Che fare? (cit.)

Grafton9 va avanti, senza piani quinquennali e progetti a lungo termine. È un esperimento, iniziato nel 2013, che si muove all’intersezione tra collezionismo, archivistica dell’attivismo, hacking — inteso come studio e sperimentazione di pratiche e strumenti per il recupero e la conservazione digitale — e lotta al copyright per la libera circolazione della conoscenza.

In questi anni la principale attività è stata digitalizzare le nostre collezioni personali (preferiamo non chiamarle “private”: sottintende un possesso esclusivo) e andare alla ricerca di pubblicazioni rare, introvabili, e poco conosciute.
Contemporaneamente alla digitalizzazione e alla distribuzione libera sul web abbiamo cercato di animare delle conversazioni sui temi dell’editoria indipendente e delle sottoculture dei centri sociali, utilizzando sempre troppo poco questo blog, ma molto di più i social: Twitter per lunghi anni è stato un ambiente stimolante, oggi siamo esclusivamente su Mastodon.

In questi ultimi mesi abbiamo sperimentato qualcosa di diverso, e qui facciamo un riassunto.

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Il secondo post del nostro blog: in questo numero il nuovo libro digitalizzato “I motori di ricerca nel caos della rete”, qualche rimando storico ai motori di ricerca, le pubblicazioni del Link Project di via Fioravanti, ed il benvenuto al nuovo archivio UAU - Ambigua Utopia.