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L'ultimo grande attivista per i diritti umani, Malcom X (El Haji Malik El Shabazz) sostenne che c'è una sostanziale somiglianza fra i Democratici americani e i loro cugini sudisti, quelli di Dixieland.
Malcom spiegava che anche se gli uni (i Democratici) si comportano
come amici del Popolo Nero, mentre gli altri (i Dixiocratici) si
comportano come nemici odiosi, in realtà entrambi pensano solo
ai loro interessi e a difendere la supremazia politica e il potere
dei bianchi.
Per spiegare questo concetto, Malcom diceva che i bianchi "sono
galline che tornano comunque al loro pollaio", intendendo dire che
è ben difficile che in quest'epoca il Popolo nero possa
trovare dei veri amici tra i bianchi.
Le loro alleanze politiche cambiano con la stessa facilità con cui gira il vento e spesso i politici bianchi sono costretti a mostrare il loro minimo comune denominatore e a gettare a mare gli interessi dei loro alleati, i "cittadini" Neri, per far fronte ai deliri e alle paure degli elettori bianchi.
L'elezione, e la successiva rielezione di Bill "Bubba" Clinton, ha
segnato la ri-ascensione e la vittoria politica di un vecchio ceppo
della politica americana.
I dixiocratici sono rinati, più sofisticati, con modi quasi
urbani.
Questo nuovo dixiocratico non ha bisogno di urlare "negro" come
faceva suo padre. Usa invece parole in codice e parla con toni
misurati. Visita le chiese nere dove politici e congregazione possono
adorare un Gesù bianco, mentre continua ad infuriare la guerra
a bassa intensità contro i neri.
Può lanciare bombe sui bambini neri (come ha fatto Clinton a
Waco) o scagliare i suoi mastini di guerra contro i paesi del Terzo
Mondo mentre viene osannato dall'ultimo Cantante Nero.
Può pisciare sui poveri (come ha fatto Clinton con l'ultimo
progetto di legge sul Welfare) mentre la nuova classe media nera
giura fedeltà a una classe che i loro genitori non hanno mai
conosciuto e i "ricchi" applaudono la sua disciplina "selvaggia".
Questo nuovo dixiocratico è una persona che può
stare personalmente vicino ai Neri e, allo stesso tempo, sposare il
neo-liberismo che attacca gli interessi collettivi del Popolo
Nero.
Il neo-liberismo è dixieland con aggiunte un po' di buone
maniere.
E' la politica della supremazia bianca che può persino
utilizzare delle facce nere per posti di responsabilità,
perché non dimentica mai le sue radici di "viso pallido".
E' stato riportato che la percentuale dei votanti fra i Neri
è stata più bassa nelle ultime elezioni presidenziali
(solo il 49%), un fatto che riflette non tanto l'apatia dei neri
quanto la loro intelligenza dal momento che: "Per chi cavolo devo
votare?".
"Dove sta la differenza?".
Un solo candidato fra tutti ha grugnito qualcosa nella direzione
degli elettori neri, mentre tutti gli altri si sono limitati ad
ignorarli.
Stiamo assistendo al consolidamento del potere politico dei
bianchi, da "destra" e da "sinistra", a tutto danno degli interessi
collettivi del popolo nero.
Stiamo assistendo all'ascesa del Neo-Dixiocratico.
2 marzo 1997
Mumia Abu Jamal
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"L'applicazione estremamente rigida delle leggi spesso genera estreme ingiustizie"
Terenzio, drammaturgo Romano (circa 190 - 159 aC)
Mentre sto scrivendo, l'ambasciata giapponese a Lima è
sempre occupata, e la situazione si modifica giorno dopo giorno.
Forse quando leggerai questo articolo sarà già tutto
finito.
Il tempo ce lo dirà.
Anche se molti di noi hanno letto pagine e pagine sulla crisi in
Perù, a molti non è familiare il nome del gruppo che ha
compiuto l'azione, il movimento Tupac Amaru, o al massimo ricorda il
defunto talento rapper e attore afro americano Tupac Shakur, che ha
avuto questo nome in memoria del ribelle anticoloniale indio Tupac
Amaru.
Siamo stati rassicurati dal Blablabla quotidiano della stampa, che i
ribelli che hanno preso gli ostaggi sono "terroristi" che stanno
combattendo contro la "più che legale autorità del
governo".
Ed è questo che vogliono che voi pensiate.
Che cosa avete letto del Movimento Tupac Amaru?
Molto poco, ci scommetto.
In un intervista con il periodico tedesco "Junge Welt" un
rappresentante del gruppo, conosciuto come MRTA, l'acronimo spagnolo
per Movimiento Revolucionario de Tupac Amaru, Norma Velazco, ci da le
reali ragioni dell'azione
(intervista tradotta in inglese dal giornale radicale canadese Arm
The Spirit)
D:- Quali sono gli obiettivi dell'occupazione dell'ambasciata?
R:- In una situazione di violenza e crescente repressione,
esercitate dalle autorità peruviane contro i prigionieri
politici, l'azione militare dell'MRTA ha due obiettivi:
1. il rilascio dei prigionieri dell'MRTA e di chi è stato
erroneamente accusato dal governo di essere militante dell'MRTA
2. portare avanti un'azione contro la politica neoliberista messa in
atto dal regime peruviano.
D:- Perché l'MRTA, prendendo come ostaggi dei diplomatici stranieri, cerca un confronto internazionale?
R:- L'MRTA vuole un confronto con la comunità
internazionale e rispetta l'immunità dei suoi rappresentanti.
Ma non rilasceremo questi diplomatici, perché solo così
potremo evitare un inutile bagno di sangue e cercare invece di
raggiungere una soluzione politica.
L'MRTA, nell'autunno del 1995, aveva progettato l'occupazione
dell'edificio del Parlamento peruviano a Lima. Questa azione non fu
realizzabile perché il commando fu scoperto immediatamente
prima dell'azione.
D:- In generale si può dire che la guerriglia nell'America Latina è finita. Anche l'MRTA vuole cessare la lotta armata?
R:- Noi rispettiamo le decisioni della guerriglia in El Salvador e in Guatemala di porre termine alla lotta armata e, anche se siamo critici rispetto alle loro decisioni, pensiamo che essi conoscano meglio di noi la situazione nei loro paesi. I militanti dell'MRTA, comunque, rifiutano categoricamente colloqui di pace con il governo. Questa è l'opinione della base e anche della dirigenza dell'MRTA; la lotta rivoluzionaria per una trasformazione sociale è ancora uno strumento indispensabile.
D:- Perché indispensabile?
R:- In seguito al declino del movimento popolare negli ultimi
anni, il nostro compito attuale è quello di creare una
coscienza rivoluzionaria.
La riorganizzazione delle organizzazioni popolari sarà
possibile grazie al contributo delle organizzazioni armate, vere e
proprie spine nel fianco del governo.
Il governo deve rendersi conto che l'MRTA esiste ancora e che,
nonostante quello che dice la propaganda governativa, non è
stato distrutto.
Nella sua guerra l'MRTA ha inflitto più perdite all'esercito
peruviano di quanto non abbia fatto il governo dell'Ecuador [nella
recente guerra tra i due Paesi - ndt.].
Negli ultimi tre anni sono stati distrutti due caserme e quattro
elicotteri dell'esercito, anche se gli organi di stampa e il governo
peruviano non hanno mai confermato queste azioni militari.
Ma ora non possono ignorare l'occupazione dell'ambasciata.
D:- Quest'ultima azione è focalizzata sui prigionieri politici. Qual è la loro situazione attuale in Perù?
R:- Dopo la presa del potere di Fujimori nel 1992, in Perù
si è instaurata una dittatura civile e militare. Sono state
promulgate leggi speciali contro le organizzazioni di sinistra
fornendo alla polizia, all'esercito e ai tribunali tutti i possibili
strumenti di repressione.
Ci sono migliaia di prigionieri politici in Perù.
Appartengono a gruppi di agricoltori, studenti, donne, sindacati...
La maggioranza di questi prigionieri, sia uomini che donne, hanno
rifiutato le offerte di amnistia.
Sono soggetti a metodi speciali di tortura fisica e psicologica.
Ci sono dodici prigioni di massima sicurezza in Perù. Una di
queste è una base della Marina militare. La nostra compagna
Maria Cumpa è tenuta lì in totale isolamento e, a causa
della grande distanza con la sua famiglia, le è negato il
diritto alle visite, dal momento che, secondo le leggi
antiterrorismo, i prigionieri politici possono essere visitati solo
dai familiari.
Un'altra prigione si trova sulle Ande a un'altitudine di 4.000 metri,
dove il clima rende la vita molto difficile per i prigionieri. Il
vento soffia tra le sbarre e fa sempre freddo. Molti detenuti
soffrono di malattie respiratorie e di disturbi allo stomaco.
La gente arrestata [con le leggi antiterrorismo] viene processata in
24 ore senza diritto alla difesa.
I prigionieri devono vivere in totale isolamento per un intero
anno.
In seguito possono ricevere una visita di 30 minuti una volta al
mese, ma solo da parenti stretti.
Sono confinati nelle loro strette celle per tutto il tempo tranne
mezz'ora al giorno. Non hanno radio o TV.
Non possono ricevere nemmeno cure mediche.
Il cibo è davvero cattivo, molto spesso è andato a male
e le guardie vi aggiungono topi o scarafaggi.
Le condizioni di prigionia sono le stesse per gli uomini e le donne,
ma le donne, in più, devono subire violenze sessuali e
intimidazioni.
Anche l'acqua è scarsa nelle prigioni. I detenuti ricevono due
litri di acqua al giorno con cui lavarsi e bere.
Ora, perché non avete letto nulla di tutto questo sul Blablabla quotidiano della stampa? Solo con queste informazioni potrete capire i motivi dell'occupazione dell'ambasciata giapponese a Lima.
30 dicembre 1996
Mumia Abu Jamal
(Ringrazio "Junge Welt" e: Arm The Spirit P.O. Box 6326, Stn. A
Toronto, Ontario M5W 1P7 Canada)
Articolato pubblicato in: "MRTA solidarity page" all'indirizzo
http://burn.ucsd.edu/%7Eats/mrta.htm
Altri materiali in italiano sono reperibili sulla "M.R.T.A. homepage
di TM Crew" all'indirizzo
http://vivaldi.nexus.it/commerce/tmcrew/news/mrta.html
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[dal Derry Journal di Venerdì, 31 Gennaio, 1997 - supplemento "Bloody Sunday"]
Mumia Abu Jamal, giornalista americano di spicco e militante delle Pantere Nere, attualmente detenuto nel braccio della morte in Pennsylvania, ha inviato un messaggio di solidarietà alle famiglie dei martiri del Bloody Sunday.
Ex presidente dei giornalisti Neri di Philadelphia e speaker di
una radio della Pennsylvania, Mumia, condannato a morte per
l'uccisione di un poliziotto nel 1981, si è sempre dichiarato
innocente e sostiene che la persecuzione contro di lui è
motivata dalla sua appartenenza al Partito delle Pantere Nere.
Nella sua lettera ai familiari dei martiri del Bloody Sunday, Mumia
scrive:
"Mandiamo un forte abbraccio a chi lotta per la giustizia in
Irlanda, ricordando il 25° anniversario del Bloody Sunday.
La vostra lotta è la nostra lotta.
Voi non siete soli nella lotta contro il sistema che vi opprime come
popolo nativo.
Assieme a tutti quelli che resistono in ogni parte del globo,
domandiamo dignità e rispetto per tutti e non solo per
pochi.
Fintanto che durerà la vostra difficile lotta per la
democrazia e la giustizia contro il potere coloniale, avrete sempre
il nostro sostegno e la nostra solidarietà."
Altri gruppi e singoli cittadini nord americani hanno inviato messaggi di solidarietà. Tra questi ricordiamo: il "National Lawyers Guild", il "Irish Unity Committee", Sissy Farenthold (candidato alla presidenza dello Stato del Texas per il Partito Democratico), e la "Texas Coalition to Abolish the Death Penalty".
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Il Centro Sociale Auro e Marco di Roma ha tradotto dall'originale in inglese questo libro, che ripercorre con estrema semplicità la storia dei MOVE.
Il testo, corredato da fotografie documentali, racconta la storia di un gruppo di donne e di uomini rivoluzionari che hanno fatto delle loro vite "l'opera che si compie per libera scelta".
Parte del ricavato delle vendite del libro (8000 lire) andrà ai Move, ai quali il sistema repressivo americano impone di dover sostenere esorbitanti spese legali.
CSOA "Auro e Marco" Viale dei Caduti per la Guerra di Liberazione,
268 - Spinaceto 00128 Roma
Tel e Fax 06/5088565 e-mail
auroemar@ats.it