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Esame dello stato dei motori recuperati in mare



OSSERVAZIONI DEI CONSULENTI DI PARTE CIVILE SULLA PERIZIA TECNICA DEL 1994 ED ALTRO.

Esame dello stato dei motori recuperati in mare.

Disegno di riferimento : Nessuno

L'ipotesi di lavoro e' la verifica della presenza all'interno dei motori di corpi estranei provenienti dalla struttura dell'aereo e della compatibilità con l'ipotesi di distacco degli stessi in volo..

Come già citato nella descrizione della modalità di destrutturazione in quota del DC9 Itavia si afferma che i due motori sono stati i primi elementi a separarsi dal resto dell'aereo, ad una distanza di tempo di 1 o 2 decimi di secondo l'uno dall'altro.

I motori dell'aereo furono individuati nel corso della 1° campagna di recuperi eseguita dalla società IFREMER per conto del collegio BLASI1.

Uno dei motori fu imbragato e recuperato nel 1987, il secondo, a causa della rottura del cavo di trascinamento e sollevamento fu lasciato sul fondo e recuperato l'anno successivo.

Un primo esame dei motori fu affidato alla società ALFA-Avio, ed è citato in perizia Blasi1 che all'interno di uno ( il xxx) fu rinvenuto un pomello di uno strumento di cabina piloti (radio rack).

Non disponendo attualmente della relazione Alfa-Avio si procede a commentare la relazione Fiat-Avio, eseguita in epoca successiva.

L'esame dei motori iniziò il 20/5/91 presso la Fiat-avio.

Due colli contenevano il motore sinistro, due colli quello destro.

Motore sinistro sn656949

Un collo conteneva una parte di motore ed il regolatore di combustibile.

Un collo conteneva smontati ed accatastati parti dello stesso motore (evidentemente parti smontate nel precedente esame Alfa avio), una cassetta metallica (cassetta n.1) contenente rottami vari, una busta di plastica contenente anch'essa rottami vari, una pompa combustibile con connesso lo scambiatore di calore olio/carburante.

La cassetta conteneva fra l'altro:

- Un pezzo di stoffa elastico color marroncino

- Spezzoni di tubo/guarnizione in gomma

- Pezzi simili a vetro di varie dimensioni di colori vari: verde chiaro, verde scuro e marroncino.

- Detriti di varia natura

- Rottami metallici non identificati in questa fase

- Numerosi frammenti di materiale non metallico simile a isolante termico.

(non sono stati citati quegli oggetti chiaramente facenti parte del motore)

La busta conteneva fra l'altro:

- Frammenti metallici non identificati

- spezzone di tubo di colore blu completamente deformato.

- pezzo di plastica blu con un lato a nido d'ape.

- 2 spezzoni di tubo (gomma) con forma identica a quello rinvenuto nella cassetta

Essendo sia la cassetta che la busta poste nella cassa che conteneva le parti di motore smontate dalla Alfa Avio si può desumere che il loro contenuto sia composto da oggetti ritrovati all'interno del motore sinistro durante lo smontaggio. (se ne potrà avere la conferma esaminando la relazione Alfa avio. Da notare che non viene citato il pomello di cabina piloti (radio rack)

Si possono già fare alcune considerazioni:

A) La parte smontata dalla Alfa avio è la parte anteriore (compressore bassa pressione)

B) Se le parti in gomma, plastica e stoffa fossero state ingerite con il motore in pieni giri non se ne sarebbe trovata traccia, in quanto triturate, bruciate ed espulse posteriormente.

Per procedere all'apertura del motore, stante l'impossibilità di smontare le parti, si è proceduto con la fiamma ossidrica (pag.11)

Negli statori dei compressori di bassa e alta pressione si trovavano i seguenti reperti:

- Uno spezzone di tubo di gomma simile a quello rinvenuto all'interno della cassetta

- Tre frammenti metallici di lega leggera tra i dischi compressore alta pressione

- Due spezzoni in lega leggera sul 1 stadio compressore alta pressione

Nella turbina veniva rinvenuto:

- uno spezzone di tubo di gomma come i precedenti.

- due frammenti in lega leggera

All'esame di laboratorio, peraltro non eseguiti sulle parti in plastica/gomma/stoffa, si ottiene:

- I frammenti metallici in lega leggera sono di lega Al95%-Cu5% oppure Al97%-Si3%

(quindi alluminio dei rivestimenti esterni e alluminio da imbutitura, probabilmente della carenatura motore nda)

- Il tubo di colore blu e' in titanio

- I frammenti metallici della cassetta sono in titanio.

All'esame del motore sinistro appare chiaro che:

- Il motore ha ingerito frammenti di varia natura, con particolare evidenza per quelli di Plastica/gomma/stoffa, mentre era praticamente fermo e freddo.

- Dette ingestioni non possono essere avvenute durante il distacco in quota con le modalità descritte dal CP Taylor, in quanto sarebbero avvenute con il motore in pieni giri ed in fiamma, e dei reperti non sarebbe rimasta traccia.

Motore destro sn633486

Anche il motore destro era contenuto in due colli, un con dentro il motore ed uno con dentro le parti precedentemente smontate dalla Alfa avio.

Si nota fra le parti smontate "uno spezzone di tubo/guarnizione in gomma, simile a quelli presenti sul motore sinistro, fuoriuscente tra l'involucro statore compressore e la struttura posteriore compressore alta pressione".

Si nota che durante gli spostamenti del motore fuoriescono alcuni oggetti, fra cui:

- Frammenti simili a carta/stoffa.

Anche per il motore destro è stato necessario intervenire con la fiamma ossidrica. Durante lo smontaggio si ritrovavano i seguenti reperti:

- n. 3 frammenti in lega leggera nelle camere di combustione

- Uno spezzone di tubo di gomma come i precedenti all'uscita del compressore alta pressione.

- Uno spezzone di tubo di gomma come i precedenti nella struttura posteriore del compressore

Negli statori dei compressori di bassa e alta pressione si ritrovavano:

- Un connettore elettrico di tipo aereonautico

- Uno spezzone di tubo di gomma simile agli altri

- Frammenti metallici in lega leggera

- Spezzone metallico in lega leggera

Dagli esami di laboratorio è risultato che i frammenti di lega leggera erano della stessa lega Al-Cu oppure Al-Si rinvenuti nel motore sinistro.

Un tecnico della Fiat avio, nel corso di una visita a Pratica di Mare, ha potuto accertare i seguenti punti:

- Il pezzo di plastica blu con sagomatura a nido d'ape faceva parte del rivestimento INTERNO dei flap velivolo.

- Gli spezzoni di tubo/guarnizione in gomma erano parte dei rivestimenti anti-vibrante dei pannelli della cabina passeggeri (quindi interni all'aereo nda).

- Spezzoni di tubo simili a quelli in titanio di colore blu sono stati riconosciuti come facenti parte del velivolo.

- Un frammento di fusoliera prelevato e analizzato e' risultato nella sua composizione identico a uno dei due tipi rinvenuti nei motori (Al95%-Cu5%)

Risulta in tutta evidenza che i motori abbiano ingerito materiali vari provenienti dalla struttura del velivolo.

Fra questi alcuni oggetti che per loro natura (plastica/gomma/stoffa/carta) non avrebbero potuto essere ritrovati all'interno se l'ingerimento fosse avvenuto con i motori in pieni giri ed in fiamma.

La cosa è ammessa dai periti Taylor (vol. II parte IV 54 cap.9) che dicono :

D) I corpi estranei rinvenuti all'interno dei motori, come già in precedenza riportato, provengono tutti da elementi del velivolo e possono essere così classificati:

- Numerosi frammenti in lega leggera provenienti o dal rivestimento delle gondole dei motori o dalla struttura del velivolo (entrambi i motori) ( è più esatto dire :provenienti sia dal rivestimento sia dalla struttura)

- Spezzoni di guarnizioni in gomma provenienti dai rivestimenti antivibranti dei pannelli di fusoliera (entrambi i motori)

- Un connettore elettrico di tipo aereonautico probabilmente facente parte del sistema elettrico/elettronico del velivolo. (solo motore di destra)

Il capitolo in questione occupa meno di quattro pagine.

Non viene fatta alcuna considerazione che potrebbe essere contraria all'ipotesi di distacco dei motori in volo ne vie indagato da dove provenisse il connettore citato.

Neppure si fà riferimento al pomello radio-rack sicuramente proveniente dalla cabina piloti e citato dalla Blasi1.

Sempre nella Taylor (vol.II), nei quattro paragrafi 12.2 Modalità di distacco dei motori, 12.2.1 Modalità di distacco del motore destro, 12.2.2 Modalità di distacco del motore sinistro, 12.2.3 Analisi delle possibili azioni dinamiche sui relitti dei motori al momento dell'impatto, non si fà cenno alla presenza dei corpi estranei rinvenuti nei motori.

Nel Vol.IV parte VIII cap. 2.1.1 Possibile successione e concatenazione degli eventi, si descrive la sequenza della destrutturazione in quota del DC9.

Comma 4 : A seguito dell'evento che ha causato l'incidente, si è avuto il distacco e la frammentazione in volo della parte posteriore della fusoliera in massima parte sovrastante il pavimento compresa approssimativamente fra le stazioni 642 e 877, il distacco di entrambi i motori, del tronco di coda e dell'estremità della semiala sinistra.

Il cedimento e il distacco di questi elementi è avvenuto nell'arco di 4/5 secondi.

Comma 5 : Nell'arco di questo tempo uno dei primi eventi è stato il cedimento del vincolo anteriore con la fusoliera del motore destro che ha determinato il distacco del motore stesso con parte della fiancata destra del velivolo ad esso adiacente. Tenendo conto che il CVR, in condizioni normali di volo è alimentato dalla barra destra e, quindi, dal generatore posto sul motore destro, questa ipotesi è congruente con la prima interruzione di corrente registrata dal CVR stesso, determinata dal distacco del motore destro.

Comma 6 : Il distacco del motore, e di conseguenza il tranciamento dei cavi di potenza di destra, potrebbe aver determinato una situazione a "barra morta" che ha causato l'intervento del crosstie relay il quale, nell'arco di qualche centinaio di millisecondi (0,1 sec nda) ha collegato sulla barra sinistra le utenze normalmente alimentate dalla barra destra. Questa ipotesi è quindi in accordo con il riattacco di corrente registrato dal CVR dopo la prima interruzione.

Tutto questo non può essere accettato per i seguenti motivi:

1) Secondo Taylor tutto l'evento è durato 4/5 sec.

2) Il primo evento è stato il distacco del motore destro

3) Fra il distacco del motore destro e il distacco del motore sinistro intercorre un tempo non superiore ai 0,1 sec, massimo 0,2 secondi.

Ne consegue che:

Alla fine della destrutturazione (separazione di motori, coda, ala sinistra) dopo cioè 5 secondi i motori erano già circa 100 metri sotto il resto dell'aereo.

Dopo 5 secondi dal distacco i motori sono ancora praticamente a pieni giri (grazie alla notevole inerzia ed al fatto che stanno avanzando a circa 800 Km/h) e la loro temperatura interna è praticamente la stessa di esercizio (grazie alla inerzia termica dovuta alla notevole massa metallica).

In queste condizioni è IMPOSSIBILE che eventuali oggetti di Plastica/gomma/stoffa/carta siano ingeriti e poi ritrovati all'interno dei motori.

Il fatto che detti reperti siano stati ritrovati ci indica con sicurezza che sono stati ingeriti quando i motori erano praticamente fermi e freddi.

È del tutto assurdo ipotizzare, stante le stesse considerazioni fatte dal collegio peritale riguardo alle diverse traiettorie di caduta di oggetti di diversa forma e dimensioni, che l'ingerimento sia avvenuto in tempi successivi quando i motori erano già fermi e freddi.

Si dovrebbe ammettere infatti che i motori, i tubi di gomma, i frammenti leggerissimi di Nido d'ape, la stoffa elastica, la carta, i tubi di titanio, i frammenti minuscoli di lamiere della fusoliera e gli spezzoni di lega leggera (tutto materiale ritrovato nei motori) possa essere caduto con la stessa velocità, con la stessa traiettoria e che casualmente gli stessi oggetti siano stati ingeriti da entrambe i motori.

E comunque non giustificherebbe la presenza del pomello di cabina piloti.

Quest'analisi sui motori pone alla nostra attenzione contraddizione esistenti nella perizia Taylor.

Non è certamente la sola anche se è una delle più evidenti.

L'argomento, essendo in palese contraddizione con la modalità di rottura in quota descritta in perizia avrebbe dovuto essere ampiamente dibattuto in Perizia Tecnica. Ma non è stato fatto, come se non fosse stato ritenuto importante.

La cosa stupisce poiché il tema delle conseguenze sull'ingerimento di corpi estranei da parte dei motori di aereo è un argomento grandemente dibattuto e sul quale si pone grande attenzione.

Pur non essendo assolutamente un esperto in materia, ricordo perfettamente di aver letto su riviste specializzate che alcuni moderni motori d'aereo, per poter ottenere la certificazione, devono superare senza danni una prova pratica dove un apposito cannone ad aria compressa spara all'interno del motore in moto carcasse di volatili (generalmente sono i volatili ad essere ingeriti da un motore d'aereo) rispondenti a certi requisiti di dimensione e peso. Il volatile, che viene "digerito" dal motore non deve causare danni allo stesso.

È ovvio che comunque sia non è che si trovi poi un uccello, per giunta crudo (come i nostri tubi di gomma) all'interno del motore.

Quindi non mi sembra una considerazione campata in aria affermare che sia impossibile ritrovare, nel nostro caso, tubi di gomma o frammenti di Honeycomb (nido d'ape), se si sostiene che questi sono stati ingeriti a pieni giri ed alta temperatura. Basta poi cronometrare i tempi di arresto di un qualche motore d'aereo dopo lo spegnimento per verificare che la parte rotorica gira per qualche minuto (e per giunta non mentre viene investita da un vento di 800 Km/h come nel caso in esame), verifica che permette di classificare come assurda una qualche ipotesi che preveda l'arresto del motore in 0,2 secondi o in tempi paragonabili. Un arresto in pochi secondi può avvenure solo in presenza di interferenza fra la parte statorica e quella rotorica, con conseguente sbarbamento delle palette che non è assolutamente avvenuto.

Sembra di poter osservare che nella perizia di ufficio è stata privilegiata l'attenzione su alcune evidenze, e solo su quelle, che privilegiano l'ipotesi di distruzione in quota. Le evidenze contrarie non sono state valutate invece con la doverosa attenzione, anzi sembra che non siano state valutate per niente.


CONCLUSIONI

L'esame dei motori ha evidenziato che al loro interno erano presenti oggetti di natura tale da non poter sussistere se ingeriti in tempi in cui i motori dovevano essere a pieni giri e piena temperatura, quali quelli ipotizzabili nei pochissimi secondi che hanno impiegato i motori ad allontanarsi dal resto dell'aereo.

La conclusione è che, vista la tipologia dei reperti rinvenuti, questi siano entrati nei motori al momento dell'impatto dell'aereo in mare e che i motori, in quel momento, fossero ancora al loro posto.

Al momento dell'impatto si è verificata una "nuvola di rottami" che i motori hanno attraversato.

In questo momento i motori erano ormai freddi (erano passati oltre 3 minuti dal loro spegnimento) e giravano a bassissima velocità trascinati dal vento relativo.

Attraversando la "nuvola di rottami hanno ingerito i materiali poi ritrovati nel loro interno.

Questa conclusione è ovviamente contraria alla possibilità che l'aereo si sia distrutto in quota come descritto in Perizia Tecnica.


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