Materiale per una riflessione collettiva sulla lotta per l'autodeterminazione e l'autorganizzazione dal basso del Popolo basco al fine di costruire iniziative di lotta, controinformazione e solidarietà di classe sul territorio in vista dello sciopero contro
gli arresti dei dirigenti di Herri Batasuna, indetto per il 27 dicembre.
L' Alternativa Democratica è una proposta di pace formulata nel 1995 dall'organizzazione armata ETA per risolvere il conflitto in atto nei Paesi Baschi tra lo Stato spagnolo e il Movimento Basco di Liberazione Nazionale .
L 'A.D. consiste di un video in cui parlano alcuni membri di ETA, invitando lo stato spagnolo ad aprire i negoziati sulla base del rilascio dei detenuti, il rientro degli esuli , la sospensione dell attività militare di polizia spagnola sul territorio basco, l'attivazione di un processo democratico che coinvolga tutta la società basca per decidere le forme di organizzazione e le posizioni comuni da portare avanti.
Il partito politico H.B., assieme a molteplici organizzazioni politiche, sociali e sindacali decidono di sottoporre a quante più assemblee popolari possibili il contenuto del video, assumendolo come una valida proposta per la risoluzione del conflitto. Sin dalla prima proiezione pubblica del video, le autorità governative e militari spagnole impediscono e disperdono con la violenza ogni dibattito, sequestrando il materiale ed in seguito vietandone la produzione, la distribuzione ed il possesso.
Vengono arrestati per diversi mesi alcuni membri della Direzione politica di H.B., dopo svariate vicende processuali tornano liberi. Ma il processo in atto oramai è complessivo: viene di fatto negato il più fondamentale diritto all'informazione (processi contro giornalisti del quotidiano EGIN), mentre il numero dei detenuti politici continua ad aumentare, così come la repressione nelle strade.
Lo Stato spagnolo di fatto rifiuta ogni possibilità di dialogo, ignorando il carattere continuo e prolungato del conflitto in atto (dal 1959) e di come tale stato di violenza ha pervaso la stessa società basca, rifiuta di riconoscere che non è possibile immaginare una soluzione politica che non tenga presenti tutte le varie articolazioni della società basca.
In assenza di queste condizioni manca un reale processo democratico, e si riafferma il potere centralista dei monopoli economici, politici e militari spagnoli. La dispersione dei prigionieri in carceri distanti anche migliaia di chilometri dal luogo di residenza, obbliga le famiglie di circa 600 prigionieri politici a lunghi, difficili, costosi, pericolosi viaggi: si vuole complicare al massimo la possibilità di rapporti con l'esterno, di sradicare ed isolarli al massimo livello possibile.
Negli ultimi 5 anni, che hanno visto una progressiva consegna della giustizia di polizia alla Ertzanza ("guidatori del popolo"), la polizia locale controllata dal PNV (partito conservatore basco) e fondata in collaborazione col Mossad (servizio segreto israeliano), è aumentata progressivamente la violenza contro le articolazioni sociali e di massa del Movimento basco di Liberazione Nazionale come gli ecologisti, i giovani, gli obiettori totali, gli organi d'informazione, i sindacati autorganizzati, le strutture internazionaliste.
Il divieto per mano militare di aprire al più ampio raggio la discussione sulla AD ha come scopo appunto di impedire la comunicazione della proposta in e attraverso la società Basca, spagnola ed internazionale.
ll progetto d'isolamento progressivo della sinistra basca è poi passato attraverso il linciaggio politico, la criminalizzazione , creata con un'impostazione totalmente unilaterale dai mass-media attorno a vari eventi drammatici poi nel mentre verificatisi (esecuzione del consigliere del PP Miguel Angel BIanco) e, quasi contemporanemente 4 militanti di ETA detenuti vengono trovati "suicidati" in celle d'isolamento, e vengono ignorate da anni le denunce sui casi di tortura nelle carceri spagnole.
Inizia la messa sotto accusa generale del partito politico HB, sia con violente irruzioni nelle sedi, condotte dalla polizia basca e spagnola durante cortei anti- Etar, sia con il definitivo rinvio a giudizio dei 23 dirigenti di HB accusati dalla Corte Suprema di Madrid di collaborazione a banda armata solo sulla base del fatto che sono stati trovati in possesso o hanno presentato il video di ETA.
Risulta così chiara la caduta di ogni parvenza di stato di diritto: continue pressioni sui giudici di tutti i vari organi dello stato sono state coordinate dai mass-media proprio nel mentre letteralmente venivano chiuse dall'altra parte tutte le vie di comunicazione. In questo caso la condanna a 7 anni e mezzo per tutti i 23 imputati (il massimo della pena richiesto era 8 anni) rappresenta chiaramente la determinazione di mettere totalmente al bando qualsivolgia attività politica e sociale antagonista che non si riconosca e si opponga a qualsiasi livello (HB è un partito rappresentato sia in comuni di regione che in Parlamento) alla illegittima violenza del governo spagnolo e che lotti per l'autodeterminazione del popolo basco, per una società giusta e solidale gestita dal basso .
E' una scelta che conferma l'assoluta indisponibilità al dialogo per parte del Governo spagnolo, ma che mostra parimenti come le stesse istituzioni europee ed internazionali non accettino l'autodeterminazione dei popoli, come percorso autonomo di costituzione in consesso civile, ma solo la costituzione e/o l' integrazione di aree economiche di libero scambio, da sfruttare tramite l'iperproduzione, l' ipersfruttamento.
Centro sociale occupato autogestito OFFICINA 99
Laboratorio Occupato S.K.A.