodo oggetti, testi e musiche "espressioniste"
erano denominate oggetti artistici. L'arte non e' mimesis ma per un certo
periodo, lo e' stata; l'arte non e' politica, ma per un certo periodo lo e'
stata. L'arte e' la sua definizione.
L'arte non e' un cavallo, ma come un cavallo viene domata e recintata.
Un graffito esposto in un museo acquista valore, ma perde il suo
significato. Io preferisco vederlo sul muro, lungo una strada dove passa
la gente".
Sequenza- Zapping su varie pubblicita'; intervento musicale di Rossano Monti
Sequenza- Una lezione televisiva a cura del DSE della RAI.TV; testo (+ voce) di Tommaso Tozzi: "Le opere d'arte non possiedono alcuna qualita' universale innata. Semplicemente partecipano alla costruzione e trasmissione di nuovi linguaggi di comunicazione. Quando il nuovo paradigma e' diffuso e' impossibile non riconoscere agli oggetti che ne hanno imposto l'affermazione un certo grado di universalita'. Dunque il ruolo dell'artista non e' quello di 'scoprire' delle forme universali, ma di partecipare collettivamente alla loro costruzione. In una societa' democratica bisogna impedire che ristretti gruppi di potere (artisti o altro) impongano al mondo nuovi linguaggi della comunicazione. Il ruolo dell'artista deve altresi' essere quello di partecipare collettiva- mente alla costruzione di interfacce della comunicazione che rendano possibile la messa in connessione del maggior numero di individui. In modo che 'tutti' possano partecipare a tale costruzione di un nuovo linguaggio globale. Tutti possono svolgere il ruolo di artisti".
Sequenza- Pay tv non decodificata (tele +1 e tele +2); testo (voce di anonimi) di Circolazione Critica: " L'arte e' dappertutto, ma dappertutto dov'e'? ".
Per partecipare artinvito@dada.it
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