Repressione - Roma: senza casa nessuna pace!

Nei prossimi anni Roma sarà palcoscenico di una serie di eventi che vedranno l'arrivo di una serie di finanziamenti e di milioni di persone tra turisti e pellegrini.
Per il giubileo si doveva intendere un anno santo, in cui il cattolico poteva ricevere l'indulgenza plenaria a patto di recarsi a Roma e visitare le quattro maggiori basiliche della "città santa". Il profitto accumulato con il primo giubileo (inventato nel 1300 da Papa Bonifacio VIII, al fine di uscire dalla crisi economica dello Stato della Chiesa) fu di proporzioni enormi, tanto che il Giubileo venne fissato, in un primo momento ogni cinquant'anni, successivamente ogni venticinque.
Questa volta, le forze in campo per accaparrarsi i profitti non sono circoscritte al Vaticano, ma vedono in prima fila l'ateo Rutelli con la sua progressista Giunta, e i poco spirituali padroni della Confindustria con i loro vecchi e nuovi palazzinari.
A questo si aggiungo le probabili olimpiadi del 2004 (in questo periodo è prevista la visita della commissione che deciderà la città), e una serie di vecchi e nuovi progetti come SDO, Roma Capitale, terza università.
Ma cosa succederà in concreto all'assetto urbanistico della nostra città?
Innanzitutto il centro.
Smetterà di essere un settore della città in cui la gente vive e lavora per diventare la vetrina di una città in procinto di entrare in Europa.
Il progetto dello S.D.O., dopo decenni in cui tutto è rimasto fermo, verrà attuato nelle sue linee essenziali (chiaramente rimodellati in vista del Giubileo e delle probabili olimpiadi).
Tale progetto prevede lo spostamento delle sedi dei ministeri e con esso la "forzata migrazione" per migliaia di impiegati che in questi lavorano, e soprattutto una vera e propria deportazione verso l'estrema periferia della città per tutte quelle persone che abitano lì dove lo SDO andrà a costruire (sono circa 6000 gli sfratti che verranno eseguiti a Roma, di cui 1000 solo nella zona di Tor Pignattara e Quadraro).
In questi quattro anni che ci separano dal Giubileo sarà completata l'espulsione del proletariato romano dal centro e dalla vecchia 'periferia' attraverso l'aumento stratosferico dei prezzi d'affitto degli appartamenti, l'allontanamento dei luoghi di lavoro e lo smantellamento di una serie di quartieri popolari.
Tutto questo porterà alla distruzione di un tessuto sociale costruito negli anni sui territori (nelle mille contraddizioni di questa metropoli), attraverso la precarietà abitativa e lavorativa.
La condizione giovanile nel 1.9.9.6. risulta colpita dalla precarietà, dall'instabilità e dalla mancanza di garanzie e prospettive per il futuro.
Repressione e selezione sono le caratteristiche principali delle istituzioni scuola e università (per chi le frequenta, e sono sempre di meno) finalizzate a inquadrare i giovani in un contesto lavorativo estremamente disagiato, in cui lo sfruttamento diventa il compromesso necessario per poter sopravvivere.
Le alternative in questo senso sono poche: lavoro nero, sottopagato e non garantito, contratti di formazione lavoro, a termine, stagionali, etc..
Tutti egualmente sottopagati, garantiti solo a parole, di fatto precari ne più ne meno dei lavori non in regola.
Disoccupati o no è sempre impossibile un'esistenza dignitosa all'interno di una società che sotto ogni punto di vista risulta marcia e lanciata all'arrivismo e all'individualismo, tipici dell'economia capitalistica.
Da ciò emerge enormemente la difficoltà della/del giovane precario o disoccupato a soddisfare i bisogni primari, tra i quali fondamentale quello alla casa, oltre tutto in mancanza di un reddito.
Per aver diritto alla casa popolare, bisogna costituire un nucleo familiare, e ciò accresce il disagio di chi vuole avere "un tetto" indipendentemente dalle sue scelte di vita e sessuali.
A questo punto individuiamo l'occupazione giovanile non solo come risposta al bisogno di casa ma anche come strumento di lotta e di presenza nel territorio; come risposta alle mire pacificatorie e normalizzanti che padroni e centro sinistra vogliono imporre.

Lotte sociali e movimento
L'avvento del centro sinistra ha significato la perpetuazione, in continuità con gli altri governi, delle sciagurate politiche economiche neo liberiste, fate di privatizzazione ed attacchi alle condizioni di vita di milioni di persone, rendendo il rilancio delle lotte sociali un obbiettivo irrinunciabile per il movimento antagonista.
Il nuovo clima di pacificazione sociale, creato dalla nuova compagine governativa, in tutte le ramificazioni dello stato, hanno fatto del "conflitto" inteso come momento di rivendicazione dei propri diritti/bisogni, una prospettiva minoritaria.
L'elargizione di regali e promesse elettoralistiche poco convincenti sembra aver portato una parte del movimento a riconoscere l'ineluttabilità del modello di produzione capitalistico, scegliendo di fatto, l'internità o il "dialogo" con le forze istituzionali.
Il quadro locale romano si complica con i progetti antipopolari che si abbatteranno sulla città nei prossimi anni: piani di 'riqualificazione' delle periferie, giubileo, alta velocità, olimpiadi, che impongono alla realtà romana un processo di pacificazione forzato.
Se da una parte per chi si adegua vi sono le briciole dello sperpero della montagna di danaro pubblico, per chi continua a rivendicare una alterità all'ordine di cose presenti, vi sono solo arresti, sgomberi e denuncie.
Noi, come ex occupanti di via degli Angeli, abbiamo sperimentato la differenza che intercorre tra occupazioni filo istituzionali ed occupazioni volte alla riacquisizione ed alla rivendicazione del diritto alla casa per tutti e tutte, siano singoli o famiglie, prescindendo dalle scelte sessuali di ognuno, ognuna, in conflitto con i responsabili a tutti i livelli delle sciagurate politiche economiche.
Il giorno dello sgombero, lunedì 9 settembre, gli/le okkupanti di via degli Angeli sono stati affrontati da una squadraccia di vigili urbani, che armati di manganelli, fruste (come quelle dell'esercito israeliano) e pistole ne arrestavano tre.
Il giorno 10 settembre gli occupanti recatisi in circoscrizione per richiedere una ferma presa di posizione contro l'azione squadrista e per il rilascio dei tre, hanno dovuto subire ingiurie e calunnie dal presidente (Pds) Enzo Puro, provocando negli occupanti una forte reazione di rabbia, non premeditata, né prevista, ma certamente comprensibile.
A seguito dei fatti della VI circoscrizione il giorno 22 ottobre su mandato del PM Jonta, Digos e Ps hanno tratto in arresto, alle 6,30 nelle proprie abitazioni, tre compagni, mentre una compagna risulta latitante. Dal 26 ottobre i compagni sono agli arresti domiciliari.
Il dato che emerge dalla nostra esperienza è che le lotte sociali volte alla riacquisizione dei bisogni e diritti negati, subiranno da qui al futuro un inasprimento repressivo.
I tanto decantati poliziotti di quartiere, del programma elettorale dell'ulivo (che dovrebbero avere un ruolo di controllo e repressione diretta e immediata nel territorio), si stanno istituendo attraverso la trasformazione in corpo armato della polizia municipale, il pizzardone detestato e beffeggiato sta mutando sotto i colpi del sindacato fascista dell'Ospol, e della volontà politica del governo Comunale, divenendo di fatto la nuova figura di 'sceriffo di quartiere'.
Sorge d'obbligo la domanda su 'che fare' per aprire contraddizioni in questa fase politica, senza essere spazzati via dalla repressione.
Una considerazione d'obbligo riguarda l'impossibilità di sostenere lotte che abbiano una portata cittadina (o nazionale) senza una qualsiasi forma organizzativa che costruisca almeno su alcune battaglie (casa, lavoro, reddito, etc.) una azione coordinata nei territori, scuole, posti di lavoro.
Le occupazioni giovanili, per come noi le intendiamo, non potranno esistere a Roma senza l'assunzione di questa battaglia come una istanza di lotta cittadina, e quindi come assunzione di questo obiettivo da parte delle varie componenti del movimento antagonista, attraverso una azione comune.
Solo attraverso una ripresa del lavoro di propaganda nei rispettivi luoghi d'intervento, ed al coordinamento delle strutture in lotta, è possibile rilanciare battaglie di riappropriazione come la casa ai/alle giovani, altrimenti non realizzabili.

Libertà per i compagni
e le compagne arrestate.
Nessuna repressione
fermerà le nostre lotte.

Gli/le ex occupanti
di via degli Angeli 140
Comitato di lotta Quadraro