Linkblog

Uno degli usi principali che facciamo dei social (prima Twitter, oggi Mastodon) è quello di condividere link: non solo ai materiali che pubblichiamo noi, ma anche a risorse che troviamo in rete, in un’attività di ricerca disinteressata legata ai nostri interessi, in particolare la documentazione della memoria politica e underground.

Una copia dei nostri tweet, risalenti a prima che abbandonassimo la piattaforma nel 2024, è disponibile qui, mentre qui trovate una copia dei toot. Questi piccoli archivi ci sono spesso utili per ricordarci di cose che abbiamo trovato, e funzionano come una sorta di raccolta pubblica di segnalibri.

Cataloghi e dati bibliografici aperti

Torna oggi (11 settembre 2026) a Bologna FICEDL, l’incontro internazionale degli archivi libertari. È un evento a cui abbiamo già partecipato come ospiti nel 2016: allora avevamo presentato il nostro lavoro di digitalizzazione, a pochi anni dalla nascita del progetto.

Il programma di quest’anno è particolarmente interessante: archivi e collettivi internazionali avranno modo di presentare i loro lavori.

Tra le realtà che compongono FICEDL c’è RebAl, sotto la guida tecnica del collettivo bolognese BIDA. È un esperimento virtuoso di catalogo collettivo — anzi, dopo oltre dieci anni di attività è ormai un progetto consolidato.

L'archivio di Indymedia Italia

Nel 2021, in occasione del ventennale del G8 di Genova, venne reinstallata una copia del sito di Indymedia Italia. I fratelli di autistici.org ne fecero una copia d’archivio (webarchive), in un formato statico e facile da conservare.

Per una serie di problemi tecnici l’installazione non durò a lungo e venne spenta dopo poco tempo. La copia d’archivio si era però rivelata utilissima, e per tutti questi anni è rimasta disponibile su archive.autistici.org, la piattaforma di archivi web di autistici.

Oggi quella copia, grazie al supporto di autistici.org, torna pubblica sul dominio originale italy.indymedia.org e si arricchisce di un motore di ricerca che permette di cercare nel testo di quasi 300.000 articoli, e di una selezione di pubblicazioni che documentano la storia del progetto: tesi, libri, articoli di riviste e blog.

Che fare? (cit.)

Grafton9 va avanti, senza piani quinquennali e progetti a lungo termine. È un esperimento, iniziato nel 2013, che si muove all’intersezione tra collezionismo, archivistica dell’attivismo, hacking — inteso come studio e sperimentazione di pratiche e strumenti per il recupero e la conservazione digitale — e lotta al copyright per la libera circolazione della conoscenza.

In questi anni la principale attività è stata digitalizzare le nostre collezioni personali (preferiamo non chiamarle “private”: sottintende un possesso esclusivo) e andare alla ricerca di pubblicazioni rare, introvabili, e poco conosciute.
Contemporaneamente alla digitalizzazione e alla distribuzione libera sul web abbiamo cercato di animare delle conversazioni sui temi dell’editoria indipendente e delle sottoculture dei centri sociali, utilizzando sempre troppo poco questo blog, ma molto di più i social: Twitter per lunghi anni è stato un ambiente stimolante, oggi siamo esclusivamente su Mastodon.

In questi ultimi mesi abbiamo sperimentato qualcosa di diverso, e qui facciamo un riassunto.

Repertorio degli archivi digitali dei movimenti radicali

In questo momento storico di assoluta schizofrenia del web, tra contenuti sintetici, falsi o di scarso valore informativo e di puro intrattenimento, è necessario — come atto di resistenza — valorizzare i contenuti buoni del web: quelli curati a mano da persone e reti di relazioni tra persone, frutto di lavoro di ricerca e mantenimento. Gli archivi, appunto.

Spesso si scoprono in rete materiali e documenti bellissimi legati al nostro ambito di interesse, poco conosciuti e difficilmente reperibili, soprattutto ora che i motori di ricerca tradizionali sono sempre meno affidabili e precisi.

Movimento e comunicazione

L’Archivio Marco Pezzi di Bologna, che conserva una parte dell’archivio e delle memorie del compianto Valerio Evangelisti, ha realizzato questa pagina con le digitalizzazioni dei primi numeri della rivista Carmilla. Alcune di queste scansioni erano state fatte da noi alcuni fa anni, altre sono state fatte recentemente dal Pezzi.

Risfogliando quei numeri abbiamo ritrovato questo articolo del 2004, Movimento e comunicazione, che a rileggerlo oggi, dopo il disastro dell’esperienza dei social media mainstream, continua a suscitare le stesse domande e sembra più che mai attuale.

Goodbye Social*

Tanti anni fa ci eravamo proposti di curare questo blog, usavamo esclusivamente Twitter per comunicare e avvertivamo l’esigenza di un posto dove avere discussioni più lunghe e articolate. Ci eravamo dati l’obiettivo di un unico post al mese, dove raccogliere una sintesi di quello che pubblicavamo su Twitter e arricchirla con nuovi collegamenti al web.

L’esperimento non durò a lungo, dopo soli 3 post abbandonammo l’idea. Scrivere richiede tempo e spesso fatica, e un blog a differenza di un social è meno estemporaneo e richiede maggiore cura ai dettagli. Diciamo la verità, Twitter era comodo, si poteva usare con poco sforzo, e la comunità dei primi anni era vibrante e stimolante; mantenere un blog richiede un minimo di impegno tecnico (a meno di non delegare a qualche piattaforma esterna tutta la gestione), richiede una cura dell’interfaccia, e i contenuti non sono fatti per il botta e risposta (ma non necessariamente).

Però oggi Twitter/X non è più un posto interessante, le ragioni sono evidenti e non c’è bisogno di elencarle. È arrivato il momento di salutare e andare via.

03

Dopo una lunga pausa estiva riprendiamo con un post breve di notizie varie scovate in rete. E visto che tra qualche mese saranno 5 anni dal momento in cui abbiamo iniziato questo esperimento di archivio, è tempo di fare qualche riflessione sul futuro.

02

Il secondo post del nostro blog: in questo numero il nuovo libro digitalizzato “I motori di ricerca nel caos della rete”, qualche rimando storico ai motori di ricerca, le pubblicazioni del Link Project di via Fioravanti, ed il benvenuto al nuovo archivio UAU - Ambigua Utopia.

01

Fino ad oggi abbiamo usato come unico canale di comunicazione twitter. Continueremo ad usarlo, ma sentiamo il bisogno di qualcosa di più stabile dove raccontare in maniera articolata quello che facciamo: la timeline cronologica di twitter è limitante, i tweet circolano per un periodo di tempo troppo breve.
Ci vogliamo provare inaugurando questo blog: un solo post al mese vi racconterà quello che abbiamo fatto e quello che abbiamo scoperto in rete.