NOTE SUL TRASFERIMENTO DEL COMANDO SUD DELLA NATO DA BAGNOLI ALLA ZONA ORIENTALE

Il 18 dicembre dello scorso anno la giunta comunale di Napoli ha approvato un protocollo di intesa, firmato due giorni dopo a Roma dal sindaco Bassolino, dal ministro della difesa Andreatta e dal ministro delle finanze Visco. La delibera impegna il comune a cedere al ministero della difesa un’ area di oltre 113,000, situata nella zona orientale di Napoli, tra il Centro Direzionale e i rioni Luzzatti e Ascarelli più alcuni padiglioni dell'ospedale L. Bianchi in cambio, rispettivamente, della caserma Cesare Battisti (ubicata nella zona occidentale) e dell' ex caserma Muricchio (nel centro storico).
In quelle due zone il ministero della difesa provvederà alla ridislocazione del Quartier generale delle forze alleate del sud Europa sito a Bagnoli da 50 anni, Nello specifico: nella zona attigua al rione Luzzatti verrà insediato il Q. G. dell' Afsouth, cioè il cervello militare del fianco sud della NATO ; nei locali del L. Bianchi gli uffici amministrativi della difesa.

E' da sottolineare che le autorità militari avevano individuato nella caserma Battisti una possibile ridislocazione della base NATO, ma risultando tale scelta in contrapposizione alle logiche di ristrutturazione urbanistica dell'area occidentale, il comune ha indicato questo spazio nella zona orientale ritenuta più "idonea" per un insediamento militare.

Questa scelta non è casuale !
Si va, infatti, evidenziando un disegno, da parte delle istituzioni , di divisione della città in zone, ogni zona con una sua caratteristica specifica nell’ ottica di una presunta funzionalità e maggiore produttività di Napoli. Le trasformazioni in tal senso di interi quartieri non tengono conto, in nessun caso , di quelli che sono i bisogni e le aspettative di chi in questi quartieri vive e lavora .
Ecco quindi il centro storico della città progressivamente trasformato in vetrina per i turisti, con una lenta espulsione dei soggetti meno agiati (basti pensare all'aumento esponenziale degli affitti) e con le piazze liberate dalle macchine ma invase dai tavolini dei bar dei soliti affaristi . La zona occidentale, asso nella manica della giunta Bassolino, a seguito dello smantellamento dell' Italsider, è interessata da una profonda ristrutturazione (speculazione) che tende a "riqualificare la zona da un punto di vista ambientale e culturale", per regalarla agli speculatori di turno.
Alla zona orientale è invece. destinato lo scomodo molo di comando repressivo e militare oltre che, con la realizzazione prevista nei prossimi anni del porto franco, di zona di grosso scambio.
In questo contesto si inserisce la decisione di costruire, proprio in questa zona, la struttura militare dell' Afsouth che andrebbe così a completare il "triangolo della morte": tribunale-carcere-base NATO.
Tutto ciò alla faccia del piano regolatore del lontano 1983 che prevedeva nell'area concessa alla NATO la costruzione di un parco pubblico attrezzato per il quartiere.
Così, ancora una volta, a fare le spese di scelte così scellerate saranno gli abitanti di quartieri già profondamente segnati da anni di speculazioni, di fabbriche inquinanti, di treni all’amianto parcheggiati nella stazione della metropolitana di Gianturco. Una zona fatta di degrado, di eroina , di carenza cronica d’ illuminazione, inadeguatezza dei trasporti, mancanza di presidi sanitari e di spazi di socialità.
La scelta della Giunta Comunale e del Governo di riconfermare la presenza del comando sud della NATO a Napoli , il suo trasferimento da Bagnoli e il suo allargamento strategico, sottolinea, ancora una volta, il ruolo del sud Italia come bastione degli USA per tutta l’area del Mediterraneo .
Da ricordare, inoltre, il completato trasferimento del comando US NAVY del Mediterraneo dentro l' aeroporto civile di Capodichino: un'operazione fatta passare nel più completo silenzio da parte delle istituzioni e degli organi di informazione. Un territorio svenduto allo strapotere militare della più grande potenza economica mondiale e che destina per sempre il Sud Italia ad essere territorio di guerra. Il tutto condito da un battage pubblicitario che tende ad esaltare la presenza americana a Napoli come garante. di sviluppo economico e di prestigio per la città !

Noi sappiamo che non è così.
Innanzitutto la costruzione del Q.G., con una spesa prevista intorno ai 120 milioni di dollari (circa 200 miliardi di lire), sarà appaltata attraverso una gara europea, con una ricaduta occupazionale bassissima sulla città e nulla sul quartiere.

Da un punto di vista commerciale l' esperienza di Bagnoli ci insegna che la base ha un mercato interno molto conveniente in cui spendono i civili e i militari della NATO quindi, non solo non vi sarà alcun rilancio commerciale della zona, ma vi sarà un aumento dei traffici illeciti, controllati dalla camorra, di chi comprerà all'interno della base per poi rivendere all'esterno. Non dimentichiamo, inoltre, che per far posto alla base verrà trasferito il mercato ortofrutticolo, grossa attività commerciale della zona, con l'espulsione dal circuito commerciale ad esso legato di molti lavoratori. L'unica attività che si svilupperà sarà quella legata al "divertimento" dei militari con un inevitabile aumento della prostituzione e della violenza sulle donne.
Questa scelta risulta ancor più scellerata se si pensa agli inevitabili contraccolpi che avrà dal punto di vista della viabilità: aumento del traffico in una zona già perennemente intasata, aumento dell'inquinamento da gas di scarico a danno della salute della popolazione, dovuto allo spostamento di circa 5000 tra civili e militari da e per la base.

Inoltre, è tristemente noto che già la costruzione del Centro Direzionale su un terreno paludoso aveva comportato la deviazione delle falde acquifere sotterranee causando un peggioramento del già instabile equilibrio idrogeologico con un aumento degli allagamenti delle strade e delle infiltrazioni d'acqua nelle case. Ricordiamo che anche per questo motivo, oltre che per le truffe miliardarie, fu interrotto il completamento del Centro Direzionale.
Con la costruzione delle mega-strutture della nuova base NATO ci saranno inevitabili contraccolpi nella struttura idrogeologica della zona. Infine, bisogna considerare la questione, tutt'altro che secondaria, riguardante i rischi di attacchi militari che la base comporta.
Abbiamo già detto che il Comando Sud della NATO riveste un molo centrale nel controllo militare di tutta l'area del Mediterraneo e in quanto tale rappresenta il cuore di quella grande macchina da guerra che è la NATO, strumento di controllo e repressione sotto la direzione americana. In sostanza piazzare il Q.G, dell' Afsouth nel bel mezzo di quartieri abitati, sottolinea la scelta di utilizzare i civili come scudi umani contro attacchi alla base.
In una città come Napoli dove la presenza delle Forze dell' ordine è oramai soffocante, dove si è giunti alla presenza dell'esercito a supporto delle attività di controllo e "prevenzione" del territorio, il trasferimento della NATO in una zona decisamente più centrale della città aumenterà in maniera consistente la militarizzazione di interi quartieri.
Al posto di riqualificazione urbanistica e sviluppo per la zona orientale(promesse da marinaio della campagna elettorale di Bassolino), la gente di questi quartieri si troverà ostaggio di una politica di morte. Ancora ci chiediamo, coma mai in un Governo che sta imponendo al paese una politica di sacrifici per riuscire a far quadrare i bilanci in vista dell'imminente entrata in Europa, in un ottica di tagli sempre più consistenti alla spesa pubblica e allo stato sociale, l'unica voce di spesa che va in controtendenza è quella militare?
Vogliamo ricordare che l' internità dell' Italia alla NATO comporta grossi costi, soprattutto per quanto riguarderà l'allargamento del Patto Atlantico ai paesi dell'ex blocco socialista ( Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca). Si valuta, infatti, che il costo di questa operazione si aggiri intorno ai 63 miliardi di lire nell'arco di dieci anni, di questi soldi gli europei ne dovrebbero sborsare oltre il 90% e gli americani pagherebbero solo poco più dell' l%. Questo in barba ad ogni ipotesi di sviluppo reale per l'Italia e per l'Europa dell'Est.
Ci sembra assurdo che questo Governo, a fronte delle tante emergenze che vive il sud Italia, investa il denaro pubblico per finanziare, attraverso la N ATO, la ristrutturazione militare in una zona come quella orientale che di ben altro tipo di ristrutturazione avrebbe bisogno.
Senza considerare poi che all'interno dell'area concessa alla NATO è presente una struttura polifunzionale, costruita col denaro pubblico e destinata al quartiere, che verrà regalata ai "militari".
Officina 99, situata a poche centinaia di metri dall’ area del nuovo insediamento NATO, dopo che in 6 anni di occupazione ha cercato di proporsi al quartiere come punto di riferimento politico e sociale contro il degrado e l'abbandono delle periferie e di stimolo alla partecipazione diretta degli abitanti nella rivendicazione dei propri bisogni, deve oggi rivestire un ruolo centrale nella battaglia contro la NATO, contro il nuovo insediamento e per la vivibilità delle periferie.
La zona orientale ha bisogno di strutture, di un'edilizia adeguata, di una bonifica effettiva; ha bisogno di spazi di socialità, ricreativi, sportivi; ha bisogno di un consultorio, di un presidio sanitario; ha bisogno che vengano riaperti emessi a disposizione della gente le strutture tenute assurdamente chiuse e in condizioni di abbandono. Di questo e non di militari che spadroneggiano sui nostri territori ha bisogno questa zona e noi crediamo che sia giunta l'ora di gridarlo forte.

Centro sociale occupato autogestito OFFICINA 99