Chi mangia fuori, durante il pasto in trattoria ogni tanto alza gli occhi. Alle pareti ci sono dei quadri. Questi quadri sono brutti. Sono brutti e sono in trattoria? Sono brutti perche' sono in trattoria? Sono brutti e\perche' sono in trattoria? Sono brutti?
Il sistema dell'arte e' un sistema di produzione di valore - anzi, marxianamente, di plusvalore. Nel caso del lavoro di artista il plusvalore e' un agente del tutto particolare, nella relazione dinamica tra valore d'uso e valore di scambio. La partecipazione di un artista alla Biennale di Venezia produce un accrescimento di plusvalore ben misurabile sui tempi lunghi del mercato (ancora diversa e' la questione per l'opera che materialmente viene esposta nel Padiglione). Se dopo la Biennale per qualche motivo l'artista cambia mestiere e sparisce dalla scena, cio' determina ulteriori modificazioni nella dinamica della produzione di plusvalore. Lo ritroveremo anni dopo su una panchina, anziano, a cercare di convincere altri anziani che lui una volta era qualcuno.
I quadri che si vedono nelle trattorie rispondono a dei requisiti del tutto diversi.
E' evidente che la trattoria e' stata scelta qui per motivi simbolici, ha valore di slogan. Lo stesso discorso vale per i quadri che servono da arredamento. Si parla insomma di quel tipo di pittura che si compra dai mobilieri, ai grandi magazzini... e che deve rispondere ad esigenze estetiche particolari. Le dimensioni e i colori devono essere adeguati alla tappezzeria e alle dimensioni del mobilio (Kim Levine ha parlato di "sofa-size painting"). La qualita' della cornice incide pesantemente sul valore dell'opera (che coincide direttamente col costo). Alcuni criteri di valutazione corrispondono almeno in parte con quelli dell'arte ufficiale (che si potrebbe chiamare anche "decente", o meglio "conveniente"). Un quadro grande costa piu' di uno piccolo. Un quadro realizzato interamente a mano costa piu' di uno con delle parti realizzate a stampa. Se il quadro e' accompagnato da un depliant (equivalente di un catalogo nel sistema dell'arte da trattoria), il suo valore aumenta.
Nel caso dell'arte da trattoria, la parola "valore" ha sempre un valore semantico ambiguo.
In Italia questo sistema funziona ancora a un livello artigianale. Pittori realizzano in serie quadri destinati a questo mercato. Negli USA sono gia' alla parodia della produzione industriale, esistono delle vere e proprie fabbriche (factories) dove si producono quadri da trattoria secondo il modello fordista della divisione del lavoro. Un operaio dipinge i cieli, uno i mari, uno gli alberi, uno le figure umane... E' la differenza che corre tra Warhol e Schifano, tra Montesano e Kostabi...
L'arte da trattoria, azzerando il plusvalore, escrive quello che lavora sotto la superficie dove si iscrivono le estetiche, le poetiche, le astrazioni... E' la localizzazione della faccia oscura dell'arte. Il lato del lavoro nero, l'escrizione della materialita' dei rapporti di forza che si esercitano in ogni giudizio estetico. Ogni valutazione 'di gusto' e' un campo di battaglia, le forze in campo si scontrano per la definizione dei confini, per stabilire dei parametri di esclusione e di inclusione, per congelare la dinamica tra le concezioni di straniero, di cittadino e di ospite. L'artista da trattoria e' l'extracomunitario del Sistema Dell'Arte.
Il lavoro nero dell'arte, quindi, si svolge sempre lungo i suoi confini. Sul limite della cornice (e la cornice e' uno dei parametri di valutazione del valore nell'arte da trattoria). Si potrebbe indicare una localizzazione sintattica della cornice, proprio dentro la definizione "arte da trattoria". L'arte sta dentro la cornice, la trattoria fuori. Sembra evidente.
Come un'opera d'arte diventa da trattoria? Le trattorie romane sono piene di imitazioni di Mafai. Quelle fiorentine, di Rosai. Quelle bolognesi, di Morandi. Potrebbero essere dei Mafai, dei Rosai, dei Morandi? E nel caso, questi diventerebbero artisti da trattoria? Quella che noi chiamiamo rosa perderebbe il suo profumo se avesse un altro nome?
HOME
Arte da Trattoria