Quelli che seguono sono alcuni articoli scritti da Mumia Abu-Jamal nelle ultime settimane e tratti da alcune mailing-list che diffondo il materiale di Mumia in Internet.
Un'altra battaglia
per Bin-Wahad
(scritto nell'agosto 1996)
"Se l'ingiustizia è parte della vita stessa
del governo, liberatene...
[se una legge ingiusta] è tale da importi di
trasformarti in un agente di ingiustizia nei confronti
di qualcuno, allora vai contro la legge.
Fa che la tua vita sia in contrasto con la macchina
del governo...
Non so cosa voglia dire seguire le vie che lo stato
indica per rimediare ai mali. Comunque, queste vie
richiedono molto tempo e la vita degli uomini è
troppo breve"
Henry David Thoreau,
Disobbedienza Civile (1849)
Per 19 brutali ed interminabili anni languì,
nelle prigioni dello Stato di New York, Dhoruba Bin-Wahad,
un personaggio bersaglio dello stato e della federazione
che volevano distruggere un militante molto attivo
nella battaglia per la liberazione dei neri.
Capo del gruppo newyorkese delle Pantere Nere, Dhoruba
ed altri militanti del BPP hanno visto nello stato
non solo un nemico verbale ma un nemico reale il cui
progetto era quello dell'annientamento fisico e della
"neutralizzazione" del Partito.
L'opera di "neutralizzazione" ha comportato
la cattura dei membri del BPP, la costruzione di prove
false, e la distruzione delle prove d'innocenza. Nell'estate
del 1966, il Consiglio provinciale di New York si mise
in contatto con l'avvocato di Dhoruba, Bob Bloom, per
tastare il terreno su un possibile accordo finalizzato
a scongiurare la causa per i diritti civili intentata
dalla ex-Pantera nei confronti della città della
Grande Mela per la violazione dei diritti di parola,
di privatezza e di associazione sanciti dalla costituzione.
Precedentemente, l'FBI ed il Dipartimento degli Istituti
di Pena dello stato di NY avevano pattuito un compenso
extra-giudiziario di 700.000 dollari; quando il Consiglio
provinciale portò questa proposta di soluzione
all'ex PM Rudolph Giuliani, che nel frattempo era diventato
Sindaco, la polizia cominciò a protestare. "Nulla
da fare!" "Non sarà mai".
Come un agente della Gestapo, Giuliani ignorò
l'avviso legale del Consiglio volto a risolvere la
questione, e passò dalla parte degli sbirri
"Nulla da fare; non sarà mai" ripeteva
anche lui.
La stampa-immondizia di NY rilanciò le vecchie
storielle sul "rivoluzionario che utilizzava il
sistema" che prima aveva condannato "per
motivi d'opportunità" (le stesse volgari
bugie affermate dalla stampa-immondizia bianca di Philadelphia
a proposito della MOVE Ramona Africa), quasi tentassero
di mettersi al sicuro!
"Nessuno parla dei miei 19 anni di torture. Questo
è il caso più vecchio alla Corte Distrettuale
(Distretto Sud di NY) degli Stati Uniti.
Ha avuto inizio nel1975 ed una delle ragioni di ciò
sta nel fatto che lo stato ha utilizzato tattiche dilatorie
a cui Giuliani non si è mai opposto.
"Lui si schiera dalla parte della polizia, di quelli
che hanno partecipato alla mia cattura" disse
Bin-Wahad (Daily Challenge del 13 agosto - NY).
Il processo civile contro Bin-Wahad ed il rifiuto del
Comune di seguire il consiglio legale è una
prova inconfutabile dello strapotere della nostra polizia.
Oltre 25 anni fa, il BPP lanciò la proposta,
tra le altre, di un controllo comunitario della polizia.
Nel 1975 l'organizzazione MOVE lanciò un appello
per la formazione di "una polizia fatta dalla
gente di colore dei quartieri"
Purtroppo, la nostra gente è ancora lontana da
questa pratica. Dopo oltre vent'anni, e dopo l'istituzione
di una polizia civile assolutamente impotente, questo
tema è ancora causa di contrasti interni.
Tuttavia la battaglia, una vera e propria lotta per
l'esistenza, deve andare avanti fino alla vittoria.
E' tempo che si formi una struttura difensiva nazionale
degli afro-americani, se si vuole trasformare in realtà
uno dei principali obiettivi del BPP/MOVE.
La mancanza di una adeguata struttura di auto-difesa
ha lasciato la comunità afro-americana virtualmente
indifesa e preda del vampiresco sfruttamento da parte
degli sbirri del sistema che, a NY come a Philadelphia,
a New Orleans ed in molte altre città, succhiano
il sangue della comunità.
Essi brutalizzano le persone, le riempiono di droghe;
e noi paghiamo con le tasse queste loro imprese. La
mancanza di una forza del genere è responsabile
della persecuzione di Dhoruba, di Ramona e di molti
altri.
E' ora di cambiare e di creare un nuovo domani.
Ancora guerra
per i poveri
(scritto il 13/08/1996)
<<Il grande sviluppo della società americana ha creato un nuovo modo di ignorare la povertà. I poveri sono in aumento e vengono rimossi dalla reale esperienza e dalla coscienza della nazione>>
Michael Harrington,
L'altra America:
la povertà negli USA, 1962
Con un'azione tanto agghiacciante quanto quella dei
malthusiani, il Presidente democratico degli Stati
Uniti, Bill "Buba" Clinton, ha sottoscritto
una cosiddetta Riforma (leggi: Distruzione) del Welfare.
Soglia che nemmeno Reagan e Bush, nei loro momenti
migliori, sarebbero riusciti a oltrepassare.
Con questo solo atto, legando il suo nome a questa oscenità
legislativa, "l'Uomo della Speranza", per
continuare a posare il culo sulla poltrona presidenziale,
ha distrutto le speranze di milioni di poveri.
In questa epoca di capitalismo trionfante, essere "povero"
è sinonimo di un'esistenza "colpevole";
proprio ironico per un presidente che strombazza le
sue povere origini dell'Arkansas come una specie di
New Age Lincolniana.
Mascherati dalle parole: "aiutare i poveri",
i Democratici, in combutta con i loro Bruderbund nel
Partito Repubblicano, hanno sacrificato sull'altare
infuocato dell'ambizione politica i poveri: uomini,
donne e bambini.
Lo scozzese Sir James G. Frazer, antropologo e dotto
religioso, nel suo classico The Golden Bough (pubblicato
nel 1890) scrisse degli antichi sacrifici: <<Quando
i Cartaginesi vennero sconfitti ed erano assediati
da Agatocle, ascrissero le proprie sventure all'ira
di Seal; giacchè mentre nei primi tempi gli
avevano sacrificato i loro stessi bambini, essi recentemente
avevano preso l'abitudine di comprare bambini e allevarli
per farne delle vittime sacrificali. Così, per
appagare la fame del Dio, duecento bambini delle famiglie
più nobili furono scelti per il sacrificio...
Essi vennero sacrificati ponendoli, uno ad uno, sulle
mani inclinate dell'idolo di bronzo dalle quali rotolavano
in un abisso di fuoco.>> (p. 236).
Io vi dico: quale nobile sacrificio fu questo! Sacrifici
come questi nell'antichità accadevano per una
falsa conoscenza e per la credenza che un simile atto
avrebbe dissipato un caos peggiore da parte di un Dio
vendicativo.
Perchè oggi tra noi sono i poveri ad essere sacrificati?
Per far quadrare un bilancio nazionale? Difficile.
Meno del 2% del bilancio nazionale è destinato
al Welfare, perciò non andrà in rovina
per la sua pressione.
Perchè? Ricordi quando le cronache fecero risaltare
una crescita dei livelli di occupazione e le notizie
provocarono un crollo per panico a Wall Street? Delle
buone notizie per la maggior parte di noi hanno causato
un mare di facce incazzate sui mercati finanziari,
e sono questi mercati il centro di potere del capitale:
quello che detta le azioni dei politicanti inclusa
l'abolizione della rete di sicurezza sociale che è
il welfare.
Quando milioni di persone soffrono la fame, i lavoratori
sono debitamente sottomessi ad una muta acquiescenza
per la paura di perdere quel poco che hanno.
La paura crea una forza lavoro docile che quando è
affrontata volta le spalle e neppure si lagna.
Grande povertà = capitalismo trionfante.
Dichiarazione
per il 25o anniversario
della rivolta di Attica
(scritto il 11/9/96)
Ona Move!
Noi ricordiamo Attica.
Da giovane giornalista rivoluzionario uscito dalla casa/uffici
del giornale radicale "Babylon", io e altre
Pantere abbiamo fissato lo schermo della TV fino a
che l'incubo di sangue di Attica non fu spiegato.
Gli elicotteri volteggianti, i colpi spacca-ossa sparati
dalle mura, la pioggia di sangue, i lacrimogeni e l'ira
che spazzavano il cortile, l'omicidio di prigionieri
e guardie compiuto dallo stato assetato di sangue,
il freddo e assassino interesse di Nelson Rockefeller,
si sono impresse nella nostra memoria e indurite nelle
nostre coscienze.
Ricordare Attica è ricordare il massacro benedetto
dai colpi del martello di un giudice decenni dopo ha
trasformato l'osceno in legale. Ricordare Attica è
ricordare come i crimini dello stato vengono trasformati
in non-crimini della legge vuota. Ogni prigione in
America è stata schizzata dal bagno di sangue
di Attica.
E' l'incubo che ha rivelato la vera faccia dell'America
alla luce del giorno del salotto. Lo stesso governo
che ha deciso il massacro di Attica ha dato l'ok a
un successivo massacro il 1' maggio a Philadelphia,
e da quotidianamente l'ok a tanti piccoli omicidi dei
suoi cosddetti cittadini nelle camere della morte o
nelle sue strade sudice.
Ricordare Attica è ricordare che i veri criminali
non vestivano blu prigione o a strisce. Essi indossavano
vestiti da uomo, cravatte, e elmetti, e hanno commesso
uno degli omicidi di massa più agghiaccianti
nella memoria.
Noi ricordiamo e non dimenticheremo mai.
Ona Move!
Lunga vita a John Africa!