Credo che l'era digitale e le tecnologie avanzate come la Realta' Virtuale applicate alla comunicazione televisiva offriranno a tutti l'opportunita' di creare situazioni di produzione di "programmi", (in altri termini di essere partecipi alla realizzazione dei contenuti televisivi); il caso che prendo in esame e' quello del settore delle arti visive, cercando di analizzare nuove metodologie e linguaggi nell'ambito dell'espressione artistica relativa all'immagine.
Un giorno forse, tutti avremo a disposizione dei "BBS televisivi" (se cosi' si chiameranno), ovvero per intenderci la TV-interattiva; cioe' quando l'interazione con la tivu' non sara' limitata alla liberta' di attenzione, all'uso del telecomando o alla possibilita' di telefonare in diretta ai conduttori, ma potremo usare per esempio l'ambiente windows del nostro PC, con le icone le finestre... (vedi il progetto della Microsoft/TCI ideato da Bill Gates); quando arriveranno a nostro piacimento film, pubblicita', documentari...; quando potremo consultare librerie, gallerie, negozi, musei, direttamente da casa nostra; quando un nostro video potra' essere messo in circolazione in un apposito canale insieme agli altri video amatoriali; quando l'uso della televisione diverra' come quello dell'acqua, del metano, della corrente elettrica...
L'applicazione del computer, decodificatori, banche dati, fibre ottiche, etc... alla televisione sviluppera' in un futuro assai prossimo uno scenario che produrra' un'interazione con la tivu' da un lato con la personalizzazione della visione dei singoli programmi, dall'altro lato con il graduale smantellamento del palinsesto televisivo.
Mi sono chiesto, quindi, quali sono e saranno le reali implicazioni, non specificamente tecnologiche ma epistemologiche ed esistenziali, di un'eventuale televisione interattiva con l'aspetto creativo-artistico di ognuno di noi.
Per quel giorno ho pensato alla creazione di un'area di un qualsiasi 'BBS televisivo', area: INTERVENTI AUDIO.
In questa zona-contenitore del ciberspazio-TV ciascuno di noi potra' prelevare delle sequenze tivu', togliergli l'audio, inserire un proprio audio e poi immetterle nuovamente nell'area designata. Questo per dimostrare che si puo' realizzare dei momenti, dei territori di espressione, all'interno della rete telematica/televisiva, sfruttando un tipo di immagini a uso collettivo, o ancora, dei codici visuali comuni (esempio: reportages di guerra, film, spot, personaggi pubblici eccetera), che passano regolarmente nella "videosfera" a cui apparteniamo.
Alcune sequenze (con il termine sequenza voglio identificare anche delle porzioni del palinsesto televisivo relativo alle varie reti), sono talmente radicate nel nostro vedere da essere assimilabili a dei veri e propri linguaggi. Mi e' sembrato opportuno quindi non lavorare sulla completa modificazione e manipolazione delle immagini che riguardano la sequenza presa in esame (un'operazione diversa che non sto adesso a analizzare), ma su di una parte solamente di essa, quella audio.
In senso metaforico, se dovessi riconoscere nelle immagini degli animali, e nella sequenza scelta una tigre, ho preferito cavalcare la tigre anziche' ucciderla. Interagendo cosi' in una giungla visiva senza creare ulteriori immagini, limitandosi ad interferire con quelle gia' esistenti, banali e semplici oppure importanti e complesse.
Lo spirito di questo lavoro vorrei che si spingesse al di la' dell'operazione situazionista insita, e volgesse l'attenzione al ruolo dell'artista e alla circolazione del suo prodotto, in merito al connubio tra la TV, mezzo di comunicazione che presenta un vedere collettivo senza impulsi privati del singolo; ed il PC, basato su di un'offerta di mentalita' individuale senza apporti collettivi.
Per questo cerco di sottolineare il fatto che il video realizzato rappresenti una simulazione di un nuovo medium con cui poter veicolare i nostri pensieri, sentimenti...
Ho prodotto un rozzo prototipo, consistente appunto in un video VHS, di area di un possibile 'BBS televisivo', spero futuribile al piu' presto; in questo video ho inserito nelle situazioni televisive selezionate alcune frasi e slogan inerenti l'arte, territorio in cui opero.
Area INTERVENTI AUDIO deve un particolare ringraziamento a Thomas Pynchon, perche' proprio la lettura di un brano tratto da un suo romanzo, l'ha ispirata.
Riporto quindi interamente il suddetto brano per poi entrare nella descrizione organica del lavoro.
"...Convinta che i raggi emmessi dal teleschermo, agissero a mo' di scopa, per spazzar via tutti gli spiriti maligni dalla stanza, Frenesi accese il televisore e consulto' la guida ai programmi. Ridavano per l'ennesima volta CHiPs, tra non molto: un film di sbirri e moto, ormai classico. Provo' un fremito nel sangue, un madore premonitore. S'incazzassero pure, le femministe deliranti, ma Frenesi sapeva che vi erano donne viventi, le quali, al pari di lei, andavano pazze per le donne in uniforme, facevano fantasie sui poliziotti della stradale mentre viaggiavano in autostrada e persino -come essa intendeva fare tra non molto- si masturbavano di gusto, per Ponch e Jon, guardando un loro telefilm alla tivu'- e con cio'? Sasha era convinta che Frenesi avesse "preso" da lei quella feticistica passione per le divise. Strana idea, persino per una come Sasha, se non che, fin dalla prima volta in cui aveva assistito a una parata militare, e fino al giorno d'oggi, ella aveva avvertito dentro di se' una fatale, ineluttabile propensione per gli emblemi dell'autorita', le immagini del potere, e in particolare per gli uomini in uniforme, fossero atleti, in carne ed ossa o sullo schermo, fossero attori in un film di guerra d'ogni epoca storica, fossero magari maitres d'hotel, o capocamerieri in ristoranti di lusso, o persino fattorini o ascensoristi, ed era quindi convinta che tale propensione fosse stata ereditata dalla figlia, come se qualche Fascista Cosmico avesse intrecciato una catena di DNA in modo tale da rendere necessaria quella forma di seduzione e di iniziazione alle oscure gioie del dominio sociale. Assai prima che qualche amico o nemico glielo facessero notare, Sasha ci era arrivata da sola, ed era stata costretta ad affrontare la triste possibilita' che tutte le sue ribellioni, per quanto sacrosante e giuste, contro l'oppressione del potere non fossero altro che in realta' che atti tendenti a rinnegare quel pericoloso sdilinquimento, quel non so che le serpeggiava per tutte le fibre ogni volta sfilassero dei soldati a passo marziale, quel madore voglioso che era forse un'atavica maledizione.
Non fosse altro che per la sua scorrettezza politica, Frenesi aveva a tutta prima reagito con rabbia a questa teoria di sua madre; dopo un po', l'aveva trovata solo seccante; e adesso, entrate entrambe nel secondo decennio di silenzio, degna di una mesta sbuffata e nient'altro.
Rigirato il televisore, Frenesi si sdraio' sul divano, si sbottono' la blusa, si slaccio' la lampo dei pantaloni, ed era pronta a spararsi un ditalino, quando, ad un tratto, che cosa avvenne, se non il primario miracolo della Telemania, sotto forma di un brusco virile picchiare alla controporta della cucina, e li' fuori sul pianerottolo -attraverso la grata, scomposto in tanti puntini, come un'immagine retinata sul video, solo piu' squadrata- c'era questo corpulento U.S Marshal (carica analoga a quella di sceriffo negli Stati Uniti), bello, in alta uniforme, cappello, pistola d'ordinanza calibro .38, cintura di cuio borchiato, con in mano una busta da consegnare. E il suo collega, che aspettava accanto all'automobile, nella languente luce del tramonto, era 'due volte' piu' carino..."
da "VINELAND" Thomas Pynchon, Rizzoli 1991
Come a Frenesi anch'io ho voluto che mi si avverasse un piccolo desiderio. Al personaggio pynchoniano accade che si materializzano nella realta', ovvero escono dalla televisione, due poliziotti, di cui uno "...bello, in alta uniforme...", analoghi a quelli che sono protagonisti del telefilm CHiPs, sui quali ella si masturbava con spasmodico ardore.
Ribaltando la metafora dello scrittore americano, ho pensato cosi' al mio piccolo desiderio.
Invece di far uscire, ho voluto che entrasse qualche cosa dentro lo schermo. Ebbene, il desiderio che alcune informazioni su 'certi affari dell'arte', (pensieri, citazioni.....), fossero trasmesse, inserendosi nell'audio della TV, mediante le sue medesime, correnti e quotidiane immagini, le stesse persone, i soliti scenari e via dicendo, si e' avverato simulandolo.
VI.1994
C. Parrini
Per partecipare artinvito@dada.it
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