Quelli che seguono sono alcuni dei testi inviati dagli organizzatori della campagna per la liberazione dei prigionieri delle CCC, e cioè la lettera di presentazione e una breve dichiarazione.
Cari (e) amici, amiche e compagni,
la nostra associazione ha lanciato, il 1 maggio 1996,
una campagna pubblica per la liberazione di Pascale
Vandergeerde, Didier Chevolet, Bertrand Sassoye e Pierre
Carette, prigioniera e prigionieri delle C.C.C.
Troverete allegato a questa lettera, un campionario
di materiale diffuso nel quadro di questa campagna.
Noi mettiamo a vostra disposizione quote più
consistenti di questi opuscoli, come pure manifesti
stampati due carte differenti (per attacchinaggio e
per la vendita di solidarietà).
Noi speriamo che la solidarietà internazionale
verso i prigionieri (e) si manifesterà in modo
tale da contribuire effettivamente alla loro liberazione.
Per questo vi domandiamo di assicurare l'informazione
più larga possibile sulla situazione dei prigionieri/e
e della campagna per la loro liberazione.
Chiediamo anche, alle associazioni sorelle e a tutti
i gruppi e le persone solidali, di manifestare con
striscioni che rivendicano la liberazione dei prigionieri/e
davanti alle ambasciate, ai consolati o ad altre sedi
rappresentative dei consolati belgi all'estero, un
giorno a scelta della prima settimana di novembre.
Perché queste iniziative si inseriscano in modo
efficace nella campagna chiediamo agli organizzatori
di dargli una grande risonanza e di inviarci un resoconto
e/o una foto (con le precauzioni d'uso...) delle iniziative
realizzate.
La nostra associazione è naturalmente a vostra
disposizione per le più ampie spiegazioni e
informazioni concernenti la situazione dei prigionieri/e
e l'organizzazione della campagna per la loro liberazione.
I prigionieri/e stessi non mancano mai di rispondere
alla posta a loro indirizzata.
Sappiamo di poter contare sulla solidarietà internazionale
e speriamo che questa mobilitazione diventi l'occasione
per stringere, ristringere o di rinforzare i legami
tra le forze che sostengono i prigionieri rivoluzionari.
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Il 16 dicembre 1985 quattro militanti delle Cellule
Comuniste Combattenti, Pascale Vandergeerde, Didier
Chevolet, Bertrand Sassoye e Pierre Carette furono
arrestati. Nell'ottobre 1988 sono stati condannati
ai lavori forzati a vita.
Oggi hanno compiuto il loro decimo anno di prigione.
Perciò, secondo la legge Lejeune, sono attualmente
liberabili.
Senza per altro prendere posizione in un senso o nell'altro
di fronte agli atti e alle idee di questi quattro prigionieri
comunisti, i firmatari di questo appello constatano
che i fatti per i quali sono stati condannati sono
politici.
E' palese che questi fatti sono stati motivati non da
un'interesse egoista, ma, al contrario, da una certa
idea dell'interesse collettivo, e, più particolarmente,
dall'interesse per il mondo del lavoro.
Il processo l'ha dimostrato, come ha anche portato la
prova che i morti del 1 maggio 1985 erano totalmente
estranei alle intenzioni dei loro organizzatori.
L'esperienza dei 10 anni trascorsi (34 mesi d'isolamento
carcerario totale che fu interrotto solo da due lunghi
scioperi della fame, un processo spettacolare marcato
da numerose irregolarità, etc.) tende a mostrare
che il Ministero di Giustizia nel nostro Paese considera
praticamente il carattere politico - comunista - come
una circostanza aggravante, punibile in quanto tale.
Il nostro appello mira unicamente a mettere in guardia
contro la deriva antidemocratica che farà sì
che i prigionieri non siano più ali per i fatti
di cui sono accusati, ma per le loro opinioni.
Noi invitiamo dunque le autorità giudiziarie
a rispettare, nei confronti dei prigionieri comunisti,
gli usi della legge relativi alle liberazioni anticipate
o condizionali che vengono applicati a tutti gli altri
detenuti.
Associazione Parenti e Amici
dei Prigionieri Comunisti
Per contatti:
Association des Parents et Amis des Prisonniers Communistes
BP 6 - Saint-Gilles 1 - 1060 Bruxelles
Compte no 034-1827469-51