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Ipotesi di causa dell'incidente (2)



OSSERVAZIONI DEI CONSULENTI DI PARTE CIVILE SULLA PERIZIA TECNICA DEL 1994 ED ALTRO.

Ipotesi di causa dell'incidente.

Cenni sul funzionamento dei missili Aria-Aria.

Disegno di riferimento : Nessuno

In perizia tecnica l'ipotesi di abbattimento mediante missile viene descritta soprattutto nella parte che riguarda l'esposizione e la critica al lavoro del prof. Sewell.

Mr. Sewell, esperto nel settore missilistico, in un suo lavoro redatto per incarico dell'associazione familiari delle vittime, aveva concluso che il DC9 Itavia è stato abbattuto da due missili.

Nelle fig. IX 25a e IX 25b si evidenziano le traiettorie dei missili 1 e 2 secondo il prof. Sewell. Si può notare che entrambi i missili sono diretti in senso contrario al moto del velivolo DC9 con angoli di impatto accentuati rispetto alla direzione di volo.

In pratica venivano dal settore anteriore.

Quindi si tratta evidentemente di missili che giungevano con le modalità descritte in cap. ust12 punto A) Punto futuro.

Si sarebbe dovuto tenere conto che nel 1980 erano ancora in servizio armi con i diversi sistemi di puntamento e che quindi potevano arrivare sul bersaglio sia dal settore anteriore che da quello posteriore.

Quindi ipotizzare le sole traiettorie indicate dal prof. Sewell, e cercare i danni sulla base di quelle traiettorie, significa non tenere in conto tutte le possibilità esistenti.

Il CP critica le argomentazioni del prof Sewell escludendo che il DC9 sia stato colpito da missili e cercando i danni prodotti secondo uno schema di impatto prefissato, come se fosse l'unico possibile :

Vol IV parte IX cap. 2.7.2 Esame della parte posteriore del relitto.

" I casi considerati sono relativi al caso di missile in avvicinamento su rotta di 30° rispetto al DC9 con detonazione della testa a diversi valori di distanza e su rotta variabile sino a 180° con detonazione a distanza costante."

Il CP, che avrebbe dovuto ricercare le caratteristiche dei missili in funzione della possibilità di riconoscere i danni sul relitto del DC9 Itavia, sembra che prenda in considerazione solo armi aventi un certo tipo di sistema di guida

La cosa non è di scarsa importanza. Infatti il tipo e la disposizione dei danni sul bersaglio saranno completamente diversi a seconda della direzione di arrivo dell'arma.

Forse sia il prof. Sewell sia il CP hanno ipotizzato che un eventuale traccia di un missile andasse cercata solo fra quelle tipiche lasciate dai missili più moderni, escludendo le armi più vecchiotte, in uso a forze armate meno avanzate tecnologicamente. Se così fosse non si comprenderebbe una scelta di questo tipo, che del resto, occorre far rilevare, è una costante nel caso Ustica quando si parla di missile. In genere infatti, in varie ipotesi che si sono sentite, si parla spesso di armi che erano, all'epoca, l'ultimo grido della tecnologia, escudendo quasi sempre (c'è infatti una autorevole eccezione da parte del Dott. Ugolini), che il danno possa essere stato causato da una arma a bassa tecnologia.

A parere deli firmatari tutta la parte investigativa circa la possibilità che l'aereo civile sia stato abbattuto da uno o più missili deve essere riconsiderata.

Ipotesi missile

Se si ipotizza che l'aereo è precipitato a causa dei danni causati dall'esplosione di uno o più missili lanciati contro di esso sarà necessario trovare le evidenze o le tracce di questi danni.

Non potremo certo criticare i sostenitori della ipotesi bomba a bordo e poi usare gli stessi concetti sia per contestare una tesi che per sostenere quella opposta.

Nel caso di missile dovremo poter riconoscere tre tipi di danni :

1) I danni causati dall'esplosione della testa di guerra contro o nelle immediate adiacenze del bersaglio .

2) I danni causati dalla rosata di schegge lanciate dalla testa di guerra sul bersaglio

3) I danni causati dalle parti del missile che vanno ad urtare contro il bersaglio

Si è detto da più parti, ed anche in "perizia tecnica" (vol. IV parte IX-12 Sistema di Guida) che i missili Aria Aria hanno scarse probabilità di colpire direttamente il bersaglio e per questo sono dotati di spolette di prossimità.

Questo vale se si dirigono contro un moderno caccia con alta manovrabilità, che possa vantare ratei di virata paragonabili con quelli del missile, e che ovviamente, o per tentare di fuggire o per altri motivi, sta manovrando.

Nel caso di un ignaro aereo civile si tratterebbe di una sorta di tiro ad un bersaglio fermo e per giunta grosso. A meno di ipotizzare un malfunzionamento dell'arma nel nostro caso il missile lo colpirebbe direttamente.

Se dovessimo accettare che i missili Aria-Aria in servizio nell'80 non fossero neanche capaci di colpire un bersaglio grosso e fermo come un DC9 ci si chiede quale efficienza avrebbero nei confronti di un agile caccia che tenta di sottrarsi all'offesa.

Secondo questo schema logico non dovrebbero servire a niente, e non risulta che sia così.

Sembra infatti, analizzando i dati relativi alle molte guerre che si sono combattute negli ultimi decenni, che gli aerei militari si abbattano reciprocamente, e con una certa efficienza.

Come si vede i danni causati da un missile devono essere evidenti almeno quanto quelli causati da un ordigno che esplode a bordo, forse anche di più.

Sarà proprio la presenza di questi e l'assenza di quelli, o viceversa, a permettere di determinare la causa dell'evento disastroso di cui stiamo indagando.

Inoltre se parliamo di missile dovremmo poter trovare traccia nella zona dell'incidente del mezzo che lo ha lanciato, perché è ovvio che non può venire dal nulla.

Sarà necessario, parlando di missile, definire almeno per le linee generali la tipologia di danni che ci si aspetta di trovare, a causa della diversità esistente fra i vari tipi di missili in uso fra le varie forze armate, diversità comprendenti i tipi di esplosivo, di testate, di dimensione, di velocità e di sistema di guida.

Parimenti importanti sono le piattaforme di lancio, cioè aerei da combattimento di diverse prestazioni sia aereodinamiche sia legate all'avionica di bordo.

Questo perché nelle moderne tecnologie militari ha poco senso parlare di missili, di aerei o di radar se non li si esamina nel loro complesso, denominato genericamente "Sistema d'arma".

Nel nostro caso partiremo dall'ipotesi più antica, dalla presenza di un UFO convergente con la rotta del DC9 Itavia, ipotizzando che il missile sia stato lanciato dall'UFO.

Si fà questo perché sembra ovvio dover valutare per prima questa ipotesi, perché è l'unica per la quale abbiamo dati da esaminare.

Non si esclude che possa essere esistito uno scenario diverso e più complesso, con la presenza di altri aerei in volo oltre all'UFO ed al DC9 Itavia, ma questo non esclude che si debba indagare sulla possibilità che il DC9 sia stato colpito proprio dall'UFO mostrato dal radar di Ciampino.

Breve descrizione in merito ai missili Aria-Aria.

Per missile si definisce un'arma in grado di portare volando una offesa contro un bersaglio, dotata di una capacità di manovra che permetta di variare la traiettoria durante il volo in modo autonomo od a seguito di comandi inviati da un sistema di controllo.

Tipi di missili : Sono Aria-Aria, Aria-Terra, Mare-Mare etc a seconda della specializzazione tecnologica studiata per un particolare teatro o scenario operativo.

Per la nostra indagine partiremo dai missili di tipo Aria-Aria, quelli cioè specializzati per essere lanciati da un aereo contro un altro aereo. La compatibilità dei danni che andremo a rilevare con altri tipi di missili sarà valutata in seguito.

Diversità fra i modelli di missili Aria-Aria.

Esistono notevoli diversità fra i modelli esistenti di missili pur specializzati al combattimento fra aerei.

Dette diversità definiscono le caratteristiche in relazione alle specifiche operative richieste all'arma in fase progettuale. Sistemi di guida, dimensioni, gittata, tipo di testa di guerra etc saranno relativi, oltre che al livello tecnologico di chi progetta anche al tipo di aereo che ci si propone di abbattere.

Se si deve difendere una portaerei dai missili da crociera nucleari sovietici AS4 Kitcen che pesano 5 tonnellate, volano ad oltre 3.000 Km orari ed hanno una testa di guerra di una decina di Kilotoni non si potrà progettare un'arma della classe del Sidewinder, che pesa in totale meno di 100 Kg , vola a 2.000 Km/h ed ha un raggio d'azione di una decina di Km.

Infatti è stato progettato lo AIM54 Phoenix, che pesa 400 Kg, vola a 5.000 Km/h ed ha un raggio d'azione di oltre 200 Km.

Parimenti se si deve disporre di un'arma in grado di raggiungere un'agile caccia che può vantare un rateo di virata di 30°/sec non si potrà pensare di farlo con un missile da mezza tonnellata che vira a 10°/sec.

Quindi le prestazioni e le dimensioni di un missile sono in genere relative al tipo di bersaglio contro cui si vuole portare l'offesa.

Naturalmente nessuno impedisce che si tenti di ammazzare una zanzara con una cannonata o fermare la carica di un elefante con il DDT, ma è facile pensare che si sarà punti in un caso e travolti nell'altro.

Esaminando le tabelle circa le caratteristiche dei missili in esercizio nel 1980 potremo notare che possono essere divisi, in relazione al peso delle teste di guerra, in due distinte famiglie.

La prima comprende missili con testate di peso intorno ai 10 Kg, la seconda comprende missili con testate da circa 30 Kg in poi.

Nel primo caso avremo missili di peso totale intorno ai 100 Kg, destinati al combattimento manovrato fra aerei da caccia, in gergo Dogfight. Quindi missili molto agili e manovrieri, in grado di seguire un caccia nelle più estreme evoluzioni, di peso tale da non penalizzare le prestazioni dell'aereo che li porta, di potenza sufficiente a garantire la distruzione di un aereo di non eccessiva dimensione e resistenza.

Poiché la capacità manovriera dei moderni caccia è comunque elevata e comunque paragonabile con quella dei missili di questa classe, esiste la reale possibilità che l'arma non riesca a colpire in pieno il suo bersaglio. Quindi i missili sono sempre dotati di spolette di prossimità e di testate molto sofisticate che scagliano un gran numero di schegge ad altissima velocità, fidando che qualcuna di queste vada ad intercettare un componente vitale del bersaglio, che è caratterizzato da una alta densità di componenti vitali.

Il concetto di "densità di componenti vitali" si associa bene ad un aereo da caccia che in dimensioni ristrette (qualche decina di metri) contiene tutta una serie di componenti ed impianti ognuno dei quali è necessario per la vita dell'aereo stesso. Basti dire che in un monomotore una sola scheggia che penetrasse fra le palette della turbina causerebbe quasi certamente la perdita dell'aereo.

Nel secondo caso, per i missili dotati di testate da 30 Kg in poi, avremo sempre testate a frammentazione, ma potenze maggiori in relazione alla dimensione dei bersagli (in genere bombardieri) che devono contrastare.

È meno importante l'agilità, in quanto un bombardiere non può evoluire come un caccia, ma è più importante la potenza, che deve garantire di essere sufficiente a stroncare la struttura stessa del bersaglio.

Infatti il bersaglio bombardiere, per le sue stesse dimensioni che danno la possibilità di duplicare o triplicare i circuiti ed i componenti vitali, è caratterizzato da una densità di componenti vitali enormentente minore di quella di un caccia. Inoltre le parti vitali possono essere protette, stante il maggiore spazio disponibile e la minore importanza del fattore peso.

È importante la gittata perché si deve tentare di fermare un bombardiere più lontano possibile dai suoi bersagli, e per avere una seconda possibilità di attacco nel caso che il primo fallisse.

Insomma un caccia è una sintesi di agilità e velocità.

Un bombardiere è una sintesi di forza e invulnerabilità.

È ovvio che le armi dedicate all'uno o all'altro siano diverse. Quindi due classi di missili, una agile ed una potente.

Inoltre abbiamo due sistemi di guida, anch'essi rispondenti a scopi diversi.

Si tratta del sistema a Guida infrarossa IR e di quello a guida Radar Semiattiva (SARH, Semi Active Radar Homing) o attiva (ARH, Active radar Homing )

(Il sistema ARH sarà trattato in seguito perché risponde ad esigenze particolari. Si tratta del sistema dello AIM54 Phoenix e del recendissimo AIM120 Amraam)

Ambedue i sistemi hanno in comune lo scopo di fornire un sistema per guidare il missile sul suo bersaglio, con una differenza sostanziale dal punto di vista concettuale:

Il primo, IR, vede una radiazione elettromagnetica prodotta dal bersaglio.

Il secondo, SARH, vede una radiazione elettromagnetica prodotta dal lanciatore o da se stesso (nel caso ARH).

Ambedue i sistemi sono validi per lo scopo specifico, con delle differenze sostanziali che ne determinano ancora una volta la differente destinazione verso alcuni tipi di bersagli piuttosto che su altri, in relazione a limiti tecnologici e scenari operativi.

Sensori di guida per missili IR (infrarosso)

Si tratta di un sensore in grado di discriminare le fonti di calore. In pratica le differenze di temperatura.

Il calore è una radiazione elettromagnetica di lunghezza d'onda inversamente proporzionale alla temperatura. In un cielo a 30° sottozero lo scarico dei motori a 6/700° appare al sensore del missile come una lampadina accesa. Il missile si dirige verso il punto più caldo, cioè verso la zona di radiazione più corta.

Dai primi sensori degli anni 60, che possono essere definiti obsoleti, e che costringevano l'aereo attaccante a porsi in posizione di lancio posteriormente all'aggredito entro un cono di circa 60° avente per vertice il motore dell'avversario, si è passati ai più moderni sensori detti IR Avanzato che possono essere lanciati da quasi qualsiasi posizione reciproca fra attaccante ed aggredito. (Divergenza massima di circa 150°)

Da distanze di ingaggio inferiori ai due Km si è passati a distanze di ingaggio di circa 15 Km.

Da una facilità estrema di confusione del sensore (dovuta principalmente all'immagine del sole ed ai suoi riflessi su acqua od oggetti riflettenti, dovuta al fatto che il sole emette radiazioni su tutta la gamma delle lunghezza d'onda, dall'ultravioletto all'infrarosso lontano, o lungo)) si è passati ad una forte resistenza a questi fattori di disturbo, che comunque restano.

Infatti i sensori IR di tutti i tipi possono essere confusi a mezzo di artifizi pirotecnici detti "Flare" (tipo bengala) che bruciando creano una immagine termica più forte di quella del motore, oppure ne creano diverse fra le quali il sensore non è in grado di scegliere.

Il missile IR si definisce "lancia e dimentica", a significare che una volta lanciato non ha bisogno di alcun supporto dalla piattaforma di lancio. Insegue il bersaglio semplicemente mantenendo l'immagine termica al centro del suo campo visivo per successive correzioni dell'assetto, essendo dotato di un vero e proprio "occhio elettronico" che a differenza di quello umano lavora su lunghezze d'onda diverse.

Sensori di guida per missili SARH ( guida radar semiattiva).

Si tratta di un sensore che funziona sul principio del radar.

Una fonte emette radiazione elettromagnetica che viene in parte riflessa dal bersaglio.

Il sensore SARH è un ricevitore di quella radiazione riflessa ed anche in questo caso è come se davanti al missile si accendesse una lampadina.

È necessario che durante il volo del missile la piattaforma di lancio mantenga "illuminato" il bersaglio, cioè sia costretta a continuare a "puntarlo". Questa necessità comporta severe limitazioni in uno scenario bellico, perché espone la piattaforma ad essere attaccata a sua volta.

Anche i sensori SARH possono essere confusi da disturbi.

Ad esempio i primi tipi (anni 60 e 70) potevano essere facilmente confusi dagli echi riflessi dal terreno (clutter) e quindi il bersaglio non doveva essere a quota più bassa del lanciatore.

Poi si ebbero i primi radar con capacità "Look Down - Shoot Down" (vedo sotto-sparo sotto) che maturarono prestazioni sempre più sofisticate.

La capacità Look Down-Shoot Down dipende sia dalle caratteristiche del radar di bordo sia dalle caratteristiche del sensore del missile. Nel 1980 solo alcuni aerei erano dotati di radar con queste capacità, che comunque erano ad un livello tecnologico enormemente inferiore a quello attuale.

Il sensore SARH si inganna creando falsi oggetti in cielo che danno vita a falsi echi. Si usano ancora oggi le "Chaffs", le stesse striscioline sottili di alluminio che si usavano durante la seconda guerra mondiale.

I moderni aerei militari portano sempre un sistema di inganno per ambedue i tipi di sensori, detto "Chaffs end Flares", che funzionano egregiamente purché siano attivati a tempo.

Infatti abbiamo visto che la differenza sostanziale fra i due sistemi di guida IR e SARH è che nel primo caso l'energia elettromagnetica che guida il missile è prodotta dal bersaglio stesso, quindi il sistema di guida IR è totalmente passivo nel senso che non impone alcuna emissione elettromagnetica al velivolo lanciatore.

Nel caso del sistema SARH il lanciatore è obbligato a produrre l'emissione elettromagnetica che può essere rilevata dal bersaglio.

Tutti i moderni aerei militari (anche nell'80) sono dotati di avvisatore che averte il pilota di essere stato inquadrato da un radar e mettendolo così in condizione di poter sganciare i suoi Chaffs anche prima che il lancio sia avvenuto.

Nel caso della guida IR il lanciatore deve materialmente poter vedere il missile, cosa molto improbabilea farsi.

Questa facilità di porre in atto contromisure ha reso il missile a guida SARH poco efficiente dal punto di vista operativo. Un ulteriore limite è dato proprio dalla loro maggiore massa, che li rende meno agili.

Per descrivere la diversa l'efficienza dei due tipi di missile, IR e SARH, potremo rifarci a due guerre combattute ambedue nel 1982, quindi in epoca abbastanza vicina al disastro del DC9 Itavia, e dove i sistemi d'arma erano dello stesso grado di sofisticazione di quelli che eventualmente hanno agito nel cielo di Ustica.

Si tratta del conflitto Arabo-Israeliano connesso all'operazione "Pace in Galilea" dove si affrontarono le aviazioni Israeliana e Siriana e del conflitto detto "Guerra delle Falkland-Malvine" dove si affrontarono le aviazioni Inglese ed Argentina.

In medio oriente l'aviazione israeliana si trovò a fronteggiare attacchi di cacciabombarieri a quote medio basse che si dirigevano a difesa delle postazioni siriane nella valle della Beeka, in Libano.

Nelle Falkland l'aviazione inglese si trovò a fronteggiare attacchi di cacciabombardieri a quote medio-basse che dirigevano sulla flotta impegnata nell'attacco alle isole Falkland-Malvine.

Nei combattimenti aerei di "pace in Galilea" la percentuale di successo dei lanci di missili Sparrow (quindi a guida radar SARH) furono di circa il 9%. Vale a dire di 9 abbattimenti ogni 100 lanci.

Nella stessa guerra l'uso dei missili a guida IR Avanzata AIM9L Sidewinder consenti invece all'aviazione Israeliana notevoli successi : in pochi giorni vennero abbattuti da queste armi ben 87 aerei siriani, contro la perdita di due soli aerei israeliani.

Nei combattimenti delle Falkland-Malvine la percentuale di successo dei lanci di missili AIM9L Sidewinder (quindi con guida IR Avanzata) furono superiori al 90%. A 27 AIM9L lanciati corrisposero 24 abbattimenti. ( JP4 Aereonautica Febb. 83 pag. 59)

Sembrerebbe che i missili Sparrow, o più genericamente a guida SARH siano da considerarsi dei veri e propri catenacci rispetto a quelli IR Avanzata, mentre la differenza dei risultati dimostra quello che si è detto precedentemente, e cioè che si tratta di armi dedicate a scopi diversi.

Nelle Falkland-Malvine i Sidewinder furono utilizzati nel combattimento aereo manovrato fra caccia o cacciabombardieri. Combattimenti fra Sea Arrier da una parte e Skyawk e Aeremacchi MB339 dall'altra che si svolsero a distanza ravvicinata nel raggio di pochi Km dalle navi inglesi che gli Harrier difendevano.

Nella guerra Arabo-Israeliana del 1982 i missili Sparrow furono utilizzati dagli israeliani per scompaginare le formazioni di cacciabombardieri Siriani che penetravano ad alta velocità e bassa quota, e poterli poi attaccare in combattimento manovrato con i Sidewinder.

Gli aerei siriani riuscivano facilmente ad evitare gli Sparrow, ma per farlo erano costretti ad abbandonare la formazione tattica e si trovavano poi ad affrontare in stato di inferiorità tattica gli aerei della Hel H'avir.

Ma di fatto gli Sparrow, che sarebbero stati efficacissimi nell'inviluppo delle loro caratteristiche di progetto, ad esempio contro bombardieri in arrivo ad alta quota, tipo Tupolev 22 Blinder, si rivelarono inefficaci contro aerei della classe dei Mig 27 o dei Mirage.

Questa breve ed estremamente esemplificativa descrizione dell'argomento è necessaria per permetterci di fare alcune osservazioni ed ipotizzare quale tipo di danni dovremo poter andare a riscontrare sul relitto del DC9 in caso che questo sia stato colpito da un missile dell'uno o dell'altro tipo, di questa o quella dimensione.

È l'argomento che si tratterà nel prossimo capitolo.


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