Bilbo, Bizkaia (Paesi Baschi del Sud) - 10 settembre 1996.
Venti prigionieri politici Baschi detenuti nelle galere
in Francia e Spagna hanno iniziato uno sciopero della
fame ad oltranza per richiedere il rispetto dei loro
diritti e per essere raggruppati in prigioni nei Paesi
Baschi confinanti con Francia e Spagna.
I prigionieri hanno inviato una lettere all'amministratore
del sistema penitenziario spagnolo domandandogli l'immediato
trasferimento in carceri nel loro paese, il Paese Basco.
I venti prigionieri politici Baschi in sciopero della
fame ad oltranza sono: Oskar Bizkai, Onintze Gutierrez,
Maritxu
Uzkudum, Josune Onaindia, Miren Karmele Orbistondo,
Alberto Plazaola, Josetxo Portu, Felix Alberto Lopez
de la Calle, Txema Olabarrieta, Jokin Zubieta, Francisco
Javier Garmendia, Joseba Oleaga, Oscar Garre, Lurdes
Txurruka, Txema Malillos, Asier Etxeberria, Peio Iriondo,
Bautista Barandaia, Jose Maria Fernandez, and Unai
Erkis.
Due mesi fa, il collettivo di prigionieri politici Baschi
ha reso pubblico un comunicato che chiedeva colloqui
con il governo, e includeva i nomi dei prigionieri
eletti a loro interlocutori per tenere i colloqui con
i funzionari spagnoli delle prigioni in merito alla
fine della politica di dispersione, alle violazioni
dei diritti umani, che comprendono i pestaggi durante
i trasferimenti di prigione in prigione, al rilascio
dei prigionieri con malattie critiche o irreversibili,
e al loro raggruppamento nelle prigioni Basche.
Il governo spagnolo ha respinto le richieste di colloqui
dei prigionieri.
Le notizie sullo sciopero della fame ad oltranza è
arrivata quando il ministro degli interni spagnolo,
Haime Mayor Oreja, ha reso pubblico il rifiuto del
governo di raggruppare i prigionieri politici Baschi
nelle prigioni in territorio basco, definendolo "senza
senso".
Invece che fare questo il governo spagnolo applicherà
un "trattamento indivualizzato" al prigioniero
che rinuncia alla lotta armata e accetta di partecipare
alle "attività di riabilitazione",
ha dichiarato il ministro...
Ha poi aggiunto che "la sincerità e la forza
di un progetto coune tra Baschi e Spagnoli è
la chiave per finirla con ETA" sostenendo che
"la fine della violenza nei Paesi Baschi e in
Spagna è nell emani dei democratici e dipende
dalla fiducia reciproca".
Frattanto nel Nord dei Paesi Baschi un giovane gruppo
a favore dell'indipendenza basca, "Gazte Armatuak
Independetziaren Alde" (GAIA), ha rivendicato
il sabotaggio di due macchine della polizia in Hendaia
con una nota spedita al giornale basco Egin l'8 settembre.
Nella nota, GAIA denuncia l'"espulsione, la dispersione,
le condizioni di vita in carcere, e il che trattamento
dei malati che i prigionieri politici baschi, e i rifugiati,
devono sopportare dentro e fuori l'Euskal Herria.
La nota si riferisce alla recente espulsione di un prigioniero
politico, Simone Odriozola, dalla Francia e alla "implicazione
della polizia francese nella repressione nei Paesi
Baschi".